Il Lago di Carezza lo conoscono tutti, è vero. Ma non tutti si prendono la briga di proseguire lungo sulle forestali alle sue spalle per addentrarsi nel bosco che custodisce il segreto del Latemar. A due passi dalle sue acque arcobaleno, infatti, questa escursione ad anello che parte da Carezza ti porta a scoprire il Labirinto del Latemar, i suoi prati verdissimi – tra i quali spunta la golosa Malga Latmor – e una vista sul Catinaccio che, da qui, si mostra in tutta la sua potenza.
Da Carezza al Lago e dove lasciare l’auto
L’escursione inizia da Carezza (1620 mslm). Lasciamo l’auto nei grandi parcheggi alla base del paese, lungo la Statale del Passo di Costalunga, gratuiti. Da qui risaliamo verso il paese in via Re Laurino (le leggende locali ci guardano da subito…). Dopodiché seguiamo le indicazioni: il sentiero 6 ci guida in venti minuti al parcheggio del Lago di Carezza (Karersee): superiamo il tunnel pedonale e sbuchiamo in riva allo spettacolare lago arcobaleno, il Lago di Carezza (1520 mslm).
Il Lago di Carezza è: il colore irreale delle acque, il Latemar che supera la cortina di abeti e si rispecchia sulla superficie, il nomignolo ladino Lec de Ergobando, lago arcobaleno… e la leggenda della ninfa Ondina: corteggiata senza successo da uno stregone, viene attirata infine fuori dalle acque per mezzo di un arcobaleno; tuttavia, visto il pretendente, la ninfa fugge di nuovo al sicuro delle acque del lago; lo stregone, arrabbiato, infrange l’arcobaleno, i cui pezzi brillanti cadono nelle acque del lago.
Molto probabilmente troverai le rive del lago piuttosto frequentate. Assorbi con gli occhi i colori dell’acqua, fai le tue foto, e riparti, che ti portiamo dove i sentieri sono più tranquilli.
Dal Lago di Carezza ai Labirinti del Latemar
Dal Lago di Carezza, individuiamo i segnavia del sentiero 11. Siamo su una forestale che sale con morbida pendenza tra i boschi, in direzione delle pareti chiare del Latemar. Ci lasciamo sulla sinistra le deviazioni (sentiero 12, ma anche una successiva sterrata senza numero) per il Mittersee o Lago di Mezzo, un minuscolo specchio d’acqua effimero protetto dai boschi, e proseguiamo invece in salita.
Il sentiero 11 fa parte del Sentiero delle Perle, un itinerario di quasi 90 km che collega i quattro paesi della Val d’Ega – Nova Ponente, Nova Levante, Collepietra e Tires – e i versanti di Catinaccio e Latemar.
Il bivio al quale dobbiamo stare attenti si trova a 1670 metri di quota, dove la sterrata si fa sentiero e il segnavia diventa il numero 20, direzione Labirinto del Latemar/Labyrinthsteig.
Inizia qui il percorso del Labirinto del Latemar, un sentiero che si srotola tra i grossi massi e i ghiaioni scesi dal versante settentrionale della montagna. Ad un primo tratto quasi in quota, segue una decisa discesa che, a forza di tornantini, ci riporta alla rassicurante quota dei boschi.
Un intricato sistema di massi che sembra il gigantesco rompicapo della montagna: ogni svolta apre ad uno scenario diverso, ad un nuovo pezzo di un puzzle abbandonato qui migliaia di anni fa.
Per tutto il tempo, godiamo di due visuali stupende: alla nostra destra e dietro di noi, le già nominate muraglie di roccia chiara, cultimanti in guglie e torrioni lontani; di fronte a noi, la mole stupenda, isolata del Catinaccio: una prospettiva che ci ha fatto venir voglia di pianificare, per l’indomani, lo stupendo giro ad anello del Catinaccio.


Dal Labirinto ai Prati del Latemar con pranzo in malga a Latmor Alm
Il Sentiero del Labirinto ci deposita su una forestale che prendiamo brevemente sulla destra, per poi inforcare il sentiero 18 che sale a una sella a quota 1940 mslm. Questa è la salita più intensa della giornata, e un pochino ti toglierà il fiato.
Il premio si trova poco dopo, però: un tratto in quota, una veloce immersione tra gli abeti, ed ecco i verdi Prati del Latemar. Noi puntiamo in direzione di Latmor Alm (1920 mslm), una piccola struttura di legno chiaro dove si mangia molto bene – come sempre il terrazzo di invoglia da lontano, con i suoi ombrelloni aperti e la visuale che torna ampia dopo le fatica della salita alla sella.
A un metro da Latmor Alm c’è anche uno dei “cinema di montagna” della Val d’Ega… e (secondo noi) il più bello, con la cornice di legno inquadra il Catinaccio in tutta la sua bellezza.
Ritorno a Carezza
Ristorati in malga – oppure rilassati al cinema – possiamo intraprendere la discesa, che avviene sulla rete di strade bianche che dai Prati del Latemar scende verso Carezza, oppure raggiunge il Passo di Costalongia/Costalunga/Karer Pass. Due possibilità, quindi:
- seguire la nostra traccia, che scende sul sentiero 13 direttamente al parcheggio di Carezza (se sbagli strada e finisci poco più avanti, non ti preoccupare: lungo la statale, il camminamento è sempre protetto e ti permetterà di tornare al parcheggio senza intoppi);
- scendere per il sentiero 13, poi prendere il sentiero 21 fino al Passo di Costalongia (1745 mslm), e poi tornare seguendo il tracciato della Statale: anche qui, il sentiero 6 ti permette di camminare fuori dall’asfalto, al sicuro dalle auto.

Tre modi per esplorare il Latemar
Quello semplice è l’escursione che ti abbiamo raccontato in questo articolo.
Quello di media difficoltà ti porta all’interno della montagna, e ti permette di conoscere : qui trovi l’anello al Rifugio Torre di Pisa sul Latemar.
Il terzo, quello per escursionisti esperti, è un’avventura di due giorni tra rifugi, bivacchi e vie ferrate: l’anello della Ferrata dei Campanili del Latemar.
In ogni caso, leggi con attenzione le relazioni per vedere quale itinerario fa per te per allenamento e capacità richieste!
Lago di Carezza, Labirinti del Latemar, escursione ad anello: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Sul Latemar, versante settentrionale |
| 📍 Partenza | Carezza (1620 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Lago di Carezza (1540 mslm), Malga Latmor (1920 mslm) |
| 📐 Dislivello | 540 m |
| 📏 Lunghezza | 12,3 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore e mezza |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco n. 29 – Sciliar, Catinaccio, Latemar |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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