Quella di oggi è una di quelle escursioni non troppo difficili, non troppo lunghe, ma perfettamente bilanciate: ambienti che cambiano, tante curiosità da approfondire, e i giusti tratti per camminare senza troppi pensieri, magari chiacchierando con il tuo compagno di gita. Ti portiamo sui Colli Berici, alla scoperta della Valle dei Mulini di Calto… e non solo.

Dove inizia l’escursione
Beh, diciamo che è abbastanza facile trovare il punto di inizio. Basta impostare in Google Maps la Clinica Dentale di Calto, et voilà: ampio parcheggio a disposizione lungo la strada. Iniziamo da qui, allora!
Prima di iniziare a camminare, mi fa piacere dirti due cose in più:
- l’escursione l’abbiamo fatta in primavera, e l’ambiente è uno spettacolo per le fioriture: da quelle più umili a quelle più curiose; l’autunno probabilmente è una buona seconda scelta. Eviterei l’estate, potrebbe fare piuttosto caldo.
- uno dei temi dell’itinerario è rappresentato dalle fontane: un mix di (effettivamente) fontane, sorgenti e lavatoi che punteggia l’ambiente.
- giusto per darti un dato geografico, camminerai nei territori di Villaga e Zovencedo; non troppo lontano da qui corre il sentiero 72 dell’Eremo di San Donato, del quale trovi relazione nel blog.
Ultimissima: ci teniamo l’ultima curiosità – quella che dà il nome all’escursione – per la fine. Se sei in vena semplicemente di curiosare un bell’ambiente, puoi parcheggiare l’auto dove ti abbiamo detto e percorrere a ritroso il nostro itinerario: scoprirai subito la Valle dei Mulini di Calto.
Dall’inizio dell’escursione a Zovencedo
Rispetto al parcheggio della clinica (100 mslm), percorri la strada asfaltata di qualche passo in direzione ovest, fino ad alcuni cartelli: qui inizia la vera escursione, prendendo in direzione (tra le altre) Covolo dell’Uomo di Neandertal. Risali tra la vegetazione alle spalle dell’unica casa e prendi subito a sinistra. In pochi minuti di salita sarai al Covolo di Neandertal (120 mslm, anche Cuoléto de Nadale).
Il covolo non è visitabile (purtroppo). Sappi che qui sono stati trovati moltissimi reperti: resti di grandi mammiferi che qui venivano cacciati e consumati, e strumenti di selce rossa che fanno ipotizzare legami stabili tra Colli Berici, Colli Euganei e Lessinia. Nel caso ti serva un riparo, nel covolo precedente, ad uso dei climber locali, puoi entrare.

Una volta che hai curiosato nei pressi dei covoli, torna sui tuoi passi fino al bivio “sopra l’unica casa”, e prosegui stavolta dritto sul sentiero 63. Un bel percorso salirà morbidamente nel bosco, supererà i prati aridi (una peculiare associazione vegetale, piuttosto diffusa in Veneto tra colli e Prealpi) e ti porterà alla base di Cava Cice. Dal bivio (215 mslm cartelli) segui in salita… pronti per la seconda curiosità della giornata?
Cava Cice è una cava di pietra di Vicenza, non più oggetto di attività estrattiva. Qui puoi ciondolare in giro, e troverai:
- la casa rupestre “Sengia dei Meoni”, piuttosto stupefacente (la casa viene aperta ogni domenica da aprile a ottobre, alle ore 16, e conviene prenotare la visita, che costa 5€); non dimenticare di leggere sui pannelli il resoconto della tragedia sfiorata che ha infine costretto gli abitanti della casa ad andarsene… ed era il 1959.
- il Museo della Pietra, ricavato nella Priara de Cice, una delle tante cave sotterranee del territorio; anche solo buttare l’occhio attraverso le grate fa il suo effetto;
- un piccolo e rilassante orto botanico;
- una curiosa insegna che parla di VINO, del quale purtroppo non v’è traccia però!
Una volta esplorato anche i dintorni della cava, torna all’ultimo bivio, prendi a sinistra, fai subito la brevissima deviazione per il lavatoio Fontana della Villa, torna indietro, prosegui per la Fontana dell’Albiolo e in breve raggiungi Zovencedo (270 mslm).

Da Zovencedo alla Valle dei Mulini
Da Zovencedo c’è il primo dei passaggi dall’orientamento “buffo” dell’itinerario (eventualmente usa la nostra traccia gpx per orientarti). In breve: dal sentiero dal quale sei sbucato, prendi per il parcheggio; vedrai poco più in alto, sul versante della collina, un parco giochi – raggiungilo e sali la scalinata di legno alle sue spalle per arrivare di nuovo sulla strada, nei pressi del bivio per i ruderi del castello di Zovencedo. Qui prendi a sinistra (Via Roma) e, superare giusto due case, troverai indicazioni che ti invitano a prendere a destra. Eccoti di nuovo sul tracciato corretto (che peraltro si sovrappone a quello dell’Alta Via dei Colli Berici).
Il sentiero si infilerà dietro a una sottile abitazione (già) e toccherà la strada in corrispondenza di una croce: qui devi scendere per il sentiero, seguendo le indicazioni per la Fontana della Cazzola, che raggiungerai dopo 300 metri di facile sentiero. La fontana in sé è poco più di una pozza nel fianco boscoso del monte, non andarla a cercare (è però importante perché presente nei documenti già in tempi antichi).
Prosegui invece sul sentiero, in salita, finché non uscirai dal fitto bosco nei pressi di un’abitazione super panoramica (310 mslm). Qui una panchina invita a prendere il fiato, a guardare la Val Liona boscosissima, a godere dei prati fioriti, a chiedersi cose tipo “vivresti in un posto così?” e altre amenità. Questo posto si chiama anche Mirador Calto Val Liona, e per noi sono subito ricordi patagonici. Se è l’ora giusta, puoi anche farti il tuo paninetto. (A proposito di paninetti: se fai questa escursione durante la settimana e “fuori stagione”, troverai poi tutte le trattorie lungo le strade chiuse – ecco che il paninetto è fondamentale.
Segui il percorso tra gli ulivi: a guidarti per la direzione giusta sarà il Moai della Val Liona, imponente statua di pietra bianca. Toki – questo è il suo nome – è un invito gentle a parlare, a vivere i Colli Berici e, perché no?, a fermarsi in una delle strutture ricettive del territorio.
Ciao ciao Toki, noi si prosegue sul sentiero senza mai deviare, risparmiandoci la salita al Monte Polato (la cui sommità boscosa non promette panorami), sbucando su un’ampia strada bianca dove prendiamo a destra fino all’asfalto di Via Costabella.
Qui inizia il secondo tratto dall’orientamento bizzarro. Noi abbiamo preso a destra in discesa, al primo bivio abbiamo preso a sinistra, poi sempre dritti fino a Case Geronchi, dove si prosegue seguendo un mix di frecce gialle a terra e segnavia dell’Alta Via – e un mix di sentieri e strade bianche – fino a risbucare, un bel po’ dopo, dove il bosco termina, il panorama si riapre e compare di fronte a noi un grande stabilimento.
Qui si prende a destra la strada principale (sempre sui marciapiedi o sentieri protetti, mi raccomando) fino alle strisce pedonali che ci invitano ad attraversare e scendere sulla destra. In valle.
La Valle dei Mulini di Calto
Ehi Davide, ti sento dire, ma questi mulini?
Beh, eccoli!
Siamo adesso in Valle dei Molini di Calto, una piccola incisione i cui scaranti – i fossati – sono stati nei secoli sfruttati per muovere mulini da macina e mole. Da qui alla fine dell’escursione si cammina in un piccolo gioiello: serve fare un piccolo gioco di immaginazione, pensando al micromondo che doveva essere fino a non molto poco fa. Seguiamo allora l’acqua seguire canalette e salti e cascatelle, passiamo per il primo ex mulino, per il secondo con la bellissima ruota, poi scendiamo per un terzo mulino introdotto da una spettacolare magnolia. Siamo nel cuore ombroso della valle, ora.
Da qui, camminiamo lungo la strada sterrata fino alla strada principale (Via Calto), che seguiamo in discesa attraverso un agglomerato di abitazioni – con un altro bel lavatoio – fino a ritrovare il parcheggio della nostra auto (ci sarebbe anche un sentiero che taglia, ma non siamo riusciti a individuarlo – sono comunque pochi minuti in più).

Anello della Valle dei Mulini di Calto: dati sintetici e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Colli Berici, provincia di Vicenza |
| 📍 Partenza | Parcheggio della Clinica Dentale a Calto (100 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Cava Cice (275 mslm), Valle dei Mulini di Calto |
| 📐 Dislivello | 350 m |
| 📏 Lunghezza | 9,6 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore e mezza con pause |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | / |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
Se ti va puoi seguirci su Instagram oppure iscriverti alla newsletter. Buone gite!






Scrivi un commento