C’è un punto, in Valle Po, in cui la montagna sembra aver origine. È Pian della Regina, a 1.735 metri di quota, ai piedi del Monviso e poca distanza dalle sorgenti del Po. Sarà che in questo spettacolare e ampio panorama nascono due degli elementi naturali più maestosi, ma ogni volta che arriviamo qui con la neve è un tuffo al cuore. Ecco cosa fare a Pian della Regina in inverno per trascorrere una splendida giornata a ritmo lento.
Come raggiungere Pian della Regina
In auto si imbocca la Valle Po e, mentre il Monviso si fa sempre più grande e sempre più vicino di fronte a noi, con pazienza ignoriamo tutte le deviazioni (ehi dico a te bella Ostana, magari ci rivedremo dopo o nel prossimo weekend!) fino a raggiungere Crissolo. Giusto pria di superare il paese, ci sono evidenti indicazioni sulla destra (con relativo semaforo) che chiamano Pian del Re e Pian della Regina e segnalano se la strada è aperta o no (importante soprattutto in caso di abbondanti nevicate).
Attendiamo che il semaforo diventi verde e iniziamo la tortuosa salita (mai troppo difficile) che ci porterà a destinazione.
La strada è percorribile da qualsiasi auto (e dai camper) e viene regolarmente pulita dagli spazzaneve. Vista la quota però consigliamo di avere a bordo le catene, soprattutto dopo abbondanti nevicate.
Parcheggiamo l’auto in un comodo e ampio parcheggio proprio a Pian della Regina, dove in inverno finisce la strada percorribile.
Pian della Regina
Pian della Regina si trova nel comune di Crissolo, ma queste piccole baite che punteggiano il pianoro racchiuso dalla testata della valle sembrano provenire direttamente da un’altra epoca, così come il candore abbagliante della neve, il profilo imponente del Monviso che domina l’orizzonte e ci costringe a guardarlo, la successione delle sue cime satelliti. Il Re di Pietra è magnetico, non c’è che dire.
Il pianoro, denominato Pian Melzé – nome occitano che significa “bosco di larici” – è comunemente noto come Pian della Regina fin dal 1500, quando, dopo aver dato il nome al Pian del Re, si decise di omaggiare anche la consorte di Francesco I di Francia, Claudia di Valois-Orléans.
Già, Pian del Re: il nome viene dalla tradizione per la quale qui si accamparono i soldati francesi di Francesco I… o di Ludovico XII o di Enrico II, a seconda dello storico che interpelli. Il periodo è quello delle invasioni del Ducato di Savoia, XVI secolo.

Slittino bob e passeggiate a Pian della Regina
Durante il weekend l’area di Pian della Regina diventa un parco-divertimenti per i più piccoli che armati di bob e slittino si lanciano giù dai dolci pendii che circondano il pianoro. Anche dopo le nevicate infatti c’è un’area che viene opportunamente battuta per permettere ai bambini di scivolare felicemente dentro nuvole di neve, ma anche ai più grandi di fare piacevoli passeggiate senza per forza utilizzare le ciaspole (i ramponcini sono invece consigliati nel caso ci sia un po’ di neve ghiacciata).
Questo secondo me è il modo migliore per godere di qualche ora osservando il panorama, fare una passeggiata tranquilla, salutare il Re di Pietra e far divertire i bambini… magari giusto prima del pranzo!
Rifugio Pian della Regina: la Baita della Polenta
Proprio nel piazzale di Pian della Regina si trova l’omonimo rifugio (o anche chiamato Baita della Polenta) con gli invitantissimi cartelli “oggi polenta”. Il caminetto acceso, gli arredi di legno e la cortesia del personale ci hanno subito fatti sentire accolti, la birra fresca e il piatto di formaggi e affettato hanno fatto il resto!
Il rifugio è in stile self-service, ma la polenta viene preparata a ciclo continuo, ed ha una consistenza grezza davvero deliziosa. I piatti sono quelli tipici della tradizione piemontese: polenta, salsiccia, funghi, ottimi formaggi e zuppe del giorno.
Durante l’inverno il Rifugio Pian della Regina è aperto solo nei weekend e nelle festività (con orario 8.00-18.00) e non necessità prenotazione.



Escursione da Pian della Regina a Pian del Re
È l’escursione più classica e ci sono due modi per raggiungere Pian del Re da Pian della Regina:
- Attraverso il sentiero di fondo valle che costeggia il fiume Po e risale nei pressi della cappella
- Attraverso la strada asfaltata (quella che in estate è dedicata alle auto) che in inverno è completamente ricoperta di neve
⚠️ Seguendo la strada sono più di 7 chilometri di escursione, con circa 280 mt di dislivello. L’escursione di per sé è semplice, ma è assolutamente SCONSIGLIATA dopo le nevicate per il pericolo valanghe. Importantissimo verificare il bollettino valanghe, essere dotati di tutta l’attrezzatura (ciaspole, ARTVA, pala, sonda, ramponi/ramponcini). In caso di dubbio chiedi al Rifugio Pian della Regina, sapranno consigliarti al meglio.
Cosa fare nei dintorni?
- Sciare nelle piste di Crissolo. Quest’anno l’impianto di risalita è aperto solo nei weekend, ma la vista sul Monviso una volta su è davvero unica.
- Salire in seggiovia – sempre nei weekend – fino al Bar della seggiovia, dove ti aspettano birre, panini, primi e taglieri con vista sul Re di Pietra, e un’atmosfera bella calda.
- Visitare Ostana, uno dei borghi più belli d’Italia con le case in pietra, i rifugi assolati e la Merenderia Alpina, in Località Miribrart (Sant’Antonio) per concludere la giornata al meglio.


Ciaspolate nei dintorni
Questo tratto di Valle Po si presta benissimo alle ciaspolate: si trovano infatti percorsi di tutte le difficoltà, accomunati però da panorami e ambienti assolutamente splendidi. Anche gli itinerari più semplici, come quelli che si svolgono su facili e sicure forestali, si aprono su visuali ogni volta diverse del Monviso!
Queste sono le ciaspolate consigliate in zona. Seguendo i link trovi tutti i dati, le descrizioni complete e le tracce gpx.
Ciaspolate da Crissolo
- Ciaspolata al Bar della seggiovia e al Rifugio Aquila Nera: facile fino al bar, su comodissima forestale. Un po’ più intesa fino all’Aquila Nera, ma è breve ;-)
- Ciaspolata al Monte Grané: non è difficile, ma richiede allenamento. Prosegue l’itinerario precedente fino a un notevolissimo punto panoramico sul Monviso e l’Alta Valle Po.
Ciaspolate da Ostana
- Ciaspolata verso Punta Razil: la punta in sé richiede un po’ di esperienza, ma la prima parte di questa ciaspolata ti porta a una vista spettacolare sul Monviso.
Ciaspolate da Oncino
- Ciaspolata al Monte Tivoli: facile forestale fino a un’ampia conca innevata, con eventuale salita a un monte panoramico.
- Ciaspolata alla Croce Bulé: per buona parte su facile forestale, poi in un bellissimo ambiente.






Scrivi un commento