Ci sono delle cime che non puoi fare altro che salire… e scendere. Non le puoi concatenare con nient’altro, ed esplorarle al di fuori del sentiero è molto difficile: sono però un bell’allenamento, e offrono in genere degli ottimi panorami. Come lo Zimon de Terne: la sommità, definita “straordinariamente panoramica e suggestiva”, si è guadagnata il nomignolo di Belvedere sulla Schiara.

Grazie alla nebbia, non possiamo confermarlo di persona!

Cosa troverai nella salita allo Zimon de Terne:
Fatica
Difficoltà tecnica
Panorama
Panorama con nebbia fitta

Silvia e Davide allo Zimon de Terne

Attraverso i boschi dello Zimon de Terne (o Monte Terne)

Parcheggiamo a Case Bortot (700 mslm), il mitico ristorante dal quale si parte per salire all’altrettanto mitico Settimo Alpini, uno dei più classici rifugi veneti. Oggi però abbiamo intenzione di fare una gita circoscritta: obiettivo la cima dello Zimon de Terne.

La giornata si presenta ottima, molto umida e calda. Scarponi, bastoncini da trekking e partiamo!

Punto di attacco è la forestale che sale sulla sinistra rispetto a Case Bortot. Inizia da subito molto pendente, facendo alcuni tornanti e delle belle rampe nel bosco. Superiamo alcuni edifici seminascosti nel bosco, e seguiamo praticamente senza deviare fino a un’improvvisa apertura: il bosco si apre per un attimo, c’è un bel panorama verso le Prealpi, a sud, e la sottostante Valle del Piave.

Una scultura di legno ci indica di tener d’occhio la deviazione per la cima: è il sentiero 508, che si stacca deciso dalla forestale. Poco dopo, nel pieno del bosco, incontriamo una specie di ricovero: Casot de Gorio. Il bosco da qui si fa più rado.

Sentiero fuori dal bosco sullo Zimon de Terne

Salita al Belvedere sulla Schiara… che non si vede!

Lambiamo alcuni prati ma, fondamentalmente, siamo ancora nel bosco. Siamo sudati dopo i primi 300 soffocanti metri di salita. Rimettiamo le nostre speranze di freschezza all’uscita dal bosco. E così avviene.

Il sentiero segue il versante e si fa stretto – c’è anche un breve passaggio con un cavo per aiutarsi – fino ad uscire su dei bei prati inclinati. E in questo momento, cala una nebbia strepitosa, densa, avvolgente.

Da qui in avanti – te lo dico già – noi non vedremo più niente!

Panorama dallo Zimon de Terne

Il sentiero sale un dosso zigzagando a stretti tornanti, per poi immettersi sulla serie di creste che porta alla vetta. Sulla destra dovrebbe esserci lo strapiombo verso la Val de L’Art, sulla sinistra intuiamo i Pra de Camp scendere regolari di quota.

Le creste terminano sulla vetta dello Zimon de Terne (1794 mslm): roccia, erba, niente croce di vetta ma una scatola di alluminio che contiene il libro di vetta.

Usiamo il condizionale: da qui si ammirerebbe il più bel panorama sulla parete sud dello Schiara. Da qui si vedrebbero anche Pala Alta, Pala Bassa e parte dei Monti del Sole.

Si scende dalla via della salita.

Creste erbose dello Zimon de Terne

Discesa dallo Zimon de Terme: breve storia triste

Compare Marco mi racconterà che solo il weekend prima lo Zimon era immerso nel sole, i prati inclinati, ancora ingialliti dal recente ritiro della neve, che si stendono a perdita d’occhio, lo strapiombo, lo Schiara maestoso. Le foto di questo articolo infatti sono quasi tutte sue (copertina compresa)… o, per lo meno, quelle belle!

Silvia allo Zimon de Terne

Noi siamo in formissima, tanto da aver raggiunto i famigerati 550 metri di dislivello in salita all’ora. Peccato proprio per la visibilità pari a zero. Mangiamo i nostri paninetti e scendiamo alla velocità della luce. Nel fare queste due operazioni, io prendo una forte dose di pernicioso, temibile freddo umido. Starò quattro giorni con un febbrone potentissimo.

Cima dello Zimon del Terne in lontananza

Trekking allo Zimon de Terne: dati tecnici in breve

Dove siamo: sopra Belluno, al cospetto della Schiara (il settore più meridionale delle Dolomiti Bellunesi)

Partenza: Case Bortot (700 mslm). C’è un ampio parcheggio (ospita una ventina di auto almeno) poco dopo il ristorante, ma quando la stagione è bella è molto facile trovarlo pieno.

Arrivo: Zimon de Terne (1794 mslm)

Dislivello: poco meno di 1100 metri

Tempo: due ore e mezza

Difficoltà: media. La salita è costante e piuttosto intensa, ma oltre a questo non ci sono difficoltà tecniche. Attenzione agli ultimi metri di salita alla cima, sulle rocce, se ha piovuto o c’è neve.

Acqua: assente. E in estate, durante la prima ora di bosco, può fare molto caldo.

Cartografia: Carta Tabacco n. 24 – Prealpi e Dolomiti Bellunesi (se non ce l’hai puoi comprala su Amazon)

La vista sul Serva

Zimon de Terne: salita al belvedere sulla Schiara pin