Un’ultima nevicata d’aprile ha imbiancato ogni cosa: sappiamo che è da prendere la palla al balzo per fare un’ultima escursione in quota, dove forse il manto è ancora bellissimo (guarda la prima foto di questo articolo per capire cosa intendiamo). Inforchiamo le ciaspole, usciamo da casa, e saliamo di nuovo verso sud ovest. Cosa ci riserverà la ciaspolata a Joggelealm?

⛰️ Dove siamo A metà della Val Ridanna, sul versante di destra. Alpi Breonie o di Stubai (Alto Adge, BZ)
🗓️ Quando l’abbiamo fatta A metà aprile
📍 Partenza da Entholz, parcheggio del termoconvertitore (1450 mslm)
🏔️ Arrivo Malga Joggelealm (1987 mslm)
📐 Dislivello 540 metri
📏 Lunghezza 6 km salita e discesa
⏱️ Tempo 3 ore circa salita e discesa
😅 Difficoltà Facile-Media a seconda del tuo allenamento, se l’innevamento è buono.
💧 Acqua /
🗺️ Cartografia Carta Tabacco 1:25000 n. 38 – Vipiteno, Alpi Breonie (se non ce l’hai puoi comprala su Amazon)
🛰️ Traccia GPS Sì, la trovi in fondo all’articolo. È segnato l’anello per la malga e, da evitare, i diversi tentativi di salita all’Einachspitze.

Davide verso Einachtspitze

Da Gasse a Joggelealm

Lasciamo l’auto nei pressi del piccolo parcheggio di Ento/Entholz, di fianco alla segheria (o a quello che Davide continua a chiamare termoconvertitore, 1450 mslm). Da qui scendiamo i due tornanti sterrati appena percorsi in auto, passiamo tra le case di Entholz e individuiamo, in corrispondenza dell’ultima fattoria, il segnavia per il Sentiero 24A. Saliamo qualche tornante della forestale che costeggia la pista da sci e. dopo un ponticello, troviamo il vero attacco del sentiero.

Ci addentriamo nel fitto e ripido bosco. Ancora neve non ce n’è, ma siamo fiduciosi, e i ramponcini ci aiutano a superare qualche tratto ghiacciato che si è incuneato tra le radici degli alberi.

Usciti dal bosco, il panorama cambia drasticamente e all’improvviso ci troviamo sui morbidi pendii aperti che ci porteranno alla malga. Finalmente c’è la neve, lo scenario è splendido e si respira un’atmosfera stranissima: un misto tra “fine del mondo” e “la grande bellezza”, con un contrasto che ci lascia attoniti. Verso Vipiteno nuvoloni neri si stanno addensando, ma siamo attrezzati e non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci per un po’ di pioggia… o di neve.

Mi lascio incuriosire da una piccola malga che si trova un po’ più sopra di noi, sulla destra (disegnata in carta ma senza nome). Raggiungerla però è più faticoso del previsto, perché ai primi passi fuori dal bosco sprofondiamo nella neve molle fino alle ginocchia. Nonostante quest’anno la neve non sia stata molta, qui siamo completamente esposti a nord e gli accumuli primaverili non permettono di proseguire senza ciaspole.

baita Val Ridanna

Le indossiamo e raggiungiamo la piccola malga che risulta essere aperta. In tutta onestà non abbiamo ben capito come funzionano questi posti in Alto Adige, sembrano spartani bivacchi ma non c’è il libro di bivacco, sono e non sono indicati su carta… pensiamo si tratti più di abitazioni private, che le persone decidono per buon cuore di non chiudere, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Se magari sai come funziona, ti sarei grata se ce lo raccontassi nei commenti, perché nessuno ha saputo spiegarcelo (un’altra bellissima si trova sulla strada per Freundalm).

Da qui comunque proseguiamo puntando nella direzione della forestale (ora Sentiero 24B) che in maniera abbastanza evidente taglia i bianchissimi e ondulati pendii. Un paio di ampi tornanti, e saliamo su una spalla e… siamo avvolti dal bianco.

malghe vicino a Joggelealm innevate

Ci troviamo poco distanti dalla malga Joggelealm e lo scenario è già splendido: nuvoloni neri, manto innevato candido, piccole malghe o fienili a imperlare il pendio. I colori sono quelli di un panorama esattamente diviso a metà. In questa stagione infatti – ancor più che in altre – è possibile vivere due stagioni nella stessa giornata solo abbassandosi di quota: la primavera della valle e l’inverno delle cime.

ciaspolata in Val Ridanna verso malga Joggelealm

Malga Joggelealm

Per arrivare alla malga servono ancora una decina di minuti di ciaspolata intensa sul percorso della forestale, completamente coperta dalla neve morbida. Joggelealm (anche chiamata Schneideralm, 1987 mslm) è chiusa data la stagione, ma la sua posizione invidiabile e la cura del dettaglio ce la fanno piacere da subito!

Malga Joggelealm

Una panca fuori dalla malga ci permette di riposarci qualche istante mentre decidiamo sul da farsi: l’obiettivo iniziare era salire all’Einachtspitze, ma in primavera è sempre prudente valutare le condizioni del percorso direttamente sul posto.

La ciaspolata fino a qui è stata molto panoramica e abbastanza semplice, ma da qui in avanti cambiano i giochi.

Da Joggelealm ad Einachtspitze

Una premessa: salire all’Einachtspitze con la neve significa farlo con testa, attrezzatura e preparazione adeguata. Se la ciaspolata a Joggelealm può risultare una piacevole escursione sulla neve con poco rischio, da qui in poi la salita si svolge in ambiente alpino. Prendi questo paragrafo più come un racconto, che non una proposta se non sei preparato o attrezzato!

Da Joggelealm scavalliamo la piccola sella dietro alla malga e continuiamo in direzione sud. L’orientamento non è semplice, ma un larice solitario nel bel mezzo del pendio indica la via (lo stesso larice solitario è nominato nelle poche relazioni che abbiamo trovato nel web).

Silvia verso Joggelealm

Inseguiti dalle nuvole nere – ormai sopra la nostra testa – una dorsale inclinata da salire, in realtà sbagliamo percorso un paio di volte, tentiamo un paio di pendii che sembrano meno pendenti, ma poi ci rassegniamo: che dorsale sia.

E così appare il larice solitario, dopo un pendio molto, molto inclinato. Poi c’è un attimo di riposo, un altro balzo da salire, il fianco di di una bancata di roccia, un piccolo bozzo che può essere aggirato… il tutto mentre saliamo di quota e il panorama si apre verso il Passo di Giovo e le maestose montagne a sud e a ovest.

È un’avventura che si dipana poco alla volta, una parte di noi e le nuvole dicono che non arriveremo in vetta, ma il corpo vuole proseguire perché è una scoperta continua… scusa l’interruzione, Silvia…

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

 

Da qui continuiamo a proseguire la salita, mentre di fronte a noi lo scenario si allarga sempre di più verso panorami incantevoli e silenziosi, immobili.

Mancano 100 metri alla croce di vetta quando… decidiamo di tornare indietro. La testata di un largo canalone, un pendio insicuro ma soprattutto un accumulo di neve ventata, al di là, che da dove siamo pare pericoloso, di quelli che ti impediscono di proseguire in sicurezza e a cuor leggero. Senza rimpianti, facciamo dietro front e ci godiamo la discesa ammirando gli scorci che giocano a farsi belli di fronte a noi.

Silvia durante una ciaspolata in Val Ridanna

Imboccando, dopo Joggelealm, la stessa strada della salita, è possibile, dopo un centinaio di metri, inforcare il Sentiero 24 che scende dapprima a tornanti stretti fino a una malga sul limitare del bosco (senza nome in carta) e poi si connette a una ennesima forestale. Dopo pochi tornanti, con l’occhio alla carta o a una app, si può approfittare di una traccia in discesa che taglia lo sviluppo della strada e ricongiunge alla pista da sci.

Ciaspolata a Joggilealm in Val Ridanna - pin