Sì, lo so benissimo che il termine “paradiso” è stato usato e abusato in tutte le salse negli ultimi anni. Eppure è così che mi sono sentita sul sentiero delle creste che da Casera Camigat porta alla Cima di Caoz. In paradiso.

Una delle più belle escursioni in un ambiente panoramico, delicato e irruente al contempo. Ti lancio una sfida: ti viene in mente un termine diverso da “paradiso”? Scrivimelo nei commenti!

PS. sì, quelli che vedi nella copertina sono tutti crochi.

Cosa troverai nel sentiero delle creste di Cima di Caoz:
Fatica
Difficoltà tecnica
Panorama
Crochi

Silvia tra i crochi davanti al Monte Agner

Da Capanna Cima Comelle a Forcella Cesurette

Lasciamo l’auto al parcheggio di Capanna Cima Comelle (1333 mslm). È il primo giorno di sole da quando siamo approdati in agordino e Davide ha avuto la brillante idea di scegliere un giro completamente esposto a nord. Quindi… tutto in ombra.

La Valle Cadin delle Giare è ancora sommersa dalla brina, ma l’anfiteatro che ci si para davanti è comunque incredibile. Pareti verticali rocciose si alternano a morbidi pratoni verdi e copiose cascate.

Imbocchiamo il sentiero 756 che sale sulla sinistra della valle in direzione Forcella Cesurette.

La salita non è particolarmente ripida, ma quest’anno la neve è stata veramente copiosa, tanto che ne troviamo in abbondanza lungo il sentiero. Nei canaloni più delicati è necessario un po’ di passo fermo, ma nulla di troppo impegnativo.

In circa un’ora e venti siamo alla Forcella Cesurette (1801 mslm), e il panorama si apre improvvisamente.

Silvia e Davide alla Casera Campigat

Casera Campigat

Subito sotto alla Forcella Cesurette si trova la Casera Campigat (1801 mslm), che consta di due edifici. Uno è adibito a stalla, mentre il secondo, poco più in basso è una vera e propria casera con funzione bivacco.

Già da fuori lo scenario è unico. Davanti a noi si erge infatti maestoso l’altopiano delle Pale di San Martino, ancora completamente innevato.

All’interno la casera ha tutto quello che serve, e forse anche qualcosa in più. Panche di legno, ben 3 fornelle, dei viveri e 6 posti letto con brande (senza materasso). Ci sono infatti due ingressi attigui: uno per la “zona giorno” ed uno per la “zona notte”. Il vero punto dolente è che entrambe le porte erano divelte, probabilmente dalle intemperie dell’inverno. Abbiamo provato invano a sistemarle, ma abbiamo avvisato chi di competenza.

Ti segnaliamo che anche l’acqua dalla fontana davanti al bivacco non usciva e, stando ad alcune scritte sui cartelli in salita, sembra che non ce ne sia per un bel pezzo, quindi ti consigliamo di attrezzarti se vuoi trascorrere la notte qui.

Sentiero delle creste del Monte Caoz

Il sentiero delle creste da Casera Campigat

Se lo scenario da Casera Campigat era già magnifico, la vera poesia avviene da qui in avanti.

Una premessa: sono una fan sfegatata dei sentieri in cresta, decisamente i miei favoriti. Ed ecco, senza dubbio, posso affermare che questo è uno dei più belli mai percorsi.

Il sentiero 759 inizia subito sopra la Casera Campigat. Si tratta di una traccia in continuo saliscendi che però rimane tra i 1800 e 1900 mt, e si tiene sempre a sud della linea di cresta. La traccia oltrepassa Monte Valghere e Monte Palalada, schiva Cima di Caoz e arriva alla Forcella di Caoz (1990 mslm).

Il tratto del sentiero delle creste è davvero entusiasmante ad ogni passo. Una traccia di terra rossastra appena accennata rispetto ai prati verdi circostanti. Le maestose cime agordine tutt’attorno e una distesa di crochi a perdita d’occhio. Lo dicevo all’inizio: questo per me è il paradiso.

Silvia verso il Monte Caoz

Val Gares in agordino

Cima di Caoz

Con gli occhi pieni di meraviglia arriviamo alla Forcella di Caoz. A sud est della forcella si trova la Cima di Caoz (2050 mslm), mentre a destra si trova il Monte Caoz (2293 mslm), che visto da qui ha una sua imponenza.

La Cima di Caoz è raggiungibile con un po’ di fatica, seguendo una flebile traccia. Così poco visibile che, in effetti, la perdiamo subito, complice anche l’abbondante innevamento residuo. Guardo Davide e ci sbeffeggiamo con un nostro classico “tiremo su”, nel senso che saliremo dritti per dritti! Sono solo 60 metri di dislivello, ma effettivamente tirano.

Cima di Caoz è uno di quei piccoli monti tondeggianti, dalla sommità piatta, che fungono da perfetti belvedere. Difficile resistere dal salirci in cima, perché lo sai già che il premio sarà interessante!

Il gioco consiste nell’evitare rocce e strapiombi, e trovare il fianco più morbido – si fa per dire! Dopodiché, come in questo caso, si sale per i bozzi della vegetazione più o meno a caso, tentando di seguire gli spazi più ampi per i mettere i piedi.

La cima in realtà è doppia e noi sbuchiamo sulla più bassa, ma raggiungere l’altra è un attimo.

Avevamo ragione: panorama incredibile su tutto.

Avvertenza: sono cose da non fare con la pioggia (o se ha piovuto da poco) perché l’erba che riveste questi monticelli si trasforma in uno scivolo.

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

 

La cima è contrassegnata da un modestissimo paletto in legno, ma in compenso la vista da qui è impagabile.

Schiena contro schiena ce ne stiamo così, imbambolati a guardare il panorama a 360° che ci circonda. Io con gli occhi rivolti verso il Monte Agner (mia nuova fissazione) e Davide con lo sguardo rivolto verso il Cimon della Stia e il Tamer, tutto preso dal tentare di capire se dopo quella malga si può salire da qualche parte…

PS: pochi giorni dopo abbiamo fatto un bellissimo giro sotto la parete orientale dell’Agner (lo trovi qui: Col di Luna e Malga Agner).

Silvia sul Monte Caoz

Casera ai Doff

Una volta scesi dalla Cima di Caoz è il momento di dirigerci verso Casera ai Doff (1876 mslm), una piccola deviazione dal nostro tragitto. Non c’è un sentiero segnalato, ma dalla forcella Caoz la casera è ben visibile. Basta scendere “in libera interpretazione” nel vallone sottostante.

La Casera ai Doff è decisamente un gioiello. La panca di legno al sole gode di un panorama incredibile, ed anche l’interno del bivacco è ben tenuto. Non siamo riusciti a salire sul soppalco (la botola d’accesso aveva un peso impossibile!), ma ci è parso di scorgere solamente qualche rete senza materasso.

Casera ai Doff

La discesa da Forcella di Caoz

Facciamo un tentativo per scendere lungo il sentiero 762 che scende dalla forcella Caoz e porta direttamente al fondovalle. Purtroppo ci blocchiamo quasi subito perché la neve, ancora presente in abbondanza su questo versante, ci impedisce di vedere la traccia. In più, la carta segna questo percorso con il puntinato rosso: probabilmente ostico dopo un inverno così.

Ti segnaliamo comunque questa possibilità se, come noi, ami i giri ad anello!

Per questa volta invece è un dietro front. Torniamo sui nostri passi… peccato? Non direi, dato che ci troviamo a passare di nuovo per il posto-paradiso!

Forcella Caoz

Trekking a Casera Campigaz e Cima Caoz: dati tecnici in breve

Dove siamo: in testa alla valle di Gares, Dolomiti dell’agordino.

Partenza: Capanna Cima Comelle (1333 mslm)

Arrivo: Forcella di Caoz (1990 mslm) e Cima di Caoz (2050 mslm)

Dislivello: 730 metri fino alla cima

Tempo: 4 ore la salita (compresa la deviazione ai Doff)

Acqua: pressoché assente (è possibile che durante la stagione dell’alpeggio, la fontana di Casera Campigat venga ripristinata)

Difficoltà:

Cartografia: Carta Tabacco n. 15 – Marmolada, Pelmo, Civetta, Moiazza (se non ce l’hai puoi comprala su Amazon)

Casera Campigat e il giro delle creste di Cima di Caoz pin