Prendi due giorni e trasformali in un weekend memorabile. Salire al Rifugio Cava Buscada è semplice, circa un’ora e mezza di salita, ma noi ti consigliamo di fermarti qui a dormire… perché? Ora ci arriviamo!

Da dove partire per raggiungere il Rifugio Cava Buscada

Si raggiunge Erto, e da lì si sale la strada asfaltata che risale la Val Zemola – ci sono un paio di tratti sterrati, ma nulla di che. Strada che finisce, per i mezzi privati, al parcheggio di località Stei de Conte (1175 mslm circa). Questo parcheggio, abbastanza ampio, è a pagamento: la tariffa giornaliera è di 3 euro, e si paga esclusivamente con monete.

Zaino in spalla che si va.

Come raggiungere il Rifugio Cava Buscada

Di fronte al parcheggio, un cartello ci manda in direzione Rifugio Buscada, lo seguiamo. Superiamo il tornante sul quale si trova il Rifugio Casera Mela (1240 mslm), e proseguiamo sulla forestale. Moderata pendenza, densa copertura del bosco. Ad un km dalla partenza, a quota 1400 mslm, si incontra un bivio, evidente per la presenza di un argano a mano e di una baracca che fu dei cavatori di marmo; qui abbiamo due possibilità:

  • proseguire sulla forestale, che guadagna quota con molta calma ma anche allunga l’escursione. È la via più comoda (leggi “non ti fa sputare pallini”) per arrivare alla meta. Da Casera Mela al Cava Buscada sono circa 1 ora e 45 minuti;
  • prendere il sentiero sulla sinistra; ti racconto questa, che è la via più veloce.

È il sentiero dei cavatori, e come tale non perde tempo per raggiungere il rifugio. Pendenza notevole, numero di tornantini pure (ne ho contati almeno 60). Si tratta di uno zigzagare continuo, per la maggior parte nel bosco con qualche apertura di radure; ad un certo punto, c’è un Sant’Antonio appeso al tronco di un albero, e dalla carta mi pareva che lì il sentiero avrebbe dovuto mollare la sua tigna… non è stato così, perché si sale tosti fino alla strada del rifugio, quasi 400 metri di dislivello più in alto.

Ci sono un paio di passaggi di roccia scabra da superare con un pochino di attenzione, ma nulla di che; il sentiero va affrontato con il giusto slancio, e ti prometto che si arriva e lo si fa in fretta.

Sbucati sulla forestale c’è un altro piccolo pezzo di archeologia industriale, una bella fontana di marmo rosso decorata da una grande stella alpina; prendiamo sulla sinistra e in un minuto siamo sulla terrazza panoramica del Rifugio Cava Buscada (1800 mslm).

Il Rifugio Cava Buscada può essere raggiunto anche in auto – a proprio rischio – purché sia un veicolo adatto alle sterrate; la strada da percorrere è piuttosto stretta, e il mio consiglio è comunque quello di farla a piedi – ha più senso, no?

Escursione al Rifugio Cava Buscada per il sentiero diretto: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sulle propaggini settentrionali delle Dolomiti Friulane, in Val Zemola
📍 Partenza Parcheggio in località Stei de Conte (1240 mslm)
🏅 Arrivo Rifugio Cava Buscada (1190 mslm)
📐 Dislivello 610 m
📏 Lunghezza 2,35 km la salita
⏱️ Tempo 1 ora e 15 minuti la salita (con buon passo!)
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua All’arrivo
🗺️ Cartografia Tabacco 1:25.000 n. 21 – Dolomiti di Sinistra Piave
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Il Rifugio Cava Buscada

La terrazza, dicevamo. Quando arriviamo sono le otto di un agosto dal cielo limpido. Il Duranno è la presenza più evidente, giusto tinto di rosa per le ultime luci del tramonto che da qui è accezionale. Ma non c’è solo lui, perché la lunga terrazza offre una visuale eccezionale; sotto di noi l’intera Val Zemola e il Rifugio Maniago che è un puntolino di luce sul versante opposto.

Entriamo nel Rifugio Cava Buscada, e ci colpiscono le foto appese alle pareti e il pavimento di marmo rosso, l’accoglienza di Gianpietro e Roberta, e la storia di questo luogo.

Siamo alle pendici della Palazza, uno di quei monti che salgono come rampe erbose per poi interrompersi in pareti verticali; uno di quei luoghi che ogni tanto ricapitano nei libri di Mauro Corona.

Giusto qui sopra, in località Buscada, c’era una cava di marmo rosso – la pietra sedimentaria ricca di ammoniti, attiva dalla metà del Novecento al 1994. Ferveva attività: grossi parallelepipedi di roccia venivano tagliati dalla montagna per conto di una ditta di Massa Carrara, e portati verso valle con ardimentosi sistemi.

Il Rifugio Cava Buscada è stato ricavato dall’ex casa dei cavatori; tutto intorno ci sono – tra le rocce e le tantissime ammoniti – le vestigia dell’attività. La struttura è un modo di tener vivo il ricordo di un’attività che per decenni ha coinvolto gli ertani, e di un luogo che altrimenti verrebbe ripreso dalle sterpaglie, dal bosco, dalla natura. Gli ultimi lavoratori della cava sono stati proprio il padre e il fratello del rifugista che qui è una vera e propria sentinella del posto, nonché un pozzo di racconti e di saperi.

Il Rifugio offre cucina tipica e 21 posti letto… nell’edificio principale.

Dormire nella casetta Airoof

La precisazione è dovuta al fatto che è possibile dormire in una deliziosa – e super privata – casetta Airoof: un nido essenziale posizionato a vista del Duranno su un ripiano erboso giusto un paio di tornanti sopra il rifugio. Noi ci abbiamo dormito ed è stato emozionante: di un’emozione semplice e silenziosa.

Il suono delle pecore in lontananza, il frinire di qualche insetto, la luna piena e milioni di stelle sopra alle nostre teste da curiosare, da inventarsi i nomi, da fastasticare mentre siamo sotto il piumone. E chiudere il tetto solo perché vuoi svegliarti prima dell’alba, impostare la sveglia che non servirà perché non avrai chiuso occhio dall’emozione, aprire le porte davanti e lasciare che le prime luci del giorno ti accarezzino gli occhi addormentati, baciandoti sulla fronte.

Nonostante le innumerevoli notti trascorse in tenda, ogni volta l’alba in montagna è un’emozione… vederla stesa dal letto, semplicemente unico.

E poi, quando ti ricapita di dormire in una casetta con il tetto che si apre, nella natura, circondato dai fossili di un’antica cava di marmo?

Per tutte le info sul pernotto nella casetta del Rifugio Cava Buscada, bisogna chiama direttamente il rifugio che gestisce le prenotazioni.

Tre escursioni dal Rifugio Cava Buscada

E per il giorno dopo? Visto che ci siamo presi il weekend è bene fare le cose in grande per renderlo memorabile e infatti dal rifugio ci sono (almeno) tre escursioni che si possono fare, insieme oppure scegliendone una o due.

Visita del Museo di Archeologia Industriale

Metto le mani avanti: per capire al meglio quello che si vede qui, conviene prenotare una visita guidata a Gianpietro del Rifugio Cava Buscada; figlio di uno degli ultimi cavatori, è il vero depositario di questa densa storia.

Il Museo di Archeologia Industriale è un percorso libero dal bellissimo sottotitolo: ammoniti, carrucole e nodi. Con la spiegazione, si riesce a dare un senso alla pendenza del sentiero che abbiamo fatto per salire (sul suo fianco correva il percorso di discesa dei blocchi cavati) e si vede l’ultimo taglio effettuato dall’attività di cava; ci si può immaginare i fili elicoidali “sorvolare la montagna” e segare la roccia; si scopre una baracca-officina ricavata contro due pareti di roccia che mi richiamato la fucina di Efesto; ancora si scoprono ammoniti grandi e piccole, foto d’epoca, storie di lavoro tenace.

E sì, si realizza che il marmo rosso che pavimenta il rifugio è “a km0”, cavato proprio qui. Lo avevi notato?

Il Museo è accompagnato da un percorso audio sotto forma di mp3, e lungo buona parte dei camminamenti c’è un parallelo percorso botanico con cartelli che segnalano numerose specie vegetali.

Escursione alla grotta Anthre dal Ledàn

Piccola e nascosta sorpresa a poca distanza dal Rifugio Cava Buscada. Dal Rifugio si sale lungo la forestale per un paio di curve fino ad arrivare alla casetta di legno – sempre che tu non abbia dormito qui; noi abbiamo fatto questa escursione subito dopo l’alba, prima di scendere in rifugio a fare colazione.

Sempre lungo la forestale, pochi metri oltre la casetta, si stacca una leggera traccia sulla sinistra; ci sono pochi bassi paletti dipinti di rosso a segnare la via. Il sentierino sale lungo un prato costellato di rocce levigate dal carsismo e popolate da ammoniti (ce ne sono tantissime! Aguzza la vista!). Si arriva in breve su una forcella erbosa e super panoramica; ci si volta sulla sinistra, si percorrono alcuni metri e c’è un paletto: qui scendiamo sulla destra e, con attenzione, percorriamo i tornantini in discesa che danno sul versante opposto, quasi infilandoci nell’orrido ombroso del Valòn de Buscada. Aggiriamo il costone di roccia, scendiamo con attenzione il breve tratto di corda (più un corrimano che altro), e siamo al Landre dal Ledàn.

Il Landre dal Ledàn è una grotta di formazione a metà tra il carsico e il crollo. Un pilastro separa l’apertura principale da un buco più piccolo, mentre poco più in alto c’è un’altra apertura. Le cose più impressionanti – oltre alla sorpresa di un luogo del genere – sono la vista sull’intero Monte Borgà (vediamo centinaia di metri di parete verticale che sale fino alle bancate della sommità), e la vista sulle Dolomiti cadorine – Pelmo, Antelao e Civetta in bella mostra.

Si ritorna da dove si è venuti. In tutto è mezz’ora di escursione.

Escursione al Monte Borgà e ai Libri di San Daniele

Questa escursione è in assoluto la più bella della zona, dato che mette insieme un ambiente stupendo e appartato, una cresta e una cima super panoramiche e una curiosità geologica – i Libri di San Daniele, appunto.

Questa escursione è lunga e faticosa – specie se fa caldo. Partendo  da Erto (meglio) o Casso (per pochi), si accumulano più di milleduecento metri di dislivello con esposizione sud, e pendenze sempre piuttosto intense. A questo giro ad anello abbiamo dedicato un articolo con tutte le info che trovi qui.
Fare tappa al Rifugio Cava Buscada per poi salire ai Libri di San Daniele e al Monte Borgà è un modo decisamente furbo per godersi l’escursione e spezzare il dislivello.

Questa, in breve, è l’escursione ai Libri di San Daniele e al Monte Borgà dal Rifugio Cava Buscada:

  • Dal Rifugio Cava Buscada si prosegue oltre la terrazza panoramica; un sentiero ci conduce, tra morbidi saliscendi lungo i prati di versante, fino al bivio di quota 1685 mslm;
  • si prende il sentiero 372 in salita (indicazioni Libri San Daniele), e lo si segue, in decisa salita, fino ai ruderi di Caserà Borgà (1940 mslm);
  • dai ruderi, si sale il costone sulla destra, seguendo i segni bianco rossi;
  • si arriva così a una stretta forcella panoramica (2180 mslm);
  • si prende a destra, in facili dieci minuti si arriva alla croce e libro di vetta del Monte Borgà (2228 mslm), super panoramico in ogni direzione; dopodiché
  • si torna indietro fino alla forcella e si prosegue ora sulla sinistra; dopo circa 800 metri si arriva ai Libri di San Daniele (2110 mslm), curiosa formazione erosiva (trovi la storia nell’articolo linkato sopra).

Si scende poi per la via della salita.

Escursione ai Libri di San Daniele e Monte Borgà da Cava Buscada: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sulle propaggini settentrionali delle Dolomiti Friulane, in Val Zemola
📍 Partenza Rifugio Cava Buscada (1190 mslm)
🏅 Arrivo Monte Borgà (2228 mslm), Libri di San Daniele (2110 mslm)
📐 Dislivello 670 m
📏 Lunghezza 9,2 km andata e ritorno
⏱️ Tempo 4 ore e 20 minuti
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua No (soltanto al rifugio)
🗺️ Cartografia Tabacco 1:25.000 n. 21 – Dolomiti di Sinistra Piave
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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