Quando sei in paese, in centro, e guardi verso est, la vedi imponente, la sua vetta irraggiungibile, spigolosa, sistemata così com’è sopra una parete drammatica, severa. In realtà, salire alla Forcella Sarentino è un’escursione non troppo difficile (dislivello a parte) e molto soddisfacente. E uno spoiler: la cima non è così puntuta e perigliosa come puoi immaginare… anzi!

Da dove partire per salire alla Sarner Scharte

Il parcheggio si trova in località Riedler, a quota 1503 mslm. Si tratta di un ampio spazio sopra alcuni masi, presso il quale – in estate – puoi essere depositato dalla navetta del servizio Trekkingbus (quando è stagione, trovi tutte le info e la brochure con gli orari nel sito sarntal.com).

Arrivare qui, in auto, è invece un po’ ardimentoso: nell’ampia scelta offerta da questi curatissimi versanti, Google Maps sembra divertirsi a preferire le strade più strette, più tortuose, sterrate e, eventualmente, i sentieri! In ogni caso, questo è il punto da impostare.

Da Riedler a Schartl/Valico

Dal parcheggio, il segnavia è chiarissimo: si sale! E si sale davvero, su una sterrata di recente realizzazione perfettamente posizionata lungo la linea di massima pendenza. Inforchiamo comunque il sentiero 3, che sale diretto a Tengler (1622 mslm), una baitina che in estate fa da punto ristoro, e si trova… in paradiso! Un laghetto perfettamente circolare bordato dai larici, altri larici alle spalle dell’edificio di legno, carte appese che riportano infinite vie di arrampicata, pascolo curati maniacalmente.

Il sentiero prosegue alle spalle di Tengler, oltre il buffo omino di legno con il grembiule bianco rosso, sempre in salita ma ora nel bosco. Segnavia di vernice e cartelli di legno Sarner Scharte ci guidano. Quando le chiome ce lo permettono, abbiamo squarci di cielo ad avvolgere il Forcella Sarentino, con il suo preludio di larici.

Superiamo uno steccato, saliamo ancora e arriviamo a Ausserer Herr (1797 mslm, cartelli): croce del tempo (Wetterkreuz), grande panca e trono di legno presso il quale fare pausa. Sopra la testa, la nostra meta è bellissima.

Da qui, seguendo le indicazioni,  proseguiamo attraverso la vegetazione che inizia a diradarsi, e saliamo decisi il versante, superando colate di pietre grigie. Superiamo un curioso “capitello” – si tratta di una costruzione di legno con diverse porticine, che è sia memoriale che libro di firme che info point per scalatori.

Raggiungiamo così un bivio (1790 mslm): si può salire alla forcella prendendo entrambe le direzioni; noi abbiamo tenuto la sinistra stando sul sentiero 3A.

A questo punto, inizia la vera salita tosta: si tratta di fare una tirata da quasi 600 metri che non molla mai, per lunghi tornanti (almeno mai disagevoli). L’ultimo tratto ci porta ad un cancelletto: lo superiamo e siamo sul Valico/Schartl (2380 mslm), stretta incisione tra il Sarnel Scharte e la Schartalpe. E qui c’è una ben nascosta sorpresina.

Il bivacco Forcella

Verso sud rispetto alla forcella, c’è una minuscola costruzione in legno: è il Bivacco Forcella (2381 mslm), due posti letto, un tavolone con le panche, un piccolo nido di legno chiaro appollaiato verso i grandi alpeggi dell’Alpe di Villandro. Questo bivacchino è in tutto e per tutto simile a quello che si trova a Riobianco, in Valle Oberberg.

Lasciamo una firma, e ci apprestiamo a salire al Sarner Scharte.

Da Schartl al Monte Forcella Sarentino/Sarner Scharte

Salita che è presto detta: dalla forcella prendiamo verso nord, dove il sentiero inizia a salire la parte scabra che prelude alla vetta; qualche spezzone di cavo ci aiuta dove si cammina sul friabile, ma non ci sono vere difficoltà.

Una volta scavalcata questo tratto roccioso, siamo quasi in cima, e ci si apre da noi un mondo che non avevamo preventivato: una prateria di quota ampissima, che il cielo fa sembrare infinita.

Camminiamo in leggera pendenza, seguendo la traccia bene evidente tra l’erba, la croce di fronte a noi, i numerosi, alti ometti di pietra. E siamo in cima alla Forcella Sarentina (2460 mslm).

La croce di vetta è semplice, di legno battuto dalle intemperie, ma quello che è incredibile è il contrasto.

Siamo su uno sperone di roccia liscia che si proietta nel nulla, lasciando lo spazio della verde valle sottostante – vediamo anche la nostra auto, giù dove l’abbiamo lasciata – prima di ricorrugare tutto nelle cime e nelle creste che separano da Merano. Alle spalle della croce, invece, una prateria battuta dal vento, ampia, alla quale fanno da guardia gli ometti. Una cresta corre verso il Monte Villandro – Villanderer Berg, sul quale si trova il celebre mappamondo, e che è la tipica cima che “lasciamo indietro” alla fine delle nostre tappe, un gancio per prima o poi ritornare.

Guardiamo ancora? Verso nord est vediamo il Passo di Pennes, verso sud la Val Sarentino si allunga attraverso la sua stretta gola, c’è il Corno di Renon e c’è una pennellata di Dolomiti in lontananza.

Tornando indietro, prima di scendere alla forcella, guardiamo dall’alto la maestosa parete che dà sulla Val Sarentino, e che abbiamo aggirato per salire quassù: la roccia sembra modellata da dita gigantesche, oppure i morbidi prati sembrano improvvisamente interrotti da una serie di morsi ugualmente sproporzionati… a te l’interpretazione!

Noi siamo scesi a valle per la via di salita; in discesa è evidentissimo il segnavia per riprendere il sentiero 3A.

Salita al Monte Forcella Sarentino da Riedler: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Val Sarentino
📍 Partenza da Riedler, parcheggio (1340 mslm)
🏅 Arrivo Monte Forcella Sarentina (2460 mslm)
📐 Dislivello 1110 metri
📏 Lunghezza 9,5 km salita e discesa
⏱️ Tempo 5 ore tutta l’escursione
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua Sì, a Tengler e poco dopo il capitello sul sentiero 3
🗺️ Cartografia Carta Tabacco n.40 – Sarntaler Alpen, Monti Sarentini
🛰️ Traccia GPS Sì: puoi scaricarla qui.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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