Ci sono trekking che meritano di essere vissuti con calma, dormendo vicino all’attacco del sentiero e svegliandosi con le montagne negli occhi: le valli del Friuli Venezia Giulia sono fatte apposta per questo. Tuttavia gli spostamenti possono essere lunghi e scomodi. Il camper risolve il problema: ecco un itinerario attraverso le tre anime della montagna friulana, pensato per chi ama camminare e vuole muoversi senza fretta, godendo di ogni cosa.
Dolomiti Friulane: il parco più selvaggio della regione
Si parte da ovest, dal Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, il più vasto del Friuli Venezia Giulia e uno degli angoli alpini meno antropizzati d’Italia. Qui le valli si addentrano tra guglie e torrioni senza strade né paesi: il parco si attraversa solo a piedi – lo si può circumnavigare come fosse un’isola – ed è proprio questo a renderlo speciale.
Una base comoda è Forni di Sopra, all’imbocco dell’alta valle del Tagliamento, da dove diversi sentieri. Più a sud, la Val Cimoliana porta verso il Campanile di Val Montanaia – l’urlo di pietra, una delle guglie più celebri delle Alpi; mentre vicino a Barcis si apre la Forra del Cellina. Avere il camper qui significa una cosa precisa: dormire all’imbocco della valle e iniziare a camminare all’alba, quando il parco è ancora tutto tuo.

Carnia: malghe, sentieri e strade panoramiche
Spostandosi verso nord-est si entra in Carnia, terra di malghe, formaggi e tradizioni. Il borgo da non perdere è Sauris, riconosciuto nel 2022 come Best Tourism Village dall’Organizzazione Mondiale del Turismo. Ci si arriva lungo una strada fatta di tornanti e gallerie, quindi meglio dotarsi un mezzo non troppo grande, ma il panorama ripaga ogni curva. Dopo la camminata ti aspettano il prosciutto affumicato, la birra artigianale del posto e un lago di un azzurro irreale.
Da qui si sale verso Forni Avoltri e l’alta Carnia, dove i sentieri portano a rifugi storici come il Marinelli e a laghi alpini nascosti tra i pascoli. È la zona giusta per chi cerca c e silenzio, con il camper a fare da campo base mobile tra una valle e l’altra.
Tarvisiano: laghi glaciali e la terra dei tre confini
L’ultima tappa porta nel Tarvisiano, dove Italia, Austria e Slovenia si incontrano (e lo fanno con precisione sulla vetta del Monte Tre Confini). Il cuore di questa zona sono i Laghi di Fusine, due specchi d’acqua di origine glaciale ai piedi del Mangart. Il giro dei due laghi è una passeggiata di circa due ore, quasi in piano e adatta a tutti, con la possibilità di salire fino al Rifugio Zacchi per un buon piatto di frico.

Poco distante svetta il Monte Lussari, con il suo santuario e una vista a 360 gradi sulle Giulie: puoi salire con la cabinovia da Camporosso o a piedi lungo il Sentiero del Pellegrino. Da vedere anche il Lago del Predil: atmosfera tutta particolare, tra una spiaggetta dove rilassarsi e le Cave del Predil, con l’antica miniera di Raibl da visitare a bordo di un trenino. Dormendo in zona puoi organizzare due o tre camminate senza spostarti ogni sera.
Camminare prima, guidare poco: come organizzarsi
Le valli friulane si girano bene in camper, ma le strade sono spesso strette e tortuose: un mezzo di dimensioni contenute rende tutto più semplice. In estate alcune aree naturali, come i Laghi di Fusine, prevedono un pedaggio per l’accesso, mentre molti Comuni mettono a disposizione aree di sosta attrezzate a prezzi onesti, spesso a due passi dai sentieri. Perfetti per chi ama la bellissima versione outdoor di questa Regione.
E se ami camminare ma un camper non ce l’hai, non serve comprarne uno per fare questo viaggio. Il modo più rapido è confrontare le offerte online: su Campstar puoi confrontare il noleggio di un camper in Italia tra diversi fornitori e scegliere il mezzo giusto per la durata del tuo trekking. Da lì, non resta che mettersi in marcia verso le valli.
Tre aree, tre anime della montagna friulana, un solo modo di viverle davvero: a piedi, con la casa che ti porti dietro e la libertà di fermarti dove inizia il sentiero.






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