Dormire in rifugio in alta montagna è una delle esperienze più emozionanti che tu possa fare. Una coccola tra i monti fatta di legno, pietra e lamiera, le braccia gentili dei rifugisti ad accoglierti e le albe e i tramonti che ricorderai per tutta la tua vita.

Certo, i servizi possono essere a volte minimali. A seconda della posizione della struttura (più o meno isolata), della presenza della teleferica, delle asperità della montagna e dell’esperienza dei gestori, potrai trovarti dinnanzi a rifugi fuori dall’ordinario o a luoghi molto più spartani.

Tutte le comodità che a casa dai per scontato, non puoi pensare di trovarle in montagna. Ma tutte le emozioni che proverai in questi angoli tra roccia e cielo non le proverai mai stando in divano. 

E quindi, dopo l’articolo su come dormire in bivacco e quello sulla tenda in montagna, ecco tutte le risposte alle domande più gettonate sulla prima notte in rifugio!

Rifugio Passo Principe

Dormire in Rifugio nel 2021: green pass

Per i motivi di igiene e sicurezza, nell’estate 2020-21 tutti i rifugi si sono dovuti adattare alle normative statali. Ma c’è un’enorme differenza: i rifugi alpini non sono alberghi o ristoranti! Questo ha significato moltissimi sacrifici per i rifugisti che, oltre alle regole dettate della montagna, hanno dovuto rispettare anche quelle del governo, che non sempre hanno tenuto conto della reale situazione montana.

Attualmente, per mangiare all’interno dei rifugi è obbligatorio esibire il green pass, ed è diventata fondamentale la prenotazione. Per pernottare invece non è obbligatorio, e così neanche per chi, pernottando, usufruisce dei servizi di ristorazione.

Per l’applicazione della norma è rimandato al buon senso dei gestori. Nella pratica: alcuni ce l’hanno chiesto per dormire, altri no. Informatevi sempre al momento della prenotazione.

Una premessa: la differenza tra rifugio e hotel

I rifugi non sono hotel di alta quota. Sono strutture adibite alla ricezione di escursionisti e alpinisti. Gestori che lavorano duramente, da prima che sorga il sole a ben dopo il tramonto. Persone che cercano di rendere il più accoglienti possibili alcuni dei territori più aspri del pianeta.

Ricordatelo prima di chiedere un gelato o un asciugamano.

RIfugio Col de Varda

Come comportarsi nei rifugi: 12 regole d’oro

Alcune delle regole di comportamento indispensabili su come comportarti in rifugio, in un comodo elenco puntato, da tenere salvato nel telefono:

  • non sprecare acqua. Se il rifugio ti concede il lusso di farti una doccia, ricordati che è – appunto – un lusso. Tenta di essere il più veloce possibile.
  • non sprecare risorse. Se hai la fortuna di avere un termo in camera o una stufa, non toccare la regolazione. Non lasciare le luci accese e così via. Non è necessario continuare, vero?
  • non salire nelle camere con gli scarponi. Spesso vanno lasciati proprio all’ingresso del rifugio o prima della scala che porta alle camerate.
  • rispetta gli orari. Gli orari nei rifugi sono dettati da tante esigenze. Assicurati di avere le gambe sotto la tavola all’orario prestabilito per non creare disagi immotivati in cucina e vai a letto non più tardi delle 22.
  • non consumare il cibo portato da casa sul tavolo comune.
  • porta a casa i tuoi rifiuti. In alcuni rifugi i rifiuti vengono smaltiti a spalla, e in generale la loro gestione è sempre complicata, quindi riporta a valle i tuoi rifiuti personali.
  • piega le coperte e riassetta il letto. Non è obbligatorio, ovvio, ma è una questione di gentilezza verso chi è già sveglio da ore per far sì che il tuo pernottamento sia indimenticabile.
  • condividi. Può capitare di condividere il tavolo o la camera con altri ospiti, cerca di cogliere il lato positivo di quest’esperienza.
  • non trattare sui prezzi. Fidati, se lo ribadiamo è perché l’abbiamo visto fare più volte.
  • scrivi nel libro dei rifugi, lascia una recensione, sorridi. Insomma, non essere un orso: una parola buona (se ti sei trovato bene) significa moltissimo.
  • comunica dove sei diretto. A maggior ragione se hai intenzione di fare qualche ascesa impegnativa o un percorso di più giorni.
  • parola d’ordine: adattati! Se non sei disposto ad adattarti, semplicemente la notte in rifugio non fa per te.

Quando sono aperti i rifugi?

Generalmente la stagione va da giugno a metà settembre. Molto però dipende dalle condizioni climatiche. Quest’anno, ad esempio, moltissimi rifugi in quota hanno fatto fatica ad aprire dato l’eccezionale innevamento.

Pochissimi comunque tengono aperto dopo il ponte del 1° novembre che, di solito, segna la data di chiusura. Alcuni rifugi in realtà aprono anche in inverno, ma (al di là di quelli presenti lungo le piste da sci) sono abbastanza rari.

Rifugio Pradidali con cravatta

Dormire in rifugio: problemi di quota e mal d’altezza

Moltissimi rifugi alpini sono situati a quote considerevoli. Già dai 2000 mt molte persone possono provare nausea o mal di testa, ma ad alcuni succede anche a quote minori. Tutto dipende dalla capacità di adattamento del tuo corpo. In generale comunque è bene procedere per gradi e prediligere di salire lentamente, dormendo magari una o due notti a quote intermedie.

Prendi il Monte Rosa: dormire al Rifugio Gnifetti (3600 mslm) può essere molto complicato, mentre solo il pochi riescono a pernottare alla Capanna Margherita (4500 mslm).

Cosa fare se senti di soffrire i sintomi del male di montagna? Se i sintomi diventano gravi, l’unico rimedio è scendere di quota.

Oppure provare il rimedio peruviano per prevenire il mal d’altura? Le foglie di coca!

Quanto costa una notte in rifugio?

Ogni struttura ha il suo tariffario che puoi solitamente consultare anche sul sito del rifugio.

Solitamente una notte in rifugio con mezza pensione (cena e colazione) costa dai € 50 agli € 80.

Se sei socio CAI spesso avrai diritto ad un piccolo sconto nei rifugi CAI.
Se non sei socio CAI, dovresti, ma non solo per lo sconto!

birra rigenerante dentro al Rifugio

Come sono le camere dei rifugi?

Anche qui, dipende da rifugio a rifugio. Nella maggior parte i rifugi alpini sono attrezzati con camerate: letti a castelli con materassi e cuscini in stanze condivise con altre persone. Il numero di letti può variare, da 4 fino anche a 20 posti. Ed è qui che entrano in gioco i tappi per le orecchie (ne parliamo nel “cosa portare”)!

Esistono però anche rifugi con camere singole (il più delle volte sempre con letti a castello o con letti singoli separati).

Le camere sono comunque pulite, ma sappi che, ove presenti, le lenzuola non vengono cambiate ad ogni utilizzo.

Come si dorme in rifugio?

Benissimo. Malissimo. Così così. La risposta per me è una contro domanda: quanto hai camminato per arrivarci? 

Mi spiego meglio: il mio trucco è quello di prendermi una bella stancata, in modo da addormentarmi appena tocco il cuscino! La verità è che i letti spesso sono comodi (moltissimi rifugi negli ultimi anni si sono ammodernati), ma non puoi mai sapere con chi ti troverai a condividere la camera: il russatore, quello che deve chiacchierare bisbigliando fino a notte fonda e quello che si sveglia alle 4 per la scalata epica, sono dietro l’angolo.

Non solo: il cuscino troppo alto, la luce dei primi raggi, i rumori della montagna o degli animali, l’altezza e un migliaio di altre considerazioni possono inficiare il sonno.

Io ho sempre dormito benissimo, ma ti ho detto il mio trucco… provare per credere.

Rifugio Grauzaria

Cosa portare per dormire in un rifugio?

In realtà oggi i rifugi sono dotati di moltissimi comfort, pertanto non è necessario portare con sé molto. Tienilo ben a mente, perché il primo obiettivo dev’essere quello di avere uno zaino leggero, ma funzionale!

Gli indispensabili per me sono:

  • sacco lenzuolo. Una specie di lenzuolo chiuso su tre lati nel quale infilarti per la notte. Non serve la federa perché è già integrata nel sacco lenzuolo. In alcuni rifugi è possibile noleggiare le lenzuola. Il sacco a pelo è superfluo perché quasi tutti i rifugi sono dotati di piumoni, coperte e cuscini. Se proprio vuoi averne la certezza, contatta il rifugio prima di preparare lo zaino.
  • necessarie (spazzolino, dentifricio, deodorante, crema, saponetta).
  • tappi per le orecchie (ci siamo capiti!).
  • un cambio intimo (mutande, calzini) e una maglia pulita.
  • abbigliamento termico. Una maglia termica e una calzamaglia (di solito li uso anche per dormire).
  • una felpa, un piumino leggero oppure un guscio per la sera.
  • guanti e cappello (la sera può fare davvero freddo, ma non vorrai perderti la stellata?)
  • ciabatte. Per molti sono indispensabili, io preferisco portare un paio di calzettoni grossi con i quali camminare all’interno dei locali, e utilizzare delle infradito solo per il bagno. In alternativa puoi portare le ciabattine leggere degli hotel. Molti rifugi hanno comunque ciabatte in dotazione per gli ospiti.
  • una pila frontale (fondamentale per raggiungere il bagno di notte!).
  • caricabatterie powerbank (le prese e la corrente potrebbero non bastare per tutti gli ospiti).
  • asciugamano. Io ne porto via uno minuscolo in microfibra, alcuni rifugi mettono a disposizione anche salviette di carta.
  • cash! Niente bancomat, Satispay o altro: porta contanti.
  • tessera CAI con bollino in corso di validità (per ottenere le agevolazioni tariffarie offerte da alcuni rifugi).

 

Un’aggiunta personale. Se sei soggetto a sete notturna, ricordati la borraccia!

Sì, lo so che ha un posto di rilievo all’interno del tuo zaino. Fa però in modo di tenerla a portata (e piena) per la notte. Non vorrai esibirti in rumorose ricerche al buio, capaci di svegliare mezza camerata mentre rovesci il contenuto del tuo zaino, o peggio ti avventuri alla ricerca di un rubinetto camminando a tentoni (Silvia ti ha già detto della torcia frontale?) facendo scricchiolare il pavimento di legno?

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

Cosa si mangia nei rifugi?

Nella mezza pensione è compresa la cena e la colazione. La cena è solitamente composta da un primo di pasta o da una zuppa e da un secondo a base di carne o formaggio. Spesso è compreso anche un dolcetto, mentre sono escluse le bevande.

La colazione può essere di mille tipi: dal classico pane e marmellata, alle torte fatte in casa, ai pancake caldi!

Insomma… nei rifugi il buon cibo è assicurato!

PS: se hai esigenze alimentari particolari, contatta per tempo il rifugista.

PPS: le torte che vedi qui sotto? Tutto merito del Rifugio Vajolet (e ce ne sono pure di vegane!)

Torte del Rifugio Vajolet

Come sono i bagni?

Ti direi che al 99% dei casi nei rifugi di alta montagna i bagni sono condivisi.

L’acqua è di norma presente, ma è un bene più che prezioso. Per questo motivo non è sempre possibile farsi la doccia e personalmente ti consiglio comunque di “lavarti a pezzi”. Per due giorni non succede nulla se anche non ti lavi. Se invece stai facendo un’alta via, scegli di farti una doccia nei rifugi che hanno acqua più facilmente.

Ah… non sempre è presente acqua calda. E quando è presente, la doccia può essere a pagamento.

Si possono portare i cani nei rifugi?

Secondo la legge italiana non esistono divieti: i cani possono essere introdotti nei luoghi pubblici con guinzaglio e museruola. Secondo il CAI “Non si possono introdurre animali nei rifugi, salvo diverse disposizioni concordate tra Sezione e gestore. Resta comunque il divieto assoluto di accesso agli animali nei locali adibiti al pernottamento”.

Per ovviare a questo paradosso è stata lasciata libertà ai rifugi di concordare con la Sezione di appartenenza la posizione da tenere nei confronti dell’accesso degli animali. Ergo? Dipende! Se vuoi dormire in rifugio con il tuo cane informati sempre presso il rifugio nel quale intendi pernottare.

Prende il telefono nei rifugi?

Dipende! Spesso può capitare che il segnale sia debole, ma alle volte può essere proprio assente. In questi casi alcuni rifugi hanno un telefono che può essere richiesto per comunicazioni brevi e urgenti.

Dove dormire in rifugio? Alias: come faccio a scegliere?

Eh… qui mi spiace, ma non ho una risposta. O meglio ne ho troppe: il Rifugio Valmalza nel quale al mattino ci hanno preparato i pancake caldi, il Rifugio Boz con i secondi piatti più buoni del bellunese, ma ancora la Baita Cacciatori con i suoi simpaticissimi gestori, e potrei continuare a lungo. Ognuno ha la sua anima e vale la pena di dormirci per scoprirla.

Se vuoi conoscere i nostri rifugi più amati (almeno in Veneto) clicca sull’immagine qui sotto, e se hai altre domande ti aspettiamo nei commenti!

I rifugi veneti più amati, tra natura e cucina

Dormire in rifugio: tutte le risposte pin