Dormire in montagna è già un’esperienza intima e al contempo assoluta. Significa spesso arrivare dopo un trekking, un cammino o semplicemente una lunga giornata di lavoro e lasciare fuori dalla porta il rumore della vita. Cenare guardando le montagne, addormentarci sapendo di avere milioni di stelle sopra la testa e le montagne fuori ad attenderci, e svegliarci con i rumori del bosco prima ancora che suoni la sveglia.
Se ci conosci lo sai, i rifugi spartani o i bivacchi sono il nostro terreno di gioco preferito, ma esistono strutture che sfuggono dall’immaginazione e nelle quali vale assolutamente la pena trascorrere una notte tra le Alpi e le Dolomiti.
Prima di svelarti i nostri posti preferiti dove dormire in montagna, una piccola nota: l’idea di questo articolo nasce chiacchierando con il team di AlloggiOnline, che ogni giorno va alla ricerca di hotel, B&B e strutture particolari in Italia e in Europa. È proprio la filosofia che ci piace: perché a volte scegliere dove dormire è già una parte del viaggio. Se stai cercando un alloggio fuori dal comune per il prossimo viaggio, vale quindi la pena dare un’occhiata a AlloggiOnline.com.
1. La casa sull’albero nel cuore delle Dolomiti di Sesto al Camping Caravan
Da bambini quasi tutti abbiamo immaginato di avere una casa sull’albero, vero? Ecco… quando ho visto quelle del , ho dovuto però riformulare la mia idea di bambina!
Il Caravan Park Sexten si trova a Sesto, in Pusteria, a due passi dallo scenario unico della “meridiana di Sesto” (le cime che incorniciano il Paese difficilmente lasciano indifferenti anche i cuori più duri) ed è una nostra tappa fissa quando siamo in zona per la bellissima area SPA all’interno (nota che le saune in Alto Adige si fanno integrali – senza costume – ma se non fa per te, puoi decidere di stare nella parte dedicata alle famiglie con piscina interna ed esterna e calidarium).
Conoscendo il mio amore per questo posto, un paio di anni fa Davide mi ha regalato una notte nelle loro treehouse e… ho dovuto riformulare l’idea che da bambina mi ero fatta delle case sull’albero! Le casette sono costruite a circa 3,5 metri dal suolo e hanno una superficie di circa 35 metri quadrati. Sono pensate per due persone e comprendono soggiorno, camera, bagno, vasca idromassaggio e sauna privata.
Da bambini quasi tutti abbiamo immaginato di avere una casa sull’albero, vero? Ecco… questo progetto di glamping combina perfettamente architettura contemporanea, materiali naturali, ambiente alpino e quel sogno di bambini.
2. Dormire dentro una “pigna” a Malga Priu
Questa è probabilmente una delle strutture più curiose! A Malga Priu, nelle Alpi Giulie del Friuli Venezia Giulia, si può dormire in due particolarissime strutture a forma di pigna costruite tra gli alberi.
Le casette sono dotate di ogni comfort e distribuite su più livelli: una zona relax panoramica nella parte inferiore, un ambiente dedicato al soggiorno e, più in alto, la camera da letto. Ma non solo: c’è la sedia a sdraio, la vasca esterna riscaldata e soprattutto dalle aperture è possibile guardare il bosco e le montagne ed anzi… sembra proprio di essere un tutt’uno con la natura.
Puoi approfondire nell’articolo dedicato a Malga Priu.
La cosa che ci piace di più? Il fatto che il soggiorno non sia semplicemente “un pernottamento particolare”, ma faccia parte di un’esperienza più ampia nella natura che comprende la malga, ma anche il bosco, i profili svettanti delle Alpi Giulie e le escursioni che si possono fare da qui.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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3. Un tetto di vetro per dormire guardando le stelle allo SkyView Chalets
Ci spostiamo in Alto Adige, sulle rive del Lago di Dobbiaco. Qui gli SkyView Chalets del Camping Toblacher See sono dodici strutture in vetro e legno immerse nel bosco, progettate per integrarsi il più possibile con l’ambiente circostante.
La caratteristica che li rende immediatamente riconoscibili è il tetto in vetro: andare a letto e poter guardare il cielo direttamente dalla propria stanza. Di giorno, attraverso le grandi superfici vetrate, entrano il bosco, il lago e le montagne. Di notte la prospettiva cambia e il protagonista diventa il cielo stellato.
Anche il progetto architettonico ha cercato di ridurre l’impatto sul luogo, privilegiando materiali e lavorazioni del territorio.
4. La sauna a 2.752 metri del Rifugio Lagazuoi
E poi c’è il Rifugio Lagazuoi. A 2.752 metri sul Monte Lagazuoi, sopra il Passo Falzarego a pochi passi da Cortina d’Ampezzo in Veneto, il rifugio offre una vista spettacolare sulle Dolomiti su un vero oceano di vette: dalle Cunturìnes alle Cime di Fànes, alle possenti Tofane, alle Odle, alla splendente Marmolada. Il rifugio è raggiungibile a piedi (escursione super consigliata) oppure con la funivia, che arriva a poca distanza dalla struttura.
La sorpresa è che, accanto al rifugio, si trova anche una sauna finlandese a botte. A 2.752 metri. Ora immagina di trascorrere una giornata sui sentieri o sulle piste e, una volta rientrati in rifugio, entrare in una sauna calda e poi uscire a guardare il tramonto. È la sauna finlandese più alta delle Dolomiti, ma è soprattutto il contrasto a stupire: il calore della sauna da una parte, l’aria di alta montagna dall’altra (che sulla terrazza panoramica arriva quasi come uno schiaffo per l’intensità del momento).
Il rifugio poi è davvero bellissimo, in stile alpino e dispone di 74 posti letto tra camere e camerate.
5. Una casa sull’albero nel bosco del San Luis
Torniamo in Alto Adige, ma questa volta scendiamo verso Avelengo, nei dintorni di Merano. Il San Luis è un resort immerso in un grande parco alpino, costruito attorno a un piccolo lago. Lo scenario è semplicemente incredibile.
Gli alloggi che lo compongono sono strutture pensate per favorire un contatto primordiale con la natura: chalet in legno e casette sugli alberi, frutto di uno stile essenziale che mescola elementi naturali e tanta cura dei dettagli. Ambienti di charme, accoglienti ed intimi.
Alcune strutture hanno grandi terrazze, sauna privata e viste direttamente sulla vegetazione circostante. La più particolare è forse la Starlight Luxury Treehouse, sviluppata su due livelli, con camino, sauna privata, hot pot e persino un telescopio per ammirare il cielo stellato di notte stando comodamente in salotto.
6. Dormire sulla Luna, senza lasciare le Dolomiti, all’Hotel Oberwirt
Trovo ancora difficile descrivere a parole l’emozione che ho provato. Immaginati di scendere un piano di scale, di superare l’impronta di Neil Armstrong e di entrare nella storia. Non è fantascienza e non mi sto inventando nulla: all’Hotel Oberwirt di Collepietra, in Val d’Ega, Alto Adige, i titolari si sono inventati (loro sì) una stanza del tutto incredibile: si chiama Apollo 11 ed è stata progettata per ricreare l’esperienza del primo allunaggio.
La protagonista è la Eagle, il modulo lunare della missione Apollo 11, ricostruito in scala reale e trasformato in una vera camera per due o quattro persone. La struttura occupa una stanza alta sette metri e permette di dormire direttamente all’interno del modulo che è completo di tutto (pulsanti inclusi). E naturalmente non manca il bagno bellissimo dove farsi la doccia ammirando la luna.
L’idea è nata dalla passione della famiglia che gestisce l’hotel per l’universo, le stelle e l’esplorazione spaziale. Una passione che, del resto, si ritrova in tutta la struttura e nel territorio circostante: Collepietra fa parte del progetto del “astrovillaggio”, con planetario e osservatorio astronomico nelle vicinanze.
Ne abbiamo parlato nella nostra guida su cosa fare in Val d’Ega
Un’esperienza decisamente bizzarra e decisamente unica, per tutte quelle persone con la testa tra le nuvole, per coloro che hanno sempre sognato di andare nello spazio e per chi vuole guardare un po’ più in alto… molto più in alto.
Dormire in montagna per continuare il sogno
La cosa che amo di più del dormire in montagna è il fatto che cambia il modo in cui riesco a vivere e sentire la montagna.
Un rifugio a 2800 metri significa aspettare il tramonto quando la maggior parte delle persone è già scesa a valle. Una casa sull’albero mi permette di guardare il bosco da una prospettiva completamente diversa. Una pigna sospesa tra gli alberi trasforma il pernottamento in una piccola avventura. Un tetto di vetro significa addormentarsi sotto le stelle. Un modulo lunare mi connette all’importanza del buio.
Ma lo stesso succede con i rifugi più spartani, le tende aperte nei posti più improbabili (a volte panoramici, a volte semplicemente nascosti nel bosco), le casere di pietra che raccontano la storia di centinaia di pastori, i bivacchi nei quali rifugiarsi il tempo di una notta e tutti quei modi più essenziali di dormire in montagna che continuano ad avere un fascino enorme.
“Nessuno conosce davvero la montagna fino in fondo se non ha dormito su di essa.”
Lo scriveva Nan Shepherd in The Living Mountain, uno dei libri più belli mai scritti sul rapporto tra le persone e la montagna e questa frase, in particolare, la sento profondamente mia.
Perché c’è qualcosa che cambia quando il sentiero non finisce con il ritorno a valle. Quando dopo una giornata di cammino resti lassù, vedi il sole tramontare, senti la montagna cambiare voce con il buio e, al mattino, sei già dentro il luogo che il giorno prima hai attraversato.
Perché non esiste un solo modo giusto di dormire in montagna: a volte abbiamo bisogno di coccolarci con una sauna privata, altre volte basta un materassino, un sacco a pelo e un cielo pieno di stelle. A volte basta una notte, altre volte, come nel mio caso, decidi di trasferirti e di avere il bosco fuori dalla porta di casa per tutte le notti che verranno.
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