Scopriamo così che la Slovenia è una terra pazzesca: un posto dove puoi salire dalle coste rocciose agli oltre duemila metri di altezza di montagne imponenti, passando per laghi meravigliosi incastonati in boschi rigogliosi, gole profonde dai colori improbabili, cascate fragorose e… golosissime palacinke!

E’ il 3 di Gennaio e abbiamo di fronte a noi tre (insperati) giorni di vacanza. Booking ci propone dei costosissimi hotel nelle nostre Dolomiti, che rifiutiamo garbatamente. Dirigiamo lo sguardo verso l’amato Friuli Venezia Giulia e in men che non si dica siamo attratti da una piccola casetta con stufa a legna in un borgo a pochi passi da Caporetto.

La strada verso Kobarid (nome sloveno di Caporetto) è costeggiata da un filare di alberi che si stagliano sui campi pianeggianti coperti dal ghiaccio e dalla bruma mattutina.

Davanti a noi si staglia il profilo inconfondibile del Monte Krn. E’ amore a prima vista: e siamo sicuri di aver già scelto la meta dell’indomani.

panorama sulle giulie

Storia del Monte Krn

Noi italiani abbiamo la fissa di “italianizzare tutto”, si sa, ma qui l’abbiamo fatta grossa.

Anni addietro infatti il Monte Krn (nome sloveno) fu tradotto in italiano con “Monte Nero”. Peccato però che questa traduzione sia dovuta ad un errore: il colore nero infatti si scrive Črn, non Krn! Quello strano accento sopra la C non è solo un ghirigoro, ma una vera lettera dell’alfabeto che cambia completamente il significato della parola.

Il Monte Krn deve la sua notorietà soprattutto alle numerose battaglie che durante la Prima Guerra Mondiale lo videro protagonista. Nel 1915 infatti finì sotto il controllo dell’esercito italiano, per poi tornare sotto quello austriaco nel 1917.

Si tratta attualmente di una delle montagne più amate dagli sloveni, seconda solo al leggendario Triglav, ed ideologicamente apre le porte proprio al Parco Nazionale del Tricorno.

La bellezza del suo imponente profilo, la verticalità delle sue pareti, i segni delle battaglie che si sono combattute sui suoi versanti e i 2245 metri di altezza rendono il Monte Krn una montagna davvero ricca di fascino. 

parco nazionale del triglav

Salita al Monte Krn da Dreznica

Ti dico fin da subito che uno dei punti forti (e al contempo dolenti) di questa grandiosa escursione è il dislivello: quasi 1700 metri.

Lasciamo l’auto a Dreznica (540 mslm) di fronte allo spiazzo centrale del Paese, davanti ai tre pannelli con le carte topografiche e alla rappresentazione di una curiosissima maschera… mai sentito parlare del carnevale di Dreznica?

Ci incamminiamo sulla destra fino a trovare un cartello con l’indicazione per la cascata Slap Krampez: la gita inizia da qui.

E’ bellissimo osservare sulla carta come in queste zone moltissime escursioni partano direttamente dal Paese per proseguire quasi verticali fino alle cime delle più maestose montagne.

indicazioni monte krn

Seguiamo le indicazioni fino alla cascata e poi continuiamo seguendo il sentiero segnato dai tipici bolli bianchi cerchiati di rosso.

Un cartello ci informa che siamo entrati nel Parco Nazionale del Triglav, ma nessuno ci avvisa che la mulattiera che imbocchiamo ci avrebbe tolto il respiro. La salita non molla mai: inesorabile e costante. 

Usciti dal bosco però ci aspetta la prima sorpresa: dalla forcella sotto al Monte Krn si vede… il mare! Incredibile anche solo a pensarci, visto che siamo a 2000 metri di altezza.

vista dalla forcella del krn

Da qui, data la stagione, inizia ad esserci neve e ghiaccio e il sentiero che ci porta al rifugio diventa sempre meno evidente fino a scomparire nel manto di neve.

rifugio monte krn

Il Rifugio Gomisckovo Zavetisce

Arriviamo al rifugio particolarmente stremati: gli ultimi metri di salita sono stati durissimi a causa della neve, ma la visuale ripaga ampiamente tutte le fatiche.

La vista da qui spazia a 360° sulle Alpi Giulie, la Valle della Soca (l’italiano Isonzo), le Dolomiti, i Tauri e appunto l’Adriatico.

Il Rifugio (il cui nome è per noi ancora impronunciabile) è chiuso per la stagione invernale, ma accanto è aperto un graziosissimo bivacco adibito a ricovero invernale.

Il bivacco è una vera chicca: tavoloni di legno, panche, coperte e atmosfera decisamente vintage. Inutile dire che avrei voluto fermarmi qui una notte, per poi ammirare l’alba del giorno dopo.

interno vintage del bivacco

finestra sul mondo

Dal Rifugio Gomisckovo Zavetisce alla cima del Monte Krn sono solo una ventina di minuti, ma le condizioni della neve non ci permettono di avventurarci oltre. Decidiamo di scendere, con molta prudenza, per la via dell’andata, con un tramonto dolcissimo ad guidare i nostri passi.

Adoro queste gite “complete”.

Parti la mattina dal paese – meglio se ancora addormentato – raggiungi una fascia di pascoli già in quota, ti infili in boschi fitti di faggio che poi lasciano il posto a qualche abete, poi agli arbusti, sbuchi su forcelle erbose… finalmente sei uscito dall’ombra di queste valli incassate e il sole ti investe, ti riscalda. E poi ci sono la roccia, la neve, la vetta. Il tempo di mangiare qualcosa ed è come riavvolgere il nastro, ripercorrere al contrario la strada fatta, cercare i dettagli che hai visto salendo per essere sicuro di percorrere la via giusta, mentre il sole scende, ed arrivare alla macchina che è già buio.

Davide

tramonto sul sentiero

Ascensioni alternative

Ci sono almeno altri 3 modi per salire al Monte Krn:

  • da Dreznica tramite la diretta e piuttosto semplice via ferrata;
  • da Lepena passando per il bellissimo Lago Nero;
  • dal rifugio di Planina Kuhinja (991 mslm) con salita decisamente meno impegnativa.

silvia davanti al bivacco monte nero

Dati tecnici in breve

Partenza: Dreznica (540 mslm)

Arrivo: Rifugio Gomisckovo Zavetisce (2182 mslm) – per la vetta (2245 mslm + 20 minuti)

Dislivello: circa 1650 metri

Tempo di percorrenza: salita dalle 4 alle 5 ore a seconda del grado di allenamento e, in inverno, della presenza e dalla consistenza della neve. Nota che anche la discesa è parecchio lunga: circa 3 ore.

Avvertenze: se percorri questa ascesa in ambiente innevato controlla bene il bollettino valanghe e lo stato della neve in loco. In caso di presenza di neve, per proseguire l’ascesa dalla prima spalla sotto alla cima del monte sono necessari ramponi e picozza.

ultime luci della giornata

La foto di copertina è presa da Wikipedia.
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