Ho perso il conto di quante volte io abbia visto in foto il Monte Santo di Lussari, con la chiesetta, lo splendido borgo e le montagne a fargli da sfondo e, nonostante questo, non sapevo cosa aspettarmi. Il timore che fosse un luogo troppo turistico ci ha fatto desistere più volte, prima di deciderci a salire… e abbiamo fatto bene a farlo!

Sento già un’obiezione: “ma c’è l’impianto, non posso salire da lì?” La risposta è – potendo – un secco no! Il Borgo di Lussari è un santuario e un luogo di pellegrinaggio, e non c’è niente di più “giusto” che arrivarci a piedi. Serve un po’ di pazienza, certo: ma c’è un altro motivo per prendere questo sentiero… te lo racconta Silvia tra un attimo!

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

 

Silvia e Davide al Monte Lussari

Da dove parte l’escursione al Monte Santo di Lussari

Con il cambio dell’ora le giornate si sono accorciate in maniera drammatica, il parcheggio è deserto e la giornata non promette benissimo: sono le condizioni perfette per salire al Monte Santo di Lussari! Non fraintendermi, ma sono anni che sogno di fare questa escursione e la rimando per paura di trovare troppa gente e di non godermela.

Ti è mai successo? Ci sono posti che, seppur bellissimi, non riesco più a vedere, perché so che non me li godrei come voglio. È il caso di alcune delle più blasonate cime delle Dolomiti e di alcuni iconici luoghi di montagna. Non voglio però perdere la possibilità di vederli, così mi armo delle peggiori previsioni meteo e parto. La sorpresa è spesso oltre le aspettative (un esempio su tutti? Le Tre Cime di Lavaredo appena innevate viste durante l’Alta Via n.4 delle Dolomiti).

Per accedere al parcheggio, devi percorrere la Statale Pontebbana in direzione di Tarvisio, superare gli impianti della telecabina del Monte Lussari (che vedrai sulla destra), e imboccare subito dopo, sempre sulla destra, via Lussari. percorrila tutta, e raggiungerai alla fine un piccolo parcheggio sterrato (900 mslm). Lascia l’auto qui.

Il Sentiero del Pellegrino

Dal parcheggio, prosegui a piedi lungo la stradina asfaltata: il sentiero 613 o Sentiero del Pellegrino inizia nei pressi delle ultime case, dove un pannello racconta il Cammino Celeste – un cammino spirituale che parte da Aquileia e raggiunge Lussari.

Imboccata la strada sterrata, sarà praticamente impossibile perdersi. Sulla nostra destra scorrerà per tutto il tempo il Rio Lussari, ma quasi non ce ne accorgeremo.

Il Sentiero del Pellegrino sale infatti con pendenza sempre contenuta, ma costante, lungo la forestale nel bosco. Ammetto che il percorso di per sé non è così emozionante, se non fosse che hanno installato lungo tutto il percorso dei QR code davvero interessantissimi. Ti consiglio di ascoltarli (armati di smartphone e lettore di QR code!) non solo perché sono ben fatti, brevi e interessanti, ma anche perché ti permettono di arrivare a destinazione consapevole del luogo che stai per visitare.

Le pillole sono suddivise per tematiche: si parla di ambiente come di storia, di sport come di usanze. Mentre saliamo, veniamo a conoscenza del record di salita del Sentiero del Pellegrino (poco più di 40 minuti – noi ce ne metteremo due e mezza!), e di come i nobili si facevano accompagnare al santuario in carrozza o in slitta.

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

 

Ad “interrompere” il Sentiero del Pellegrino, oltre alle storie raccontate dai QR code, ci sono le bellissime cappelle che segnano la via crucis. Realizzate e dipinte tra le due guerre, le stazioni sono in realtà incomplete: alcuni dei dipinti del pittore Tone Kralj si trovano nella chiesa di Borgo Lussari, perché le relative opere in muratura non sono state costruite.

sentiero del Pellegrino

Arriviamo nei pressi di un bivio: proseguendo dritto si raggiunge Malga di Lussari (1573 mslm), noi invece seguiamo sulla destra il sentiero che si addentra nel bosco.

Se non hai voglia di fare la deviazione nel bosco, puoi seguire la forestale: tenendo sempre la destra, arriverai comunque a destinazione.

Seguiamo il sentiero, che si fa leggermente più stretto e “sospeso” (nessun problema) mentre sulla destra compaiono i piloni della seggiovia Prasnig. Il sentiero fa alcuni ampi tornanti e, dopo un curioso camminamento protetto da una staccionata davvero fuori scala, ci deposita su un crocevia di strade, definito da monumenti e pannelli informativi. Prendiamo quella di fronte a noi sulla sinistra, e in un attimo saremo alla base del Monte Lussari (1789 mslm), mentre la prima visuale sul Borgo si apre davanti ai nostri occhi.

pellegrinaggio al Monte Lussari

Il Borgo Santo di Lussari: cosa devi sapere

Prima di tutto, conviene salire subito il piccolo dosso sul quale sorge la croce. La vista dalla sommità è la prima cartolina sul Borgo di Lussari (ma anche la panoramica alle tue spalle sul complesso di Cima del Cacciatore è notevole). L’occhio poi può spingersi verso nord, verso le Alpi Carniche e l’Austria: ne approfittiamo per ripassare le cime percorse negli ultimi mesi – Monte Osternig e Acomizza, Cima Bella e Monte Cocco

Borgo Santo di Lussari

Poi possiamo scendere, e attraversare il Borgo Santo. Il primo edificio che incontriamo è la Chiesa della Madonna di Lussari.

La leggenda – e la spiegazione del perché questo è un santuario e un luogo di pellegrinaggio – è questa: si racconta del ritrovamento, qui, nel 1630, di una statua della Madonna con bambino da parte di un pastore che aveva smarrito le sue pecore. La statua viene consegnata al prete di Camporosso, il quale decide di portarla in una più consona sede (un armadio nella sua parrocchia) ma, il giorno dopo, sparisce. Lo stesso pastore la ritrova nello stesso posto, ancora con le pecore attorno: si decide quindi di costruire la prima cappella votiva, per volontà del patriarca di Aquileia, massima autorità religiosa del momento.

La statua, di fattura gotica, è visibile nella chiesa, dove si trovano altre pitture di Tone Kralj.

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

Usciti dalla chiesa, non resta che attraversare le vie del borgo – delizioso – e sbucare dalla parte opposta, dove arrivano gli impianti da sci (dannazione), ci sono i piloni della telefonia (dannazione ancora), e si trova il famoso “cuore rosso”, la cornice instagrammabile che dà sulla visuale più classica del borgo.

Lussari, come avrai capito, è anche una amata stazione sciistica – avrai visto sicuramente le foto invernali, con gli sciatori che scendono dal borgo innevato – che può essere quindi raggiunta per mezzo dell’ovovia che parte dal fondovalle (anche in estate). L’offerta ristorativa sembra essere molto ampia, ma noi, in pieno fuori stagione, non ne abbiamo potuto approfittare.

Infine, un po’ di linguistica: il Monte Santo si chiama in sloveno Svete Višarje, cioè “sante alture”, ed è meta di pellegrinaggio per italiani, sloveni e austriaci (se ti piacciono queste contaminazioni tra popoli, ti consiglio di esplorare il Monte Forno, sempre nel tarvisiano. Viene detto “delle tre nazioni” per qualcosa!)

Borgo Monte Lussari

Discesa da Monte Lussari e altre escursioni in zona

Per scendere a valle, devi ripercorrere al contrario il Sentiero del Pellegrino. Una variante che puoi fare, una volta tornato al crocevia, è seguire la forestale in discesa: al primo bivio tieni la sinistra e, dopo alcuni tornanti, raggiungerai i pratoni di Malga di Lussari, da dove prenderai il sentiero del pellegrino sulla sinistra). Proseguendo dritto dalla malga raggiungerai l’area di Monte Florianca, anche questa area sciistica con baita-ristoro, laghetti e impiantistica.

Malga Lussari

Se vuoi invece fare un’altra escursione in zona, ti consigliamo la salita a Cima del Cacciatore.

Monte Santo di Lussari per il Sentiero del Pellegrino: l’escursione in breve

⛰️ Dove siamo Sulle Alpi Giulie, a due passi da Tarvisio, su un dosso sospeso sulla Valcanale.
📍 Partenza da Parcheggio in Via Lussari, Camporosso (900 mslm)
💍 Arrivo Borgo Santo di Lussari (1789 mslm)
📐 Dislivello 900 metri
📏 Lunghezza 5 km la salita
⏱️ Tempo Poco meno di 3 ore.
😅 Difficoltà Facile. L’unica difficoltà può essere rappresentata dalla lunghezza dell’escursione.
💧 Acqua No.
🗺️ Cartografia Tabacco 1:25.000 n. 19 – Alpi Giulie Occidentali, Tarvisiano (se non ce l’hai puoi comprarla qui)
🛰️ Traccia GPS Sì.