Long story short? Siamo partiti per fare un cammino di quattro-cinque giorni nella natura, e oltre che dai boschi e dai panorami verdissimi e curati, ci siamo trovati avvolti dal calore e dall’accoglienza delle persone. Emozionati, colpiti, divertiti: in questa guida ti spieghiamo come fare il Cammino di San Rocco tra Vallagarina, Val di Gresta e Altopiano di Brentonico in Trentino.

Cos’è il Cammino di San Rocco in Trentino?
Definizione breve: il Cammino di San Rocco è un cammino breve – sono 70 km in tutto, per poco più di 3000 metri di dislivello – suddiviso in cinque tappe, che si svolge nel Trentino meridionale, tra Vallagarina, Val di Gresta e Altopiano di Brentonico.
I principali elementi di interesse sono:
- un paesaggio che mostra l’attenta mano dell’uomo che però mai snatura l’ambiente,
- le tracce della Prima Guerra Mondiale, con due siti perfettamente tenuti, visitabili, e molto evocativi
- la vista sul Lago di Garda,
- scenari che cambiano giorno dopo giorno, passando da fitti boschi a curati vigneti, da orti terrazzati a piccoli borghi silenziosi;
- le orme e la storia di San Rocco (anche se in realtà qui il santo francese non è passato!),
- l’ospitalità delle persone e lo spirito che anima le comunità attraversate da questo percorso.
Un caffè in casa, servito nel servizio buono. Incitazioni a camminare, a farcela. Saluti, sorrisi e chiacchiere lungo la strada. Le attività commerciali coinvolte, l’ospitalità semplice – in un attimo ti raccontiamo tutto – l’umiltà. Il Cammino di San Rocco ha quel che di antico, genuino, gentile, che alle volte sentiamo mancare lungo altri, più celebri percorsi.
Questo cammino è consigliato (anche) a chi vuole cimentarsi con un cammino non troppo ardimentoso, in quanto si cammina molto spesso quasi sempre su stradine di campagna (asfalto, cemento e strade bianche).

Le tappe del cammino del San Rocco: 3, 4, 5 e… una bella comodità!
La forma del cammino è quella di un 8: due anelli con punto di contatto su Mori. L’abbiamo trovata una cosa geniale, perché ti permette di spezzare il cammino in due tranche separate – ad esempio, per farlo in due weekend: l’anello nord (3 tappe) ti porta in Val di Gresta, quello sud (2 tappe) sull’Altopiano di Brentonico. Ma puoi anche semplicemente lasciare il cambio in auto per alleggerirti lo zaino e avere vestiti puliti senza doverli lavare.
Il cammino è pensato per essere camminato in 5 tappe.
Si possono accorpare le tappe? Sì, noi l’abbiamo fatto in 4 tappe unendo la 2 e la 3 (trovi le descrizioni più in basso). Tuttavia, ci siamo resi conto che tenendole divise, si ha più tempo, lungo la terza tappa, di visitare il complesso di trincee di Nagià-Grom, nel quale puoi passare ore ad esplorare, senza annoiarti. Inoltre, il fatto di tornare al punto di partenza semplifica tantissimo le cose a livello logistico.
C’è anche chi lo percorre in 3 tappe unendo la 1 e la 2 e unendo anche la 3 e la 4.
Spezzare le tappe per renderle più leggere? Si può fare anche questo!
Inoltre essendo un cammino tra paesi, sappi che – qualora qualcosa andasse storto o fossi troppo stanco per proseguire – ci sono innumerevoli vie di fuga: ti basterà prendere un autobus e tornare a Mori.
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
Sul nostro profilo Instagram trovi le storie in evidenza sul Cammino di San Rocco; iscrivendoti alla newsletter potrai leggere il numero con il nostro racconto a caldo.
Chi era San Rocco?
Pellegrino medievale nato in Francia, San Rocco parte a piedi da Montpellier per raggiungere Roma. Nel mezzo, la pestilenza. Ecco che diventa taumaturgo e, per proprietà transitiva, protettore dalle epidemie e pandemie. Nelle nostre montagne San Rocco è diffusissimo: cappelle, capitelli, edicole sono piazzati nei pressi dei paesi e dei crocevia, a protezione.
Dolcissimo un dettaglio della sua storia: appestato anch’egli, viene isolato. Ogni giorno, mentre è in “quarantena”, un cane ruba una pagnotta e gliela porta, permettendogli così di sopravvivere.
Questo fedelissimo cane è sempre rappresentato nell’iconografia del santo – pagnotta in bocca compresa. Ed è per questo che se hai fatto il Cammino di San Rocco con un cane, alla fine anche il tuo amico riceverà l’attestato! Che dolcezza!
Ci sono difficoltà tecniche?
Decisamente no. Il cammino procede bene, le pendenze sono morbide e il fondo stradale sempre facile – c’è molto asfalto, ma si tratta pressoché di appartate stradine di campagna, per nulla trafficate. Di salite un po’ erte ce ne sono solo tre: due si trovano all’inizio della prima tappa, quando si risale verso Nomesino e poi verso Cornano; il terzo si trova l’ultimo giorno, risalendo dalla Val Sorne, ma niente di impossibile.
Una piccola avvertenza riguarda, in certe stagioni, la presenza di zecche. La bassa quota e gli ambienti attraversati lo rendono un rischio effettivo. Ti consigliamo di seguire i normali consigli per prevenire il morso, e di fare ogni sera un attento controllo. Se non sai di cosa stiamo parlando, puoi leggere la nostra guida alle zecche.
Nel novero delle difficoltà si segna spesso la disponibilità di acqua. Il Cammino di San Rocco è sufficientemente servito da fontane pubbliche (freschissime!), tranne che lungo la prima tappa. Leggi con attenzione le relazioni per capire che scorta portare con te.
Se non hai pratica di escursionismo multi day, puoi approfondire con gli articoli che abbiamo scritto sul tema dell’idratazione in montagna. Puoi iniziare da qui e da qui.
Ovviamente, la scorta dipende dalla stagione in cui percorrerai il cammino.

Quando percorrere il Cammino di San Rocco in Trentino
Ti consigliamo di tenere d’occhio la stagione: trovandoci a basse quote e spesso su strada, il Cammino di an Rocco sa essere molto caldo, quindi eviterei l’estate, puntando invece a percorrerlo:
- in primavera, perché tutto è verdissimo e le fioriture – soprattutto spontanee, ma anche quelle di orti e giardini – lungo tutto il percorso sono ECCEZIONALI (questo è il periodo in cui l’abbiamo percorso noi);
- in autunno, perché i boschi di faggio, i castagneti e i vigneti si colorano di poesia.
Il cammino può essere percorso tutto l’anno, anche in inverno – come lo scorso anno – ma in certe annate la neve può arrivare ai punti più alti (verso Passo Bordala, Monte Creino).
Indicazioni lungo il Cammino di San Rocco: la segnaletica
Il Cammino di San Rocco si svolge fondamentalmente su una concatenazione di sentieri CAI preesistenti. Indicato dal segnavia F20, è ottimamente tracciato. Lungo il percorso infatti si trovano i classici segnavia CAI bianco-rossi, ai quali viene aggiunto il logo del cammino con i tre cerchi sovrapposti.
Il Cammino di San Rocco è riassunto da tre cerchi colorati, cha rappresentano i tre Comuni attraversati dall’itinerario: Mori con il giallo del marmo che veniva cavato nel suo territorio; Ronzo-Chienis con il rossiccio del suo terreno agricolo; Brentonico con il Parco del Monte Baldo.
Oltre ai segnavia, troverai un bollino con il logo del cammino praticamente ad ogni bivio. Alle volte i bollini vanno cercati – la vegetazione magari li ha in parte nascosti, oppure sono stati applicati in punti che non ti aspetti; tuttavia, dopo la prima tappa avrai sviluppato “l’occhio per il bollino”, e non avrai problemi.

Cartografia, tracce e sito web ufficiale
Il tracciato del Cammino di San Rocco è ben riassunto nella carta 1:20.000 che ti viene data nel kit del pellegrino, insieme alla credenziale. Questa cartografia è OTTIMA: se sul percorso hai qualsiasi dubbio, e sapendo leggere una carta topografica, puoi facilmente dirimerlo.
Trovi le tracce GPX in fondo all’articolo.
Le info aggiornate su ciascuna tappa le trovi sul sito ufficiale del Cammino di San Rocco: camminosanrocco.it . Oltre alle informazioni, trovi schede che ti raccontano ogni punto di interesse che troverai lungo il percorso.

La credenziale e il testimonium
La credenziale del Cammino di San Rocco è deliziosa! È un vero e proprio libricino che, oltre allo spazio per i timbri, contiene l’itinerario sintetico di ogni tappa, la posizione dei timbri (controlla per eventuali variazioni sul sito ufficiale) e un bellissimo elenco di attività consigliate da fare durante il percorso.
La credenziale si compra con il kit del pellegrino (carta topografica, una seconda carta con i punti di interesse del Comune di Mori, una spilletta e la comodissima bustina impermeabile) si compra presso le edicole di Mori.
Gli 11 timbri ufficiali (disegnati dalle studentesse dell’Istituto Artistico Depero di Rovereto – che bello!) – rappresentano i punti salienti del territorio. Esistono però alcuni timbri “non ufficiali”, dei quali si sono dotate alcune realtà del territorio. A te il compito di scoprirli.
Una volta tornati a Mori, si passa al birrificio Artesan Birrante per una freschissima e ottima birra artigianale… e per ritirare il certificato del Cammino. Compreso quello del tuo cane, se ti ha fedelmente accompagnato lungo le strade e i sentieri del Cammino di San Rocco! Esiste finale migliore di questo??

Dove dormire lungo il Cammino di San Rocco
Lungo il Cammino sono presenti diverse strutture di accoglienza – alberghi, B&B, agriturismi. Il consiglio è sempre quello di prenotare con anticipo le tue sistemazioni.
La cosa più bella però è che a Mori e a Sorne sono presenti due strutture per l’ospitalità semplice: si lascia un contributo volontario, e si può usufruire di posto letto, docce, cucina. Non solo è il verso spirito di un cammino, ma permette di ridurre il costo complessivo dell’esperienza. Ovviamente bisogna sapersi adattare ad un materasso per terra o ad una brandina, ma l’ospitalità è garantita.
Trovi l’elenco di tutte le strutture sul sito ufficiale del Cammino, qui ti consigliamo solo quelle che ci hanno colpito, tappa per tappa.

Il Cammino di San Rocco in tenda
Sì, puoi farlo. Valgono SEMPRE le regole del bivacco notturno.
Un cammino dog-friendly
Posso percorrerlo con il cane? Assolutamente sì, anzi! I cani sono benvenuti lungo il Cammino di San Rocco, e hanno diritto al loro bel certificato finale.
Anche molte delle strutture saranno liete di accogliere i vostri amici.
Tuttavia, gli ambienti che si attraversano sono generalmente antropizzati: piccoli borghi, abitazioni isolate, attività agricole. Il guinzaglio è fondamentale per la presenza di altri cani e, dove si attraversano boschi, di fauna selvatica.
Le 5 tappe del Cammino di San Rocco
Come raggiungere il punto di partenza (Mori)
In auto, salendo da Rovereto sud. Puoi lasciare la tua auto per tutta la durata del Cammino nel parcheggio del cimitero di Mori (qui).
Puoi anche raggiungere Mori in autobus, sempre da Rovereto.

Prima tappa: da Mori a Ronzo-Chienis
La prima tappa del Cammino di San Rocco è anche la più impervia, dato che accumula molto dislivello rispetto alle altre. Sarà che eravamo ancora freschi, ma a noi è filata liscia.
Un San Rocco moderno ci saluta sul lato meridionale della chiesa di Santo Stefano a Mori da dove inizia ufficialmente il cammino (204 mslm): il primo timbro per la credenziale è qui dentro. Superiamo l’ampia piazza Cal di Ponte, proseguiamo tra le vie del quartiere Villanova e inforchiamo, stretta ma evidente sulla sinistra, la salita lastricata alla Chiesa di Monte Albano (311 mslm).
Un quarto d’ora e l’atmosfera cambia: siamo stretti contro le pareti di roccia che salgono sopra di noi – si vedono persone minuscole percorrere l’ardita via ferrata, altre fare provare i boulder nel parchetto vicino; il grande orologio di Monte Albano segna l’ora, gli alberi offrono fresca copertura, la fontana disseta.
Da qui si entra nel vivo del cammino: un sentiero nel bosco affronta proprio quel versante verticale, nel fitto dei boschi. C’è anche un po’ di pendenza, quindi la salita va affrontata con calma per non bruciarsi subito. Sbuchiamo infine su una stretta strada asfaltata e, dopo aver infilato le braccia nella gelida sorgente Acqualù, arriviamo a Nomesino (760 mslm), piccolo borgo sospeso. Qui c’è una bellissima sorpresa – che non ti spoilero – e anche vale la pena di prendere qualcosa al Circolo Castel Frassem.
A proposito dei circoli. Ce n’è uno in ogni paesello, e spesso sono l’unica attività presso la quale bere qualcosa di fresco o mangiare un gelatino. Fanno però orari un po’ difficili (in genere chiudono ad ora di pranzo), ma quando sono aperti sono una festa, in quanto agiscono da formidabile punto di incontro. Anche per gli alimentari considera che spesso non fanno orari continuato.
Ci lasciamo Nomesino alle spalle, saliamo per un’altra rampa fino alla splendida Chiesetta di Sant’Agata (circa 950 mslm) che nel giorno della santa viene trafitta dalla luce solare, e saliamo per superare le belle case di pietra di Corniano.
Passiamo poi per la Grotta degli Appestati (1105 mslm), la curiosiamo (e ti consiglio di farlo per la storia che si nasconde tra queste rocce), e siamo presto sospesi sulla Vallagarina, tra boschi e prati.

Raggiungiamo così il limite tra i comuni di Mori e Ronzo-Chienis (1278 mslm) – riconosci il punto per tre motivi: l’imponente Monte Stivo di fronte, i morbidi prati, l’improvvisa selva di cartelli che un po’ disorientano. Qui infatti c’è da piegare sulla sinistra e seguire il sentiero che attraversa i boschi e raggiunge Ronzo-Chienis.
Superate alcune case, il percorso sbuca a quota 1050 mslm ad un bivio: prendendo a sinistra, in cinque minuti siamo al Forest Camp, se invece hai prenotato un posto letto a Ronzo-Chienis (993 mslm), devi prendere sulla destra per un altro paio di chilometri.
Dove dormire? Sicuramente al Forest Camp Val di Gresta (1056 mslm), un bellissimo rifugio tra i boschi nel quale si cena con un ottimo menu del pellegrino.
1° tappa del Cammino di San Rocco: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Mori, piazza Cal di Ponte (204 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Ronzo-Chienis (993 mslm) oppure Forest Camp (1056 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1100 m positivi, 370 m negativi |
| 📏 Lunghezza | 16 km |
| 😅 Punti difficili | Ci sono due tratti pendenti: dopo la chiesa di Monte Albano, e tra Nomesino e Cornano |
| 💧 Acqua | Mori, Chiesa di Monte Albano, Ronzo-Chienis. Questa è la tappa più povera di fonti (sono tutte segnate come “non potabili”, ma è in realtà un “non controllate”, utile una cannuccia/borraccia potabilizzatrice) |
| 🗺️ Traccia gpx | La puoi scaricare qui, oppure dal sito ufficiale del Cammino (dove puoi verificare eventuali cambiamenti temporanei del percorso) |
Seconda tappa: da Ronzo-Chienis a Valle San Felice
Una nota. Molti pellegrini accorpano questa tappa con la successiva. Noi l’abbiamo fatto e, fondamentalmente, un po’ ce ne siamo pentiti. Perché la distanza si fa impegnativa, ma soprattutto perché la terza tappa prevede il passaggio per il sito delle trincee di Nagià-Grom: bellissime ed estese, ci puoi perdere anche un paio d’ore. Noi le abbiamo esplorateun po’ in rapidità verso fine giornata, ed è stato un peccato.
Da Ronzo-Chienis, si risale la strada che porta al Passo Bordala – bella la vista sugli orti del Trentino, essendo la Val di Gresta un piccolo capolavoro di orti e campi terrazzati. Non a caso, questa valle viene chiamata “l’orto biologico del Trentino”.
In corrispondenza di un tornante (1100 mslm), ci si infila nel bosco e si raggiungono con un facile sentiero le trincee del Monte Creino (1200 mslm). Il complesso di trincee è molto bello ed evocativo. Il percorso del Cammino passa proprio per una lunga trincea, ma permette anche di esplorare deviazioni, grotte, postazioni scavate nella rocca. È da una di queste che si ha il primo panorama sul settore settentrionale del lago di Garda.
Seguendo il sentiero, si arriva alla cima del Monte Creino (1280 mslm), croce bianca e tavolone per riposarsi un poco.
Lasciato il Creino, seguiamo una rete di strade di campagna che attraversano ampi prati, per poi – a quota 1195 mslm circa – imboccare sulla sinistra una splendida, rilassante mulattiera nel bosco. Qui camminare si è rivelato – inaspettatamente – uno dei momenti più magici dell’intero Cammino di San Rocco, senza fatica, lasciando i pensieri liberi di fare le loro cose e con il sole a filtrare morbido tra le fronde. Speciale
La strada aggira il Monte Brugnolo, piega bruscamente verso est e inizia scendere in una piccola valle coltivata. Raggiungiamo così Pannone, piccolo abitato costruito attorno ad un tornante. Da qui seguiamo fedelmente le indicazioni del cammino, che ci portano supra al dosso sul quale sorgono le rovine del Castel Gresta (818 mslm), poi giù a forza di scorciatoie, sentierini e mulattiere fino a Valle San Felice (568 mslm).
La seconda tappa ufficiale finisce qui, al netto che tu non voglia, come noi, proseguire fino a Mori e accorpare così 2° e 3° tappa.
Dove dormire? Non abbiamo una struttura da consigliarti per la notte perché noi non ci siamo fermati qui.
2° tappa del Cammino di San Rocco: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Ronzo-Chienis (993 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Valle San Felice (568 mslm) |
| 📐 Dislivello | 400 m positivi, 800 m negativi |
| 📏 Lunghezza | 14,5 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno (occhio all’orientamento una volta scesi dal Castel Gresta) |
| 💧 Acqua | A Ronzo-Chienis, Pannone e Valle San Felice (altre fonti sono tutte segnate come “non potabili”, ma è in realtà un “non controllate”, utile una cannuccia/borraccia potabilizzatrice) |
| 🗺️ Traccia gpx | La puoi scaricare qui, oppure dal sito ufficiale del Cammino (dove puoi verificare eventuali cambiamenti temporanei del percorso) |
Terza tappa: da Valle San Felice a Mori
Tappa brevissima, stando all’itinerario ufficiale, ma per un buon motivo.
Usciti da Valle San Felice, hai due possibilità:
- proseguire seguendo i simboli del cammino in direzione Manzano e, poco prima di questo abitato, prendere sulla sinistra “l’ingresso” delle trincee del Nagià-Grom (che vengono considerate una deviazione facoltativa rispetto all’itinerario del cammino), oppure
- come abbiamo fatto noi, perché ci sembrava più logico, inserire le trincee nel percorso che ti indichiamo.
Ti spiego la nostra variante. Subito dopo l’esteticissima chiesa dei Santi Felice e Fortunato è possibile prendere la via diretta per le trincee, che passa di fianco al cimitero. La strada scende tra le campagne e raggiunge l’attacco del sentiero, un po’ erto, che sale alle trincee da sud. Con poco più di 150 metri di dislivello si arriva al Monte Nagià-Grom, letteralmente traforato di opere belliche – trincee, cavità, muri e muretti, postazioni, osservatori.
Sono gli Alpini di Mori che hanno preso a cuore questo luogo, e lo tengono in perfetto stato di manutenzione. Ci sono le cucine e i magazzini (mai visti prima d’ora), lunghi camminamenti, trincee ad anello, deviazioni, passaggi, salette strettissime.
Fondamentalmente, il monte è tagliato in due da una strada “principale”, e le trincee si sviluppano sui due lati. Oltre alle cucine, i punti più belli da raggiungere sono l’osservatorio e la croce del Nagià-Grom (787 mslm).
Una volta visitate le trincee (ci si può stare dentro anche 2-3 ore senza annoiarsi), si scende per la via di accesso a nord che dà sulla strada asfaltata; si prende a destra e si raggiunge Manzano (750 mslm).
Qui è possibile fare una seconda deviazione, andando a visitare il sito della chiesetta di Sant’Apollonia. Ci vogliono venti minuti tra andare e tornare, non saprei dire se consigliartela o meno. Da lontano è bellissima, ma si può entrare.
Da Manzano, una eterna mulattiera dal fondo lastricato ma scombinato nello stesso tempo (già…) metterà a dura prova i tuoi piedi fino a Mori Vecchio, dove idealmente la tappa finisce – anche se dovrai raggiungere il posto nel quale hai prenotare il pernotto.
Dove dormire? A Mori, nei pressi del cimitero, è presente la struttura per l’ospitalità a donativo: con un’offerta libera puoi usufruire di letti e doccia. Noi abbiamo dormito e cenato (ottima la pizza) alla Vecchia Mori, proprio in piazza, e te lo consiglio.
3° tappa del Cammino di San Rocco: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍Partenza da | Valle San Felice (568 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Mori vecchio / Mori (204 mslm circa) |
| 📐 Dislivello | 150 m positivi, 500 m negativi |
| 📏 Lunghezza | 4,5 km escluse le deviazioni |
| 😅 Punti difficili | Nessuna, ma se segui la nostra “variante” per le trincee di Nagià-Grom, il sentiero iniziale è piuttosto erto |
| 💧 Acqua | A Valle San Felice, Manzano, Mori Vecchio |
| 🗺️ Traccia gpx | La puoi scaricare qui, oppure dal sito ufficiale del Cammino (dove puoi verificare eventuali cambiamenti temporanei del percorso) |
Quarta tappa: da Mori a Sorne
La lunghezza di questa tappa dipende da dove vuoi fermarti a dormire per la sera. Se ti fermi a Bretonico hai a disposizione diversi hotel e B&B, oltre a ristoranti e servizi. Noi però abbiamo preferito portarci avanti fino a Sorne (altri 4 km in più che però si limano dall’ultima tappa rendendola più semplice). Qui però è presente SOLO un posto con ospitalità a donativo presso la Casa Sociale.
Da Mori seguiamo la ciclabile che, diretta al Garda, attraversa l’ampia distesa di vigneti a ovest di Mori. Iniziamo poi a risalire su strada asfaltata fino a Sani (270 mslm) e poi a Castione, terra di famosi marroni (535 mslm). Qui siamo riusciti a intercettare Carlo del birrificio Viess: se chiami con anticipo e non sono troppo impegnati nei campi, organizzano anche degustazioni di birre artigianali.
Da Castione saliamo per boschi di castagno secolari, ma sempre su comode strade, fino a Brentonico, cuore dell’altopiano omonimo (656 mslm). Attraversiamo il centro storico – con un po’ di sfortuna abbiamo azzeccato l’orario di chiusura di molte attività, accidenti! – e proseguiamo verso Sorne (550 mslm), piccolo abitato immerso nei boschi che si raggiunge dopo strada carrareccia e un tortuoso sentiero recuperato tra i terrazzamenti (attenzione un po’ al passo).
Dove dormire? A Sorne abbiamo dormito alla Casa Sociale: necessario sacco lenzuolo e spirito di adattamento perché i letti si mettono per terra, ma le coperte sono tutte pulitissime e la struttura anche. Non ci sono esercizi dove acquistare cibo e bevande (l’unica trattoria nel borgo, collegata all’allevamento di trote, è aperta solo il weekend – sembra essere un bel posto se ti capita). Tuttavia, la casa sociale è organizzata per l’ospitalità semplice a donativo: con un’offerta libera puoi usufruire di bagno, doccia, cucina attrezzatissima e una piccola scorta di cibo per cucinare una pasta e fare colazione; se vuoi qualcosa di più goloso, compralo prima a Brentonico. Fuori dalla Casa Sociale è presente anche un calcio balilla: qui puoi leggere un breve racconto per capire l’atmosfera di questo luogo.
4° tappa del Cammino di San Rocco: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Mori / Mori Vecchio (204 mslm circa) |
| 🏅 Arrivo | Sorne (550 mslm circa) |
| 📐 Dislivello | 600 m positivi, 250 m negativi |
| 📏 Lunghezza | 13,9 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno |
| 💧 Acqua | A Mori, Sano, Castione, Brentonico e Sorne |
| 🗺️ Traccia gpx | La puoi scaricare qui, oppure dal sito ufficiale del Cammino (dove puoi verificare eventuali cambiamenti temporanei del percorso) |

Quinta tappa: da Sorne a Mori
È una tappa lunga, ma – te lo diciamo subito – la deviazione è consigliatissima…
Da Sorne scendiamo al ponte che supera il Torrente Sorna e risaliamo per una facile carrareccia fino a Prada (775 mslm), dove troviamo una bottega per comprare qualcosa. Alti sopra all’Altopiano di Brentonico, godiamo di una bellissima vista su un ambiente dominato da morbidi rilievi, ordinati vigneti e macchie di bosco.
Da Prada si cammina facilmente fino a Saccone, da dove si scende dapprima a Corné e poi, su uno stretto sentiero, dentro la stretta valle del Sorna.
Il Torrente Sorna è il protagonista di un parco fluviale fatto di forre, pozze, salti e vegetazione lussureggiante, con un accenno di Amazzonia. In questo paradiso del canyoning, ti consiglio di fare questa deviazione:
- segui come da itinerario le indicazioni per il Ponte del Diavolo (Pont del Diaol),
- incontrerai ad un certo punto una prima deviazione per una madonnina incastonata in una fessura della roccia (ci vogliono 2 minuti per la deviazione),
- la seconda deviazione invece – indicazione “miniere” – ti porterà a scendere un centinaio di alti scalini di legno fino a un ponte di ferro sospeso su una scavatissima gola con cascate e salti d’acqua davvero bello (ci vogliono circa 25 minuti per la deviazione),
- da qui puoi anche proseguire lungo il sentiero che percorre un tratto di forra,
- e tornare indietro alla deviazione.
Raggiunto poi il Pont del Diaol (occhio a guardare giù, che è vertiginoso), sali con un po’ di fatica a Cazzano e a Crosano, paeselli silenziosi e pacifici dove il tempo sembra rallentare. A Crosano (578 mslm) trovi anche una versione “pop” di San Rocco, idea di un artista locale per sopperire alla mancanza di un originale. Qui, il santo è ritratto con i piedi sopra al virus pandemico del 2020.
Da Crosano possiamo dire che inizia la lunga discesa finale, in un ambiente dominato dai vigneti. Si arriva così a Besagno (383 mslm), con bellissima vista dal sagrato sospeso sulla Vallagarina, e poi a Tierno (221 mslm), sobborgo di Mori caratterizzato da corti chiuse dietro alti portoni ad arco.
In un attimo siamo a vista di Mori e del campanile che ci guida a chiudere il Cammino di San Rocco in Piazza Cal di Ponte e, poi, al Birrifio Artesan Birrante, nella vicina Via Modena, dove ti viene dato il certificato del cammino… e puoi reidratarti con una ottima birra artigianale!
5° tappa del Cammino di San Rocco: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Sorne (550 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Mori, Birrificio Artesan Birrante (204 mslm) |
| 📐 Dislivello | 740 m positivi, 1100 m negativi |
| 📏 Lunghezza | 19,5 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno, eccetto la lunghezza della tappa |
| 💧 Acqua | In ogni paese trovi una fresca fontana |
| 🗺️ Traccia gpx | La puoi scaricare qui, oppure dal sito ufficiale del Cammino (dove puoi verificare eventuali cambiamenti temporanei del percorso) |
“Questo cammino ti stupirà perché nonostante la bellezza è ancora poco frequentato, ma non mancano gli incontri e le chiacchiere: infatti è un percorso nato dalla comunità, e così eccoci a bere il caffè dal servizio buono, a condividere una birra che sa di bosco, a dormire in strutture che fanno accoglienza a donativo, e a chiacchierare con chi questo cammino lo chiama casa.”
Buon Passo! Silvia e Davide















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