Dormire in bivacco è una pratica riservata agli alpinisti durante vie lunghe e impegnative o agli escursionisti, che usano il bivacco come ricovero d’emergenza o tappa per trekking di più giorni. Ma tra gli utenti ci sono anche gli amici che vogliono trascorrere una serata in allegria tra i monti.

Di motivi per dormire in alta quota ce ne sono tantissimi, ma una cosa è certa: dormire in bivacco è una filosofia di vita.

Comodità? Pochissime. Rischi? Tantissimi. Eppure nonostante ciò per noi dormire in bivacco è sempre un’emozione unica.

camosci davanti al bivacco

Premessa: bivacchi estate 2020

Che questa sia un’estate tutta sui generis si sa e non c’è ambito delle nostre vite che non ne sia stato sconvolto. Anche la montagna non fa eccezione. Quest’estate infatti tutti i bivacchi sono interdetti all’uso.

Rimarranno aperti, ma potranno continuare ad essere utilizzati solo ed esclusivamente in caso di necessità. Chi entra in un bivacco per passarci la notte infatti non lo fa solo a suo rischio e pericolo, ma mette a rischio anche chi dopo di lui dovrà entrarci per esigenze reali.

Insomma… se ce la possiamo fare noi a stare un’estate senza dormire in bivacco… ce la può fare chiunque! La soluzione? Bivacco notturno….tendato!

1. La differenza tra casera, bivacco e rifugio

Rifugio, casera, bivacco: per noi tre modi per stare in montagna ancora un po’, tre soluzioni per vivere la montagna.

La differenza sostanziale tra i tre sta nel livello di comfort che riterrai sufficiente. Te li spiego, in ordine decrescente di comodità.

Rifugio

Il rifugio è una costruzione alpina (no, non sono rifugi i ristoranti lungo la strada che si sono dati questo appellativo) di mattoni, legno e cemento immersa tra i boschi o arrampicata in cima a qualche roccia.

Ne esistono di diverso tipo, ma solitamente sono dotati di cucina e camerate con comodi letti dotati di materassi e piumini. Hanno di solito il bagno in comune (esistono però anche numerosi rifugi con camere e bagni separati). Riscaldamento, stufa, acqua calda e ottimi manicaretti della cucina tradizionale montana coronano la permanenza in questi luoghi.

Insomma… una vera e propria coccola tra i monti.

I prezzi per un pernottamento possono essere i più svariati, a seconda del tipo di struttura, ma di norma si aggirano attorno ai 50 € a persona per notte compresa la cena e la colazione: non male, vero? In più, se sei tesserato CAI puoi usufruire di tariffe agevolate, che spesso comprendono il pernottamento, la colazione e la cena.

I nostri preferiti? Due su tutti: il bellissimo Rifugio Valmalza in Valle delle Messi e il rustico Rifugio Cason di Lanza in Carnia.

Rifugio Valmarza

rifugio sette selle

Casera

La casera è una costruzione, di solito fatta di legno o pietra, che veniva in origine utilizzata come ricovero per il personale delle malghe e per le attività legate alla produzione dei formaggi.

Assomiglia ad una vera e propria casetta, quasi un rifugio non custodito, dotata di stufa economica o camino. I comfort infatti spesso si fermano qui: non esiste acqua calda, non esiste riscaldamento, non esistono piatti pronti e non esistono bagni. Alle volte c’è qualche coperta, alle volte qualche materasso o degli stuoini, qualche stoviglia. Molto più spesso, quando non sono in uso dai malgari, vengono lasciati solo panche e tavolo di legno.

Per passare una notte in una casera è necessario essere autonomi e completamente autosufficienti in tutto. Non ci sono costi, ma spesso è presente una cassetta dove lasciare un’offerta per l’ente che la gestisce (può essere un ente parco, il CAI, la SAT o la SAF, il Comune, un’associazione o anche qualche privato).

Le nostre preferite? La scelta inizia a farsi sempre più difficile, ma citiamo la casera Erera-Brendol sui Piani Eterni, il bivacco Pozze in comune di Bresimo e il bivacco di Campotorondo, sempre sulle Vette Feltrine.

casera

Bivacco

E dulcis in fundo il bivacco. Costruzioni nate per essere adibite a ricovero alpino, può essere di pietra, ma spesso si tratta di una costruzione in lamiera (il più delle volte rossa o verde del tipo “Fondazione Berti”). Quasi sempre è molto spartana.

L’interno della struttura di norma è dotata di qualche brandina di ferro, sottili materassini, qualche coperta di lana grossa e un piccolo tavolo centrale. La dotazione è ridotta al minimo e il comfort anche. Per quanto riguarda il costo, il discorso equivale a quello delle casere (se c’è una cassetta lascia un’offerta, anche cospicua, perché c’è chi si fa il proverbiale mazzo per mantenere agibili e pulite queste strutture).

… e qui diventa davvero tosta la scelta dei favoriti. Ne scelgo tre, ma vi consiglio di buttare uno sguardo ai nostri racconti per scovare altre incredibili chicche. Cito comunque il bivacco Vuerich in Montasio, il bivacco Sieff sul Latemar e il bivacco Frattini sulle Orobie.

Translagorai e Bivacco Moro

bivacco sieff

Quale scegliere?

Le differenze tra le tre tipologie sono molto marcate, ma, come avrai capito, possono farsi altresì davvero labili in alcune situazioni! Esistono infatti casere che hanno addirittura la corrente elettrica o bivacchi con dispense degne di grandi supermercati (stiamo pensando a te, bivacco Paolo e Nicola sulla Translagorai). Tra bivacchi e casere soprattutto, a parte il motivo della costruzione, la nomenclatura spesso si confonde.

La scelta tra questi tre tipi di strutture dipende dal tuo grado di adattabilità: se sai di non amare gli spazi condivisi e il “rischio sardina” evita i bivacchi (soprattutto quelli più rinomati nel periodo estivo), se credi di non riuscire a sopportare un po’ di freddo evita le casere, e così via.

interno di una casera

Il punto forte di tutti e tre? Le posizioni! Di norma infatti i bivacchi sono situati in conche super strategiche, lungo creste aguzze, in improvvisi e scenografici pianori, su speroni di roccia appuntiti con panoramiche mozzafiato… oppure, possono essere nascosti tra i boschi o calati in improvvise radure. Un vero e proprio sogno!

bivacco orobie

I punti che seguono riguardano principalmente il dormire in bivacchi e casere. Per i rifugi, l’unica accortezza è quella di avere un sacco lenzuolo con te e di adottare il buon senso e le regole della civile convivenza: sei in montagna, dove tutto è difficile da trasportare e da gestire. A buon intenditore…

2. Dormire in bivacco: l’eterna lotta dell’uomo contro il freddo

La notte in bivacco sarà fredda (quasi sempre). Spesso infatti le casere sono dotate di stufa economica o camino, ma altrettanto spesso questa non basta per scaldare l’intero ambiente. A maggior ramgione nei bivacchi dove l’unica copertura tra te e l’esterno è una lamiera di ferro.

Insomma, a seconda del periodo in cui vai, è essenziale che tu abbia con te un piumino per la sera e un ottimo sacco a pelo. La temperatura di quest’ultimo dipende ovviamente dalla stagione, dalla presenza o meno di coperte, e da quanto sei freddoloso (se sei freddoloso a livello extreme, come me, un sacco a pelo di piuma con temperatura confort sotto lo zero può essere un ottimo investimento).

Per lo stesso motivo un piatto caldo la sera ti accompagnerà dolcemente verso il sonno e qualcosa di caldo la mattina saprà riconciliarti con il mondo (se ci aggiungi qualche dolcetto questa combo funziona ancora meglio!)

Da dentro il bivacco Feruglio

3. Tutto ciò che sale con te deve anche scendere

In montagna questa regola vale sempre. Tutto ciò che metti nello zaino e non consumi deve tornare a valle con te.

Non lasciare in bivacco cose che non hai usato o non ti sono servite se pensi che non possano essere di aiuto a nessuno (es. la candelina già usata non potrà essere di alcuna utilità a chi verrà dopo di te). Per quanto riguarda il cibo ancora sigillato, può essere utile lasciare sulle mensole del bivacco quello che non scadrà a breve, come le scatolette di tonno. Tutto il resto, scende.

Sembrerà banale, ma visto che ne vediamo di ogni, repetita iuvant: non lasciare la tua immondizia. Per qualsiasi ragione porta sempre a valle la tua spazzatura: non solo i cibi consumati, le cartine e le bottiglie di acqua vuote, ma anche i fazzoletti usati e le bucce di banana (saranno biodegradabili, ma sono uno schifo da vedere in montagna).

Abituati a lasciare meno traccia possibile del tuo passaggio.

silvia, il tè del mattino e i camosci

4. Non dormire in bivacco per più di una notte

Ok, questa non è una regola universale, ma secondo me (e secondo chi i bivacchi li ha pensati) dovrebbe esserlo. Il bivacco non è un rifugio, è un ricovero d’emergenza. Il suo scopo principale è quello di aiutare le persone che si trovano in difficoltà in montagna.

Non ci sono regole che vietino di restare per più di una notte, ma trovo fuori luogo colonizzare un luogo come fosse tuo. E poi, non hai notato sulla carta che a distanza di un giorno di cammino – spesso anche meno – ce n’è un’altro da scoprire?

davide programma il giro

5. Condividi

Per quanto il bivacco possa essere il più remoto possibile sappi che non è così scontato che tu sia da solo, anzi. Negli anni abbiamo trascorso un numero altissimo di notti in bivacco, ma quelle nelle quali siamo stati da soli si contano sulle dita di una mano.

Puoi trovarti di fronte ad un gruppo scout con annesse chitarre, a due vecchietti che non vedono l’ora di chiacchierare con qualcuno, a padre e figlio che stanno compiendo un’impresa da soli, ad un’altra coppia, a due amici che sono saliti solo per sbronzarsi lontano dalla città, ad un solitario che ha già colonizzato tutti i letti, agli arrampicatori con corde e ferramenta di tutti i tipi, e ad un numero pressoché infinito di altre situazioni.

Ebbene la parola d’ordine in tutti questi casi è condivisione. Puoi iniziare una timido approccio condividendo un pezzo di formaggio, spiegando la strada che hai fatto per salire, oppure ancora con un racconto qualsiasi, con un sorriso, con lo spostare le tue cose in un angolo o con quello che riterrai più opportuno.

Scoprirai un mondo fatto di altre persone che qui vengono per lo stesso tuo motivo, o per mille altri motivi differenti. Ti spoilero una cosa buffa: nessuno ti chiederà mai che lavoro fai (o almeno a noi non è mai successo). In montagna le differenze si appiattiscono, il necessario si sposta altrove.

Non sempre ti andrà bene eh, perché è utopia pensare che tutte le persone che frequentano la montagna siano una piacevole compagnia, ma male che vada avrai un racconto in più da fare al tuo rientro.

A proposito di condivisione: in montagna le risorse scarseggiano per tutti. Quindi, tieni d’occhio se qualcuno ha meno cibo di te o non è a suo agio a dormire nel letto più alto del bivacco.

vista dalla casera

Overbooking?

Se ti dovesse capitare di dormire in un bivacco dove i letti sono tutti al completo cerca di dare spazio a chi è in difficoltà, a chi ha fatto la via più impegnativa (o la prevede per il giorno seguente) e ai più anziani. La regola del “chi prima arriva meglio alloggia“, in montagna, vale fortunatamente fino ad un certo punto (come dovrebbe essere nella vita, del resto).

Negli anni ci è capitato di dover dormire per terra, di dormire in due in un letto per aiutare un alpinista in difficoltà in piena notte ed anche di dover scendere a valle per lasciare il posto a qualcuno. O di dover montare la tenda quando già faceva buio.

E poi… metti mai che ti capiti di condividere il letto con qualcuno di interessante!

Siamo al Feltre-Bodo, in una bellissima giornata estiva. Seduti sulla piattaforma di pietra davanti alla più grande delle due costruzioni, ci godiamo il meritato panino. Dal bivacco piccolo escono due signori – non ci eravamo accorti di un’altra presenza umana – che salutiamo. Contraccambiano: in un inglese decisamente d’oltreoceano. Così scambiamo due parole: e si scopre che i due vengono dall’Alaska. Sono marito e moglie, sui sessanta abbondanti, e sono scalatori, alpinisti, appassionati di kayak. Stanno facendo l’alta via da Bressanone a Feltre.

Così è il momento di tirare fuori la seconda lattina di birra: quella che ho preso di nascosto per evitare che Silvia mi sgridasse perché “mi carico sempre di troppo peso”. La offro agli alaskani: è stra-apprezzata, nonostante sia la più umile delle Moretti.

Parliamo di montagna, di avventure, “dovete andare lì”, “dovete provare quello”.

Il giorno dopo li ritroviamo al Rifugio Boz, che si cimentano con pastin e polenta.

Ad oggi, ci scambiamo una mail al mese.

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

 

stambecchi curiosi

6. Preparare lo zaino per dormire in bivacco

Partiamo dal presupposto che avrai bisogno di tutto l’essenziale per stare fuori una notte ma che, al contempo, devi assolutamente evitare di caricare troppo lo zaino… l’effetto mulo è comunque assicurato.

Viveri

Dovrai avere con te almeno il pranzo del primo giorno, la cena per la notte in bivacco, la colazione del secondo giorno e probabilmente anche il pranzo del secondo giorno, più qualche spuntino extra.

Io personalmente per i pranzi prediligo portarmi via il pane in cassetta (occupa poco spazio, è leggero e non si indurisce il giorno dopo) con un pezzo di formaggio e/o dell’affettato.

Per la cena ti consiglio, come ho già detto, di portarti via qualcosa di caldo, le minestre o i risi liofilizzati vanno benissimo per una notte e puoi sempre migliorarne il sapore inserendo qualche ingrediente a tuo piacere. Ovviamente, devi verificare (nel nostro blog, per esempio, o nelle molte risorse disponibili online) che nel bivacco o nella casera ci sia possibilità di fare fuoco. Altrimenti, devi sorbirti anche il peso del fornelletto a gas o alcool.

Per la colazione invece un tè caldo o un caffè con qualche biscotto è ciò che serve per iniziare la giornata, per quanto anche pane e formaggio avanzati dalla sera prima sono una bella spinta!

Infine per gli spuntini puoi puntare su qualche barretta energetica.

griglia in bivacco

Queste ovviamente sono indicazioni di massima, che noi adottiamo quando vogliamo avere poco peso nello zaino nel caso in cui la salita sia particolarmente dura, o se abbiamo pianificato dei trekking in tenda di più giorni.

Ci sono però volte in cui decidiamo di salire un po’ più carichi per festeggiare qualcosa (c’è sempre un motivo per fare festa, no?), e allora via libera a grigliate, vino rosso, birre, goulash e frico fatto al momento.

Molto dipende anche dalla dotazione della casera (alcune sono dotate di griglia esterna o interna), ma ti assicuro che si possono fare miracoli anche con il fornellino ad alcool o a gas di cui sopra!

Paninetti Subway

Abbigliamento

Oltre al normale abbigliamento per una giornata di trekking ti consiglio di portare con te almeno un cambio intimo (mutande, calzini e canottiera), una maglia termica, un collo, un cappello, un paio di guanti e un piumino per la sera.

Attrezzatura

Lo spazio in zaino va studiato bene e soprattutto non va sovraccaricato. Per questo prima di partire cerca di capire il più possibile quale sia la dotazione del bivacco. Le domande principali sono: c’è acqua? ci sono letti? sono presenti coperte? ci sono stoviglie? A seconda delle risposte che avrai potrai farti uno zaino più adeguato.

Bei consigli, vero? E invece non servono a nulla se vai via con Davide, che ha l’ansia che l’acqua sia gelata o si sia spostata la fonte e ci carica sempre almeno 3 litri di acqua a testa. O se vai via con me che ho sempre l’ansia che le coperte siano state portate a valle per essere lavate e mi porto sempre via il sacco a pelo pesante.

Insomma molto dipende dalla tua persona e dalle tue abitudini, ma informarsi prima di partire è fondamentale per avere il quadro della situazione.

Per una lista delle cose da portare in zaino puoi guardare come organizziamo quelli per stare via in tenda, avrai una buona idea di tutto ciò che ti servirà avere.

7. Porta pazienza

Se la condivisione non salverà il mondo, almeno la pazienza salverà te. Gli spazi nei bivacchi sono sempre molto ridotti, in quelli di lamiera sono persino angusti. Trovarsi a condividere spazi così stretti con amici o addirittura con persone sconosciute può essere davvero arduo.

Se sai di essere una persona poco tollerante questo non è il luogo adatto a te: odori, rumori, disordini e a volte maleducazione rendono la convivenza non sempre semplice.

Una regola d’oro? Per dormire in bivacco portati i tappi per le orecchie!

8. Segui i ritmi della natura

In montagna gli spettacoli migliori sono quelli che vanno in scena al tramonto e dell’alba: non perderteli!

Stare alzato fino a tardi (oltre ad essere antipatico per chi magari cerca di dormire) ti farà perdere uno degli scenari più belli.

Asseconda il tuo corpo e cerca di ascoltare la tua stanchezza, non siamo più abituati a farlo, ma svegliarsi prima dell’alba già pieno di energie per il nuovo giorno ti darà una marcia in più.

Rifugi, casere e bivacchi sono sempre posizionati in luoghi strategici e gli spettacoli sono assicurati.

Alba dal bivacco

9. Lascia il bivacco meglio di come l’hai trovato

Dormire in bivacco comporta, su tutti, l’obbligo di lasciarlo meglio di come l’hai trovato. Prima di andare via ricordati almeno di pulire per terra con la scopa, pulire il tavolo e sistemare le coperte.

Se tra la dotazione del bivacco non c’è una scopa o una ramazza, non prenderla come una scusa, e ingegnati!

Riporta a valle la tua spazzatura sempre e, purtroppo a volte succede, caricati anche quella degli altri.

Personalmente cerco sempre di fare un po’ di pulizia all’interno, di controllare che non ci siano alimenti andati a male o a breve scadenza, o cianfrusaglie abbandonate e, se posso, lascio qualcosa che possa essere gradito a chi dovesse venire dopo di me.

Fai legna

La legna per le casere e i bivacchi è difficile da trasportare. Spesso viene portata su a mano, e non certo con elicotteri.

Se utilizzi la legna che trovi nella legnaia il minimo che tu possa fare è rimpiazzarla con dei nuovi ceppi. Di norma c’è sempre almeno una segna o un’accetta.

Se la casera non dispone della legnaia alcuni pezzi di legno di norma si devono portare all’interno onde evitare che si bagnino stando fuori. Cerca comunque di disporli ordinatamente in un angolo.

E poi vuoi mettere la soddisfazione di assomigliare ad uno di quei boscaioli americani dalle camice a quadretti rosso-bianchi?

fare legna in bivacco

10. Leggi, scrivi

Dormire in bivacco è un’ottima occasione per leggere quel libro che hai sul comodino da tanto tempo. Seduta, sulla roccia calda dalla giornata, mentre il sole cala con le parole che scorrono tra le dita e una penna pronta a prendere qualche appunto. Questo per me è uno dei momenti più belli.

I bivacchi e le casere inoltre hanno un milione di storie da raccontare e molte sono scritte proprio nel “libro di bivacco”. Sfogliarlo significa non solo conoscere i nomi di chi è salito prima di te, ma scoprire le storie di una relazione amorosa, i racconti degli amici, gli aneddoti del paese.

Lascia la tua storia, sarà bello per chi verrà dopo ascoltare ciò che vuoi condividere, sarà bello per te quando tornerai tra queste lamiere che ti hanno accolto.

Silvia legge fuori dal bivacco Feruglio

Questi sono i miei consigli su come comportarsi in bivacco o, per meglio dire, su come essere un buon compagno di bivacco (ti ricordi che ti ho detto che il più delle volte non sarai solo, vero?).

Insomma dormire in bivacco è per noi una delle più belle espressioni dell’andare in montagna. Abbi cura di questi luoghi speciali.

Dormire in bivacco: la guida in 10 punti pin

Voglia di una notte in bivacco?

Ti capiamo. Il bivacco è la nostra passione, nonché una delle cose che ci ha fatto innamorare della montagna. C’è poco da fare: la solitudine dei boschi e della roccia, il pasto frugale cucinato su un fuoco scoppiettante, le notti trapuntate di stelle… basta essere in grado di sopportare qualche piccolo disagio, e il premio è un’esperienza sempre importante. Questi sono alcuni dei bivacchi che abbiamo frequentato tra le nostre montagne.

Le guide di Bagaglio Leggero

Se ti è piaciuta questa guida, se sei alle prime armi con la montagna, se sei un po’ arrugginito o semplicemente se cerchi qualche spunto nuovo, puoi leggere le altre guide che abbiamo dedicato proprio all’andare in montagna: tutto su attrezzatura più o meno fondamentale, organizzazione, come affrontare gli imprevisti… insomma, tutto quello che devi sapere su come vivere la montagna al meglio!