Abbiamo uno stretto legame con il Monte Matajur; forse non stretto come quello di chi per secoli ha abitato le sue falde e che lo ha chiamato Madre, in quanto fornitrice del necessario per la vita; eppure, ricorderemo sempre una nebbiosa salita, senza speranza di panorama, dal lato sloveno… e l’improvvisa meraviglia dalla cima con il mare di nuvole subito sotto. Oggi ti racconto la lunga ma facile salita dal versante italiano: l’escursione al Monte Matajur da Masseris.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Da Masseris alla vetta del Matajur: sentiero 736a
A Masseris, lasciamo l’auto nel parcheggio che troviamo all’imbocco del piccolo paese (760 mslm); siamo sul versante meridionale del Matajur, e la prima tappa dell’escursione consiste nell’andare diretti alla vetta: il tempo, stando alle previsioni, non promette molto, per cui ci diamo cinque ore di tempo, andata-ritorno-e-pause. Spoiler: non andrà così!
Proseguiamo sulla strada del paese fino a individuare, sulla destra, il segnavia del sentiero per il Matajur – sentiero 736a. Sulle prime ti sembra di aver sbagliato strada, da quanto pendente è la prima parte di sentiero, e dal tipo di terreno che attraversa; poi il terreno si trasforma in una buona mulattiera, la pendenza rimane, ma è meno irreale.
Camminiamo nel bosco, in salita uniforme, fino alla radura di Tamorska (1090 mslm). Qui attraversiamo la strada bianca e proseguiamo in salita sul sentierino di fronte a noi che ci fa tagliare un tornante della forestale, che poi riprendiamo per pochi metri; il sentiero si stacca ora sulla sinistra, bene indicato.

Siamo ancora nel bosco, superiamo le prime forme carsiche dell’escursione – come una città di roccia in miniatura, attraverso la quale si cammina; a quota 1235 mslm ignoriamo il bivio per il Rifugio Pelizzo e proseguiamo.
Il prossimo bivio si trova a quota 1350 mslm, e ci immette in un luogo – che ricordo da una precedente escursione in zona, la salita al Matajur dal lato sloveno – che per me è la parte più bella dell’escursione.
Siamo sulla Strada di Rommel, il percorso che il giovane tenente tedesco Erwin Rommel seguì nei giorni della Battaglia di Caporetto del 1917. Fu una cavalcata, con la quale le truppe di Rommel percorsero 50 km di territorio montano – dalla Slovenia fino a Cividale del Friuli – nel frattempo salendo al Matajur per prenderne la cima. Oggi, il percorso di Rommel è un mix di sentieri e carrarecce che parte da Livek, sul versante sloveno.
Questo tratto della strada di Rommel è pressoché pianeggiante, si muove sinuosa lungo le pendici del Monte Glava, e ci fa arrivare fino a un pannello a quota 1440 mslm; soggetto del pannello è ovviamente Rommel.
Qui prendiamo il sentiero in salita, raggiungiamo all’incirca una delle sommità del Monte Glava (1519 mslm), notabile per la vista che si ha dalla selletta verso le dorsali allungate del versante sloveno – quelle oltre Caporetto – e sul Monte Nero.
A questo punto, è l’ultima salita: ormai fuori dalle ultime propaggini del bosco, saliamo sul fianco erboso della cima del Monte Matajur fino alla chiesetta del Cristo Redentore (1641 mslm).
Il Monte Matajur
Come sempre, la vista è eccezionale, ampissima. Prendiamo il nostro tempo per cercare lungo l’orizzonte le gite che abbiamo fatto in tempi più o meno recenti: il Monte Nero, lo Stol, il Gran Monte e il Briniza… guardiamo le Valli del Natisone, e poi oltre, verso il mare. Poi ci rivolgiamo al grande basamento in pietra sul quale c’è il disco con le cime; dentro una nicchia protetta da una paretina di metallo troviamo un minuscolo libro di vetta, e lasciamo una firma. Come sempre, la luce qui in cima tinge i ciuffi d’erba di un colore peculiare.
Passiamo alla chiesetta – è tutto come me lo ricordavo, compreso il tono giallo-arancio dei vetri (anche se forse mi era sfuggito il pilone piantato proprio di fronte alla chiesa, chi lo sa?) – e iniziamo la discesa.


Anello della vetta del Monte Matajur per il Dom na Matajure
Scendiamo inforcando il sentiero che parte di fronte all’ingresso della chiesa e che in pochi minuti ci porta al Dom Na Matajure (1550 mslm), il rifugio costruito e gestito dai volontari della Planinska družina Benečije.
Tappa obbligatoria, il Dom. Il posto è splendido, caldo, accogliente. L’atmosfera è unica, il cibo è ottimo e in buona parte a km0, i prezzi sono politici. Le chiacchiere piacevolissime, tra vita di rifugio, cenni di tradizione, un po’ di storia della Benecia, la Slavia Friulana dalle complesse vicende.
Dal Dom Na Matajure prendiamo verso est; un cartello segnala la direzione per Liucco/Livek. Seguendo questo sentiero in quota, sbuchiamo in breve all’incrocio del pannello su Rommel; da qui, scendiamo per la via della salita.
Monte Matajur da Masseris: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Sulle Prealpi Giulie meridionali, tra Valli del Natisone e Valle dell’Isonzo |
| 📍 Partenza | Masseris, parcheggio (760 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Monte Matajur (1641 mslm) |
| 📐 Dislivello | 881 mslm |
| 📏 Lunghezza | 13,1 km |
| ⏱️ Tempo | Circa 5 ore senza pause |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n. 41 – Valli del Natisone, Cividale, Krn/Monte Nero |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |








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