Cammino, respiro, gli occhi mi bruciano.

“Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto, là dove terminava quella valle che m’avea di paura il cor compunto, guardai in alto… allor fu la paura un poco queta”

Benvenuti alle porte dell’inferno.

Il whatsapp di un amico non lasciava scelta: “ragazzi ci sono voli Venezia-Catania a 30€, andiamo a sciare sull’Etna!”. In meno di qualche ora abbiamo il biglietto in mano (o per meglio dire sul telefono), pochissime informazioni e una certezza: siamo pronti per una nuova avventura!

etna dall'aereo

Atterriamo a Catania, è mattina presto, mi stropiccio gli occhi ancora addormentati: l’Etna è esattamente qui. L’impatto è incredibile: l’Etna, o semplicemente a muntagna come lo chiamano da queste parti, è sempre all’orizzonte.

Mi ero informata un po’ in internet prima di partire, ma nulla mi aveva preparata a questo spettacolo. L’imponenza del vulcano, i crateri sommitali innevati, la sua forma mascolina. Efesto, il dio greco del vulcano, del fuoco.

Il Rifugio Citelli

Prendiamo una macchina a noleggio (con polizza Kasco completa e annessa fregatura di prezzo) e iniziamo a salire verso il Rifugio Citelli per verificare lo stato della neve per il giorno dopo.

Le strade in Sicilia si stringono, si inerpicano tra muretti a secco, limonaie e aranceti, ti costringono a sfiorare gli angoli delle case, per poi aprirsi in improvvisi paesetti con piazzetta e bar sport annessi. Google Maps segna tutte le strade come ugualmente percorribili, ma alcune sono un vero delirio da percorrere, specie con una station wagon a noleggio!

(benedetta Kasko comunque)

limonaie a catania

Abbasso i finestrino, l’aria è fresca, ma voglio odorare questa terra: agrumi e fritto….mi piace già.

Due giorni prima in Sicilia ha fatto una bufera di neve e, da quello che avevamo potuto guardare in internet, dovrebbe esserci parecchia neve da sciare. Salendo, però, la situazione ci appare ben diversa: è tutto secco.

Arrivati al Rifugio Citelli ci guardiamo attorno spaesati: siamo in montagna, a 1740 mslm e… si vede il mare! La giornata è splendida: sole alto e cielo terso ci permettono di ammirare un incredibile panorama che spazia dalle isole alla città ai piedi del Vulcano. Tutto è magnifico.

Peccato che la neve sia veramente poca!

rifugio cirelli

Apriamo la carta topografica del vulcano sul tavolone di legno fuori dal rifugio. Per noi, affezionati alle care Tabacco delle nostre Alpi, questa carta ha del misterioso: colate rosso fuoco, cerchi concentrici, e solo qualche timida traccia di sentiero.

Vedendoci spaesati Daniele, il gestore del rifugio, si avvicina discretamente proponendoci aiuto in cambio di un accendino. Siamo nella zona Nord-Est dell’Etna ma sembra evidente – anche ad un occhio poco esperto – che sia difficile salire da questa parte. “Ragazzi, ma quest’anno non c’è neve! Io non ho ancora sceso gli sci!”

Non siamo gente che si fa scoraggiare facilmente e così, tra una chiacchiera e l’altra, ci ritroviamo davanti ad una gustosissima pasta alla Norma in un piatto fumante.

pasta alla norma

Il Rifugio Citelli è un vero e proprio rifugio di montagna, lontano dai fronzoli e dal turismo di massa, e così sono i suoi gestori: appassionati, genuini e ospitali. Ne nasce una conversazione ricca di montagne (la loro, le nostre), di vulcanologia, di sport e di avventure. Il rifugio è aperto tutto l’anno (tranne che a novembre), loro abitano qui, e hanno occhi che si illuminano mentre ci mostrano sul portatile il video della spettacolare eruzione notturna di qualche mese prima.

Ce ne andiamo con un bagaglio di consigli preziosi e ancora più voglia di affrontare il gigante di lava.

lava dell'etna

Scialpinismo sull’Etna?

La sveglia suona presto l’indomani e, nonostante la grigliata, il vino e i numerosi crostoli consumati la sera precedente, siamo carichi.

Attraversiamo il paese di Linguaglossa, saliamo alcuni tornanti, e parcheggiamo alla stazione sciistica di Piano Provenzana. Caffé, vestizione, e iniziamo a salire, sci ai piedi, lungo le piste. Nessuno dei provetti discesisti siculi sembra fare particolarmente caso a noi e in effetti, in un paese dove parcheggiare in terza fila è la norma, non credo che salire a bordo pista possa destare scalpore.

Raggiunta la fine degli impianti ci ritroviamo a guardare gli incantevoli piani soprastanti.

scialpinismo sull'etna

La vista è incredibile! Da un lato il vulcano in tutta la sua maestosità. Dall’altro la costa ionica, il mare e le isole Eolie.

È una terra di contrasti e ne sono terribilmente affascinata. I profumi degli aranceti si mescolano con l’odore di zolfo del vulcano, il nero della lava spicca tra il biancore del manto nevoso, il cielo terso si macchia degli sbuffi del vulcano e i 3000 metri si fondono con il mare.

Niente cime rocciose o boschi imponenti, qui si scia vista Ionio!

bocca nord dell'etna

terra nera etna

Nonostante la voglia di sciare, nessuno di noi sembra avere particolare voglia di scendere e così, passo dopo passo, aggiriamo il vulcano in senso antiorario, con negli occhi il costante sbuffare della bocca nord dell’Etna.

La discesa? Uno stupendo firn primaverile e qualche bella sgrattonata nella roccia più superficiale.

Entro fine giornata avremmo percorso 28 kilometri.

neve e firn

La bocca nord dell’Etna

Il giorno precedente abbiamo tastato il polso del vulcano, aggirandolo lungo gli incantevoli piani a 2700 metri di quota, ma oggi l’obiettivo è quello di raggiungere i crateri sommitali.

L’obiettivo è chiaro a tutti, e non ci sono obiezioni: salire in cima all’Etna, e guardare il cratere fumante negli occhi. 

davide sull'etna pendii etna

L’unica partenza possibile, in questo strano febbraio, è sempre da Piano Provenzana. Ci teniamo alla sinistra degli impianti per salire fino alla stazione intermedia del secondo skilift, da dove sia aprono i piani soprastanti.

Salvo qualche crepaccio e qualche roccia troppo scoperta l’orientamento sull’Etna è quasi banale. “Il cono è la forma geometrica più elementare di tutte” ci dicono, così decidiamo di provare a raggiungere la cima usando la “direttissima”, ossia… dritto per dritto!

La salita si fa sempre più dura: il caldo in alcuni punti è tremendo, il sole non lascia tregua. Eppure il cono sommitale dell’Etna è proprio lì, vicinissimo, immobile. E sempre sbuffante.

Siamo in cammino ormai da tre ore eppure mi sembra di non essermi mossa di un centimetro.

Aggiriamo alcuni tratti ghiacciati verso nord e poi in direzione nord-ovest fino ad una depressione dove decidiamo di togliere gli sci e indossare i ramponi. Il ghiaccio in questo punto è totalizzante e serve prudenza per salire questo ripido pendio.

Arrivata all’ultima spalla il ghiaccio lascia il posto al regolare e ripido cono finale dell’Etna. Il peso degli scarponi fa affondare i piedi in questo terreno sabbioso nerissimo.

scialpinisti sull'etna

Ci siamo. Lo scenario che ci si para davanti è inverosimile.

Il centro della terra respira attraverso il fumo della bocca del vulcano, la sabbia scotta sotto ai nostri piedi, le pietre fumano per il calore endogeno, l’odore di zolfo è persistente e dall’altro lato della bocca, ad intervalli quasi regolari, i boati seguiti da esplosioni proiettano nel cielo fontane di pietre e terra.

Ed è esattamente qui che ti rendi conto di quanto questa creatura sia viva, vibrante.

silvia sulla bocca dell'etna davide sulla bocca dell'etna

Distolgo lo guardo dal centro del cratere, cerco quello di Davide e, tra le lacrime, riesco a dirgli solo “incredibile, ma togliamoci dalle palle”. L’Etna ci ha accolti, ma ora è meglio girarsi in punta dei piedi e lasciare che faccia le sue cose, senza disturbare.

Indescrivibili le emozioni e, ancora una volta in questa Sicilia, i contrasti, sia dentro che fuori. È impossibile non rimanere rapiti da questa tanto affascinante quanto terrificante bellezza.

etna nord ingresso dell'inferno

Abbiamo messo i piedi sulla cima, a 3343 mslm, ma non è stata la solita vetta da conquistare. Sciare sul vulcano attivo più alto e più grande d’Europa, misurarne pazientemente le creste nere e aguzze, i canaloni innevati, la superficie vetrosa e ghiacciata, avere il fumo bianco negli occhi tutto il tempo,è una cosa che va ben oltre il desiderio di conquista.

fumo dell'etna

Non fai scialpinismo, ma hai una morosa e degli amici che lo fanno, e non vuoi perderti la possibilità di fare una gita epica come questa?

Ho la soluzione per te: le ciaspole!

Salire sull’Etna con le ciaspole è fattibile, ma è quanto di più distante dalla ciaspolata che tutti associano a questo strumento: un’oretta, cinque metri di dislivello, finale al rifugio davanti a grigliata e vino in caraffa.

Qui è lunga e ripida, e per ridurre i tempi ti conviene fare alcuni pendii salendo lungo la linea di massima pendenza, e chi s’è visto s’è visto. Fatica x10, fiatone x10, pentimento x10.

Per farla ci vogliono cosce e polpacci aggressivi, zaino leggero, una buona scorta d’acqua (che tanto non berrai) e una discreta attitudine alla sofferenza. Obbligatori anche bastoncini, un cappello, occhiali scuri e crema solare.

Per la parte ghiacciata: in ciaspole si fa, l’inclinazione è tanta ma non troppa. Se però ti porti i ramponi e una piccozza stai più tranquillo e vai via liscio.

La soddisfazione di arrivare in cima è ENORME. Poi arrivano i problemi: i tuoi compagni d’avventura in scialpinismo letteralmente voleranno a valle per ordinare birre al massimo entro un’ora e mezza. Tu ne avrai dalle una alle due in più.

Quindi, dato che l’orientamento è facile, e starai seguendo le tracce della tua salita, portati un lettore mp3 per fartela passare.

Durata totale della gita in ciaspole: 8 ore, pause comprese.

(Una cosa questa impresa ce l’ha in comune con le ciaspolate classiche: il finale a vino e grigliata!)

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

silvia con sci

Info pratiche

Partenza: Impianti sciistici di Piano Provenzana – Ristorante Monte Conca (1810 mslm)

Arrivo: Bocca Nord dell’Etna (3343 mslm)

Dislivello: 1533 m

Difficoltà: la gita non presenta particolari difficoltà tecniche. A seconda della stagione possono essere utili i ramponi per affrontare gli ultimi metri di dislivello. L’orientamento è banale in condizioni di buona visibilità, ma può diventare problematico quando questa diventa scarsa (in particolare, può ridursi improvvisamente a seconda del vento e dell’attività del vulcano). L’Etna è una montagna viva, in continuo mutamento, per cui da un giorno all’altro possono crearsi voragini e crepacci.

Sciabilità: la neve, data l’esposizione al sole e all’umidità del mare, si trasforma facilmente lasciando spazio al classico firn primaverile. Anche il pericolo valanghe può considerarsi mediamente debole.

Scialpinismo in Sicilia? Si può fare! Con alcune condizioni meteorologiche può essere più difficile organizzare la gita, per cui ti consiglio di affidarti ad una guida vulcanologica. Puoi chiedere direttamente ai ragazzi del Rifugio Citelli o al gruppo dei cavernicoli dell’Etna.

silvia e davide sull'etna

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