Prendi un inizio d’autunno freddo, ma dall’aria cristallina. Prendi anche tante chiacchiere da fare. E prendi le Dolomiti Agordine. Bene: l’escursione dal Rifugio Tissi, alle pendici del Civetta, è la gita che fa per te.
👉 Ed è meglio dirlo subito: la gita sembra spaventare – più di 1000 metri di dislivello – ma lo sviluppo lungo e morbido la rendono molto più accessibile di quello che puoi immaginare.

Da Capanna Trieste al Rifugio Vazzoler
La nostra escursione inizia da Listolade, poco a nord di Agordo – o meglio, da Capanna Trieste (1135 mslm), che si raggiunge appunto deviando dalla Statale Agordina per risalire la Val Corpassa, punto di partenza di diverse belle escursioni.
Lasciamo l’auto al parcheggio di Capanna Trieste, la quale ohimé è chiusa – un caffè ci starebbe bene, giusto per tararci sul freddo pungente che prenderemo in salita.
Dalla Capanna non resta allora che proseguire sulla carrareccia/sentiero 555, che subito si fa sterrata, e ci accompagnerà – lungamente e con diversi tornanti, ma senza strappi di pendenza, fino ai pressi del Rifugio Vazzoler (1714 mslm); per raggiungere quest’ultimo, si deve deviare brevemente sulla sinistra al bivio apposito.
La carrareccia è facile da seguire, per cui ti lascio soltanto un paio di spunti:
- ignora il primo bivio che trovi – il sentiero 554 che si stacca sulla destra e permette di raggiungere Forcella del Camp e da qui il Rifugio Carestiato;
- ignora anche il secondo bivio, quello “per gli escursionisti esperti”: da qui si sale al lunare ambiente del Van delle Sasse, oppure ci si inerpica per tratti attrezzati e ghiaioni in una avventura eccezionale verso il Bivacco Ghedini Moiazza.
E mentre camminiamo, ci gustiamo torri e torrioni, celebri palcoscenici dell’alpinistica “età del sesto grado”, e i prodromi del foliage: è ancora presto per noi, ma a breve avremo una sorpresa.
Dal Rifugio Vazzoler al Rifugio Attilio Tissi
Dopo una breve deviazione per il Vazzoler – pietra chiara e solida, scuri di un rosso sbarazzino, visuale impressionante sulle pareti ovest della Moiazza – torniamo sulla carrareccia e continuiamo a salire. Dobbiamo raggiungere località Case Favretti (1827 mslm), dove poco più in alto si stacca il sentiero 560 diretto appunto al Tissi.
Prima delle Case e della daviazione, ti ritroverai al cospetto della Torre Venezia – anche qui, storia intensissima di alpinismo. Tuttavia, nota un piccolo pannello informativo, sulla destra lungo la strada, che ti spiega i fossili dei megalodonti del Civetta: sui massi che hai di fianco, ne puoi vedere tantissimi.


Dopo un primo tratto protetto dal bosco, ancora in morbida salita, entriamo nel dominio della Val Civetta, ed è la magnificenza: sulla destra si sviluppano guglie, cime e cimette, pareti rocciose e “fette” di montagna che paiono possano crollare da un momento all’altro; di fronte a noi, una spettacolare conca prativa, segnata da un tranquillo ruscello; sulla sinistra, infine, i rilievi del Monte Alt di Pelsa – meno spettacolari ma, beh: ci sono anche loro. Qui compaiono i primi larici, che già creano un prezioso manto d’oro.
Superata la conca, siamo ad un bivio (poco meno di 2000 mslm):
- sulla sinistra (indicata) sale la direttissima,
- sulla destra prosegue il sentiero 560 che raggiunge più morbidamente il Rifugio Tissi.
Ti consiglio di salire per la direttissima: è più pendente, ma si fa; c’è giusto uno spezzone di corda a metà utile per superare un punto roccioso (non esposto). Al ritorno puoi scendere per il sentiero 560, facendo così il piccolo anello che passa per Forcella di Col Rean (2107 mslm). Tra l’altro, l’ambiente lungo il 560 è bellissimo: morbido e costellato di massi erratici, ma “racchiuso” dalle pareti e dai ghiaioni del Civetta.

Rifugio Tissi e Cima di Col Rean
Arriviamo così al cuore di legno (e alla “altalena di Cocò Chanel”!) che ci introduce al Rifugio Tissi (2250 mslm), piccolo edificio la cui terrazza pare proiettarlo contro il Civetta, che da qui è imponente e severo – noi troviamo le pareti spolverate della prima neve. Oltre il rifugio, fa capolino il Pelmo… ma il bello deve ancora venire.

Dato che il rifugio è chiuso per fine stagione, saliamo diretti alla Cima di Col Rean (2281 mslm) che lo domina (giusto un paio di minuti sopra al rifugio): croce di vetta, libro di vetta e panorama infinito e completissimo – Dolomiti Zoldane, Marmolada, Tofane, Pelmo, Cristallo, Sorapis, Averau, Lagazuoi, Sasso Lungo, Piz Boè e ancora e ancora… sotto di noi il lago di Alleghe.
Attenzione a sporgersi però: il Col di Rean strapiomba in modo impressionante, così come le pareti che si trovano tra rifugio e croce di vetta.
Il nostro giro finisce qui, e scendiamo – facendo il giro ad anello per il sentiero 560 – per la lunga via della salita. Tuttavia, organizzandoti con due macchine, potresti fare due begli anelli, concatenando:
- Lago Coldai e Rifugio Coldai, che si raggiunge in un’oretta proseguendo sul sentiero 560;
- Bivacco Col Mandro, che si trova sopra Cencenighe/Avoscan.

Rifugio Tissi da Listolade: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | In Agordino, al cospetto del Civetta, sul versante occidentale |
| 📍 Partenza | Capanna Trieste (1135 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Rifugio Attilio Tissi (2250 mslm) e Col Rean (2281 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1150 mslm |
| 📏 Lunghezza | 19,7 km |
| ⏱️ Tempo | 4 ore la salita, 3 la discesa |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | No (a parte una presa nella conca della Val Civetta, presso i ruderi di Cason di Col Rean) |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n. 25 – Dolomiti di Zoldo, Cadorine e Agordine |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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