Prendi un weekend di neve: tanta, quasi troppa neve. Il bollettino delle valanghe è impietoso, per cui – per fare una gita di scialpinismo e ciaspole senza (troppi) pensieri – ci vuole un percorso con caratteristiche ben precise. Il Monte Lìsser, alle spalle di Enego, sembra perfetto. È una zona dell’Altopiano di Asiago che frequentiamo poco, per cui… via con l’esplorazione!

Silvia con gli sci al Monte Lisser

Ciaspolata al monte Lìsser da Godenella

Ci sono due modi per salire sul Monte Lìsser:

  • da Enego (785 mslm). Noi abbiamo trovato neve fin da sopra il paese, ma a seconda della stagione a basse quote il manto nevoso potrebbe non essere ideale per ciaspolare;
  • da Godenella (1115 mslm circa), un gruppo di case e stalle poco sopra la frazione Stoner di Enego.

Decidiamo di partire un po’ più in quota per osservare come si comporta la neve per cui parcheggiamo proprio a Godenella nell’ampio piazzale di un allevamento, ci equipaggiamo e partiamo.

Imbocchiamo il sentiero 865 in corrispondenza delle ultime case. La neve già qui ci permette di calzare sci pellati, ciaspole e splitboard. Ognuno con le sue passioni ai piedi saliamo una regolare dorsale, che offre da subito una visuale invidiabile. Man mano che saliamo infatti il panorama si apre verso est regalando scorci incredibili e una morbidezza di pendii quasi commovente.

Silvia scialpinismo Altopiano di Asiago

La salita è regolare e la pendenza mai esagerata. Superate le ultime casere (Crestani in carta) la traccia piega verso ovest. Sotto di noi il panorama è candido: le malghe più in basso galleggiano sulla neve, i boschi imbiancati incorniciano la val del Pirco. A questo punto (1423 mslm circa) abbiamo due possibilità:

  • seguire il percorso della forestale che sale al Forte Lìsser: corrisponde sempre al segnavia 865, ma si dilunga in numerosi tornanti verso sinistra. La pendenza è modesta, ma il tragitto si allunga.
  • continuare sulla dorsale pelata. Sulla Tabacco la traccia è segnata e alcuni escursionisti prima di noi hanno già battuto traccia.

Ciaspolata in Altopiano di Asiago

La tentazione del manto immacolato è troppo forte: tagliamo attraverso una morbida conca, ne saliamo un versante e siamo di nuovo sulla dorsale, con l’unica differenza che ora il panorama si apre anche verso nord, con gli immancabili Lagorai a farne da padrone.

Un’altra mezzora, e ci appare il forte… preannunciato come capita spesso dalle solite, maledette, antenne della telefonia (unico vero capitolo dolente del panorama altrimenti immacolato).

Ciaspolata al Monte Lisser

Il forte Lìsser (1633 mlsm)

Imponente: non c’è altro aggettivo per descrivere il Forte Lìsser. Lungo più di 60 metri, alto più di 10 (anche se in buona parte interrato), questo manufatto si è meritato il nome di battaglia di Leone dell’Altopiano.

Siamo nella Prima Guerra Mondiale – il forte è stato costruito tra 1911 e 1914: da qui si controllava la Valsugana. Il restauro sembra davvero meraviglioso: la pietra chiara è perfetta, specie quando immersa nel biancore accecante della neve. Siamo sempre nel dominio dell’Ecomuseo Grande Guerra delle Prealpi Vicentine. In estate il forte è visitabile (ma occhio che nella polveriera, anche in agosto, ci sono 6°).

Forte Lisser, Enego, Altopiano di Asiago

Gli alberi attorno sono carichi di neve, oltre quel monticello si nasconde il profondo fossato del forte… facciamo il giro, ci godiamo il panorama. Il vento ci sferza.

Di fronte a noi i Lagorai, Cima d’Asta, più in fondo le Pale di San Martino, alle nostre spalle il Grappa. Sotto, verso est, una distesa di campi innevati e di boschi… Una sorpresa, questa “modesta” cima!

Panorama dal Monte Lisser sopra Enego

La discesa dal Monte Lìsser verso Enego

Decidiamo di scendere per quella che sarebbe potuta essere un’alternativa alla nostra salita, e che ci porterà direttamente in paese.

Individuiamo un cartello coperto di neve ghiacciata, e seguiamo le indicazioni per Malga Lìsser (sempre sentiero 865). Il pendio si tuffa con una pendenza accentuata schivando la testata di Val Rastina: ci si può lanciare a capofitto, la neve è perfetta, profonda, soffice. Con le ciaspole scendo a grandi balzi affondando fino a metà polpacci, mentre Silvia vola sugli sci. Una breve pausa per orientarci a Casera Lìsser (1405 mslm) e poi giù fino alla Baita Lìsser (1260 mslm).

neve sulle cataste di legno

Attraversata la strada, proprio dietro alla Baita Lìsser, parte il sentiero 868. Una storica mulattiera lastricata, che fino ai primi del ‘900 veniva usata per far scendere il legname verso Primolano e il Canale del Brenta (sull’Altopiano erano maestri del trasporto del legname… mai sentito del sentiero dei 4444 gradini?).

La mulattiera è in parte incassata dalle laste di marmo rosso tipiche della tradizione cimbra dell’Altopiano di Asiago, e scende diretta verso le frazioni più alte di Enego. Siamo in pieno bosco, anche se sono ancora molto evidenti i danni di Vaia. Sulla neve ci sono tantissime impronte di animali selvatici.

Raggiunte le prime case del paese ci lasciamo guidare dal campanile dell’imponente chiesa di Enego, gustandoci nel frattempo i numerosi presepi che gli abitanti hanno realizzato fuori dalle case, in strada, con rami di pino, muschio e le statuine e i pupazzi più disparati.

Sentiero Monte Lisser verso Enego

Da Enego al Monte Lìsser in breve

Partenza: Godenella (1115 mslm) oppure Enego (785 mslm)

Arrivo: Forte Lìsser (1633 mslm)

Dislivello: 520 mt da Godenella, 850 da Enego

Giro ad Anello: puoi farlo, ma dovrai lasciare avere a disposizione due macchine (o farti venire a prendere all’arrivo)

Tempo: 2 ore la salita e due ore la discesa verso Enego, calcola solo un’ora di discesa se decidi di scendere verso Godenella.

Difficoltà: medio-facile. Non sono presenti difficoltà e il pendio dalle pendenze modeste può essere considerato relativamente sicuro in ambiente innevato.

Cartografia: Tabacco n. 51, Massiccio del Grappa – Bassano – Feltre (se non ce l’hai puoi comprarla su Amazon)

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Ciaspolata con sorpresa al Monte Lìsser a Enego pin