Ti dicono che in vacanza non hai orari. Che non devi fare le corse per incastrare gli impegni. Che sei libero di decidere il come e il quando.

Bene: questo è il resoconto di una giornata a Machu Picchu, e metterà le cose in prospettiva.

Noi a Machu Picchu

La strada per Machu Picchu

Sei a Aguas Calientes.

Ci sei arrivato camminando, percorrendo uno dei trekking più o meno classici che ci arrivano. Oppure ti sei sorbito ore e ore di autobus, sfidando curve continue, buche, e quei precipizi subito al di là dei finestrino. Forse è già qualche giorno che stai combattendo con il soroche, il famigerato mal di montagna andino. O sono settimane, e non solo giorni. Magari la visita di domani sarà il coronamento di un sogno che hai fin da bambino.

Insomma, ci sei. Hai il biglietto d’ingressocomprato in rete con mesi di anticipo – piegato nel tuo passaporto. Una ultima passeggiata, e le rovine di Machu Picchu si stenderanno finalmente davanti ai tuoi occhi.

Ma non è il caso di farla semplice.

Noi siamo arrivati ad Aguas Calientes con facendo il Salkantay Trek, un emozionante trekking di 3 giorni su e giù (è il caso di dirlo) per le Ande. La sera abbiamo fatto un po’ di festa – il minimo sindacale. Piatti tradizionali per cena, irresistibili spiedini di carne comprati a una bancarella, e per finire un paio di pisco sour in un locale il cui nome era tutto un programma: Pisco Brothers.

Pisco Sour!

Poi siamo andati a letto, e…

E’ ancora notte

Ore 3:00

Suona la sveglia. Fuori piove in stile tropicale: sottile ma intenso. Musica, ubriachi molesti e fiesta sono scemati solo un’ora fa.

Ore 3:15

Colazione a letto con i prodotti del minimarket tirati fuori dal sacchetto di plastica. Prepariamo un unico zainetto con acqua, succhi di frutta, qualche biscotto, una felpa in più.

Ore 4:00

Usciamo di casa sotto la pioggia. la torcia frontale illumina un modesto tondo davanti ai piedi mentre, accompagnati da alcuni cani, camminiamo di buon passo verso Puente Ruinas.

Ore 4:30

In coda al check point di Puente Reinas, che apre alle 5:00. Siamo i primi, ma poco dopo si è già formata un po’ di coda. Due spagnoli parlano dietro di noi. Uno dice ad un certo punto

“Devo comprarmi l’equipo de montagna, perché me encanta el montanismo”

L’altro annuisce e conferma.

Spariranno alle nostre spalle, inghiottiti dal buio, dopo i primi cinque gradini di salita.

Ore 5:10

Passiamo il check point mostrando passaporto e biglietto comprato online 3 mesi prima.

Jungla salendo

L’alba a Machu Picchu

Ore 6:00

Dopo 300 metri di dislivello fatti di scalini e sentiero, siamo al piazzale di ingresso di Machu Picchu. Sudatissimi: ha smesso di piovere da un pezzo, ma il clima ha mantenuto un’umidità strepitosa. Per tutta la salita il panorama è stato preistorico e stupendo.

Ore 6:10

Entriamo a Machu Picchu che è poco più che l’alba. Schiviamo i capannelli di guide e turisti (che si fermano alle targhe commemorative dell’impresa archeologica di Hiram Bingham), raggiungiamo il primo punto panoramico sulla città inca, e ci commuoviamo: davvero.

Descrivere la città è forse inutile, dato che ormai la sua presenza è ovunque. Lo era già quando io ero bambino, sotto forma di disegni sulle enciclopedie per ragazzi e documentari su Quark. Ora internet ne ha moltiplicato foto, video, resoconti, descrizioni.

Iconica Machu PIcchu

Nonostante avessimo comprato anche l’ingresso alla Montagna Wayna Picchu, rinunciamo a salirla (per i motivi di tempo che potrai leggere fra poco). Preferiamo goderci l’atmosfera, i mille scorci diversi, le nuvole basse, la potenza delle rovine arroccate.

Se te lo stai chiedendo, la risposta è: sì, c’è l’atmosfera nonostante sia uno dei siti turistici più visitati al mondo.

Terrazzamenti Interno della città di Machu PicchuOre 9:00

Leggiamo qualche informazione online seduti su una panchina, gli sguardi rivolti a un panorama splendido. Siamo improvvisamente pigri e ci guardiamo attorno dicendoci che sarebbe perfetto poter stare semplicemente lì, a fare niente tutto il giorno, guardando le nuvole cambiare e aspettando il tramonto.

Ma.

Ore 9:25

Usciamo da Machu Picchu. Nel piazzale riusciamo a individuare il banchetto di legno dove puoi apporre il timbro del parco archeologico sul tuo passaporto.

Timbro sul passaporto di Machu Picchu

Ore 9:30

Inizia la discesa indiavolata che finirà in men che non si dica direttamente a Cuzco (ah, ah). Scendiamo ad alta velocità per il sentiero (e la scalinata) dell’andata, incrociando dei disperati che stanno salendo in un lago di sudore e disperazione – fa caldissimo ora.

Mentre cammino mi ricordo di mandare un messaggio per prenotare la gita del giorno dopo a Palcoyo, che partirà da Cuzco alle 7 di mattina.

Ore 10:10

Arriviamo a Puente Ruinas.

Ore 10:40

Siamo in albergo ad Aguas Calientes. Perché? Perché dobbiamo recuperare i due zaini con il nostro bagaglio.

Nota bene: il nostro albergo si trova all’estremità opposta del paese, e per arrivarci devi salire una stradina bordata di negozi dalla pendenza impossibile e regolarmente percorsa da poveri operai costretti a trascinare oggetti pesantissimi e ingombranti a forza di braccia. Io personalmente ho visto portare su di qua un carico di bombole del gas (piene), un fascio di tondini d’acciaio lunghi almeno 5 metri, e una sezione di tronco d’albero mastodontica.

Comunque, torniamo all’albergo: ci diamo una sistemata (più agli zaini che a noi), e re-incorporiamo lo zainetto di Machu Picchu all’interno di quelli grandi. Uso un bagno striminzito e posizionato in un sottoscala in modo tale che è impossibile farla in piedi.

Ore 11:05

Ripartiamo alla volta di Hidroelectrica, da dove partono tutti i mezzi diretti alle città.

L’affascinante cammino in mezzo alla giungla, lungo i binari del treno storico, che fa innamorare i turisti di tutto il mondo e bla bla bla, viene percorso dai nostri eroi in una pioggia di flash delle macchine fotografiche dei numerosi giornalisti accorsi da tutta la nazione per la nostra elezione a “i turisti più brocchi del Perù”.

Verso Aguas Calientes

Salendo ad Aguas Calientes, infatti, per chissà qualche motivo non abbiamo realizzato che avremmo potuto lasciare il grosso dei nostri bagagli in uno dei ristoranti che all’imbocco del percorso dichiaravano un lussurioso servizio di deposito bagagli.

Da Aguas Calientes a Hidroelectrica sono 12 chilometri.

Soffriamo il peso degli zaini (con tanto di tenda e equipaggiamento da campeggio) e il caldo tropicale in silenzio, meditando sulle umane sventure. Per due ore e mezza.

Ore 13:40

Grazie ai nostri piedi alati possiamo essere qui seduti in un ristorantino a mangiare il menu del giorno. Si trova lungo i binari, è frequentatissimo, e tra i tavoli girano dei perros che chiedono i nostri avanzi con estrema gentilezza.

Il menu del giorno consiste in un piattino di nachos con avocado, una zuppetta, una cotoletta milanesa (io) e una trucha frita (Silvia).

Ore 13:56

Come puoi vedere, diamo molto valore al gustare il pranzo con la dovuta calma.

Il contatto del minivan per Cuzco, che ho prenotato la sera prima, mi scrive per piacere di essere puntuali al bus terminal di Hidroelectrica per la partenza delle 14:40 .

Quindi partiamo.

Dentro al colectivo

Pomeriggio: it’s a long way to Cuzco (if you wanna tornare in tempo)

Ore 14:16

Siamo al bus terminal di Hidroelectrica che, a saperlo, vanta un ristorante notevole con tanto di buffet di verdure – ambitissimo da Silvia.

Ore 15:15

Il van parte in ritardo, a pieno carico, e dopo aver lasciato a terra un cane che ha provato in tutti i modi a salire, forse perché probabilmente aveva degli affari a Cuzco.

A onor di cronaca ce l’aveva anche fatta, ma è stato riportato a terra senza troppi complimenti.

La strada percorsa dal minibus ha troppe curve su panorami andini verticali, e c’è talmente poco spazio per le gambe tra i sedili che non si riesce a fare molto di più che guardare fuori.

Ore 17 circa

Ci fermiamo ad un negozietto lungo la strada. Siamo nel nulla, non c’è niente prima e niente dopo. Il tramonto davanti a noi è spaziale ma brevissimo, i bambini vengono impiegati in diversi lavori di fatica – riscuotere il soldino per i bagni, sistemare grosse rocce sotto le ruote dei pulmini – una signora sforna hamburgerini magnifici vista-strada e una nonna corre a destra e a sinistra proponendoti il caffè e il mate de coca (e portandoteli).

La signora degli hamburger è assistita da un ragazzaccio addetto esclusivamente al taglio del pane, la nonna porta un bambino nella fascia sulla schiena. Il bambino nella fascia si gode tantissimo gli sballottamenti.

Tutto è perfetto. Rifletto sui luoghi minuscoli del mondo, quelli che per vederli, toccarli e assaporarli devi azzeccare la proverbiale probabilità-su-un-milione. Molto probabilmente qui io non tornerò più, peccato.

Ore 17:30

Via verso Cuzco, tenendo d’occhio Google Maps che prende e non prende, e Silvia che perde le scarpe nel rollìo del pulmino. La nostra missione è riconsegnare l’attrezzatura da trekking che abbiamo noleggiato per fare il Salkantay entro le 22.

Ce la faremo?

Sì. Infatti:

Cala la sera sul Perù

Ore 21:20

Il van ci lascia in Plaza San Francisco, a Cuzco.

Cuzco - cattedrale

Ore 21:30

Raggiungiamo a piedi Calle Procuradores.

Ore 21:40

L’equipaggiamento viene controllato dal commesso di Rosli e quindi consegnato. Mi viene restituita la patente.

Ore 21:50

Pisco sour in un cocktail bar carino e intimo. Brindiamo alle avventure e pensiamo a dove andare a cena. La sveglia del giorno dopo è già puntata sulle 6.

Ti dicono che in vacanza non hai orari. Che non devi fare le corse per incastrare gli impegni. Che sei libero di decidere il come e il quando.

Dentro le rovine

Info pratiche e suggerimenti

Ti abbiamo già spiegato come raggiungere Machu Picchu e quali sono le alternative tra le quali scegliere. Se decidi di salire a piedi ti consiglio assolutamente di evitare le ore calde.

Se hai zaini pesanti e non prevedi di campeggiare ad Aguas Calientes puoi lasciarli ad Hidroelectica in uno dei tantissimi bar-ristorantini che offrono questo servizio per pochi soles.

Se le stai percorrendo a piedi, presta attenzione lungo le rotaie del treno e non fare cavolate, di incidenti ce ne sono stati già troppi (come testimoniano le numerosissime pubblicità lungo il percorso).

Il campeggio ad Aguas Calientes è piuttosto comodo alla salita verso Machu Picchu, ma scomodo rispetto al centro del paese e, dicono, spesso invaso dai fastidiosi mosquitos.

In ogni caso, è indispensabile avere un ottimo repellente per insetti (e metterlo subito) per affrontare il trekking verso le rovine. Le punture dei mosquitos sono micidiali, e il prurito dura per giorni.

Gli ingressi al sito archeologico aprono alle 6:00, il check point per la salita a piedi alle 5:00. Inutile quindi essere qui con ore di anticipo.

Il sito archeologico è grandissimo e stupendo come lo si immagina. Prenditi il tuo tempo per visitarlo con calma, ecco… non fare come noi!

Contratta con una guida ufficiale per la visita del sito. Se ti accordi con altri turisti in coda puoi risparmiare molto. Di solito il tour è più economico se scelto in lingua inglese.

Un ultimo consiglio – quello più importante: non è necessario scattare mille foto appena entrati nel sito archeologico di Machu Picchu. Goditi il momento, è tuo, sei tu, respira, osserva. Commuoviti: a Machu Picchu è più facile di quanto tu non creda.

Salita a Machu Picchu

Ci fa piacere se restiamo in contatto!

Se non lo hai già fatto, iscriviti alla newsletter di Bagaglio Leggero. Ti scriveremo solamente una volta al mese per aggiornarti sugli ultimi articoli, sulle nostre ultime avventure… e sui nostri prossimi progetti!

Iscriviti alla newsletter
* indicates required