Qualche tempo fa abbiamo provato a fare l’elenco delle  alte vie e delle traversate che vorremmo fare, e tra il “solito” corredo di itinerari alpini e dolomitici, spuntava curiosa la Traversata delle Alpi Apuane. Poi su queste Alpi-non-proprio-Alpi ci siamo venuti a vivere per due mesi, e la Traversata l’abbiamo fatta davvero. E non solo è stata meravigliosa e intensa, ma ci ha anche permesso di unire i puntini di quello che delle Apuane avevamo capito fino a quel momento e di goderci in maniera profonda anche i rifugi. Insomma: consigliatissima.

⚠️ Per quanto alcuni dei passaggi più delicati si possano aggirare, la Traversata delle Apuane nella sua interezza è destinata all’escursionista esperto. leggi con attenzione la descrizione delle tappe per renderti conto degli ambienti e delle criticità. Puoi comunque decidere di aggirare i punti più difficili, ma serve un’attenta pianificazione prima di partire.

Cos’è la Traversata delle Apuane?

Dai 45 ai 55 km, da un capo all’altro delle Alpi Apuane, attraversando boschi, percorrendo creste aguzze e sentieri a mezzo versante, salendo cime, stupendosi della natura e turbandosi di fronte agli squarci bianchi delle cave: questa – e tanto altro – è la Traversata delle Alpi Apuane.

Ma come, Davide, hai detto tra i 45 e i 55 chilometri, cos’è, un sentiero elastico?

La Traversata delle Apuane non ha un itinerario definito. E tutto sommato, nemmeno un punto di partenza e un punto di arrivo. Dopo aver letto relazioni e ascoltato amici locali, ci siamo resi conto che di traversata non ce n’è una sola, ma ognuno se la compone come meglio crede.

In 3, in 4, in 5 giorni. Oppure di corsa, in giornata. Salendo una cima dopo l’altra, o schivandole. Per rifugi, oppure per tenda e bivacchi. Da nord a sud, oppure da sud a nord.

Insomma, hai tutte le opzioni del mondo.

Solitamente, la traversata parte dal Rifugio Carrara o da Foce la Pianza, e termina a Casoli o al Passo del Lucese.

Quella che abbiamo fatto noi è la “nostra ” Traversata delle Apuane (o TraverCasa): da Foce la Pianza a Retignano, dove avevamo casa – e dove ci siamo presi la soddisfazione di terminare con l’ottimo spritz Campari del Circolino! Non ti descriveremo il nostro rientro folle, ma ti diremo comunque come concludere la traversata in uno dei due terminal classici.

Quando fare la Traversata delle Apuane

Nelle mezze stagioni, assolutamente. Tuttavia, se vuoi farla per rifugi (super consigliato per la scarsità di acqua presente sul percorso), le mezze stagioni si riducono alla fine della primavera e alla fine dell’estate, quando i rifugi sono aperti.

E in estate – la stagione clou delle alte vie? In estate ci sentiamo tendenzialmente di sconsigliarla: il caldo è furente, e la scarsità di fonti d’acqua lungo il percorso la rende molto più tosta. Alcuni propongono di fare tappe più brevi, da percorrere la mattina presto per arrivare entro pranzo in rifugio… non è un consiglio sbagliato, ma potendo, le mezze stagioni rimangono preferibili.

In inverno invece assolutamente no, la neve qui non è un optional.

🗿Ultimo dettaglio temporale del quale tener conto: durante la settimana, le strade di cava sono utilizzate dai mezzi pesanti, e possono risultare spiacevoli da percorrere; i principali tratti si passano nel secondo giorno. Può essere una buona scelta percorrere questa tappa nel weekend.

Traversata Alpi Apuane

Per rifugi, bivacchi o tenda?

La cosa più bella della Traversata delle Apuane è la presenza dei rifugi, che permettono una certa libertà nel sagomare le tappe. Trovi i nomi dei rifugi nella descrizione delle singole tappe, ma fondamentalmente potresti avere a che fare con questi:

  • Rifugio Orto di Donna
  • Rifugio Nello Conti
  • Rifugio Puliti
  • Rifugio Del Freo
  • Rifugio Forte dei Marmi
  • Rifugio Alto Matanna

Lungo il percorso sono presenti dei bivacchi (piuttosto spartani). Come opzione non ci ha convinto molto. Meglio tenerli a mente come punto di emergenza e piuttosto pensare alla Traversata delle Apuane in tenda: massima libertà ed esperienza ancora più selvaggia; per limare un po’ il fattore wild, puoi concordare un posto tenda con alcuni rifugi. Occhio sempre alla scarsa presenza di acqua.

Se ti serve un ripasso su come si bivacca con la tenda nella natura, leggi la nostra guida sulla tenda in montagna.  

Difficoltà e criticità: per chi è la Traversata delle Apuane

La Traversata delle Apuane è per tanti, ma non per tutti-tutti. Almeno così com’è nella formulazione classica. Un breve elenco delle criticità:

  • temperature: il caldo sa essere spietato – quando percorri le strade marmifere il cui biancore rimbalza i raggi solari, nell’umidità dei boschi, nell’esposizione delle creste;
  • acqua: c’è, ma non è troppo presente, e impone lo studio delle fonti e la gestione attenta delle scorte personali; nella carta topografica che ti consigliamo, le fonti sono segnalate con una notevole precisione, mentre quando i rifugi sono aperti, puoi appoggiarti ad essi;
  • zecche: eh, problemone. Avere chiari gli strumenti di prevenzione e controllarsi a fine gita (sì, anche se il tuo posto letto si trova in camerata) è fondamentale. Non ne abbiamo prese lungo la traversata, ma nei due mesi nella zona sì;
  • orientamento: vedi al prossimo paragrafo.
  • passaggi tecnici: ci sono diversi passaggi che richiedono i classici passo fermo e assenza di vertigine, soprattutto su sentieri molto stretti lungo i traversi che tagliano versanti pendenti, piuttosto esposti, erbosi. Di punti invece che richiedono l’uso delle mani, ce ne sono pochissimi, e molto semplici. In generale si cammina su sentieri E o EE. Possono essere aggirati? Sì, un’amica ha pianificato un giro alternativo da fare con i suoi genitori, ma appunto… va pianificato con anticipo e cognizione di causa.
  • meteo: la pioggia invece può rappresentare un problema, rendendo alcuni passaggi – rocciosi o fangosi – più delicati.

Insomma, è una vera e propria alta via e come tale non va presa sotto gamba!

Traversata Alpi Apuane paninetti

Orientamento, cartografia e tracce GPX

Non essendoci un tracciato univoco e ufficiale, la Traversata delle Apuane non è segnata in quanto tale: niente segnavia e cartelli dedicati, insomma. Ne abbiamo sentito un po’ la mancanza, in verità. I sentieri però sono sempre ben tracciati… devi solo sapere quali imboccare!

Per questo motivo, ti consigliamo di non accontentarti delle tracce GPX (le nostre le trovi qui sotto), ma dotati della carta topografica. Ti permette di pianificare al meglio la Traversata e, in ambiente, di capire dove stai andando, e che indicazioni seguire.

La migliore carta al momento è la 4Land 1:25.000 n. 200 – Alpi Apuane (la trovi qui). Fronte retro, copre tutto il gruppo delle Apuane. Ti sarà utilissima anche per tutte le altre escursioni in zona.

Come organizzarsi con il trasporto

Questo paragrafo è velocissimo: ci si organizza con due auto. A seconda di dove inizi e dove finisci, tornare al punto di partenza con i mezzi pubblici può essere molto difficile, molto lungo, o impossibile.

Come organizzare la Traversata delle Apuane: le tappe

Questo è un piccolo schema per darti una prima idea sulle tappe della Traversata delle Apuane.

  • Tappa 1 – dal Rifugio Carrara o Foce la Pianza al Rifugio Orto di Donna (puoi partire anche da più indietro, cioè da Castelpoggio o Torano; in genere questo viene però considerato un “avvicinamento”)
  • Tappa 2 – dal Rifugio Orto di Donna al Rifugio Puliti (se vuoi fare una tappa più corta, vai al Rifugio Nello Conti – bellissimo nido d’aquila)
  • Tappa 3 – dal Rifugio Puliti al Rifugio De Freo (corta) o al Rifugio Forte dei Marmi, o al Rifugio Alto Matanna
  • Tappa 4 – arrivo a Casoli oppure al Passo del Lucese

Noi l’abbiamo divisa in 4 giorni: in questo modo le tappe sono abbastanza omogenee tra di loro, ma puoi decidere di farla in 2-3-5 o 6 tappe.
Tieni presente i punti d’appoggio e… buona programmazione della tua avventura!

Traversata delle Apuane in 4 giorni: le nostre tre tappe +1

Prima tappa: da Foce la Pianza a Rifugio Orto di Donna

Dal grande parcheggio di Foce la Pianza (1232 mslm) seguiamo i sentieri 172/173 che ci fanno aggirare le prime cave della giornata, per poi seguire sul 173 verso il Monte Sagro. Ci ritroviamo ora a seguire un traverso erboso spettacolare sul fianco occidentale del Sagro, con alcuni facili passaggi attrezzati. Scavalliamo Foce del Canaletto (1425 mslm) e scendiamo nel bosco, inanellando una foce dopo l’altra (del Pollaro, di Vinca, di Navola) e alternando tratti più facili a improvvise cengette sospese, sentieri dal fondo sassoso ai morbidi tappeti del sottobosco delle faggete.

Raggiungiamo così Foce Rasori (1421 mslm), spettacolare balcone panoramico, con un’erbetta che invita a fermarsi per la pausa panino. Riprendiamo poi in salita, verso il Grondilice. Risaliamo in un erto e bell’ambiente fino alla Finestra del Grondilice (1746 mslm). Il Rifugio Orto di Donna, meta della giornata, si trova poco sotto di noi, a una mezz’ora scarsa di discesa nel bosco, ma ti consigliamo prima di salire il Grondilice.

Sono solo 50 metri di dislivello per la cima del Grondilice. Dalla Finestra si prende a sinistra; dopo il primo traverso, dove il sentiero fa un tornante, conviene lasciare zaino e bastoncini per salire leggeri. per la salita serve usare le mani; in particolare c’è un “muretto” che va poi disarrampicato. La via non è esposta, ma il fondo è un po’ friabile. Dalla cima (1805 mslm) la vista è notevole, merita.

È stata una tappa poco faticosa, con alcuni ambienti bellissimi. Al Rifugio Orto di Donna (1465 mslm) subito birra e torta al cioccolato, spaziale. Si consigliano le sdraio al sole, e se è una giornata frequentata, i tappi per le orecchie per la notte. La cena è abbondante, e ci ha stupito per la scelta (compresa possibilità di fare un menu tutto vegano). Avendo voglia, la brevità della tappa permetterebbe di salire sul Monte Sagro (è una deviazione).

Traversata delle Apuane, primo giorno: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Apuane
📍 Partenza Foce la Pianza (1232 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Rifugio Orto di Donna (1465 mslm)
📐 Dislivello 761 m con la salita al Grondilice
📏 Lunghezza 7,45 km con la salita al Grondilice
⏱️ Tempo 5 ore con la salita al Grondilice
😅 Difficoltà Media; la salita del Grondilice richiede di usare le mani
💧 Acqua al Rifugio Orto di Donna
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

 

Seconda tappa: da Rifugio Orto di Donna a Rifugio Puliti

Dal Rifugio Orto di Donna risaliamo in breve e con la protezione del bosco a Foce di Cardeto (1641 mslm, che già conosciamo per averla calcata salendo al Monte Pisanino); dalla foce il facile sentiero 179 quasi in quota ci porta al Passo della Focolaccia (1656 mslm) – gli ultimi metri sono su strada di accesso alla cava, e della cava abbiamo più che un assaggio: passiamo di fianco al bianco squarcio nella montagna, con i recinti, i mezzi di scavo, le pozze, i cavi… non il massimo delle viste, contando anche il riverbero che, se il sole è alto, si fa intenso, spietato.

Oltre il Passo della Focolaccia si trova, a poche decine di metri, il Bivacco Aronte, spartano e non munito di fonte vicina (è comunque un’alternativa come punto d’appoggio). Noi però non scendiamo al bivacco, ma dal passo pieghiamo subito a sinistra sul sentiero 148 che risale l’affilata costa nord ovest del Monte Tambura, passando per il Monte Crispo (1840 mslm). Sulla Tambura (1894 mslm) ci godiamo il panorama eccezionale.

Scendiamo ora per la vertiginosa costa sud della Tambura, sempre sul sentiero 148, fino al Passo della Tambura (1634 mslm), che in verità passa un po’ in sordina; in realtà, a scavallare sulla destra ci sarebbe la mitica Finestra Vandelli… ma per questa volta ce la perdiamo. Continuiamo invece a scendere ora sul sentiero 135 (occhio che a quota 1533 mslm, quasi invisibile sulla destra, c’è una eccezionale fonte d’acqua – IMPORTANTISSIMA perché è l’ultima della tappa!) fino a sbucare dopo un bel po’ di discesa sulle strade di servizio delle cave dei dintorni (1160 mslm).

Prendiamo a destra. Il carrabile dura poco, perché a breve si stacca sulla destra, con un po’ di understatement, il sentiero che sale a Passo Sella (1130 mslm, segnavia sempre 135). Questo tratto è uno dei più belli della giornata: un ampio bosco, una cascatella che compare nel nulla, un fondo che credo sia un’antica strada. È anche molto lungo, come tratto, e ci vuole un po’ di pazienza, perché guadagniamo i 1495 mlsm di Passo Sella molto lentamente, con il sentiero che fa ad un certo punto un ampio tornante e pare proprio non volerti far arrivare lassù.

Sul Passo ogni cosa si apre in commuoventi prati d’altura mossi dal vento, con la costa del Sumbra ad allontanarsi nella distanza, la Macina a chiudere la vista sopra di noi, la marginetta dedicata a Sant’Agostino che richiama atmosfere eremitiche.

A questo punto, secondo la nostra scansione della Traversata delle Apuane, c’è solo da inforcare la strada delle cave, sentiero 141 (acqua poco in basso del passo, sulla destra), e proprio tra cave più o meno dismesse e saggi di cava e tutto un varietà di relitti industriali, scendere eternamente verso Arni. In corrispondenza del tornante di quota 980 mslm, si stacca il sentiero che conduce, tra magnifiche fioriture, al Rifugio Adelmo Puliti (1054 mslm).

Al Rifugio Adelmo Puliti si sta che è una meraviglia, e non c’è altro da dire… occhio solo che vorrai fermarti più di una notte! 😊

Traversata delle Apuane, secondo giorno: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Apuane
📍 Partenza Rifugio Orto di Donna (1465 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Rifugio Puliti (1054 mslm)
📐 Dislivello 810 m
📏 Lunghezza 15,2 km
⏱️ Tempo 7 ore e mezza
😅 Difficoltà Media+
💧 Acqua ai rifugi; un fontanile appena scesi dalla Tambura, un altro giù dal Passo Sella
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

 

Terza tappa: da Rifugio Puliti a Rifugio Forte dei Marmi

Sopra al Rifugio Puliti c’è l’indicazione che cerchiamo: sentiero 414-153, da seguire per salire verso il Monte dei Ronchi; c’è un piccolo dubbio di orientamento in corrispondenza di alcuni orti privati e dell’attraversamento di un greto in secca, cerca gli omini. Poi bosco, fino a incrociare la rete di strade di cava in quota che ci portano verso il tunnel delle Popellora (1027 mslm), una galleria anch’essa di servizio alle vecchie cave. Stiamo ancora su carrareccia, per superare “in superficie” la galleria omonima, che congiunge Alta Versilia a Garfagnana.

Inizia ora un tratto particolarmente ostico – il primo della giornata – di questa tappa, in quanto ci ritroviamo su un sentiero lanciato in direzione Corchia ma non molto frequentato: erba alta, zecche, qualche dubbio sull’orientamento, da seguire con attenzione tra segnavia, carta e app. In particolare, l’ultimo tratto per il Passo dei Fordazzani (1055 mslm) è pure stra pendente, ci mancava!

In un attimo siamo su Passo Croce (1150 mslm), ci ripariamo dal sole nella marginetta, e ripartiamo subito sulla forestale/sentiero 141 che circumnaviga il Corchia sul versante settentrionale; ora si cammina bene, morbidi, dapprima in piano, poi in saliscendi all’interno di una faggetta molto bella, letteralmente costellata da quelle che furono le piazzole delle carbonaie. Questo lungo percorso ci fa scendere al Rifugio Del Freo (1197 mslm), che ci accoglie con la sua mole rossa e una graditissima fonte.

Dal Del Freo in 5 minuti siamo a Mosceta (1181 mslm), altro classico crocevia di smistamento degli escursionisti apuani.

Noi qui abbiamo scelto di fare il sentiero 125 che decisamente EE che porta a Foce di Valli, dalla quale si accede a Costa Pulita (che ci mancava) e Monte Forato (che vuoi non passarci?). Non è necessario fare questo percorso, è possibile rimanere più bassi e più tranquilli a livello di difficoltà.

Da Mosceta, un paio di bivi ci immettono sul sentiero 125, un’ardita traccia che taglia in maniera evidente il versante della Pania, e si intorcola per superare alcuni canaloni friabili. Per tutto questo tratto di escursione serve concentrazione alta, perché l’ambiente è severo e ingannevole… oltre che piuttosto caldo. Si supera Foce del Pitone del Soglio e infine, con un’improvvisa apertura drammatica sulle dorsali che a breve affronteremo, si cala su Foce delle Valli (1238 mslm), non perderti lo stupendo schienale della panchina panoramica!

Da Foce delle Valli prendiamo il sentiero 110 che ci fa percorrere la Costa Pulita – 1304 mslm, stupenda e vertiginosa ma anche abbastanza facile da percorrere – e ci fa giungere sotto l’arco del Monte Forato (1155 mslm), a passo del Monte Forato.

A questo punto non resta che raggiungere il Rifugio Forte dei Marmi, potenziale appoggio per il fine tappa. Per arrivarci ci sono diversi modi; per evitare un poco logico “tornare indietro”, una possibilità è questa:

  • dal Forato seguire fino a Foce di Petrosciana (960 mslm, sentiero 110, difficoltà media-facile),
  • dopo la foce, prendere subito il sentiero 116 in discesa,
  • al bivio con il 121, prendere quest’ultimo per aggirare il Procinto e arrivare direttamente al Rifugio Forte dei Marmi (848 mslm).

Al Rifugio Forte dei Marmi e alle possibilità in zona abbiamo dedicato questo articolo.   

Traversata delle Apuane, terzo giorno: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Apuane
📍 Partenza Rifugio Puliti (1054 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Rifugio Forte dei Marmi (848 mslm)
📐 Dislivello 1270 m
📏 Lunghezza 20 km
⏱️ Tempo 9 ore
😅 Difficoltà Difficile, in particolare la salita al Passo Croce, e il sentiero sotto la Pania della Croce per Foce delle Valli
💧 Acqua ai rifugi
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

 

Chiudere la Traversata delle Apuane: 2 possibilità (+1)

Prima possibilità: Rifugio Forte dei Marmi – Casoli

Casoli, il paese degli sgraffiti, è uno dei terminal classici della Traversata delle Apuane. Una volta al Forte dei Marmi, raggiungerla è semplice e breve:

  • si segue il sentiero 121 fino alla Foce di San Rocchino (799 mslm),
  • da qui si scende in paese a Casoli (469 mslm) con il sentiero 106.
📍 Partenza Rifugio Forte dei Marmi (848 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Casoli (469 mslm)
📐 Dislivello 254 m
📏 Lunghezza 6,1 km
⏱️ Tempo 2 ore e mezza
😅 Difficoltà Media
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

 

Traversata Alpi Apuane sud

Seconda Possibilità: Rifugio Forte dei Marmi – Passo del Lucese

Con questa variante si raggiunge davvero il limite meridionale delle Apuane, allungando un po’ il percorso:

  • dal Rifugio Forte dei Marmi si sale al Callare del Matanna (1138 mslm, sentiero 115),
  • si segue il sentiero 101 fino a Foce del Termine (989 mslm), dove si apre la vista molto bella sugli erbosi Monte Piglione e Monte Prana,
  • il sentiero 101 porta fino alla base del Monte Prana, dove a Focetta San Vincenzo (913 mslm) si prosegue sullo stesso segnavia,
  • il sentiero si fa carrareccia e sbuca infine sull’asfalto di Passo del Lucese (558 mslm).
📍 Partenza Rifugio Forte dei Marmi (848 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Passo del Lucese (558 mslm)
📐 Dislivello 661 m
📏 Lunghezza 10,1 km
⏱️ Tempo 4 ore
😅 Difficoltà Media
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

 

Terza possibilità: la nostra “TraverCasa delle Apuane”

Questo è stato un po’ un colpo di matto, e lo segno qui perché mi piace lasciar traccia di quello che facciamo… anche quando risulta meno ovvio e praticabile. Il fatto è che avevamo casa a Retignano, in comune di Stazzema, e ci è sembrato bello, dopo due mesi di Apuane, concludere la nostra traversata proprio sull’uscio di casa… o meglio, sull’uscio del Circolino e dei suoi spritz Campari!

Ecco allora che abbiamo “inventato” questo itinerario solo apparentemente logico, che poi si è rivelato un’avventura dentro l’avventura:

  • dal Forato siamo scesi a Cava Casalina, sopra Cardoso; da qui un sentiero in parte semi abbandonato ci ha portati a Orzale;
  • da Orzale, il Sentiero della Castagna – indicato da formelle in terracotta – ci ha portati attraverso versanti appartati fino a Pruno, passando prima per il Bosco degli Gnomi e la stupenda arcata del ponte di Pruno;
  • da Pruno, breve tratto fino a Volegno e, attraversato questo…
  • eterno versante boscoso fino a Retignano, passando per tre cave dismesse e tante tracce di antichi abitati e vita rurale.

Un po’ da pazzi e sicuramente non ci sentiremmo di consigliarlo, ma… nel caso qui c’è la traccia su Komoot!

Circolino di Retignano: la fine della nostra traversata delle Alpi Apuane

Stai cercando altre idee di alte vie e traversate? Leggi questo articolo!

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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