Quando una cima ti sfugge per una, due, tre e quattro volte, devi lavorare di pazienza, aspettando le condizioni giuste che ti permettano, alla fine, di farcela. Poi ci arrivi, su quella cima, e le emozioni sono talmente cariche che scoppi a piangere. Ti raccontiamo come salire sul Monte Pavione, nella classica escursione da Croce d’Aune passando per il Rifugio Dal Piaz.

Perché ci abbiamo provato anni fa, ma siamo stati sorpresi da un violentissimo temporale. Perché un’altra volta abbiamo calcolato male i tempi. Perché la scorsa primavera, nonostante ramponi e picca, abbiamo deciso di indietreggiare prima dell’ultima cresta. Mettici un altro, antico mio tentativo con le ciaspole… ed ecco la ricetta per una specie di Moby Dick delle montagne di casa.

Ultima beffa – o quasi: il weekend prima di riuscire a fare questa escursione, è scesa l’ultima neve. “E anche quest’anno, il Pavione lo saliamo l’anno prossimo”, abbiamo pensato. E invece.

Da Croce d’Aune al Rifugio Dal Piaz

La prima parte dell’escursione – l’avvicinamento, se possiamo chiamarlo così – è la classicissima salita al Rifugio Dal Piaz, il rifugio punto di riferimento di questo settore di Vette Feltrine.

La salita al Dal Piaz la trovi descritto nell’articolo che gli abbiamo dedicato; in breve:

  • lasci l’auto al Passo di Croce d’Aune (1016 mslm) o poco più su seguendo il sentiero 801, dove trovi trovi 3 posti auto lungo la strada (vedi da dove attacca la nostra traccia gpx);
  • segui il sentiero 801, diretto, oppure la lunga e più morbida carrareccia fino al Rifugio.

Vette Feltrine: una gita al Rifugio Dal Piaz

Il sentiero ti risparmia buona parte dei tornanti della carrareccia, ma alcuni tagli sono piuttosto pendenti. In ogni caso, dato che la salita al Pavione è piuttosto lunga, ti consiglio almeno per l’andata di seguire il sentiero e risparmiare così alcuni chilometri.

Al Rifugio Giorgio Dal Piaz (1993 mslm) la pausa è d’obbligo: se non è stagione d’apertura, puoi confortarti tra le mani dell’uomo di legno seduto sotto il pennone della bandiera.

Dal Rifugio Dal Piaz al Monte Pavione

La vera emozione, la meraviglia, l’avventura iniziano ora. Seguiamo la carrareccia che prosegue alle spalle del Rifugio Dal Piaz (indicazioni per Monte Pavione) e brevemente siamo al Passo delle Vette Grandi (1994 mslm), da dove si ha una visuale da subito splendida sulla Busa delle Vette sottostante, tappeto verde punteggiato di “ammaccature” carsiche (puoi anche proseguire sulla carrereccia di qualche decina di metri, fino a dove il panorama si apre sull’intera conca).

Ma non distraiamoci. Dal Passo delle Vette Grandi prendiamo a sinistra il sentiero 817 che sale il crinale piuttosto pendente verso nord, e raggiunge in breve una prima cresta erbosa – le Vette Grandi (2130 mslm). È il momento in cui la vista inizia a rendersi conto della bellezza che seguirà, ed emoziona ogni volta. Da qui, seguiremo sempre lo stretto ma evidentissimo sentiero fino alla vetta.

Dopo le Vette Grandi, si piomba giù – perdendo una settantina di metri di dislivello – fino alla Sella delle Cavalcade (2060 mslm). Di fronte a noi, il sentiero sale di nuovo, per approntare i primi versanti del Col di Luna; lo tagliamo verso sinistra per poi piegare bruscamente verso destra, in una ora decisa salita che ci porta sulla parte clou dell’escursione: l’affilata cresta che porta al Col di Luna – una spettacolare lama sospesa su due antichi circhi glaciali, la Busa delle Vette verso est, la Busa di Cavarin verso ovest.

Nel mezzo ci siamo noi, alti, aerei; le Vette Feltrine, qui, hanno un aspetto unico, morbido e aguzzo allo stesso tempo. Questo è il passaggio che, con la neve di metà primavera, ci ha mandati in crisi.

Sui 2295 metri del Col di Luna in realtà non saliamo davvero; il sentiero si fa sottile traverso poco sotto la cima, e scende alla sella (2218 mslm) che divide questo monte dalla nostra meta, il Pavione.

Il Monte Pavione

Ultimi centoventi metri di dislivello – uno zig zag ripido ma facile da seguire – e siamo sul Monte Pavione (2335 mslm), dove troviamo un totem di ferro che ci fa i complimenti (proprio così), una lapide commemorativa e un panorama che nn ha eguali.

Verso est si scompongono in valli, prati, boschi e picchi le Vette Feltrine; oltre il Sass del Mura, c’è il blocco isolato delle Pale di San Martino, con la Val Canali evidente a infilarsi nel mezzo. Verso nord, i lagorai sono una lunga dentatura scusa e aguzza, poi – ruotando verso ovest – c’è Cima d’Asta; ancora le ultima Vette Feltrine, oltre ancora gli Altopiani. E poi c’è come una seconda ghiera concentrica, più lontana, fata di altre montagne tra le quali, con un po’ di occhio, si scorgono diversi dei giganti dolomitici… ma soprattutto è la vista verso il Col di Luna e le creste appena percorse, a colpire: sinuose curve che contengono inclinazioni verdi, grigie e marroni, una “esse” che non ha paragoni.

Siamo emozionati, finalmente ci siamo. Godiamo ogni momento, mangiamo un paninetto, ci stendiamo ad un sole caldo e gentile.

Salita al Monte Pavione da Croce d’Aune: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sulle Vette Feltrine, settore occidentale
📍 Partenza da Passo Croce d’Aune (1016 mslm)
🏅 Arrivo Monte Pavione (2335 mslm)
📐 Dislivello 1400 m
📏 Lunghezza 8,3 km la salita
⏱️ Tempo 4 ore la salita
😅 Difficoltà Difficile
💧 Acqua No
🗺️ Cartografia Carta 1:25.000 Tabacco n. 23 – Alpi Feltrine, Le Vètte – Cimònega
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Scendere dal Monte Pavione: 3 itinerari

Tornare per la via della salita

Il modo più facile per scendere dal Pavione è per la via di salita: creste, Dal Piaz, sentiero 801 fino a Croce d’Aune.

Anello per Malga Monsampian

Dalla cima del Pavione, un’indicazione ci indirizza lungo sentiero 817/736 – direzione Passo del Pavione. Seguiamo quindi la cresta e scendiamo al passo (2037 mslm), e da qui, piegando a sinistra, giù fino alla Malga Monsampian (1902 mslm) e al relativo ricovero (in realtà, una stanza arredata da un solo tavolone con panche).

Malga Monsampian è stata il teatro di una nostra precedente avventura.

Nei pressi della malga, inforchiamo la mulattiera/sentiero 810 (anche sentiero Circhi delle Vette) che, dopo aver circumnavigato il Monte Front e la Busa del Cavarin, arriva al Rifugio Dal Piaz, dal quale scendiamo a Croce d’Aune. La mulattiera richiede pochissimo dislivello in salita: il percorso però si allunga un po’ rispetto all’opzione precedente, ma è molto piacevole.

Anello per il Passo Sant’Antonio

Si tratta dell’itinerario più difficile, riservato agli escursionisti esperti. Come per l’itinerario precedente, si scende a malga Monsampian, dove si trova l’indicazione per il Passo Sant’Antonio/Sentiero 810.

Il sentiero si “lancia” in un ambiente sospeso, percorrendo sotto forma di stretta cengia i versanti ripidissimi, scoscesi del Passo, infilandosi tra pinne e pinnacoli di roccia, sotto alte pareti traforate da covoli. Il paesaggio è incredibile, selvaggio, drammatico… ma non ci distraiamo: serve passo molto sicuro. Raggiunto il Passo Sant’Antonio (1778 mslm) e superato il brevissimo tratto attrezzato (Silvia: “c’è una corda nell’unico punto in cui non serve!”), la tortuosa discesa prosegue per diverse centinaia di metri di discesa; si normalizza un po’ soltanto attorno ai 1450 mslm, dove si trasforma in un normale sentiero, poi in una carrareccia – in corrispondenza di un paio di casere ristrutturate (private) scenograficamente deliziose – infine in una strada cementata.

Da qui il ritorno richiede un poco di orientamento:

  • a quota 980 mslm, teniamo la carrareccia sinistra in leggera salita;
  • di nuovo a 1000 mslm, sulla sinistra si stacca un sentierino che ti vien da dire “non è un vero sentiero”: prendilo;
  • strappo di pendenza nel cuore del bosco, e sbuchiamo su una forestale nei pressi di una casetta;
  • prendiamo a destra e seguiamo la strada fino a Croce d’Aune – lungo il percorso troviamo una deliziosa fontana (1068 mslm, “Le Fontane” sulla carta).

PS puoi leggere del Passo di Sant’Antonio fatto in salita nella relazione di Malga Monsampian.

Anello Croce d’Aune – Monte Pavione – Passo Sant’Antonio: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sulle Vette Feltrine, settore occidentale
📍 Partenza da Passo Croce d’Aune
🏅 Punti dell’anello Rifugio Dal Piaz (1993 mslm), Monte Pavione (2335 mslm), Malga Monsampian (1902 mslm)
📐 Dislivello 1500 m
📏 Lunghezza 16 km
⏱️ Tempo 8 ore
😅 Difficoltà Difficile
💧 Acqua Praticamente no: solo una fonte a Le Fontane, a fine giro
🗺️ Cartografia Carta 1:25.000 Tabacco n. 23 – Alpi Feltrine, Le Vètte – Cimònega
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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