Terra di grandi distanze, la Patagonia. Anzi: grandissime. Se c’è infatti un’immagine che questa terra evoca, è proprio quella dei viaggi interminabili – meglio se con contorno di distese polverose, buche che fanno rimbalzare gli penumatici, guanachi curiosi. Ah, certo, e panorami indimenticabili.

Una delle prime cose che ci viene chiesta, quando raccontiamo i nostri 8 mesi tra ghiacciai, pinguini e copite de mate, è appunto questa: come ci si sposta in Patagonia?

In questa guida ti diamo alcuni consigli sui mezzi di trasporto che potrai usare durante il tuo viaggio in Patagonia, con pro e contro di ciascuno.

Silvia a Torres del Paine

Patagonia in auto o van: il fascino dell’on the road

La nostra esperienza: abbiamo noleggiato auto in Argentina e in Cile, per brevi periodi – dai 3 ai 6 giorni – e la cosa ha arricchito enormemente il nostro viaggio, permettendoci di fare delle puntatine esplorative in zone altrimenti difficilmente accessibili con i mezzi pubblici (qui ad esempio puoi leggere le bellezze che abbiamo scoperto da Puerto Natales). A Ushuaia abbiamo noleggiato un’auto per un solo giorno, per fare un bellissimo giro lungo il lago di Fagnano.

I costi sono all’incirca simili in entrambi i paesi (si parte dai 30 euro al giorno), e le procedure per il noleggio sono sempre lisce, serve la carta di credito. Valgono ovviamente tutte le accortezze e le attenzioni di un noleggio auto internazionale.

Uniche due avvertenze:

  • se prevedi di attraversare il confine Cile-Argentina con l’auto a noleggio, fa in modo che il tuo contratto di noleggio lo preveda (spoiler: lo fanno in pochissimi);
  • patente internazionale: c’è chi dice no, e noi infatti non l’avevamo. Alcuni siti consigliano di averla “per capirsi meglio”, ma francamente ci sembra un di-più non necessario.

noleggio auto in Patagonia

I bus in Patagonia

A lunga percorrenza

In Argentina come in Cile si trovano ottime compagnie di bus a lunga percorrenza – dove “lunga” significa svariate centinaia di km, quando non migliaia. Se come noi prevedi di viaggiare in autobus tra i vari highlight patagonici, sappi che diventerai un habitué dei siti della Bus Sur e della Plataforma 10.

I bus a lunga percorrenza collegano le mete più importanti della Patagonia e una pletora di destinazioni minori, e prevedono anche l’attraversamento del confine tra Cile e Argentina (eccezionale lo sdoganamento tra Pucon e San Martin de los Andes, con la neve sulle araucarie e i vulcani all’orizzonte).

Di corse, e quindi di posti, ce ne sono in abbondanza, ma è sempre meglio prenotare in anticipo, specie per i viaggi che portano a El Chaltén e alle Torres del Paine. Se il viaggio è particolarmente lungo, procurati un posto cama semi cama, vere e proprie cuccette nelle quali si riesce a dormire anche benino. In questo caso, ricordati di portare provviste, musica, un lettore di ebook e la tua felpa uomo o felpa donna più cozy.

Infine, le stazioni dei bus. Sono delle più diverse: da grandi hub che raccolgono i bus di tutte le compagnie, a punti di partenza mono-compagnia. Non essendoci treni in Patagonia, le stazioni dei bus diventano degli incasinati e colorati punti di riferimento, nei quali peraltro è impossibile non trovare qualcosa da sgranocchiare e da bere.

A proposito. La parola chiave, quando si parla di autobus, taxi, remis, colectivos e pulmini è TRASLADO.

Autobus fin del la ruta 9

A breve e media percorrenza

Quasi ogni città ha poi il proprio sistema di autobus “urbani” e “extraurbani”; dei secondi, ne troverai tantissimi – sia in Cile che in Argentina – che portano alle località turistiche, ai parchi naturali, all’imbocco dei sentieri di montagna. Informati in ogni città su orari e punti di partenza: entrambe le indicazioni possono esseri piuttosto varie, passando da precise stazioni degli autobus (come a Pucon, dove almeno quattro compagnie si dividono le mete) dove comprare i biglietti a cose tipo “lungo la piazza del paese, alle 10 di mattina, il biglietto lo fa l’autista” (questo a El Bolson).

Usare gli autobus locali ti avvicina alla vita locale. Noi abbiamo ad esempio scoperto il delirio che è tornare la domenica dai laghi di Bariloche, e ci siamo goduti un chitarrista che ci ha raccontato la storia di El Bolson sotto forma di canzone che ancora canticchiamo.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Il treno in Patagonia

Capitolo brevissimo, questo: i treni in Patagonia non esistono.

Al netto che tu non consideri il trenino turistico più a sud del mondo di Ushuaia, ma questa è un’altra storia (che puoi leggere qui).

Fare autostop in Patagonia

Hacer dedo – fare autostop – è una delle delizie patagoniche. Le distanze, il fascino del cassone del furgone (ma oggi più comunemente si viaggia nell’abitacolo), le chiacchiere da scambiare per mettere alla prova il proprio spagnolo… e quel mate condiviso guidando quando due ragazzi ci hanno portato all’attacco della Huella Andina a Villa Traful.

In genere si riesce a fare autostop piuttosto facilmente nelle zone rurali e di montagna. E a proposito di montagna: certe volte, il ritorno dall’imbocco dei sentieri alle città risulta più facile in autostop.

Uber

Due situazioni diverse. In Argentina Uber esiste, ma non in tutte le provincie a causa di regolamenti locali (in alcune città ci sono state vere e proprie sollevazioni perché non fosse approvato). Da scoprire ogni volta. Inoltre, la funzionalità varia: a Ushuaia e Bariloche c’è ed è piuttosto efficiente; a Villa la Angostura c’è, ma è meno reattivo.

In Cile, Uber è presente nelle città più grandi. Ad esempio, a Puerto Natales, Punta Arenas e Chiloè lo si trova.

Spesso sono gli stessi tassisti ad essere iscritti a Uber.

Taxi e Remis

Ci sono in entrambi gli Stati, e funzionano bene. Sovrapponendosi alle volte a Uber, il costo è decente.

Il remis invece è similare a un taxi – auto con conducente – ma il servizio si contratta tramite un’agenzia, oppure direttamente per la strada. I remis sono il mezzo migliore – alle volte, l’unico – per viaggiare verso luoghi turistici difficilmente raggiungibili come, ad esempio, il Lago Huemul e il Lago del Desierto da El Chaltén.

Dei remis fanno parte i famigerati pulmini dei quali puoi leggere al prossimo capitolo.

Laguna Huemul

Colectivos e pulmini: il viaggio che più ci piace

Davide: “dopo 8 mesi di Patagonia, ho la rubrica del telefono piena di numeri di pulmini”.

I colectivos sono taxi condivisi. Il loro ruolo si confonde con quello dei remis, in quando non sempre è chiaro lo status di chi organizza il servizio: è un’agenzia? Il conducente? Un privato?

Remis in Argentina, micros in Cile: noi abbiamo preso a chiamare tutti indistintamente “pulmini”. Ti spiego come funziona:

  • nelle località turistiche (ma non solo), troverai affisse un po’ ovunque i listini dei pulmini: nei bar, negli hotel, nei supermercati.
  • nel listino è segnata la meta, il costo per persona (sola andata o ida y vuelta), l’orario, un numero whatsapp.
  • scrivi al numero di whatsapp dicendo quello di cui hai bisogno; ti risponderà: il whatsapp business di un’agenzia, dal quale scaturirà una chat per prenotare il tuo viaggio; oppure, ti risponderà direttamente il conducente.
  • prenota il tuo viaggio, e fatti trovare al punto di partenza (ti verrà detto) con contanti – il modo più semplice per pagare, per noi extranjeros.

Al 99% i conducenti del pulmini sono gioviali e ciarlieri, e gentilissimi: faranno di tutto per incastrare il tuo itinerario o proporti alternative.

Infine. Alcuni pulmini organizzano veri e propri tour con fermate intermedie, pranzi al sacco e una genuina modalità hop-on and hop-off. A noi ne è capitato uno da Puerto Varas che ci ha raccontato vita morte e miracoli dell’itinerario che stavamo percorrendo, ci ha mollati alle terme per quattro ore mentre portava l’altra metà dei passeggeri in un parco naturale, ci è venuto a riprendere, ci ha fatto fare pausa merendino in un grazioso paesello sul fiordo e ci ha riportati a casa. Giornata pienissima e in ottime mani – quelli del parco naturale hanno potuto prenotare il pranzo direttamente a lui, e il menu era decisamente invogliante!

Puoi leggere un racconto sul mondo dei pulmini cileni qui.

Voli interni e voli tra Cile e Argentina

Ultimo mezzo di trasporto da considerare nel tuo viaggio in Patagonia: i voli interni. Sulle prime può sembrare costoso, ma non è necessariamente così: il segreto è fare voli all’interno dello stesso Stato, perché i voli che partono in uno e atterrano nell’altro costano una fucilata.

Inoltre, se hai poco tempo a disposizione, il volo aereo può essere una buona soluzione rispetto ai bus a lunga percorrenza.

costo del volo per la Patagonia

Le crociere

Dimenticavo navi e imbarcazioni. Tolto quello che ci è capitato – l’attraversamento di un agitato braccio di mare su un barchino a motore per raggiungere un’isola selvaggia (questa è un’altra storia) – il traffico natante che puoi incontrare nel tuo viaggio in Patagonia è questo:

  • le navigazioni sui laghi glaciali – come nel caso del Perito Moreno;
  • le navigazioni verso le pinguineras noi l’abbiamo fatta a Punta Arenas;
  • alcune eccezionali crociere lungo i fiordi della Patagonia cilena, con ghiacciai che finiscono nel mare e foreste lussureggianti di contorno, balene e leoni marini. Nel caso, il punto di riferimento è Puerto Montt.

Da Ushuaia partono le (carissime) navi dirette all’Antartide, ma se il barchino era un’altra storia, questo è proprio un altro mondo.

Piccolo trucco. Le crociere antartiche hanno un costo che va dai 5.000 euro a salire; sappi però che il mercato dei last minute è fortissimo. Se hai tempo, prova a ciondolare in città per qualche giorno e a chiedere alle compagnie di navigazione…

La Patagonia a piedi

Che siamo stati in Patagonia per fare trekking non è certo un segreto: ci abbiamo scritto anche una guida con 70 escursioniTrekking in Patagonia, la trovi qui – che ti consigliamo di prendere in considerazione nel caso lo scopo del tuo viaggio sia anche per te quello escursionistico.

In ogni caso, la Patagonia non si “gira a piedi” – è troppo grande! – ma per noi, in un piano di viaggio che si rispetti, è inevitabile inserire alcune escursioni, oltre a quelle classiche. Nella maggior parte dei casi, la vera natura patagonica la puoi toccare soltanto così.

Silvia e Davide con Trekking in Patagonia