È così facile trovarsi quassù, su questa terrazza ed iniziare a sognare. Seguire con lo sguardo i profili dei monti, scalare le cime, scendere lungo i pendii, affondare nelle valli. Studiamo, ammiriamo, ascoltiamo, con l’animo già pronto alla prossima avventura. 

Il Monte Rite è probabilmente una delle più famose escursioni delle Dolomiti. L’ambìto panorama, la cucina raffinata del Rifugio Dolomites e il Museo Messner ne fanno una meta gettonatissima per tutta la “Cortina da bere”… ed è proprio questo il motivo per cui ce ne siamo tenuti lontani per tutti questi anni!

La realtà è che il Monte Rite è anche di chi ama la montagna dei silenzi, dei panorami infiniti, dei panini al sacco e delle imprese ardite. Sta solo a te decidere da che parte stare.

In entrambi i casi non ne sarai deluso!

Vista dal Monte Rite

Da Passo Cibiana al Rifugio Dolomites

Lasciamo la macchina direttamente a Passo Cibiana (1530 mslm), dopo aver percorso la bellissima e nascosta Val di Zoldo.

Da qui ci sono due opzioni: il sentiero n. 494 si sviluppa quasi interamente in mezzo al bosco e parte dalla località Quattro Tabià, ed è consigliatissimo durante il periodo estivo; mentre il sentiero n. 479 è una strada bianca che, durante la stagione di apertura, viene utilizzata dal pulmino.

Essendo in Febbraio la strada forestale è chiusa all’accesso alle macchine, per cui scegliamo di prendere questo sentiero più diretto. La salita è semplice, costante e mai ripida. Mano a mano che saliamo anche il panorama attorno a noi comincia ad aprirsi: ecco uno scorcio del Sasso Lungo di Cibiana, e ora ecco la Cima dei Frati!

Vista salendo verso il Monte Rite

In circa un’ora e mezza arriviamo così ad una galleria (attenzione al ghiaccio in inverno), passata la quale la strada si apre sulla grandissima caserma abbandonata di Cibiana di Cadore.

Il contrasto tra il buio della galleria, il grigiore dell’ex caserma e il panorama che ci viene regalato da questa magnifica giornata è forte. Il sole si riflette sulla neve mentre tentiamo il modo di tenere lo sguardo a freno su queste imponenti montagne che ci si parano di fronte.

Davide in salita verso il Monte Rite

Continuiamo a camminare con addosso i ramponcini per evitare scivoloni e in breve arriviamo alla Forcella Deona (2053 mslm), dalla quale in 10 minuti giungiamo di fronte al Rifugio Dolomites (2160 mslm).

Alcuni tavoli esterni non sono stati del tutto sommersi dalla neve, quindi riusciamo a sederci per la nostra pausa pranzo.

terrazza del Rifugio Dolomites

Il Rifugio è grande e molto appariscente: intarsi vetrati su pietra bianchissima, terrazza imponente e cucina a vista (e che vista!). Insomma veramente trés chic e… veramente non per noi!

Abituati ai rifugi rustici di montagna, questo sembra più un albergo a 4 stelle; anche se la sua bellezza è innegabile, vuoi mettere la poesia di un grembiule sporco di ragù

cucina con vista al rifugio dolomites

Il Museo Messner

Subito dietro al Rifugio Dolomites sorge il Messner Mountain Museum, creato sui resti delle fortificazioni costruite prima della Grande Guerra. Il museo, ideato dal famoso scalatore Reinhold Messner, racconta e raccoglie le testimonianze dei grandi della storia dell’alpinismo attraverso reperti, fotografie e parole.

Purtroppo, data la stagione, non ci è stato possibile visitare il museo, ma ciò che ci ha colpito sono state certamente le iconiche cupole di vetro che si stagliano proprio sulla cima del Monte Rite.

Museo Messner Monte Rite

Un capolavoro di architettura e design che negli anni non ha certo incontrato il favore di tutti: dall’opposizione degli ambientalisti per la difesa del territorio alla stizza dei turisti per il prezzo troppo caro del biglietto d’ingresso.

Il vasto progetto museale MMM si staglia sull’idea di insegnare ad amare ed apprezzare la montagna attraverso l’arte. Fotografia, pittura e cultura di montagna concepite per essere ammirate proprio dove sono state generate.

Nel libro La Montagna a modo mio Messner afferma: “In mezzo alla frenesia che ormai caratterizza il turismo moderno, voglio creare un luogo di contemplazione. Qui le montagne e arte devono congiungersi. Mi stanno a cuore il dialogo, la storia comune, l’eredità culturale dell’alpinismo

Tutto bellissimo? Non proprio…

Tutto bellissimo se non fosse che per arrivare in un luogo che parla di alpinismo puoi prendere un pulmino (costosissimo), che attorno al museo si sia creato un business degno delle migliori attrazioni turistiche e che l’edificio faccia a pugni con la naturalezza del luogo.

Tutto coerente se non fosse per la pluriennale e nota avversione di Messner contro ferrate, croci e split alpinistici.

Personalmente? A me l’aspetto architettonico, paesaggistico e culturale ha fatto molto riflettere.

La finissima architettura di design contrasta terribilmente con la naturalezza del monte e di ciò che lo circonda, ma al contempo (e fortunatamente) distoglie lo sguardo dagli orribili ripetitori piantati a due passi dalla vetta.

La missione di creare uno spazio di divulgazione della cultura della montagna contrasta con chi la montagna la vive in silenzio, ma al contempo aiuta il “grande pubblico” ad avvicinarsi a questo bellissimo mondo. 

Insomma… è davvero difficile dare un giudizio senza tralasciare uno o l’altro aspetto. Di sicuro merita essere visto. Ognuno si farà la propria opinione ed io certamente ci tornerò per visitare l’interno del museo.

Le cupole del Museo Messner

Cima del Monte Rite

Ed eccoci finalmente alla cima (2183 mslm). La vetta del Monte Rite non lascia dubbi: il panorama qui è da 10 e lode.

in cima al monte rite

Un’incredibile terrazza panoramica che spazia a 360°. La vista vola a Sud verso il gruppo del Bosconero, il Tamer, le Pale di San Sebastiano e lo Spiz di Mezzodì; a Ovest verso il Civetta e il Monte Pelmo; a Nord verso l’Antelao, il Sorapis, le Tofane, il Lagazuoi e la Croda del Lago, e infine ad Est lungo la vallata di Auronzo.

… all’appello non manca nessuno!

il Pelmo visto dal Monte Rite

il grandioso panorama del Monte Rite

Un plastico circolare ci aiuta nella nomenclatura delle vette mentre facciamo scorrere le dita lungo i profili in rilievo e poi lungo le cime stesse, per identificarle.

Seguiamo i rilievi della mappa come vene sotto la pelle, lo sguardo si perde in cerca della prossima avventura

Plastico del Monte Rite

E poi?

Se hai ancora voglia di andare a zonzo eccoti altre tre proposte!

  1. Dalla cima del Monte Rite puoi intraprendere un interessante percorso naturalistico che si snoda per circa 6 km attorno al monte stesso. Il sentiero ad anello di circa un’ora e mezza è ottimamente tracciato e ci sono numerosi pannelli con informazioni naturalistiche e storiche.
  2. Non perderti inoltre un giro nel paesino di Cibiana: il “paese dei murales”. Sulle facciate delle case delle borgate del paese sono stati realizzati dei dipinti che raccontano la vita e la storia degli abitanti del paese.
    Non immaginarti i murales moderni a colpi di bombolette spay (tipo Metelkova), ma un vero museo all’aperto con le firme dei grandi artisti del ‘900.
  3. E infine ti segnalo un posticino davvero carino: l’agriturismo Pian de Levina. Potresti non farci caso passando in macchina attraverso lo Zoldano verso il Passo di Cibiana, ma questo piccolo agriturismo, con stalla annessa, vale la sosta.
    Strepitosi i formaggi a km zero prodotti con amore dalla Signora Marta: ricotta al forno, formaggi piccanti, delicate ricotte con zafferano, caciotte fresche, erborinati alla menta… e poi grappe fatte in casa e golosissime torte. Prezzo più che onesto: 11€ per tutto ciò che ci stava nella foto.

formaggi a Pian De Levina

Dati tecnici in breve:

PARTENZA: Passo Cibiana (1530 mslm)

ARRIVO: Cima Monte Rite (2183 mslm)

DISLIVELLO: 650 metri

TEMPO: 1 ora e mezza di salita

DIFFICOLTA’: nessuna. Sentiero adatto davvero a tutti.

Terrazza panoramica del Monte Rite

Ci fa piacere se restiamo in contatto!

Se non lo hai già fatto, iscriviti alla newsletter di Bagaglio Leggero. Ti scriveremo solamente una volta al mese per aggiornarti sugli ultimi articoli, sulle nostre ultime avventure… e sui nostri prossimi progetti!

Iscriviti alla newsletter
* indicates required