Come salire sulla Luna con il semplice aiuto di una carta topografica, un kit da ferrata e tanta voglia di camminare? Facendo questo anello dei Monti Canin e Forato dal Rifugio Gilberti, nel cuore del paesaggio carsico delle Alpi Giulie, tra creste, fossili, stambecchi, panorami ampissimi e rocce che paiono modellate dalle ditate di un gigante. Houston, allaccia gli scarponi che si parte!

PS Nell’ambito del progetto 20 cime iconiche del Friuli Venezia Giulia, questa sta sicuramente sul nostro personalissimo podio!

⚠️ Avvertenza stile “meglio dirlo subito”. Questo itinerario è EEA, destinato a escursionisti esperti con attrezzatura ed esperienza di vie ferrate. In più è un itinerario lungo, in ambiente alpino SENZA ACQUA (occhio all’estate!), e vanno calcolati i tempi con quelli dell’impianto di risalita… pena l’aggiunta di un bel po’ di dislivello in discesa.

👉 Potrai approfondire i vari tratti di questo anello negli articoli di approfondimento che linkeremo man mano, e usare gli stessi per fare delle splendide gite “intermedie” ma ugualmente soddisfacenti.

Come aggiungere il Rifugio Gilberti

Due opzioni, ma data l’intensità della gita che ti aspetta, ti caldeggio il primo:

  • raggiungi Sella Nevea, e prendi la Telecabina del Canin; 14 euro salita/discesa per tagliare 730 metri di dislivelli – sono spesi bene! Controlla il periodo di apertura e gli orari (la prima salita è alle 8:30, l’ultima discesa è alle 17:30, quindi devi tarare il tuo passo perché il giro è lungo);
  • sali al Rifugio Gilberti per il sentiero 635, la sua normale via d’accesso; una parte si svolge su forestale ed è un po’ stancante; l’ultima parte è invece un piacevole sentiero.

Potresti anche fare tutto per forestale/piste da sci, ma ascolta me e lascia perdere: è fiaccante e noioso (noi abbiamo già dato).

Arrivato al Rifugio Gilberti (1850 mslm), riempiti gli occhi del panorama di roccia pura, passa a salutare e a fare la seconda colazione ma in fretta, che abbiamo strada da fare in abbondanza!

Dal Rifugio Gilberti al Monte Canin

Dal Rifugio si prende verso ovest il sentiero 632, e si sale alla Sella Bila Pec, gustandosi (ma non troppo, sempre per quella cosa delle tempistiche) i bei pannelli del Sentiero Botanico. PS, sono bellissimi non solo i piedistalli, ma anche i testi.

Sulla sella (2005 mslm), si prosegue sulla sinistra dei ruderi del fortino, e si segue il sentiero 632 a mezza costa, quasi in piano, per un bel tratto panoramico; sotto di noi l’eccezionale altopiano carsico del Foran dal Mus, potenziale meta anch’esso di un bel giro tra geologia e botanica: il Sentiero Geologico del Foran dal Mus, direzione Bivacco Marussich.

Lungo il sentiero, alcuni punti scabri, da passare con attenzione (non difficili). La pacchia finisce a quota 2040 mslm, dove un bivio ci spedisce in salita verso quel che rimane del ghiacciaio del Canin; il sentiero perde il suo numero. Si inizia con una certa pendenza fino a raggiungere un gradone (poco sotto i 2200 mslm). Da qui si cammina in un ambiente glaciale bellissimo, con grandi massi erratici, ghiaioni, inghiottitoi, tantissimi fossili a marchiare la roccia.

⚠️ Il ghiacciaio è ridotto ai minimi termini, ma prima di intraprendere questa gita è SEMPRE necessario sentire il Rifugio Gilberti a proposito della presenza di nevai persistenti e della necessità di ramponi e picca. Sì, anche in tardissima stagione.

Superiamo alcuni residui glaciali e siamo all’attacco della ferrata Via Julia, che raggiungiamo dopo aver salito un fragile e super pendente ghiaione; conviene imbragarsi prima di fare questo.

La via ferrata Julia al Monte Canin

La Via Julia è piuttosto intensa. L’attacco si presenta sotto forma di una catena sbrindola, alla quale attaccarsi con forza e da usare poi per percorrere un fianco inclinato. Solo dopo di questa troviamo la targa che segna l’inizio della via.

Da qui, c’è da usare gambe e braccia “al risparmio”, in quanto diversi tratti di via ferrata sono verticali. Appigli ce ne sono, ma gestire il lato del cavo lungo il quale salire richiede ogni volta un pensiero. L’esposizione anche è piuttosto elevata: non sempre, ma c’è.

Infine, alcuni provvidenziali orizzontali od obliqui permettono di tirare un po’ il fiato.

⚠️ Non serve dirlo (vero?, ma essendo il Canin piuttosto frequentato, il caschetto è PIU’ CHE OBBLIGATORIO. In ogni caso, puoi ripassare il nostro articolo sulle vie ferrate, anche se questa non è propriamente destinata ai principianti.

La ferrata ci deposita su una stretta sella rocciosa (2400 mslm). Da qui si prende a destra e si salgono, su cresta rocciosa e senza rilassare la concentrazione, i 160 metri di quota fino alla cima del Canin (2587 mslm).

Il Monte Canin

Pseudo croce di vetta di legno, ma panorama perfetto e potente – il Montasio, le Giulie tutto attorno, il carsismo in ogni dove, la conca “spietata” e lunare del Kaninski Pod. Il libro di vetta purtroppo l’abbiamo trovato zuppo.

Questa cima ci emoziona ed è proprio lo scenario lunare a farla da padrone.

Dimenticavo: da qui abbiamo anche una bellissima visuale sulle creste che stiamo per percorrere.

Dal Monte Canin all’Okno, il buco del Monte Forato

Torniamo alla sella sulla quale si buca dalla ferrata, e proseguiamo oltre sul percorso dell’Alta Via Slovena, bene e spesso segnalata dai circoli rossi con interno bianco.

Il primo tratto richiede molta attenzione: il sentiero si cala dentro strette forcelle, ne risale, si arrampica su un rilievo composto da un’unica liscissima lastra (Kaninski Vrsis 2518 mslm), si arrotola scendendo ancora. Ci sono alcuni modesti passaggi da disarrampicare, altri da percorrere aiutandosi con le mani. Sotto di noi, la bellezza del Kaninski Pod, con conche bucherellate che lasciano il posto a gradoni di roccia bianca.

La situazione si normalizza in forma di un bellissimo sentiero che taglia i ghiaioni di un luogo che in carta è segnato come Dolgi Prodi, e passa sotto le pareti di Cima Celso Gilberti. Dopo una breve salita raggiungiamo un bivio le cui direzioni sono segnate a vernice rossa su grossi massi (2380 mslm): ignoriamo quella per il Rifugio Pil dom Petra Skalaria, sloveno, e proseguiamo seguendo i nostri bolli bicolori.

Bolli che ci fanno ora scendere in un’altra conca, molto più piccola. Seguiamo il sentiero per poco, fino a un bivio (2310 mslm): proseguendo dritti si allunga per gli impianti sloveni e poi per Sella Prevala, ma noi abbiamo altri progetti.

L’Okno e il Monte Forato

Al bivio, una scritta – ancora a vernice – ci rimanda verso l’alto, direzione Okno, il buco che dà il nome al Monte Forato, e che si vede anche da lontanissimo – dai Piani del Montasio, per dire.

Il sentierino bollato sale rampante su detrito, e ci porta all’attacco di un breve tratto attrezzato. Si sale brevemente, ed è lo spettacolo del Buco del Monte Forato (2391 mslm, Okno in sloveno), sotto il quale si può andare a mangiare un bel paninetto, e a buttare l’occhio al di là, verso la catena antistante. Jof di Montasio, Cima di Terrarossa, Foronon del Buinz… ogni cosa è visibile, bellissima. Servono 10 minuti dal bivio per arrivare qui.

Dal buco, inizia quindi una breve ferrata “per famiglie”, parte di un parco avventura che secondo un paio di pannelli si chiama Adrenalinski Park Kanin; la ferrata dovrebbe chiamarsi Ferrata del Prestreljenik Okno, e sempre secondo i pannelli richiede 45 minuti per essere percorsa.

Per quanto semplice, la resa estetica è notevole: camminiamo lungo una cengia scavata, quasi sempre in quota; attenzione solo ad un paio di fittoni staccati (questo sentiero attrezzato sempre poco in manutenzione), e a un passaggio in discesa con scalette e dentro un canalino verticale che, per quanto semplice, fa un po’ impressione.

La ferratina ci deposita su una sella (2340 mlsm); qui puoi decidere se salire o meno sul Monte Forato e collezionare un’altra cima.

Sono 150 di dislivello – che fai, te ne privi?

La cima del Monte Forato

Si prende verso l’alto il sentierino evidente; una metà è semplice, tagliata nell’erba; la seconda è leggermente più intensa, stretti tornantini su roccia e un paio di passaggi “da mani”. Sulla cima del Monte Forato/Prestreljenik (2498 mslm) ci un contenitore per libro di vetta vuoto e un cippo di confine che, posizionato com’è contro lo sfondo di Cima Gilberti, fa la sua porca figura.

Scendiamo all’ultimo bivio, e ci prepariamo per chiudere l’anello.

Sella Prevala e Rifugio Gilberti

Dal bivio, seguiamo i soliti segni sloveni attorno a un rilievo isolato e giù fino ai piloni di uno degli impianti sloveni di Sella Prevala; solita scritta a vernice roccia su roccia – da qui (2290 mslm) individuiamo il percorso bollato che segue inizialmente i piloni per poi fiondarsi giù verso la sella.

Il sentiero qui è un po’ fastidioso, passa tra rocce e gradoni, zigzagando un po’ inutilmente. Ultimo tratto a mezza costa, un saluto agli stambecchi e scendiamo a Sella Prevala (2067 mslm).

Silvia e Davide nell'anello Canin e Forato

Non resta che “rincasare” al Rifugio Gilberti, o meglio alla telecabina.

Dalla Sella Prevala ci si fionda verso nord ovest giù per il Piano del Prevala, una distesa di ghiaioni manipolati dall’attività sciistica. Un sentiero ufficiale – il sentiero 636 – c’è, ma se sei short of time puoi fiondarti giù per le piste da sci – un po’ infide e sdrucciolevoli ma, alla fine, ti permettono di risparmiare qualche minuto; arriverai così alla base dei dossi sui quali sorgono il Rifugio Gilberti e l’arrivo della Telecabina: sfila il tuo scontrino dell’impianto dalla giacca sotto l’occhio indifferente degli stambecchi che qui a sera arrivano sempre, e sceglie bene il dosso sul quale salire.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti – Silvia copywriter, Davide ghostwriter e scrittore – da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Anello del Monte Canin e Monte Forato dal Rifugio Gilberti: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Giulie
📍 Partenza Rifugio Gilberti (1850 mslm)
🏅 Arrivo Monte Canin (2587 mslm), Okno (2391 mslm), Monte Forato (2498 mslm)
📐 Dislivello 1010 m (segnati dall’app; tuttavia, sono certo che ce ne siano un 100/150 in più, dovuti ai saliscendi)
📏 Lunghezza 11,5 km l’anello come descritto
⏱️ Tempo 7 ore e 30-8 ore
😅 Difficoltà Difficile, EEA
💧 Acqua Solo al Rifugio, quando aperto
🗺️ Cartografia Tabacco 1:25.000 n. 19 – Alpi Giulie Occidentali, Tarvisiano
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui (non è perfetta a causa dei tratti verticali della ferrata e di alcuni punti di non ricezione)