Signori e signore ecco a voi la classica delle classiche delle Pale di San Martino: la salita al Rifugio Pradidali. Le Pale sono uno dei miei luoghi dell’anima. Le estate di quando ero piccolo, in piena Val Canali. I boschi odorosi di funghi. Le moli torreggianti, rocciose, a salire su dal nulla. La polenta con lo spezzatino di cervo. Le partite a scala quaranta nel pomeriggio – perché sotto le Pale, il pomeriggio, piove sempre. 

Fatica
Difficoltà tecnica
Panorama
Eleganza

La Val Canali

Quando svicoli dall’animata Fiera di Primiero, superi Tonadico e inforchi la strada che sale la Val Canali, è come entrare in un altro mondo. Un mondo nel quale convivono l’uomo – i pascoli con i campanacci delle mucche, le staccionate di tronchi, le opere per l’energia idroelettrica, i rifugi come baluardi prima del nulla – e una natura selvaggia, in costante evoluzione.

Superi il picco isolato del CastelPietra, superi il dolcissimo laghetto Welsperg (riportato in auge dai concerti de I Suoni delle Dolomiti), altri tre chilometri e sei al Cant del Gal: uno dei luoghi dai quali partono tra le più belle escursioni di sempre (Rifugio Treviso? Bivacco Minazio? L’anello di Cima d’Oltro? Si parte sempre da qui).

Oggi, però, il nostro obiettivo è chiaro: il Rifugio Pradidali.

Val Canali e le Pale di San Martino

Da Cant del Gal al Rifugio Pradidali lungo il sentiero 709

Avvertenza subito: in estate, i numerosi parcheggi di questo tratto di valle si pagano.

Dal Cant del Gal (1180 mslm), che oggi è un ristorante ottimo e attento alle tipicità del territorio, prendi verso ovest in direzione de La Ritonda. Segui il torrente Pradidali lungo la forestale che sale di quota – per ora – tranquillamente.

Dove la strada termina, parte il sentiero 709, che ti accompagnerà (facendoti sudare) fino al Rifugio.

Il sentiero non è difficile, di per sé: è però da subito molto pendente, perché in uno spazio piuttosto breve ti fa superare 600 metri di dislivello.

Tuttavia, serve sempre un po’ di attenzione: il sentiero è leggermente esposto, ci sono dei tratti “rocciosi” da superare (dove serve però non mancano spezzoni di corda metallica): insomma, un vero e proprio sentiero di montagna. Niente di difficile: se però soffri di vertigini non credo sia l’escursione giusta per te.

A seconda della stagione, poi, puoi trovare dei nevai residui lungo il sentiero. Sicuramente ci saranno già passati in molti, e la traccia sulla neve sarà larga e sicura. Ma, come si dice, usa sempre la testa. E vedi poco più avanti per un racconto “strano”.

Ad un certo punto, dopo l’ennesima curva del sentiero, arriva lui – la “presenza” più attesa di tutto l’itinerario: il famigerato cartello della cravatta.

Che, c’è da dirlo, un sorriso comunque lo strappa sempre.

Qualche altro tornante del sentiero, il verde che lascia completamente il posto al grigio chiaro della roccia, e ci sei: ecco il tipico rosso-bianco degli scuri del Rifugio Pradidali!

Rifugio Pradidali con cravatta

Il Rifugio Pradidali (2278 mslm)

Il Rifugio Pradidali appare inconfondibile con le sue deliziose finestre bianco-rosse. Siamo nel cuore delle Pale di San Martino e il riugio sembra essere letteralmente abbracciato dalle più belle cime dolomitiche e al cospetto della torre rocciosa della splendida Cima Canali.

Il Rifugio, costruito nel 1896, è stato ristrutturato di recente e offre circa 65 posti letto (sì, hai letto bene), docce calde, servizio ristorante e un bivacco invernale.

Il personale è sempre super gentile e il rifugio offre pranzi tipici anche ad orari insoliti (noi abbiamo pranzato alle 3 del pomeriggio l’ultima volta, che per un rifugio di alta montagna è una rarità). Le porzioni di contro non sono molto abbondanti, ma il panorama dal rifugio è l’unico vero protagonista.

trekking al Rifugio Pradidali dalla Val Canali

Panorama dalle Pale di San Martino

Alle spalle del Rifugio: il Lago Pradidali e… la Luna

Fatta una merenda al Pradidali, puoi esplorare gli immediati dintorni del rifugio. Cioè continuare verso nord alle sue spalle, sempre sul 709, circondato da alte pareti di roccia – impressionanti – e raggiungere il Lago Pradidali (2242 mslm). Una lente d’acqua in una conca circondata da roccia, che sembra minacciata dai ghiaioni infiniti che scendono da Cima Canali, da Cima Wilma e da Torre Pradidali.

Il Lago di Pradidali, nonostante le dimensioni contenute, è di una bellezza disarmante. La prima volta che venimmo qui ricordo che ne rimasi incantata. Uno specchio capace di riflettere la magnificenza delle ardite montagne che lo circondano. Tutto attorno è roccia. Sembra di essere sulla luna

Silvia

 

Silvia al Lago Pradidali

Qui in genere trovi dei nevai residui, che non dovrebbero però impedirti di proseguire almeno un po’ in direzione di Passo della Fradusta, dal quale puoi vedere quel che resta dell’omonimo ghiacciaio. A seconda della stagione ti consiglio di attrezzarti con dei ramponcini per evitare di scivolare.

Attenzione, però: quest’area interna delle Pale è spesso soggetta a improvvisi nebbioni, che rendono l’orientamento estremamente difficile. A noi è capitato proprio così, siamo dovuti ritornare sui nostri passi (e ci siamo ripromessi di tornare sul Ghiacciaio della Fradusta, salendo però dal Rifugio Treviso).

In ogni caso, puoi anche solo prenderti una o due ore per esplorare questi luoghi: non te ne pentirai.

Solo ti consiglio di stare attento al pranzo al Pradidali: che dopo PIATTO, qualche bicchiere di vino e l’immancabile grappa per chiudere, affrontare il mondo roccioso delle Pale non è proprio consigliato! (idem per la discesa)

Dato che è piuttosto frequentato, salendo al Pradidali in una qualunque giornata d’estate, puoi rischiare di trovare personaggi piuttosto stravaganti. Quando ci siamo saliti per la prima volta assieme, e ci siamo spinti fino al lago – e un po’ oltre, abbiamo incrociato due ragazzi. Erano fuori di sé dalla fatica e dal disorientamento: lui meno, se vuoi, ma lei era oltremodo disperata. Si erano spinti fin lì dal Rosetta, non avevano attrezzatura adatta – scarpette, vestiti leggeri – e si trovavano a ore di distanza dal punto di partenza (e dalla funivia, e dalla loro auto).

Che fare?

Li abbiamo indirizzati al Pradidali per scaldarsi un attimo, e poi, forse, a scendere verso la Val Canali. Chissà.

Poi decidiamo anche noi, di scendere. Ci avviamo verso la grande discesa, ma sentiamo una caciara non molto montana. Dubbio presto fugato: una addio al celibato. Hanno fatto festa in rifugio, e stanno scendendo. Per metà corrono, scivolano sui nevai, fanno cadere pietre. Sono ubriachi come zucche – il futuro sposo a livelli inimmaginabili, tanto che a tratti lo avevano legato con una corda per fargli superare i saltini di roccia lungo il sentiero. Di quel passo, gli sarà voluto quattro ore per arrivare al Cant del Gal.

Ma non potevate dormire direttamente in rifugio, ragazzi?

Lago Pradidali

Dal Rifugio Pradidali le mille opzioni di trekking

Sulle Pale, il pomeriggio, piove sempre. Due gocce o un acquazzone, non importa la stagione: per affrontare il pomeriggio, ricordati di essere attrezzato per una eventuale pioggia!

Ti consiglio queste escursioni, tutte davvero bella, ma ti chiedo di informarti sempre al meglio, di valutare il meteo, e soprattutto… di conoscerti. L’ambiente dell’Altopiano delle Pale di San Martino è uno dei più belli e unici delle Alpi, ma non è “facile”. Orientamento, resistenza, piedi: tutto viene messo alla prova.

Detto questo, dal Rifugio Pradidali puoi:

  • scendere per il sentiero 709, dal quale sei venuto. la discesa ti impegnerà un paio d’ore abbondanti.
  • superare il lago, salire Passo delle Lede (2695 mslm), scendere per il Bivacco Minazio (2250 mslm) e tornare al Cant del Gal. Si tratta di un anello strepitoso, che richiede tutta la giornata (8 ore almeno) e un meteo stabile.
  • superare il lago, raggiungere Passo e Ghiacciaio della Fradusta, e scendere per il Passo Canali. Giro di una bellezza incredibile, che va fatto solo ed esclusivamente in estate. Alcuni tratti sono decisamente alpinistici, e la lunghezza notevole.
  • raggiungere il Rifugio Rosetta (2581 mslm). Ovviamente, dovrai pernottare in uno dei due rifugi, e organizzarti in accordo con due macchine. In genere il giro viene fatto al contrario, perché al Rosetta si può salire con la funivia.
  • effettuare il Palaronda Trek, un’alta via che tocca i più bei rifugi delle Pale di San Martino.
  • fare diverse vie ferrate (ma questo è un capitolo a parte).

Ultimo consiglio: radler al Cant del Gal oppure, se l’ora è quella giusta, una ricca cena (si mangia benissimo)!

Davide in trekking dal Rifugio Pradidali

Trekking al Rifugio Pradidali: dati tecnici in breve

Partenza: Cant del Gal in Val Canali (1180 mslm)

Arrivo: Rifugio Pradidali (2278 mslm)

Dislivello: 1100 mt

Tempo: 2 ore e mezza – 3 ore

Difficoltà: media. La difficoltà arriva se non sei allenato (è una bella tirata) o se soffri di vertigini, in qual caso eviterei questa escursione. Ci sono alcuni tratti di cavo e, spesso, alcuni accumuli di neve. Sicuramente non è un’escursione da prendere sotto gamba.

Cartografia: Carta tabacco n. 22, Pale di San Martino (se non ce l’hai puoi comprarla su Amazon)

Rifugio Pradidali sulle Pale di San Martino pin