Se cerchi un’escursione che ti porti su tre cime differenti e tutte facile da raggiungere, che passi per uno splendido lago di origine glaciale, che sia un’anello e che non ponga difficoltà tecniche, l’anello dei monti Paularo, Dimon e Neddis passando per il lago Dimon, fa per te.
Ci troverai bellissimi panorami sempre cangianti, un ambiente emozionante, l’occasionale gregge di pecore e alcune curiosità: ti raccontiamo ogni cosa a tempo debito, buona gita!
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Il punto di partenza per il Lago Dimon e come fare l’anello
Saliamo in auto verso Castello Valdajer (o Valdaier, su alcune carte), curiosa costruzione gialla tra i suggestivi prati e i boschi della Carnia Centrale. Qui si trova un ampio parcheggio.
Per quanto riguarda il senso in cui fare l’escursione, ti consiglio quello che abbiamo fatto noi, cioè in senso orario. In questo modo, ti riscaldi facendo all’inizio la lunga ma morbidissima carrabile fino al Lago Dimon; dopodiché, camminerai sempre con spettacolari panorami negli occhi – anche nell’ultimo tratto di discesa.
Curiosità numero n.1. Su questo edificio giallo che spunta tra il verde della vegetazione, trovo due notizie, o anche tre, e in parte contrastanti. Mettendo insieme i pezzi, pare che Castello Valdajer siano nato come fortificazione, prima del 1500, per volere del colonnello (altri dicono barone) austriaco (altri chiamano in causa il Sacro Romano Impero) Corrado IV von Kreig, comandante del Forte di Osoppo durante la guerra tra Austria e Serenissima; il figlio, possidente di Ligosullo di nome Leonardo di Corrado de Craigher, si innamora del luogo e decide di adattare il fortino a propria dimora. Per l’Europa gira un’architrave originale con data e iniziali. Segue la classica storia di ampliamenti, incendio per mano di soldati in ritirata, ricostruzioni. In ogni caso, inizialmente non era dipinto di giallo; è stato infine un apprezzato bar e ristorante, e ora è chiuso da un po’.

Curiosità numero n.2. Per tutta l’escursione, cammineremo all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS) Alpi Carniche – un’area che fa parte della rete ecologica europea Natura 2000 per la protezione degli uccelli selvatici e dei loro habitat – e del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) Monte Dimon e Paularo, area proposta per la conservazione della biodiversità. Fai caso alla ricchezza dei prati, alle fioriture, ai colori, quando camminerai per di qua.

Da Castello Valdajer al Lago Dimon
⚠️ Prima di partire, due avvertenze. Il percorso è per la maggior parte esposto, quindi nelle giornate di caldo può essere tosto anche, ci dicono, per i cani. E parlando di cani, lungo l’itinerario ci sono diversi cartelli che avvertono la presenza di cani da guardiania.
In senso orario, dicevamo. Alle spalle del castello (1340 mslm), prendiamo sulla sinistra la strada asfaltata – indicazioni per Lago Dimon – e ci prepariamo al lungo avvicinamento verso l’eccezionale ambiente in quota. Camminiamo tranquilli, sono quasi 6 km che però praticamente non si sentono; l’asfalto si fa sterrato, passa un’abbondante fonte d’acqua sulla nostra destra e guardiamo con occhi meravigliati il panorama circostante tra piccole cascate e cime imponenti.
Proseguiamo per un paio di lunghi tornanti ed eccolo: sotto di noi, sul fondo di una conca la cui origine glaciale è evidente, il Lago Dimon (1852).
Forma allungata, rive d’erba che si muove al vento, acqua di un colore splendido: questo posto è bellissimo!
Per arrivare qui abbiamo impiegato circa un’ora e mezza, 6km e 400 mt di dislivello. Puoi fermarti qui… ma noi ti consigliamo di proseguire!



Se vogliamo, possiamo scendere al lago – sono pochi metri – sapendo poi che dobbiamo tornare sulla carrareccia, e proseguire fino ai ruderi di Casera Montelago (o Ruviis, 1920 mslm).
A questo punto, puoi scegliere se deviare per la cima del Monte Paularo (consigliatissimo) e leggere il prossimo paragrafo, oppure proseguire per l’anello, e allora ci vediamo poco più in basso.

Salita al Monte Paularo
Superiamo i ruderi rimanendo sulla carrareccia e individuiamo un crocevia, dove seguiamo il cartello sentiero 404/Forcella Fontanafredda; alle nostre spalle, un piccolo lago. Siamo ora su un sentiero che sale tranquillo per il versante meridionale del Monte Paularo; in corrispondenza di un cartello rotto prendiamo a sinistra e, in altri dieci minuti siamo in cima al Monte Paularo (2043 mslm).
La deviazione per il Monte Paularo presenta una salita di meno di 30 minuti.
Qui troviamo tre cose. Una modesta croce di vetta; il libro di vetta dentro la sua scatola di metallo; il panorama. Ecco, a proposito di panorama, se questo era stato già salendo bellissimo – ampio sulla conca del Lago Dimon, sul monte omonimo e le sue creste, e poi oltre verso (come minimo) il Sernio, imponente – è di fronte a noi che c’è qualcosa di incredibile: l’abitato di Timau, la Val Grande in tutto il suo sviluppo e, a termine di questa, un eccezionale Monte Coglians, una delle cime iconiche del Friuli Venezia Giulia per eccellenza.
Piccola sosta – non per noi: il vento era fortissimo – e scendiamo per la via della salita fino a tornare ai ruderi della Casera Montelago.
Da Casera Montelago al Monte Dimon e il Sentiero delle Farinaie
Di fronte ai ruderi, si stacca sul fianco della carrareccia dell’andata un sentiero: è un tratto del 404, che affronta in quota, evidente, il versante meridionale del Monte Dimon. E allora, è il momento di parlare di questo sentiero 404.
Curiosità n.3. Si chiama anche Sentiero delle Farinarie ed è, appunto, dedicato alle farinarie, portatrici – esclusivamente donne – che si occupavano di trasportare agli alpeggi i prodotti di necessità (farina e sale, ad esempio, ma anche altri materiali), e di portare a valle quelli caseari. Il sentiero Parte da Treppo Carnico, sale a Ligosullo, raggiunge Castello Valdajer e sale alle creste che stiamo per percorrere; segue poi fino a Casera Pramosio, al di là del Monte Paularo. Le farinarie erano gestite dalla Mari Farinaria, che si occupava di stipulare i contratti con i malgari – contratti che comprendevano la definizione dei pagamenti in denaro, in burro e formaggio. Le stesse donne divennero, durante la Prima Guerra Mondiale, le celebri portatrici carniche ritratte, tra gli altri, nel libro Fiore di roccia di Ilaria Tuti.
Cinquecento metri lungo il 404 e incontriamo un bivio: sulla sinistra il sentiero 456 sale al Monte Dimon. Francamento ti consiglio di farlo: è stretto sul versante erboso e fiorito, serve passo attento per farlo e un po’ si perde tra l’erba rigogliosa, però ne vale la pena. L’alternativa è di proseguire dritto sul sentiero di mezzo versante: il punto di arrivo è lo stesso.
Noi saliamo sulla cresta del Monte Dimon (2043 mslm). Panorama eccezionale, apertissimo verso l’Austria così come verso sud. Seguiamo la cresta erbosa, incontrando una piccola croce di metallo dipinta di rosso e un ometto di pietre. Il sentiero si ricollega poi al 404 prima che questo faccia alcuni tornanti in discesi e passi all’incirca in corrispondenza di un’ampia sella (la traccia gpx può esserti d’aiuto).
Dal Monte Dimon al Monte Neddis
Una volta sul sentiero 404, camminiamo in quota verso sud, circumnavigando l’elevazione del Monte Neddis. A questo si sale individuando (un po’ a fatica) un sentiero che si stacca sulla sinistra; lo si riconosce per alcuni massi che delimitavano una stradina in salita. Qualche tornante e siamo in cima (1990 mslm). Qui il panorama è ancora più eccezionale, se possibile, di quelli visti finora: linea di confine con l’Austria, Alpi Giulie che si perdono verso est, Sernio in bella vista, Tersadia, Zoncolan, e pure le Dolomiti Friulane – lontane ma ci sono.
Sulla cima c’è una elegante, piccola croce di metallo, con una campanella marchiata “1824” e una bella frase sulla bellezza dell’andare in montagna.
Dal Monte Neddis torniamo sui nostri passi fino a dove avevamo lasciato il sentiero 404, e proseguiamo su questo, direzione est.

Chiudere l’anello delle Creste del Lago Dimon
Seguire il Sentiero delle Farinarie è ora molto facile. Seguiamo il culmine del lungo dosso che scende verso valle, raggiungiamo la casetta di servizio di un ripetitore (tecnicamente sarebbe la quarta cima dell’escursione, Cima Val di Legnan, 1709 mslm) e, da qui, ci affidiamo ai segnavia bianco rossi che, a parte una prima pendenza accentuata, ci riportano a valle lungo sentieri che ricalcano le ombre inerbite di antiche mulattiere. Attraversiamo macchie di bosco e prati, passiamo a poca distanza da Casera Valdaier (1459 mslm) e piombiamo sul parcheggio di Castello Valdajer.

Escursione ad anello al Lago Dimon e ai monti Paularo, Dimon e Neddis: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Friuli Venezia Giulia, Carnia Centrale, Alpi Carniche, tra Val But e Val Chiarsò |
| 📍 Partenza | Castello di Valdaier (1340 mslm) |
| 🏅 Punti di interesse | Lago Dimon (1852 mslm), Monte Paularo (2043 mslm), Monte Dimon (2043 mslm), Monte Neddis (1990 mslm) |
| 📐 Dislivello | 850 m complessivi |
| 📏 Lunghezza | 15,1 km l’anello completo |
| ⏱️ Tempo | 5 ore e 40 |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | Fonte lungo la carrabile tra Castello Valdaier e Lago Dimon; poi alcuni ruscelli |
| 🗺️ Cartografia | Carta 1:25.000 Tabacco n. 09 – Alpi Carniche, Carnia Centrale |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: puoi scaricarla qui, oppure consultare l’elenco degli itinerari di trekking ai laghi alpini del Friuli Venezia Giulia |











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