Mattina, cielo perfetto, neve di due notti prima. Ci serviva una gita da poter fare sia con le ciaspole che con le pelli: io uso soltanto le prime, Silvia voleva fare un po’ di scialpinismo per poi scendere su pendii semplici, senza complicazioni. La salita al Monte Grané con le ciaspole e le pelli ci ha riempito la mattina di sole, soddisfazione e dell’immancabile Monviso di fronte.

⚠️ Pur essendo una escursione non troppo difficile lungo un pendio generalmente sicuro, si svolge comunque in ambiente innevato: è quindi richiesta la verifica delle condizioni meteo, l’attrezzatura adatta e l’obbligatoria dotazione di ATRVA, pala e sonda.

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Al momento il Rifugio Aquila Nera risulta chiuso a data da definirsi, così come il Rifugio Ghincia Pasteur all’arrivo. Il baretto della seggiovia è invece aperto durante il weekend, quando c’è l’impianto in funzione. Se fai questa escursione durante la settimana, non ci sono punti d’appoggio.

Sea della Tampa

Da dove si parte e la ciaspolata fino al baretto della seggiovia e al Rifugio Aquila Nera

Lasciamo l’auto di fronte al ristorante la Spiaggia, subito fuori Crissolo. Dato l’innevamento, abbiamo la fortuna di poter calzare ciaspole e sci fin da subito – prima ancora di attraversare il ponticello sul Po.

Sappiamo come muoverci: il primo tratto dell’escursione al Monte Granèéè lo stesso che una settimana fa ci ha portati al Rifugio Aquila Nera.

Se il dislivello per il Monte Grané ti sembra troppo, puoi fare la sola ciaspolata al baretto della seggiovia o al Rifugio Aquila nera. Idem se qualcuno del tuo gruppo vuole fermarsi a metà: ti potrà aspettare tranquillamente al baretto (e se è aperto, portarsi avanti con le birrette)!

Trovi l’articolo dettagliato qui. Ti consiglio di leggerlo anche se fai l’escursione al Monte Grané.

Ciaspolata al Rifugio Aquila Nera

Qui riassumo il primo tratto di ciaspolata:

  • superi il ponte sul Po (1390 mslm),
  • prendi a sinistra l’evidente e facile forestale e…
  • la segui senza mai deviare fino al baretto della seggiovia (1860 mslm).

Buona parte della forestale – dal primo tornante – potrebbe essere battuta, e le ciaspole potrebbero addirittura risultare di troppo. Eventualmente, hai i ramponcini nello zaino?

ciaspolata a Crissolo

Da qui vediamo bene la nostra meta: il Monte Grané è quel dosso piuttosto morbido sulla destra.

Dal baretto della seggiovia, il pendio probabilmente non sarà più battuto. A questo punto, procedi seguendo i piloni del secondo troncone di impianti, standone sulla destra per tutto i tempo. Quasi sicuramente seguirai le tracce in salita di scialpinisti e ciaspolatori, e arriverai al Rifugio Aquila Nera e alla località Pian Giasset (2020 mslm).

Ora puoi dire di aver ben scaldato le gambe, e bene così: inizia il tratto più bello della ciaspolata! Sì, è anche il più intenso, ma non ci diamo troppo peso!

Dal Rifugio Aquila Nera al Monte Granè

Siamo sempre lungo il tracciato dello skilift. Se guardi la traccia gpx allegata all’articolo, vedrai che non c’è molto da dire sulla salita: si tira dritto con la pendenza che, dopo un primo “muro” – il secondo in realtà, perché ne abbiamo già fatto uno prima dell’Aquila Nera – si ammorbidisce un pochino… ma non molla mai davvero.

ciaspolata al Monte Granè da Crissolo

Il Monviso si avvicina di metro in metro, sulla nostra destra il Grané si allunga, si fa evidente e bianchissimo; noi dovremo aggirare quelle rocce lì, in fondo… Compaiono ad un certo punto, sempre sulla destra, i piloni ai quali sono avvolte le reti di protezione delle piste da sci; pieghiamo e puntiamo nella loro direzione tenendoci poi ovviamente sulla sinistra. Ci si apre così la vista sul Sea delle Tampe, passo a 2301 metri di quota dove arrivano gli impianti di Crissolo. Qui troviamo anche il Rifugio Ghincia Pastour, in questo momento chiuso (e peccato, dato che leggo nelle vecchie recensioni di un imperdibile panino al lardo).

Alla nostra meta manca pochissimo: segui le tracce sulla destra del rifugio (unico passaggio un po’ “stretto”), e sali gli ultimi venti metri di dislivello per la cima del Monte Grané (2328 mslm).

La vetta del Monte Grané, quasi ci siamo!

Qui è tutto panorama, e sulla piccola ma comoda cima possiamo far girare lo sguardo a 360° dal Monviso – imponente, con tutti i suoi satelliti, e solo la Ghincia Pastour a intrigare un po’ – alla perfetta testata della Valle Po, poi seguire il versante nord della valle e cercare le nostre ultime ciaspolate – il Monte Briccas, Punta Razil) intanto guardando giù verso Pian della Regina; qui ricordarci di tornare indietro con lo sguardo per vedere il microscopico Rifugio Pian del Re; a questo punto degnare di uno sguardo anche la pianura, intercettare il Monte Tivoli e tornare sul Re di Pietra.

Fatto. Un saluto alla madonnina che si trova poco discosto dalla cima (occhio che poi c’è il baratro), e si torna per la stessa via della discesa. E se non è weekend, la birretta ce la facciamo direttamente alla Spiaggia.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Ciaspolata o pellata al Monte Grané: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Valle Po, versante sud
📍 Partenza Crissolo, parcheggio de La Spiaggia (1390 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Monte Grané (2318 mslm)
📐 Dislivello 930 m
📏 Lunghezza 13 km
⏱️ Tempo 5 ore
😅 Difficoltà Media *ovviamente bisogna fare attenzione allo stato dell’innevamento
💧 Acqua No
🗺️ Cartografia Fraternali n. 10 – Valle Po, Monviso
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui