Ah, le Prealpi Venete: territori più ampi di quello che pensi, ma che però per qualche motivo trascuri, attraversati da fitte reti di carrarecce, forestali e sentieri, con boschi infiniti e creste erbose dalle quali puoi spiare le montagne già coperte di neve, oppure le pianure… già: perché queste gite spesso sono un’ottima risorsa quando la stagione inizia a complicarsi, e non sai se devi portare con te ramponcini, ciaspole, o addirittura l’attrezzatura da ghiaccio.

Oggi ti porto sul Passo di Praderadego, tra trevigiano e bellunese, per fare il piacevole giro del Sentiero dei Mirtilli. E ti accenno a qualche variante divertente per continuare i tuoi giri.

Da dove partire: Passo di Praderadego

Si parte, l’avrai capito, da Passo di Praderadego (910 mslm secondo i cartelli, 925 mslm secondo altre fonti): alcuni edifici – tra cui una bella chiesetta rustica – attorno a una pozza e a un piazzale che fa da ottimo parcheggio.

Il Passo di Praderadego è una via di comunicazione super storica. Qui passava una strada romana – forse uno dei tratti della Claudia Augusta Altinate – e di qui sono passati armate e uomini illustri; soprattutto, il passo serviva ai locali per collegare Calve (BL) a Valmareno (TV) scavallando questo tratto di dorsale prealpina. Tanto che, dal 1400, qui c’era un ospizio e un punto di ristoro per viandanti.

Qui individuiamo l’attacco del Sentiero dei Mirtilli: lo vedi sulla destra, se arrivi dal bellunese.

Il Sentiero dei Mirtilli: escursione ad anello

Il Sentiero dei Mirtilli – segnavia CAI 2310 – collega Passo di Praderadego a Malga Canidi, ed è stato realizzato per aiutare gli escursionisti a esplorare quest’area.

Mi piace scherzare sul fatto che il tratto iniziale – l’unica fatica dell’anello – sbeffeggia il nome del sentiero, in quanto a me fa pensare al tranquillo raccogliere golosi frutti violacei nella calma di un morbido sottobosco. E invece, ti cucchi subito tutta la pendenza in salita dell’escursione: 250 metri di dislivello positivo da fare al volo, un po’ erti, tra tornanti e tornantini.

Poi tutto cambia: dopo 45 minuti usciamo dalla faggeta sulla creste del monte Canidi (1279 mslm), un bel rilievo erboso che permette una bellissima vista sulle Vette Feltrine completamente stese di fronte a noi (sì, c’è anche la pianura, dalla parte opposta, ma davvero: se stimi le Feltrine, qui le vedi nel loro splendore).

Per salire al Monte Canidi (consigliato), una volta sbucati fuori dalla faggeta si prende il sentierino evidente che risale in un attimo il versante fino alla cima, per nulla difficile. Dalla cima, si segue la dorsale fino a scendere a una forestale: qui prendiamo a destra e in 3 minuti siamo a Malga Canidi (1240 mslm), l’edificio che vedevamo dalla cime del monte omonimo.

Malga Canidi

Prendi nota mentalmente del bivio che abbiamo appena percorso: ci servirà per la bella variante al monte Crep (la descrivo più in basso).

A questo punto, possiamo pensare già di chiudere il giro ad anello. Dalla malga prendiamo la strada bianca in discesa che, con la sua calma di carrareccia, scende fino ai 960 metri di quota, piega verso sud e in breve salita ci riporta al Passo di Praderadego.

Il sentiero dei mirtilli: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sulle Prealpi Venete, tra trevigiano e bellunese
📍 Partenza Passo di Praderadego (910 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Monte Canidi (1279 mslm), Malga Canidi (1240 mslm)
📐 Dislivello 381 m
📏 Lunghezza 6,1 km
⏱️ Tempo 2 ore
😅 Difficoltà Medio-facile
💧 Acqua No
🗺️ Cartografia /
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

La variante per il Monte Crep

Siamo appena scesi dal Monte Canidi e siamo al bivio che ti avevo chiesto di memorizzare: trascuriamo la malga e proseguiamo dritti sulla strada bianca in leggera salita. Nessuna difficoltà né di passo né di orientamento: per quasi 3 km proseguiamo sulla carrareccia, con il panorama che alterna prati di versanti e scorci sulle Feltrine. Unico “brivido”: quando arriviamo ad un bivio con un evidente tornante in discesa, alla base del Col di Varnada, seguiamo quest’ultimo (la strada in salita non va da nessuna parte). Se vuoi una direzione di riferimento, segui i cartelli per Malga Mont.

Brevemente rientriamo nel bosco. Ignoriamo un segnavia che, in ripidissima discesa sulla destra, vorrebbe mandarci al curioso Olt de Val d’Arch, e proseguiamo dritti. Il panorama si apre di nuovo e, di fronte a noi, abbiamo lo strano, isolato cono del Monte Crep.

Siamo così ad un trivio: una carrareccia sulla sinistra, una sulla destra e una traccia di sentiero in salita. Prendiamo quest’ultima e risaliamo con un pochino di fatica il pendente fianco del Monte Crep fino alla cima (1350 mslm; se il terreno è umido, occhio alle poche pietre lisce). Sulla cima del punto più alto della nostra escursione troviamo una croce di vetta e una panchinetta dalla quale godere di un classico “balcone panoramico sulla pianura”. Laghi di Revine sotto di noi – ma che non si vedono per colpa di un beffardo dosso – e lo sguardo che può spingersi fino al mare, foschia permettendo. Dalla parte opposta ancora le Feltrine nella loro interezza, dal Pavione al Serva e al complesso dello Schiara. In fondo, lontana c’è pure un’idea di Dolomiti Friulane.

A questo punto, scendiamo dal Monte Crep per il sentierino che finisce diretto a Malga Mont (1313 mslm). Qui c’è una piccola sorpresa: guardando la malga, l’ultima porta sulla sinistra (c’è un cartello di legno) si apre sul piccolo bivacco di Malga Mont. Sei posti letto con sottili materassi, tavolone e panche, fornelli (non li ho provati), caminettone.

Per chiudere il giro, da Malga Mont prendiamo la strada bianca in direzione est, ripercorriamo a ritroso l’itinerario fino a Malga Canidi e qui prendiamo la strada bianca come descritto al paragrafo precedente.

Sentiero dei mirtilli e Monte Crep: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sulle Prealpi Venete, tra trevigiano e bellunese
📍 Partenza Passo di Praderadego (910 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Monte Canidi (1279 mslm), Monte Crep (1350 mslm)
📐 Dislivello 628 m
📏 Lunghezza 12,25 km
⏱️ Tempo 3 ore e mezza
😅 Difficoltà Medio
💧 Acqua No
🗺️ Cartografia /
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Variante per Bivacco Salvedella Nuova

Ok, lo prometto: è l’ultima deviazione che ti faccio fare – ma l’avevo detto, a inizio articolo, che una volta qui mi è venuto voglia di esplorare… Questa è una deviazione che prevede quasi zero difficoltà e fatica per andare a curiosare un altro grazioso bivacco della zona. Te la consiglio se hai ancora gambe (ma ricorda che devi poi tornare indietro!)

Da Malga Mont, prendi la strada bianca (segnavia 2039) in direzione ovest. Senza mai deviare per 1,6 km e con modesti saliscendi, alternando sterrato e superficie cementata, raggiungerai il Bivacco Salvedella Nuova (1223 mslm, anche Salvedela Nova). Non lo puoi mancare: si trova proprio lungo la strada, dove questa piega leggermente.

Tre, massimo quattro posti letto nel soppalco (solo reti, serve un materassino), una piccola stanza con cucina economica, tavolo e panche. I libri delle firme sono, quando ci sono stato, finiti. Tuttavia, il punto forte del bivacco – che ohimè pare un po’ ombroso – e il grande caminetto per grigliare, all’esterno, leggermente discosto dalla struttura in pietra.

Poi si torna indietro fino a Malga Mont, avendo aggiunto al giro un centinaio di metri di dislivello extra.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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