Questa escursione prealpina ha dalle sue le emozioni. Nell’infilata di Monte Caviojo, Cima Neutra e Monte Cimone c’è la natura, certo, ma c’è anche un bivacco appollaiato su uno scenografico sperone roccioso, c’è un complesso di gallerie affascinante da esplorare con la frontale in testa, e c’è un Sacrario monumentale con vista sull’Altopiano dei Sette Comuni… e c’è la Storia. Vieni, che ti portiamo in gita (tu preparati solo a camminare, che comunque ce n’è un po’).
⚠️ Per godere al massimo di questa escursione, porta con te una frontale carica. Per quanto riguarda le difficoltà (leggi bene): per salire sul Caviojo c’è un tratto di sentiero attrezzato semplice ma comunque esposto, se non ti senti in sicurezza porta il kit da ferrata; la salita a Cima Neutra è riservata agli escursionisti molto esperti. Entrambe sono deviazioni assolutamente non necessarie che si possono evitare se vuoi solo visitare il complesso delle Gallerie di Cima Neutra.
Dove inizia l’escursione
In centro ad Arsiero, per la precisione in Piazza Rossi: qui puoi lasciare l’auto, e c’è un ottimo bar per la seconda colazione o la birretta del fine gita!
Da Arsiero al Monte Caviojo
Sul lato meridionale di Piazza Rossi (360 mslm), in corrispondenza di Via Perozza, troviamo il segnavia che cerchiamo: quello del sentiero 542. Seguiamo la via in leggera salita fino a incrociare la Strada Provinciale 81. Al di là della strada, ritroviamo il segnavia e chiare indicazioni, e inizia la salita – un breve anticipo di bosco, un breve tratto di sterrata, e poi via nel bosco davvero.
Un appunto: da Arsiero, la zona del Monte Caviojo e del Bivacco Vettore è raggiungibile tramite tre sentieri – il 542, il 541 e il 544. Ti consiglio di seguire il 542, la cui pendenza è uniforme ma non (troppo) eccessiva, e di riservare come abbiamo fatto noi per la discesa il 541, così da camminare con il panorama negli occhi.
Saliamo quindi, incrociando nel nostro camminare un paio di bivi bene indicati e che ignoriamo. Alterniamo brevi rampe a stretti zigzag e tratti in quota che ci permettono di tirare il fiato, mentre il bosco freme di animali – qualcuno lo intravvediamo, avvertito dal rumore di foglie secche – e il sottobosco si colora dei primi fiori: primule soprattutto, quante primule! Scarseggiano invece le viste: per ora solo ad una curva lo sguardo può allontanarsi verso le Prealpi.
Ad un certo punto, l’indicazione per il cimitero di Quota Neutra ci invita a una brevissima deviazione: alcuni terrazzamenti erbosi ci ricordano che qui, al Cimitero n° 1 del Cimone, erano stati sepolti almeno 200 militi caduti durante il mese di tentativi italiani di riprendere Cima Neutra. Cimiteri come questo, nel primo dopoguerra, hanno conosciuto sorte comune: le autorità ben sapevano che non si sarebbe potuto curarli adeguatamente, quindi nell’arco di quasi un decennio le salme sono state trasferite al Cimitero Militare di Arsiero.
💡 NOTA BENE: nei pressi del cimitero si stacca il sentiero 541, in discesa, che faremo al ritorno (e consigliamo anche a te di fare).
Torniamo sui nostri passi e riprendiamo a camminare fino al Baito Smaniotto – poco più che una baracca a quota 1000 mslm circa. Su una piccola sella, poco distante, seguiamo per Caviojo, cioè verso destra.
Si apre ora una delle parti più belle dell’escursione, dato che camminiamo sul ciglio di una grande trincea, pieghiamo per scalinetti più o meno naturali, e raggiungiamo una seconda selletta, poco più alta della precedente. Qui seguiamo a sinistra e individuiamo, sulle rocce, l’attacco del breve sentiero attrezzato per il bivacco.
Il Bivacco Vettori (come raggiungerlo)
(Se non ti senti di fare il tratto attrezzato, rinuncia a queste deviazione e passa al paragrafo successivo).
Si tratta di un paio di sequenze di staffe (una un poco vertiginosa, in realtà) e di qualche spezzone di cavo che ci aiuta a salire lo sperone roccioso della cima del Monte Caviojo (1111 mslm). Servono meno di 10 minuti per salire e, come hai letto nelle avvertenze iniziali, ci si può sentire più sicuri con imbrago e moschettoni.
In cima, una sorpresa: la casetta bianca con gli infissi rossi vivaci del Bivacco Ottorino Vettori, per il quale il termine “appollaiato” non è fuori luogo. Il luogo ha una sua magia, e noi ci torniamo sempre volentieri. Prima le cose ufficiali però: caminetto, tavolo, panche, alcuni risicati posti letto – 6 brandine a castello senza materassi né coperte. Il vero punto di forza? Le panchette fuori.

E il fuori, appunto. Verso sud, oltre la grande croce di metallo, ci sono Arsiero, il Summano e le sue creste e, se l’hai fatto, c’è da ripercorrere con il dito le due tappe più belle del Cammino Fogazzaro Roi, che qui ti porta tra boschi e storie. Verso ovest Carega e Pasubio; alle spalle della casetta il Cimone – la nostra meta – con la punta del Sacrario ben visibile; ma anche uno sbriciolarsi di picchi rocciosi che mi ha sempre affascinato.
Paninetto e si scende, sempre per il sentiero attrezzato e per il sentiero lungo la trincea, fino alla selletta sopra al Baito Smaniotto, per proseguire con l’escursione.


Dal Monte Caviojo alle gallerie di Cima Neutra
Dalla selletta prendiamo in leggera salita lungo il sentiero 544, facciamo qualche tornante e raggiungiamo in breve una galleria scavata nella roccia. La attraversiamo e, all’uscita, troviamo un crocicchio di cartelli:
- due cartelli ci mandano verso la “galleria di Cima Neutra”
- un cartello ci manda al Monte Cimone, seguendo il sentiero 544
Noi prendiamo il primo percorso, dato che torneremo per il secondo. Cinque minuti, e ci siamo: l’ingresso delle gallerie di Cima Neutra!
Le gallerie di Cima Neutra sono un complesso sotterraneo scavato durante la Prima Guerra Mondiale sotto la “terra di nessuno” che si trovava tra il Cimone – austriaco – e il Caviojo, per permettere agli italiani le operazioni relative ai tentativi di riprendere il Cimone.
La galleria è un’esperienza: se ne percorre un tratto in piano e poi diversi tratti in salita, con corrimano che ci aiutano a superare gli scivolosi gradini. Ogni tanto si aprono delle gallerie secondarie, che portano a finestre-osservatorio sulla Valle di Rio Freddo e sulla Valdastico. E poi c’è il tratto clou: una salita elicoidale che ci fa insospettabilmente guadagnare quota.
⚠️ Attenzione ai gradini, che sono sdrucciolevoli e irregolari: reggiti al corrimano quando questo è presente, e tieni la frontale sempre accesa.
Quello che stai percorrendo è soltanto un pezzo della “Gibilterra” della Prima Guerra Mondiale: così gli austriaci chiamavano il complesso di fortificazioni di Cimone, Neutra, Caviojo e Cimoncello.
Usciamo infine dalla galleria più lunga, e ci ritroviamo sull’ennesima selletta nel bosco.
💡 A questo punto, puoi scegliere di tornare indietro, senza salire sul Cimone. In questo caso, ti basta prendere a destra il sentiero che corre fuori dalle gallerie, per tornare al crocicchio con i cartelli… ma noi ti consigliamo di non perderti la visita all’Ossario del Monte Cimone.
Cima Neutra invece è una deviazione SOLO per esperti.
SOLO PER ESPERTI: Cima Neutra
Piegando subito a sinistra si può beccare una traccia, indicata da qualche ometto e segnalata da un modesto cartello, che ci manda a Cima Neutra. Questo percorso è selvatico ed esposto (dicevamo ESCURSIONISTI ESPERTI?), serve aggirare alcune formazioni rocciose e camminare sul ciglio del baratro; ad un certo punto, uno spezzone di corda ci aiuta a salire l’ultimo tratto. Siamo così su Cima Neutra (1078 mslm), dove si trovano una piccola croce realizzata con reperti della guerra, alcuni tratti di trincea e… un bivacco all’aperto.
Il “bivacco all’aperto” è in realtà una buffa postazione con tavolino e panchette, lo spazio per fare un fuoco, una griglia, qualche padella e una moka.
Ci godiamo il panorama, poi torniamo con attenzione, per la via di salita, alla selletta.

Dalle gallerie di Cima Neutra al Monte Cimone
Dalla selletta vediamo alcune altre postazioni scavate nella parete che scende dal Cimone: siamo saliti a vederle, puoi tranquillamente saltarle.
L’ultimo tratto della nostra escursione ci porta quindi al Monte Cimone (1226 mslm). Scendiamo di qualche metro dalla selletta e prendiamo il sentiero 544 verso la vetta. Passiamo per alcune postazioni (pannelli informativi) e saliamo piuttosto ripidamente fino all’ampio piazzale che fu la cima.
In che senso “che fu la cima”? È un’altra storia folle del primo conflitto. Il Cimone è italiano: nel 1917 gli austriaci scavano una profonda galleria nel cuore della montagna, la riempiono di dinamite – qualcosa come 142 tonnellate – e la fanno saltare. 3 minuti dopo l’esplosione, prendono la cima. Nel frattempo, sono scomparsi una ventina di metri di quota, e sono morti 10 ufficiali e 1118 militi italiani.
Qui ci prendiamo qualche momento per salire al Sacrario, per guardare all’Altopiano dei Sette Comuni. Facciamo uno spuntino, e iniziamo la discesa.


Possibilità di ritorno
Ci sono tre possibilità almeno per scendere a valle. Studia quella che vuoi fare sulla carta o con un’app, per non rischiare di perderti.
- Scendere per la via dell’andata.
- Scendere per la via dell’andata fino al bivio di quota 750 (nei pressi del cimitero che hai visto salendo); qui si prende il sentiero 541 sulla destra; è il percorso che abbiamo fatto noi e quello del quale trovi i dati in tabella. il sentiero è bellissimo (anche se in alcuni tratti un po’ esposto e vertiginoso), letteralmente appeso ai fianchi della montagna. Lungo il percorso si aprono alcune altre gallerie. Il sentiero sfuma nei prati sottostanti, nei pressi della Chiesetta di San Rocco (455 mslm); da qui si torna ad Arsiero.
- Proseguire oltre il piazzale del Monte Cimone per imboccare il sentiero 540 – Strada degli Alpini. Noi l’abbiamo fatto alcuni anni fa, e devo dire che, oltre ad allungare di molto il percorso, non è questo grande itinerario – ricordo un terribile fondo di pietre sconnesse che rendeva davvero faticosa la camminata.
Per le prime due opzioni, quando è il momento, puoi inoltre scegliere se:
- percorrere al contrario le gallerie di Cima Neutra (un po’ scomode in discesa), oppure
- stare sulla sinistra e seguire il sentiero esterno (evidente e bene indicato anche dai segnavia bianco rossi).

Anello di Monte Caviojo, Cima Neutra e Monte Cimone: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Prealpi Vicentine, all’imbocco della Valdastico |
| 📍 Partenza | Arsiero, Piazza Rossi (360 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Monte Caviojo (1111 mslm), Gallerie di Cima Neutra, Monte Cimone (1226 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1150 m complessivi |
| 📏 Lunghezza | 9,6 km |
| ⏱️ Tempo | 5 ore e mezza |
| 😅 Difficoltà | Difficile (la deviazione per Cima Neutra è SOLO PER ESPERTI) |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n. 56 – Piccole Dolomiti, Carega, Pasubio |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Intanto grazie x le vostre tracce, i vostri consigli e suggerimenti, vi seguo da un bel po’!
Ho intenzione di ripercorrere parte di questa escursione ke sembra entusiasmante ma ho un dubbio: cosa intendete x “Si tratta di un paio di sequenze di staffe (una un poco vertiginosa, in realtà”?
Grazie!
Ciao Luca: si tratta di una breve “arrampicata” attrezzata, non difficile ma da fare con attenzione: ci sono tutti gli appoggi per i piedi e gli appigli per le mani, il cavo per aiutarsi e tutto… ma appunto, da fare con occhio. Se non hai esperienza, puoi portarti il kit da ferrata e assicurarti!