Continua la nostra ricerca di ciaspolate facili e il più possibile scevre da pericoli, da percorrere in sicurezza, in un inverno nevoso ma dalle condizioni per nulla banali. Apriamo la carta topografica e ci rivolgiamo ancora una volta al territorio di Oncino, in Valle Po, finché non individuiamo l’itinerario perfetto per salire con le ciaspole alla Croce Tournour. Stando a quello che studiamo, non dovrebbero mancare i panorami… e posso già dirti che sarà proprio così!

⚠️ Pur essendo una escursione facile (ma lunga) su una strada forestale e un pendio generalmente sicuro, questa ciaspolata si svolge comunque in ambiente innevato: è quindi richiesta la verifica delle condizioni nivo-metereologiche e l’attrezzatura adatta.

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Da dove parte la ciaspolata

Saliamo verso Oncino, in Valle Po. Prima del paese di Oncino vero e proprio, deviamo sulla sinistra seguendo le indicazioni per Borgata Serre. Qui, in inverno, troviamo alcuni posti auto di fronte alla bella chiesa affrescata di Sant’Anna; in alternativa, dato che da qui parte anche la frequentata scialpinistica alla Testa di Cervetto, giusto prima della chiesa un cartello segnala la presenza di un parcheggio.

Nello stesso piazzale si trova anche il Rifugio Serre di Oncino. Un cartello dice “riapriremo con qualche grado in più”, quindi sai che la birretta di fine gita dovrai farla da un’altra parte (posso consigliarti il Bar Lou a Oncino).

Puoi portare su questo itinerario anche l’amico che non vuole rinunciare allo scialpinismo? No: la lunga forestale iniziale è pressoché pianeggiante, con anche diversi abbassamenti di quota, e facilmente ne troverai tratti ghiacciai o senza neve. Scomodissima!

Ciaspolata alla Croce Tournour da Serre

Prendiamo la strada asfaltata che prosegue oltre la chiesa di Sant’Anna (1220 mslm). Noi abbiamo inforcato le ciaspole già qui, e abbiamo “affrontato” la lunghissima strada coperta di neve ghiacciata – e con le ciaspole, purtroppo rumorosissima! – che percorre i versanti della valle scavata dal torrente Frassaia. Ci sono più di due chilometri da fare, praticamente in quota, immersi nel bosco. Elementi di variazione i ruderi della borgata di Claputur (1234 mslm) e il ponte, corrispondente a una chiusa, che ci permette di passare sull’altro versante della valle.

Superiamo anche un edificio sul quale è bene evidente un messaggio contro la caccia, e proseguiamo fino a un bivio (1260 mslm). Qui c’è un pannello che racconta una storia di resistenza partigiana, e le indicazioni per la nostra meta. Prendiamo così a destra, in salita, e saliamo la decina di stretti tornanti che ci portano verso Meire del Giasset (1440 mslm), un affascinante accrocchio di ruderi (a onor del vero l’ultimo tornante, il più lunog, l’abbiamo tagliato salendo il pendio che punta ai ruderi). Qui è il caso di voltarsi, e di stupirsi alla vista del Monviso – impressionante e perfetta. Facciamo un po’ di riconoscimento dei nostri precedenti giri sulle ciaspole (Cima Selassa e il Briccas su tutti), e riprendiamo a seguire la “traccia” della strada forestale.

Altri lunghi tornanti stavolta in campo aperto, accecante per il candore della neve ancora non segnato da impronte umane – tante invece quelle dei selvatici. La sede della forestale si stringe un po’ e raggiungiamo una svolta decisa; pieghiamo a destra mantenendo la quota per l’ultimo tratto dell’escursione (PS ricordati questo punto, dopo ti spiego una cosa).

Il nostro percorso ci porta su una specie sella, dove pieghiamo leggermente sulla sinistra – la via è evidente, ma se servissero dei riferimenti possiamo puntare al ripetitore (ohimé) che spunta da alcuni alberi.

1552, 1554 o 1555 metri di quota a seconda di chi lo chiedi: siamo cosi sulla cima della Croce Tournour. Il panorama non è perfetto – c’è il ripetitore, ci sono gli alberi verso ovest – ma lo sguardo può godere dello sbocco della Valle Po alla pianura, delle morbide montagne innevate verso sud e, inaspettatamente, del Monviso che spunta alle spalle del nostro monte. Un geolabio ci aiuta nell’orientamento. Mangiamo il nostro paninetto, chiacchieriamo. Poi iniziamo a freddarci, ed ora di affrontare la lunga discesa: per la via di salita, eventualmente tagliando, ora che conosciamo la strada e ci sono le nostre impronte, qualche tornante in più.

Riguardo al punto che ti ho detto di ricordare: da qui si può salire sulla Rocca delle Formiche (1601 mslm), il morbido rilievo che si trova tra noi e la Croce Tournour – è quello sormontato da alcune grandi rocce. Leggo su alcune relazioni che da qui la vista è più completa.

Qui trovi altre idee per ciaspolate da Oncino: salita con le ciaspole al Monte Tivoliciaspolata alla Croce Bulé.

Ciaspolata alla Croce Tournour da Serre di Oncino: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Valle Po, versante nord
📍 Partenza Borgata Serre di Oncino (1220 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Croce Tournour (1555 mslm)
📐 Dislivello 400 m
📏 Lunghezza 13 km (cifra variabile a seconda di quanti tagli fai dei tornanti, specie di quelli più lunghi in quota)
⏱️ Tempo 5 ore
😅 Difficoltà Media *ovviamente bisogna fare attenzione allo stato dell’innevamento
💧 Acqua /
🗺️ Cartografia Fraternali n. 10 – Valle Po, Monviso
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui