Il GR221 o Ruta de la Pedra en Sec è il cammino che non ti aspetti! Perché? Perché già pensare di camminare in un’isola è una bizzarria (almeno per noi), ma soprattutto perché gli scenari passano dalle vibes “caraibiche” a quelle “alpine” nel giro di pochi passi. Se poi ci aggiungi che ogni tappa è piena di curiosità che intrecciano vita locale, gossip ottocenteschi e sorprese… beh ci siamo capiti!
In questa guida ti spieghiamo come organizzare il tuo cammino al meglio.

Cos’è il GR 221?
Il GR 221 è uno dei Grandi Cammini Europei ed attraversa interamente la Sierra de Tramuntana, catena montuosa che si trova all’ovest dell’isola ed è Patrimonio UNESCO: da Port Andratx a Cap de Formentor, per 108 km raggiungendo i 1500 metri di altezza e toccando parchi e riserve naturali.
È un cammino che attraversa borghi meravigliosi, punti panoramici capaci di lasciarti a bocca aperta, antichi monasteri, uliveti abbarbicati su gole vertiginose, ma anche fincas dolcissime, rifugi di montagna – ma con vista sul mare! – e calette segrete. Un percorso che racchiude la vera anima di Maiorca, dato che gli abitanti dell’isola, prima dell’avvento del turismo, vivevano nell’interno; è per questo che, ancora oggi, sono visibili solo qui le antiche tradizioni, gli usi e i costumi dei maiorchini.
Il GR221 è chiamato anche Ruta de la Pedra en Sec, un nome che riflette la presenza di numerose strutture e percorsi costruiti con le tecniche tradizionali di muratura in pietra a secco, ovvero senza l’uso di malta o cemento, che sono caratteristiche dell’isola e, dal 2018, sono Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità per l’UNESCO.
Segnaletica lungo il GR221 e cartografia
Nei tratti già valorizzati del GR221, la segnaletica è evidente, e si compone di cartelli di legno con dettagli in rosso “Ruta de Pedra en Sec GR221”; sono indicate anche tempistiche e distanze. A questi sono associate delle paline di legno con frecce.
Quando si va fuori dal percorso – ad esempio, per seguire varianti – il gioco si fa più complicato; alle volte puoi riferirti ai pannelli informativi che mostrano la rete di sentieri di una determinata zona, ma da questi al tracciato reale corre un mondo.
Per tutto il GR221, esiste un set da 4 carte topografiche della Sierra de Tramuntana, in scala 1:25.000, edito da Editorial Alpina (la trovi anche online); leggiamo che sono considerate super utili.
Cammino o Alta Via? E la difficoltà?
Un po’ cammino, un po’ alta via. Se ti aspetti un “cammino classico”, questo non lo è: quasi ogni tappa ha bei dislivelli, non ci sono le credenziali o i timbri e si dorme nei rifugi. Al contempo, se ti aspetti “un’alta via classica”, questa non lo è in quanto mancano quelle difficoltà tipiche degli ambienti alpini.
Il Gr221 è una Grande Randonnée (in sigla GR) che fa parte di una rete di sentieri escursionistici a lunga percorrenza diffusa in Francia, Belgio, Paesi Bassi e Spagna. Alcuni anni fa abbiamo percorso il famigerato GR20 – la Traversata della Corsica, della quale trovi la nostra guida qui – e pur condividendo la sigla GR, l’attitudine e il feeling è stato completamente differente.
E in fondo… bisogna per forza classificare tutto?

Allo stesso modo, è difficile quantificare la difficoltà di questo itinerario – o perlomeno, delle tappe che abbiamo percorso. Ti lasciamo alcuni spunti.
- Il sentiero conta per buona parte come “sentiero di montagna”, in genere facile da percorrere ma con alcuni lunghi tratti (fine seconda tappa) dal fondo sconnesso e roccioso.
- Ci sono delle salite decise ma non impossibili, ma che con il caldo e/o l’umidità maiorchina possono risultare più ardue. Stesso discorso vale per il Barranc de Biniarix: non è per nulla difficile né pendente – i 2000 gradini in realtà sono bassi e ampi; tuttavia con il caldo “ti spacca” non poco!
- Di punto davvero critico ce n’è soltanto uno, il Pas Llis.
- Lungo la variante costiera che abbiamo fatto il primo giorno, alcuni passaggi erano scombinati dall’erosione/caduta alberi, e richiedevano di girare attorno.
- La carenza d’acqua lungo il percorso è un fattore cruciale.
- E poi ci sono le proprietà private (vedi oltre).

Come organizzarsi per percorrere il GR221?
Il vero tasto dolente forse è proprio questo. Percorrere questo cammino in autonomia non è proprio semplice. Le tappe non sempre sono ottimamente segnalate, in alcune manca ancora la possibilità di pernottare, e per alcuni raccordi che colleghino i centri alla Sierra de Tramuntana c’è ancora da fare. Il percorso ad oggi a nostro avviso non è completo, anche se in questi anni lo stanno sistemando sempre meglio. Infine, c’è la questione delle proprietà private, che richiedono che l’escursionista sia in grado di “leggere” la possibilità (o meno) di passare per un certo sentiero.
Il nostro consiglio è quello di affidarti a Vivere Maiorca, un gruppo di ragazzi italiani che hanno scelto di vivere su questa splendida isola e di farla scoprire ai turisti con occhi diversi. Sul loro sito puoi trovare cammini di gruppo (con date prestabilite) o puoi contattarli per accompagnarti in un itinerario personalizzato (giornaliero o di più giorni).
Senza di loro non avremmo visto molte delle bellezze che ci hanno fatto scoprire e non avremmo potuto cogliere tante curiosità dell’isola, raccontate con dovizia di particolari nei celebri “pipponi” (non farti spaventare dal termine) della nostra guida.

I rifugi del cammino Ruta de la Pedra en Sec
Lungo il cammino è possibile dormire nei rifugi che si trovano sulla Sierra de Tramuntana. La cosa stranissima per noi è stato dormire in un rifugio di montagna guardando il mare! Generalmente, i rifugi funzionano come quelli in Italia e prenotando (obbligatorio muoversi con anticipo) puoi dormire in camerate (da 4 fino a 30 persone), farti una doccia calda (fino ad una certa ora – ti consigliamo di chiedere informazioni sugli orari al rifugista), cenare e fare colazione, comprare acqua (il GR221 da questo punto di vista è decisamente avaro).
Con un piccolo extra puoi anche noleggiare le lenzuola.
La cosa positiva è che dormire nei rifugi è piuttosto economico, l’aspetto negativo è che la cucina è spesso molto basica e non troppo sostanziosa (specie se durante il giorno hai camminato 10 ore).

Si può percorrere in tenda?
No. In tutta l’isola di Maiorca sono vietati sia il campeggio che il bivacco notturno.
In quale periodo fare il cammino?
Evita a tutti i costi l’estate se non vuoi scioglierti! È vero che la Sierra de Tramuntana raggiunge altezze di 1500 metri e spesso spira un vento fresco di tramontana (appunto), ma il sole maiorchino sa essere aggressivo.
Le stagioni migliori sono sicuramente la primavera e l’autunno: noi abbiamo camminato a metà settembre e le temperature sono state calde da permetterci di fare il bagno, ma non eccessive.
Anche l’inverno può essere un buon periodo, ma attenzione che anche a Maiorca nevica (già!) e le temperature si abbassano di molto… insomma, non è una di quelle isole dove è caldo tutto l’anno!
C’è acqua lungo il cammino?
Nelle tappe che abbiamo fatto noi, no. L’acqua la trovi in rifugio e poi tendenzialmente basta fino al tuo arrivo a fine tappa, motivo per il quale ti consiglio di avere una sacca idrica o una scorta di almeno 2 litri di acqua per non rischiare di disidratarti.
Se ti manca esperienza e vuoi una mano a fare i conti relativi all’acqua in escursione, leggi le nostre guide: si può bere l’acqua in montagna, come gestire l’acqua in escursione, borraccia VS sacca idrica.
Cosa portare? Come vestirsi?
Trovarci a camminare su un’isola a clima caldo ci ha fatto ragionare molto sull’attrezzatura da portare. In breve, abbiamo scelto – ed è stato sufficiente – un abbigliamento da escursionismo leggero e traspirante, con una felpa leggera per la sera e un guscio impermeabile (sì, un po’ di pioggia l’abbiamo presa).
Per quanto riguarda le scarpe, serve trovare un punto di incontro tra leggerezza e protezione: sia con le scarpe da trail che con scarponi a collo alto, il fondo spesso roccioso del percorso stanca molto i piedi. La scelta dipende dalle tue abitudini, ma tieni conto di questo fattore.
I bastoncini da trekking sono consigliati, così come un asciugamano in microfibra se vuoi fare il bagno, mentre occhiali da sole, crema solare e cappello sono obbligatori. E visto che si dorme nelle camerate dei rifugi ricordati i tappi per le orecchie!
Le tappe del GR221, il cammino di Maiorca sulla Sierra de Tramuntana
Le tappe ufficiali sono otto, ma in alcune manca la possibilità di pernottare, mentre altre non sono segnalate. Ti raccontiamo le tre tappe del cammino che abbiamo percorso noi.
Le tappe del GR221 che abbiamo percorso
Prima tappa, da Valldemossa a Refugio de Muleta
La nostra porta di accesso alla Sierra de Tramuntana è Valldemossa (413 mslm), antico e ricchissimo borgo di pietra immerso nel verde; camminiamo per le sue vie la sera, ed è delizioso.
Puoi raggiungere Valldemossa in bus da Palma di Maiorca.
La prima tappa del “nostro” GR221 non ha seguito il tracciato classico della Ruta, ma ci ha portati nel mondo delle sue varianti. Siamo saliti in quota passando per il Pas d’en Miguel e la Cova dell’eremita Guillerm (795 mslm), curioso luogo di spiritualità. Poco distante da qui, siamo finalmente fuori dal bosco e in cresta, con il mare ampio e perfettamente blu alla nostra sinistra.
A questo punto, imbocchiamo una delle attrazioni della giornata: il Cammino dell’Arciduca, tracciato in pietra che raggiunge i 900 metri di quota e ricorda la storia, a metà tra cultura e libertinaggio, dell’Arciduca Luigi Salvatore d’Asburgo-Lorena, personaggio chiave della storia dell’isola – e primo protettore della Sierra de Tramuntana, della quale era innamorato.
Dal Cammino dell’Arciduca scendiamo per mille tornanti a Deia (194 mslm), borgo dai richiami artistici… e hippie, che meriterebbe una pausa ben più lunga (per visitare la casa di Robert Graves e il cimitero degli artisti, ad esempio)… e infatti, è uso finire qui la tappa e dormire nel bello e nuovo Refugio Can Boi. Costruito proprio come appoggio al GR221, racchiude al suo interno una tafona, locale per la lavorazione dell’olio.
Dal rifugio noi invece siamo scesi verso il mare per imboccare uno spettacolare sentiero costiero, il Camì de Baix, con vista puntata su alcuni “faraglioni” ispirazione per i pittori locali. Lungo il percorso – sorpresa – scendiamo verso una cala da local per fare il bagno.
Uno dei benefit del GR221 è proprio la possibilità di fare un bagno in cale splendide… che dopo aver camminato per ore è un vero e proprio toccasana!
Dopo il bagno però tocca risalire fino ad un passo a 200 metri di quota, dal quale scendiamo in meno di mezz’ora, tra antichi ulivi, al Refugio de Muleta (170 mslm circa), dove dormiamo in una camerata da 30 posti, dopo aver goduto di un bellissimo tramonto sul mare – il rifugio, da questo punto di vista, è posizionato benissimo.
Seconda tappa, da Refugio a Refugio de Muleta
Questa tappa ci ha messo alla prova, in quanto lunga e intensa. Certo, le curiosità lungo il percorso, i paesaggi e una sorpresa hanno reso tutto splendido… ma quei chilometri non si percorrono certo da soli!
Dal Refugio de Muleta scendiamo verso il Porto di Soller, percorriamo il lungomare e… saliamo su un tram di legno! Questa linea (e le carrozze, da sempre sottoposte a una meticolosa manutenzione) è attiva ininterrottamente dal 1912, ed è stata attivata per il trasporto delle arance di Soller. E a Soller, poco più di dieci minuti dopo, troviamo vie vivaci, una chiesa con facciata modernista bella e imponente e l’attacco di uno dei passaggi chiave dell’intero cammino: il Barranc de Biniaraix.
Il Barranc de Biniaraix è un antico percorso di montagna che sale tra arditi terrazzamenti che furono della coltivazione degli ulivi, lungo una stretta gola carsica. 1986 gradini di pietra, svolte e tornanti: bellissimo. Nel mezzo, i ragazzi di Vivere Maiorca ci hanno fatto trovare una sorpresa eccezionale – ma sarebbe uno spoiler troppo grande svelarla!
Il Barranc raggiunge un passo a 880 metri di quota dal quale inizia una lunga discesa in una larga valle fino al lago artificiale di Cubér (750 mslm); ne percorriamo una riva, pieghiamo a destra e saliamo ancora. Altro passo, e si scende nella conca della Coma des Ases tra bassi arbusti per poi azzeccare il Pas Llis: un passaggio di roccia liscia e rossiccia attrezzato con catene.
L’ultimo tratto della tappa pare non finire mai, facendoci affrontare un saliscendi infinito su sentiero sconnesso e pietroso (poveri piedi!) prima di depositarci sotto la pergola del Refugio Tossals Verds (530 mslm circa), dove dormiamo.
Terza Tappa, da Refugio de Muleta a Monastero di Lluc
Questa tappa è sensibilmente più leggera delle prime due. Una breve salita prima, una lunga valle da percorrere, il raggiungimento di un passo, il Coll des Prat, il punto più alto del nostro percorso, circa 1234 mslm. Da qui inizia una bella e semplice discesa, passando per una peculiare Casa de Neu; ultima breve salita e tocca a Ses Voltes, lunga discesa a tornanti in pietra a secco.
Una comoda carrareccia finale e siamo al Monastero di Lluc (480 mslm), il nostro arrivo.
Qui siamo “accolti” dalla madonna nera, dall’oscuro mito templare, ma anche da un buon numero di persone essendo il monastero una frequentata meta turistica. Girottoliamo per il complesso – sempre scoprendo cose interessanti su vita e tradizioni di Maiorca – e il GR221 per noi finisce qui… almeno per questa volta!
PS Dal Monastero di Lluc a Palma puoi tornare combinando due bus.
Speriamo che questo cammino ti emozioni come ha fatto con noi. Buon passo!

















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