Ogni tanto ci piace andare a San Tomaso Agordino: c’è il Civetta da guardare in faccia, c’è da andare a fare un saluto alla palestra di roccia Vertik Area e, se è autunno, anche da vedere il foliage infuocare questo piccolo pezzo di Agordino. E poi ci sono le Dolomiti in Miniatura, che è sempre un giro curioso e facile, di quelli che sciolgono le gambe e i pensieri. È proprio autunno quando Valerio della Vertik, durante la seconda colazione della mattina, ci dice: fate la salita al Piz de la Cros (o Piz Croce stando alla carta topografica) e vedete che panorama!
Non ci siamo mai stati, e allora perché non fidarsi?
⚠️ Avvertenza numero uno. Il sentiero inizia percorrendo il sentiero delle Dolomiti in Miniatura lungo Valle Forcella; questo stretto solco vallivo è praticamente sempre in ombra! Nelle mezze stagioni – e ovviamente in inverno – non dimenticare di avere con te una giacca tecnica nello zaino, anche se il cielo è perfettamente sgombro e soleggiato. Fidati!
⚠️ Una seconda avvertenza: con le prime nevicate, può esserci presenza di ghiaccio sul percorso – ricordati i ramponcini; mentre l’ultimo tratto per il Piz va valutato (non è difficile, ma è molto pendente).

Le Dolomiti in Miniatura
La nostra escursione inizia da Celat di San Tomaso Agordino (1082 mslm): un occhio al Civetta, e saliamo seguendo il cartello che indica le Dolomiti in Miniatura.
Usciti dal paese, saliamo i due ripidi tornanti fino alla prima “montagna scolpita” – le Tre Cime; superiamo anche il Civetta e arriviamo, seguendo la forestale, nei pressi del Campanile di Val Montanaia; qui (è il secondo bivio, non quello del capitello “una sosta una preghiera”!) sulla sinistra si stacca una seconda forestale (1320 mslm, indicazioni senza numero per Spiz de la Cros, 1.30 ore). Torniamo a salire con una certa pendenza e iniziamo a circumnavigare il versante orientale del Piz.
Giusto per mettere i puntini sul Piz: la meta la troverai scritta o nominata Piz Croce, Piz de la Cros, Spiz de la Cros, e altre combinazioni di questi elementi. Non ti preoccupare che è sempre lui!
In località Le Buse (1375 mlsm) seguiamo le indicazioni per lo Spiz, con la pendenza che si attutisce un pochino. Arriviamo così a una radura – Zervenesh, 1520 mslm – sul lato della quale si trova una piccola baita: qui dobbiamo prendere a destra e salire fino a località Pian di Beleta, una manciata di caserette in vario stato di ristrutturazione o cantiere, un pratone, una bella vista. Da questo punto seguiamo le minifrecce di legno che mandano al Piz de la Cros e piegano in salita decisa dentro un bosco di abeti.

Il tratto di bosco ci deposita su una crestina erbosa: guardiamo a destra ed eccola, l’ultima salita allo Spiz, con una traccia fatta di impronte tagliate nel morbido terreno. Cinque minuti e siamo su, e dal Piz Croce (1627 mslm) il panorama è quello promesso.
Nell’ordine, ruotando in senso orario: Piz Zorlet (bello, mi dico che dovremo andarci prima o poi), Tofane, Pelmo a fare capolino, Civetta, Monti del Sole (in secondo piano), Pale di San Lucano (vicinissime), il dietro dell’Agner, la Marmolada in distante infilata. Vorremmo scrivere sul libro di vetta, ma è finito: in tanti vengono qui, sembra effettivamente essere l’escursione panoramica sopra casa.
Ci sediamo sulla panchina che sta sotto la linearissima croce, mangiamo un paninetto, Godiamo di un momento di bellissimo sole autunnale. Gita stupenda, da tenere presente per quando vuoi un bel premio senza troppa fatica.
Per il ritorno, puoi scendere per la via della salita… ma perché non fare un bell’anello? Ti prometto che non si allunga troppo.
Ritorno ad anello sul sentiero 681
Torniamo alle baite e poi al bivio di Zervenesh (quello a quota 1520 mslm). Ora prendiamo a destra e seguiamo il sentiero 681 fare le sue curve lente, in quota, a tagliare il versante del monte. Qui non c’è molto da segnalare, se non che il camminare è bello, il bosco arioso, i saliscendi morbidissimi.

Ignoriamo alcune tracce e sentieri in discesa, e raggiungiamo così uno snodo di forestali; il nostro obiettivo è salire a Forcella San Tomaso (1415 mslm), prendendo a destra in leggera salita e arrivando dove terminano con El Cor le Dolomiti in Miniatura; anche qui il libro delle firme è pienissimo, ma almeno c’è la campana da suonare.

E adesso il vero ritorno: prendiamo la strada forestale in discesa per rifare a ritroso il sentiero delle Dolomiti in Miniatura, e torniamo a Celat. Da notare solo l’ingannevole profilo altimetrico del percorso, che noi pensiamo essere in costante discesa, ma ci propone ad un certo punto una breve rampa spaccagambe che viene da chiedersi perché l’han messa proprio lì.
A Celat c’è il bar Offline ad accoglierci, ma anche quello della Vertik a pochissima distanza; in entrambi i luoghi si mangia anche – alla Vertik che hamburger! Così, giusto per uno spunto – o uno spuntino – in più :)
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Anello delle Dolomiti in Miniatura e Piz della Croce: dati sintetici e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | In Alto Agordino |
| 📍 Partenza | Celat di San Tomaso Agordino (1082 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Piz della Croce (1627 mslm), Forcella San Tomaso (1415 mslm) |
| 📐 Dislivello | 620 m |
| 📏 Lunghezza | 8,65 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore con pause |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n. 25 – Dolomiti di Zoldo, Cadorine e Agordine |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |



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