Una cima raggiunta, troppa gente a schiamazzare, la giornata ancora lunga davanti, poche parole buttate lì poco prima da un escursionista locale: qualcosa tipo “scendo per i laghi”. Un panino, un rapido controllo della carta topografica, e la decisione è presto presa: scendiamo per i laghi anche noi.

I laghi sono i tre Lacs de Frudière e il giro da Gressoney è strepitoso, vario, lunghissimo (e selvaggio il giusto).

Cosa troverai nell’anello dei Laghi di Frudière:
Fatica
Difficoltà tecnica
Panorama
Varietà

Da Gressoney-Saint-Jean a Punta della Regina

Non ci ripetiamo, perché l’escursione a Punta della Regina da Gressoney l’abbiamo già raccontata. Un migliaio di metri di dislivello per due ore e un quarto di salita attraverso  boschi prima, e alpeggi poi. Lo sguardo sul Monte Rosa, che dalla Punta (2387 mslm) si moltiplica per quattro – non per niente l’abbiamo chiamato il balcone dei ghiacciai. 

Consiglio: se prevedi di fare questo anello e vuoi risparmiare un po’ di energie, una volta raggiunto Col Ranzola (2171 mslm) puoi prendere il sentiero 3b che aggira Punta della Regina, e sbuca direttamente a Passo della Garda. Ti eviti duecento metri di dislivello da salire, e cento da scendere.

Noi invece in cima ci saliamo, per poi scendere per alcuni tornanti fino a Passo della Garda (2268 mslm), una “finestrella” che permette di scavallare nel Vallone di Frudière.

La vera avventura comincia da qui.

Passo della garda

Da Passo della Garda ai Laghi di Frudière

Il sentiero 9b accenna a seguire il versante, ma presto si tuffa verso il basso. Alcuni camosci corrono verso l’alto, salendo una pendenza estrema. La traccia che seguiamo è stretta, mezzo invasa dalla vegetazione, poco frequentata. Fa mille curve e tornanti, e ci fa perdere 300 metri di quota (ponte a 1902 mslm).

Da qui, il sentiero 9 riprende a salire: a tornanti alternati a lunghi tratti in quota. La salita è abbastanza morbida (anche se il caldo si fa sentire, e fiacca un po’), e a darci ristoro c’è una distesa di piantine di mirtilli cariche di frutti.

Il primo dei laghi – quello inferiore – è poco più che una bella “pozza” d’acqua perfettamente blu, incastonata tra rocce ed alberi. Eppure, c’è qualcosa di strano nell’aria…

… sono le voci di molte persone, che ci arrivano da uno sperone che ci blocca la vista. Lo saliamo, e si spiega il motivo del chiacchiericcio.

Il lago intermedio di Frudière è grandissimo, ed è uno spettacolo. Si tratta di uno dei laghi naturali più grandi della regione. Un anfiteatro naturale raccoglie le acque di un bell’azzurro, diverse persone sono spiaggiate lungo le sue rive, c’è qualche folle che azzarda il bagno a quota 2035 mslm. Tra questi folli, ci siamo anche noi, e il refrigerio è tutto da godere!

Da Punta della Regina ci sono volute 2 ore per arrivare qui. Di fronte a noi, in alto, un avvallamento tra il monte Nery e il monte Taf indica il Passo di Frudière (2265 mslm), nostra prossima meta e collegamento tra Val d’Ayas e Val del Lys.

Lago Frudiere

Dai Laghi di Frudière a Weissmatten

Il sentiero 9 prosegue il suo percorso dapprima costeggiando il lago, poi iniziando a salire deciso verso il passo. È strabiliante la quantità di acqua che sgorga da queste montagne: ogni cinquanta metri c’è un ruscello da superare… che invidia, quando sei abituato alle aride Vette Feltrine, all’Altopiano di Asiago, al Friuli.

Ora, c’è da dire una cosa: se fino adesso questo trekking è stato molto bello, selvaggio il giusto, e culminato da un improvviso stupore – il lago – è adesso che le cose, addirittura, migliorano. Salendo al passo infatti, conviene guardarsi spesso indietro: i due laghi sotto di noi si allontanano, la prospettiva si allarga, sullo sfondo le catene montuose della Valle d’Aosta.

Silvia ai Laghi di Frudiere

Poco prima del passo, scopriamo il lago superiore di Frudière: uno specchio d’acqua praticamente rettangolare, adagiato contro il versante roccioso (e piuttosto verticale) che dovremo a breve salire. E infatti…

Il sentiero 1A piega, dal Passo di Frudière, su per una pietraia e, tornante dopo tornante, guadagna gli ultimi 200 metri di dislivello della giornata fino alla selletta (2416 mslm) alla base del Monte Taf. Per arrivare qui, attenzione: c’è da tenere a bada qualche vertigine, e lo sbriciolio della traccia. C’è qualche tratto di corda metallica e un parapetto… dove meno servono.

Quest’ultima salita è riservata ad escursionisti esperti. La roccia sulla quale poggiare i piedi è spesso instabile e, in alcuni tratti è necessario appoggiarsi con le mani al suolo per darsi maggiore stabilità. La traccia è poco visibile e piuttosto esposta. Niente di preoccupante, ma è richiesta assenza totale di vertigini, piede fermo e dimestichezza con l’ambiente montano.

Silvia Bagaglio Leggero AvatarSilvia

 

Sotto di noi, i laghi: la vista è incredibile, silenziosa, rilassante. Si potrebbe rimanere qui per ore ad ammirare la luce del sole che si frantuma sull’acqua leggermente ondulata.

Laghi di Frudiere

Sulla stretta crestina, incontriamo di nuovo il tipo dell’introduzione, e parte la chiacchiera. Nell’ora successiva, mentre scendiamo attraverso pietraie infinite e molto scenografiche, ci racconterà mille cose sull’autonomia aostana, l’alpinismo sul Bianco, la Valle del Lys, i Walser di Gressoney, e sul senso di spopolamento della valle e di “tempi che cambiano”.

La discesa verso Weissmatten è appunto un’ora di pietraie, un comodo sentierino che si snoda tranquillo. All’arrivo degli impianti di Weissmatten siamo accolti da Casa Capriata, una curiosa interpretazione dell’architettura Walser a firma dell’architetto Carlo Mollino. La struttura triangolare, sospesa sui piloni, è quantomeno originale: ma il nostro cicerone ha però un giudizio decisamente più tranchant.

Panorama a confine tra Valle del Lys e Ayas

Discesa da Weissmatten a Gressoney

Un ultimo sforzo… Da Weissmatten – al netto che tu non voglia prendere gli impianti, ma sai come la pensiamo – ci vuole un’ora buona per tornare al Castello Savoia. Occhio all’orientamento, perché la via di discesa è un mix di sentiero, strade forestali e piste da sci – notorie queste ultime per il fastidio di percorrere la fortissima pendenza.

Attorno a quota 1433 mslm troverai un cartello che rimanda direttamente al Castello, lungo un sentiero nel bosco che sembra di recente sistemazione, e piuttosto bello.

Boschi Weismatten

Trekking ad anello ai Laghi di Frudière : dati tecnici in breve

Dove siamo: in Valle d’Aosta, nella media valle del Lys.

Partenza: Gressoney-Saint-Jean, alla base del Castello Savoia (1438 mslm).

Punti dell’anello: Punta della Regina (2387 mslm), Laghi di Frudière (2035 mslm), selletta del Monte Taf (2416 mslm)

Dislivello: 1420 metri complessivi

Tempo: 8 ore e mezza

Difficoltà: medio-alta soprattutto per il dislivello complessivo. Il giro ad anello inoltre è parecchio lungo e adatto a persone ben allenate. La presenza di un cavo metallico e alcuni passaggi esposti richiedono piede fermo e assenza di vertigini.

Acqua: se c’è una cosa che non manca, in queste valli, è proprio l’acqua.

Cartografia: Carta L’escursionista n.8, Monte Rosa, Ayas, Gressoney, Alagna (se non ce l’hai, puoi comprala su Amazon)

Laghi di Frudière: anello da Gressoney pin