A pochi passi da Alleghe, ai piedi del Civetta, in un punto panoramico di tutto rispetto, si staglia lo splendido Bivacco Col Mandro. Un luogo curatissimo, a molti passi dalla civiltà.
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Due opzioni di salita
In realtà il Bivacco Col Mandro non era la meta della giornata. Avevamo in programma il Piz Zorlet (sopra San Tomaso Agordino), ma la strada era chiusa per movimentazione di legname e ripristino dei sentieri, così, carta topografica alla mano, abbiamo ripiegato su una meta poco distante, con partenza da Vare-Avoscan.
La verità è che il Bivacco Col Mandro ci è piaciuto così tanto per posizione e “buon vivere” che solo due giorni dopo ci siamo risaliti, partendo questa volta da Collaz, con gli amici. Per grigliare, ovvio!
Purtroppo non è possibile fare agevolmente un giro ad anello (a meno di non organizzarsi con due auto). Eccoti quindi le due opzioni per salire.

Salita da Collaz al Bivacco Col Mandro: sentiero 567
Questa via di accesso è più comune e un po’ meno impervia della seconda. Lasciamo l’auto nei pressi di Collaz, parcheggiando nella piazzetta (1030 mslm).
Il sentiero 567 inizia poco sopra il paese, passa di fianco una bellissima fontanella appena risistemata, e si addentra in breve nel bosco. Dopo i primi metri, superate le ultime abitazioni, il sentiero punta verso nord con una salita decisamente sostenuta.
Attraversiamo un paio di canaloni ancora innevati (quest’anno ce n’è stata davvero tantissima) con qualche modesto saliscendi e un tratto attrezzato con cavo. Nulla di impegnativo, ma il sentiero è piuttosto stretto, quindi lo sconsiglio per chi soffre di vertigini.
Proseguiamo in salita, senza difficoltà di orientamento fino ad un bivio (1580 mslm), sulla sinistra si scende verso Vare (seconda relazione), mentre noi continuiamo lungo il sentiero 567.
Bellissima la panchina panoramica con vista privilegiata sul Lago di Alleghe. Una ottima sosta per prendere fiato prima di affrontare la seconda metà del sentiero.
Ci troviamo infine sotto alle splendide pendici del Monte di Pelsa. Alcuni scalini a pioli con cavo ci permettono di salire un punto roccioso, superato il quale il sentiero finalmente spiana un po’, portandoci in poco al cospetto della grandiosità del Monte Civetta. La bandiera italiana, sventolante di fronte al bivacco, annuncia la meta raggiunta.

Salita da Vare-Avoscan
Lasciamo l’auto a pochi passi dal bellissimo Lago di Alleghe, in un minuscolo spazio a bordo strada tra Vare e Avoscan (due posti auto al massimo, 830 mslm). Attraversata la strada, i cartelli indicano la direzione, ma il sentiero qui non è numerato.
Il primo tratto percorre una forestale in parte asfaltata, ma, dopo qualche tornante, devia bruscamente entrando nel bosco. La deviazione non è facilissima da vedere perché i cartelli sono posti molto in alto. la deviazione si trova in corrispondenza di un bellissimo faggio protetto (difficile non notarlo).
Da qui entriamo nel fitto bosco che sale con pendenza sostenuta. Segnaliamo numerosissimi schianti di alberi da oltrepassare. Molti sono stati segati per agevolare il passaggio, mentre in almeno un paio di punti bisogna aggirarli, deviando di parecchi metri dal sentiero. Non è difficile trovare dove passare, ma può risultare parecchio faticoso, sommato alla pendenza piuttosto notevole del sentiero. Con uno zaino pesante diventerebbe un bello sforzo.
Raggiungiamo così il bivio che ci ricongiunge con il sentiero 567, che seguiamo verso il Bivacco Col Mandro come nella relazione precedente.

Il Bivacco Col Mandro
Partiamo dalla posizione: una coccola di legno posta su di un morbido prato con vista superlativa sul Civetta. Non basta? E allora ecco spuntare la Marmolada, il Sasso Bianco (del quale possiamo ripercorrere con lo sguardo la salita), il complesso delle Cime d’Auta, Cima Pape. E queste sono solo quelle che conosciamo, perché verso nord, in lontananza, c’è un mondo ancora più ricco di cime.
Alcune panche di legno esterno e una strepitosa postazione per fare griglia (super attrezzata) accolgono il nostro arrivo. L’interno poi è degno di un resort 5 stelle: 8 posti con letti in legno, materassi morbidi e coperte, un bellissimo tavolone in legno, una stufa economica e dei mobiletti con ogni bendiddio!
Quassù non manca davvero nulla: un letto comodo per riposare, tutto il necessario per fare fuoco (c’è abbondanza di legna nei dintorni, ma anche una legnaia molto fornita subito fuori dal bivacco), stoviglie e una vista mozzafiato.
Insomma… il classico posto in cui mi fermerei almeno una settimana e decisamente uno dei più bei bivacchi mai visti.

Il Bivacco Col Mandro è un punto d’appoggio eccezionale. Salendo alla Forcella Col Mandro e inmmergendoti nella rocciosa Val Civetta puoi raggiungere il Rifugio Tissi e, successivamente, il Coldai. Se sei un ferratista, lassù hai di che divertirti e concatenare.
Ma non serve imbrago e caschetto per godere del bivacco… perché questo luogo, il prato di fronte, le panche e i tavoloni di legno all’esterno, sono davvero il setting di un vero relax.
Soprattutto, dopo una dozzina di bivacchi bellissimi, ma sprovvisti di attrezzi per fare legna, finalmente un vero punto di appoggio, munito di tutto quello che serve (dovrebbe essere il senso di questi luoghi, al di là dell’emergenza catastrofica in altissima montagna).
E infine… c’è amore, qui: lo vedi dai dettagli, dagli oggetti, dalle cartoline appese alle pareti. Quell’amore che fa sì che, una volta che hai dormito qui, fatto grigliate e chiacchiere oppure solo un passaggio veloce, ti venga voglia di tributargli una cura e una coccola. Come si dovrebbe sempre fare con i bivacchi, ovviamente.
Trekking al Bivacco Col Mandro: dati tecnici in breve
Dove siamo: sul versante occidentale del Monte Civetta, poco a sud di Alleghe (BL).
Partenza: Collaz (1031 mslm) oppure dalla Strada Provinciale 203 all’altezza della frazione di Vare (830 mslm).
Arrivo: Bivacco Col Mandro (1844 mslm)
Dislivello: poco più di 800 metri da Collaz, poco meno di 1000 metri da Vare
Tempo: a seconda del passo, dalle 2 alle 3 ore per la salita
Difficoltà: media. Il percorso da Vare è solamente faticoso (la pendenza è elevata, e non molla mai). Un tratto centrale del percorso da Collaz può essere un po’ “vertiginoso”: niente di complicato, ma da stare attenti.
Acqua: a dieci minuti dal bivacco, in direzione del Rifugio Tissi. Altrimenti, niente: a parte una goduriosa fontana appena restaurata poco più in alto di Collaz, lungo il sentiero.
Cartografia: Carta Tabacco n. 15 – Marmolada, Pelmo, Civetta, Moiazza (se non ce l’hai puoi comprala su Amazon)
Tracce GPX: allego quella del percorso da Le Vare/Avoscan

Ottima descrzione e grazie per questa interessantissima dritta!!
Grazie Peter! Felici ti sia piaciuto l’articolo…vedrai che meraviglia di bivacchetto!
A presto
Ciao “ragazzi” (… se confrontati con la mia carta d’identità), ho letto con piacere quanto avete scritto di questo bivacco, da me visitato tanti anni fa. Non avete idea che bello scoprire, leggendovi, che è ancora come lo ricordavo: un luogo meraviglioso.
Io quella volta sono salito da Vare, ma ho visto appunto che da Collaz si risparmiano 200 metri di dislivello. All’epoca non avevo un cane, ora sì. Non ricordando il passaggio con i pioli che dite … ce la faccio a farlo passare, avrò anche delle persone con me che potranno eventualmente aiutarmi. Il cane è comunque abituato ad andar per monti.
Avreste una foto da mandarmi del passaggio (cercando fra le tante dia purtroppo non son riuscito a trovare niente di quel giorno).
Considerando come vi siete presentati vi terrò in considerazione per il futuro, statene certi, magari dandovi anche a mia volta delle dritte.
Intanto grazie per le preziose informazioni..
Maurizio – Accompagnatore di Escursionismo Sez. CAI di Sacile – Pordenone
Ciao Maurizio! Ehi, non ti fidare delle carte di identità, mentono!!
Allora, che dire… Col Mandro è un posto bellissimo, quella specie di “quiete alla base della montagna”… Il passaggio che dici francamente è piuttosto modesto, ho beccato una foto e te la invio. Sono soltanto i pioli che vedi in foto, c’è il cordino metallico. Il cane va preso sicuramente in braccio, ma nulla di più!
Guarda che ti teniamo presente anche noi, eh!
Ciao a tutti,
sono stato ieri al biv. Col Madro e volevo portare qualche aggiornamento sullo stato attuale dei sentieri.
Noi abbiamo fatto la traversata (con 2 auto) da Collaz e scesi a Avoscan / Le Vare. Dunque, il sentiero da ColLaz è come descritto a volte stretto, con dei punti anche esposti (ma nel tratto peggiore c’è un cordino), de segnalare solamente la mancanza, o almeno non lo abbiamo visto, del cartello al parcheggio che indica dove il sentiero inizia, in realta bisaogna salire sopra le case del paese senza nessun segno e non guardare la mappa Tabacco che indica la partenza addirittura al tornante sotto; altra cosa, siccome noi abbiamo sbagliato, a casa “Bolp” bisogna deviare a destra, passando proprio a ridosso della casa e non continuare dritti altrimenti ci si ritrova ad incrociare il sentiero che scende ad Avoscan.. In ogni caso da casa “Bolp” in poi i segni ci sono e la traccia è visibile.
Per quanto riguarda la discesa ad Avoscan, il sentiero è stato ben ripulito, si passa agevolmente, bene segnato con cartelli nuovi alla “Busa de l’ors” e al bivio del “faggio protetto”, il sentiero comunque rimane molto ripido e c’è da calcolare che sono 1000m di dislivello da Avoscan al biv. Col Mandro! Ultima nota, abbiamo notato che alla “Busa de l’ors” c’è un cartello nuovissimo che indica la discesa a Le Vare / Sala / La Mont, ma non lo ho percorso perchè c’era ancora neve.
In ogni caso, da qualsiasi sentiero si salga, si arriva al bivacco che è un angolo di paradiso, tenuto benissimo (e mi auguro che venga tenuto così da ognuno che passa), con vista stupenda e una tranquillità assoluta!
Spero possa essere utile questo aggiornamento a chi volesse salire prossimamente.
Grazie Matteo di questo fedelissimo resoconto, sarà sicuramente utile a chi passa di qua a cercare informazioni su quel posto speciale che è il Col Mandro. PS Ci hai fatto venire voglia di tornarci!
Stato oggi al bivacco partendo da Collaz.
La fontana a 10 minuti dal bivacco sul sentiero 567 in direzione Forcella Col Mandro oggi (1/11/2022) era senza acqua.
L’acqua c’era poco più avanti (5 minuti dalla fontana) in prossimità delle prime rocce che si incontrano andando alla forcella (c’è un tubo di ferro)
Grazie di cuore per la segnalazione Agostino, sarà di certo utile anche per chi andrà dopo!
Cari Silvia e Davide, cortesemente vogliate aggiornare le vostre indicazioni relativamente alla partenza da Collaz per il bivacco Colmandro, l’ampio parcheggio su prato è di proprietà privata ma nonostante i cartelli ciò è costantemente ignorato pertanto ci siamo visti costretti a recitare la proprietà. Il parcheggio pubblico è sulla piazzetta.
Salve Marinella, grazie per questa specifica. Aggiorno subito l’articolo, ovviamente 🙏
Salve a tutti. Sono stata al bivacco con il mio compagno questo weekend e ci è piaciuto davvero molto. Il bivacco è tenuto molto bene! Noi siamo partiti da Masarè, abbiamo raggiunto il rifugio/bivacco Casa Matta, siamo saliti fino al bivio che porta al rifugio Tissi e abbiamo girato in direzione Vazzoler seguendo l’Alta Via 1, per poi passare la forcella Col Mandro e scendere al bivacco.
Ci tengo a SEGNALARE quanto segue in merito al percorso di ritorno, cioè scendendo dal bivacco fino a VARE: percorso in bosco a tratti inesistente, poco segnalato e abbandonato quasi. Alberi che intralciano il cammino, tantissime foglie a terra scivolose, erba alta e cespugli in mezzo al percorso. Abbiamo preso le zecche. Questo è solo un avvertimento, in modo da affrontare il percorso in maniera consapevole.
Tutto il resto del percorso che abbiamo fatto era ben segnalato e pulito, ma sconsiglio caldamente il tratto Vare-bivacco, forse il sentiero da Collaz è più battuto, visto anche il dislivello minore.
Elisa grazie della testimonianza “live”. Quando ci siamo stati, il tratto da Vare era discretamente mantenuto. Forse negli anni è stato un po’ lasciato andare… (ipotesi: in realtà non lo so)
Ciao Elisa,
io questo weekend vorrei salire al bivacco e successivamente al Mont de Pelsa passando prima per il rifugio Vazzoler.
Il sentiero per la salita alla forcella, bivacco e Mont de Pelsa è tenuto in buone condizioni ed è facilmente individuabile?