Il Rifugio Pier Fortunato Calvi a Sappada è un rifugio-rifugio. Uno di quei posti super coccoli, ma ruspanti abbastanza da farti sentire di essere grato di essere arrivato qui, di essere al calduccio di questo nido e di poter godere della bellezza di queste montagne. Il fatto che sia al contempo il rifugio più alto del Friuli Venezia Giulia e che risulti facilmente raggiungibile lo rende ancora più magico.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Arrivare al parcheggio del Rifugio Calvi da Sappada

Per arrivare al parcheggio del Rifugio Pier Fortunato Calvi, si parte dalla bellissima borgata di Cima Sappada – case di pietra e legno, fiori alle finestre, uomini di paglia che guardano la vita passare dai portoni dei fienili; entrati nella borgata, si imbocca la lunga, tortuosa, stretta e a tratti pendente strada della Val Sésis.

Lunghezza che non è un problema, dato che prima di arrivare alla meta incontri come minimo altri due rifugi: il Piani del Cristo (1410 mslm) e il Rododendro (1461 mslm), entrambi capaci di offrirti un’ottima scusa per un ristoro!

Mentre saliamo la strada, ci rendiamo conto che siamo stati dei pazzi, anni fa, a farla con le ciaspole fino alle Sorgenti del Piave (“impresa” che ti raccontiamo qui)!

In quest’occasione, l’auto la lasciamo al parcheggio (1800 mslm) che si trova alla base della salita per il Rifugio Calvi; di posti auto ce ne sono molti, ma va tenuto presente che nei momenti di picco estivi potrebbero essere tutti occupati. In questo caso, 500 metri più avanti c’è il parcheggio del Rifugio Sorgenti del Piave.

Dal parcheggio al Rifugio Calvi

Dal parcheggio, mentre allacciamo gli scarponi, il rifugio P.F. Calvi si vede già sopra le cime degli abeti, avvolto dall’abbraccio di Peralba e Chiadenis.

Proprio di fronte al parcheggio, nei pressi di alcuni pannelli informativi, inforchiamo il sentiero 132 che sale diretto al rifugio. Sentiero che per il primo chilometro è inevitabilmente una larga strada sterrata senza difficoltà; dopo quattro tornanti, a quota 1960 mslm, un monolito di pietra sulla quale si staglia una simpatica marmotta ci propone una scelta:

  • proseguire senza strattoni sulla morbida e semplice carrareccia,
  • prendere sulla destra un invitante Sentiero delle Marmotte. Prendiamo questo, ovviamente, per trovarci sulla classica direttissima quasi verticale, che cammina spesso e volentieri su calcari lisciati dall’azione dell’acqua e quindi, se umidi, scivolosissimi. Il sentiero è molto ripido e mediamente faticoso, consigliato solo a persone allenate che vogliono aggiungere quel brivido in più alla camminata, ma da evitare in caso di pioggia (specie in discesa).

PS Sul sentiero delle marmotte, le marmotte ci sono davvero, occhi aperti! Mentre – curiosità per curiosità – lungo la carrareccia si passa per Baita Peralba, che negli anni Cinquanta del Novecento fu la baracca di servizio della cava dalla quale si estraeva il “marmo fiore di pesco” (ora dismessa).

Rifugio Calvi

Al Rifugio Calvi (2164 mslm), una piccola pausa è d’obbligo: ad accoglierti c’è lo stretto bar – che fa davvero “rifugio alpino”, le bottiglie di grappe fatte in casa, i caschetti di chi si avvia per le ferrate della zona, le topografiche di chi ci sta mettendo il timbro. Se invece preferisci un’accoglienza più ruspante, fuori ci sono le spelacchiate galline del rifugio! (Cani al guinzaglio, quindi, quando arrivi nei pressi).

È la sensazione, che ti dà il Calvi, di un rifugio davvero rifugio. Austero ma caldo, silenzioso ma vitale. La stessa sensazione che ricordo di un agosto di sette, otto anni fa; una mezza mattina: ero lì da solo, fuori accumulava nuvole nere, c’era giusto il tempo di una grappa – ricordo ancora quale ho preso – e di comprare un regalino per Silvia, e poi di scapicollarmi giù veloce. Non è cambiato nulla da quella volta.

Altre tre cose notevoli? La torta alla menta (segnalataci da molti), la rinomata grappa P38 con ricetta segreta del rifugio (ma le bottiglie, tutte rigorosamente fatte in casa, sono tante e provocanti) e la vista meravigliosa! Da qui è particolarmente impressionante la vista sul compresso Lastroni-Rinaldo, mentre sopra di noi ci sono il Chiadenis – con alla base quei ruderi che paiono monoliti – e il Peralba – pietra bianca, Pera alba stando all’origine del nome – massiccio sulla sinistra.

Il Rifugio, fondato nel 1926, è dedicato alla memoria del patriota Pier Fortunato Calvi. Fuori dall’edificio principale, la piccola cappella ha ospitato le preghiere di Papa Wojtyla, che da qui salì al Peralba. Il rifugio offre poco meno di cinquanta posti letto.

Escursioni e ascensioni dal Rifugio Calvi

Dal Rifugio Calvi ci sono diverse possibilità di escursioni più o meno facili:

  • salita al Monte Peralba tramite la via ferrata Sartor (di difficoltà medio-facile, ma per escursionisti esperti e attrezzati) – sentiero EEA;
  • salita al Monte Peralba attraverso la via normale Giovanni Paolo II (da non sottovalutare) – sentiero EE (vedi link precedente);
  • salita al Passo dell’Oregone per vedere i resti della vecchia linea di confine italo-austriaco – sentiero E; da qui si può salire in breve ai ruderi della ex caserma di confine e al Monte Oregone, che ci dicono super panoramico (vedi link precedente);
  • giro ad anello del Peralba.

Ovviamente ci sono milioni di altre possibilità, ma si parla di escursioni più lunghe e complesse.

Se la tua escursione invece si ferma qui, una volta tornato all’auto seguendo la via della salita, puoi anche

  • passare al Rifugio Sorgenti del Piave (1830 mslm) per dare un’occhiata – appunto – alle sorgenti del fiume Sacro alla Patria;
  • a Cima Sappada, prenderti del tempo per passeggiare nella borgata;
  • da Cima Sappada, salire in mezz’ora alla Capanna Bellavista per un bellissimo panorama.

Escursione al Rifugio Calvi: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Carniche, Val Sésis
📍 Partenza da Parcheggio del Rifugio Calvi (1800 mslm)
🏅 Arrivo Rifugio Calvi (2164 mslm)
📐 Dislivello 364 m
📏 Lunghezza 1,75 km la salita
⏱️ Tempo 50 minuti la salita
😅 Difficoltà Facile
💧 Acqua No
🗺️ Cartografia Carta Tabacco n. 1 – Sappada, Santo Stefano, Forni Avoltri
🛰️ Traccia GPS Sì: puoi scaricarla qui – è l’inizio della nostra salita al Monte Peralba