Ogni anno rifacciamo l’anello ciclabile dei Colli Euganei E2, e, puntualmente, ogni anno ci ripromettiamo di non farlo più. Non perché non sia effettivamente spettacolare, ma perché se non sei allenato alla bici è una faticaccia!

Eppure… ogni anno ci ricaschiamo, sai perché? Perché l’anello dei Colli Euganei è fantastico e farlo in bici nelle giornate di mezza stagione è impagabile.

Nota bene: facciamo lo stesso errore anche a piedi, con l’Alta Via dei Colli Euganei.

Ti raccontiamo le tappe e alcuni consigli utili per affrontarlo al meglio.

Silvia tra i papaveri della ciclovia E2

L’anello dei Colli Euganei in bici: il sentiero E2

L’anello ciclabile E2 abbraccia i Colli Euganei regalando scorci ed emozioni davvero strepitosi. Il percorso infatti costeggia antiche vie d’acqua, oltrepassa argini, attraversa piccoli borghi e paesi medievali, e ti concede pure qualche strepitosa villa e un antico monastero.

Il sentiero cicloturistico è stato inaugurato nel 2012 ed è lungo dai 64 agli 80 km (a seconda del punto di partenza), ma ha una sola salita, motivo per cui, anche chi – come noi – non è un vero pro della bici lo può affrontare. Basta un po’ di allenamento.

Al termine del resoconto delle tappe ti lascio qualche informazione utile per affrontare il percorso al meglio, ma se hai altre domande scrivile pure nei commenti!

Pronto a salire in sella?

anello ciclovia E2 Colli Euganei

Da Padova a Monselice

Il punto di inizio ottimale è Montegrotto Terme (puoi parcheggiare ad esempio a Villa Draghi), in questo modo avrai “solo” da compiere l’anello.

Per noi invece il punto di inizio coincide con casa nostra: Padova.

Un piccolo spunto prima di partire: avendo lavorato 3 anni a Monselice, questo tratto di ciclabile è per me “casa”, tanto che da maggio a settembre lo percorrevo sempre in bici: 26 km andata (e 26 km ritorno, decisamente più duri) una volta alla settimana per sentire il vento tra i capelli, la fatica nelle gambe ed iniziare la giornata a pieno ritmo. Questo solo per dirti di provare ad andare a lavoro in bici, è un’esperienza green, gratificante e stimolante (anche dal punto di vista lavorativo), nonostante la fatica. 

Si parte imboccando l’argine del Bassanello e siamo ufficialmente in sella: che l’avventura abbia inizio!

Il lungargine del Canale Battaglia presenta tratti asfaltati e tratti di sterrato ed è sempre in piano. Ci troviamo così a fiancheggiare i Colli Euganei che si avvicinano sempre di più sulla nostra destra, mentre sulla sinistra corre la sempre trafficata Strada Battaglia.

Eppure siamo lontani, lontanissimi dai rumori della strada, perché qui dominano le distese di campi, i profili svettanti dei colli e i primi raggi di sole di una giornata che si prevede perfettamente primaverile.

Superiamo Villa Molin, Villa Sgaravatti (stupenda villa di campagna in abbandono con la sua torre ancora svettante), il bellissimo Castello del Catajo, un gruppetto impertinente di oche che aspettano l’autobus lungo l’argine e arriviamo a Battaglia Terme.

Attento che, arrivato qui, ti troverai in Via Terme… in contromano. Il vero percorso entrerebbe infatti nel centro di Battaglia Terme per via Roma (sì, non lo fa nessuno, ma io ti avviso eh!).

Alla fine di Battaglia Terme, appena rimesse le ruote in argine, c’è una fontanella d’acqua.

Da qui superiamo Villa Emo (Davide conferma che i giardini, nella loro semplicità, sono stupendi) e puntiamo, sempre sull’argine sterrato, dritti verso Monselice la cui rocca spicca già in lontananza.

Castello del Catajo di Battaglia lungo ciclovia E2

Da Monselice a Este

Arrivati a Monselice, l’argine finisce improvvisamente. Ne approfittiamo per fare una piccola deviazione e vedere il centro della città che si sveglia. Monselice è un vero gioiello e una visita vale sempre la pena, se non altro per ammirare le fioriture delle cinta murate.

Qui solitamente i cicloturisti si smarriscono! Ho perso il numero di tutte le volte in cui ho spiegato ai tanti tedeschi muniti di e-bike come riprendere l’argine che porta verso Este. Arrivati in piazza a Monselice dirigiti verso il Duomo, prendi la prima a destra nella rotonda e, superato un piccolo ponte, gira a sinistra. 

Siamo di nuovo sul lungargine che porta ad Este. Questo tratto di ciclovia è un po’ brullo e spesso non molto ben tenuto, tanto che spesso si trova erba alta fino ai polpacci. Il bello? Spesso sono visibili numerose specie di volatili e anatre che vivono questo territorio!

mura medievali di Monselice

Da Este a Cinto Euganeo

A Este ci accoglie il caratteristico murales a forma di riccio. La cittadina murata è splendida, con i porticati e l’elegante piazza, ed è un’ottimo punto per spezzare il giro e godersi una pausa.

Decidiamo di rilassarci ai giardini del Castello Carrarese. Se sei un tipo culturale, a delimitare i giardini verso la circonvallazione c’è il Museo Atestino, uno dei più importanti musei archeologici del Veneto. All’interno sono raccolte ricche testimonianze delle popolazioni pre-romane locali – i cosiddetti paleoveneti.

Anche qui è possibile trovare fontanelle con acqua per rinfrescarsi. 

Possiamo adesso seguire il fianco occidentale dei Colli Euganei, sempre pedalando lungo l’argine del canale Bisatto, che da Este ci porta a Cinto Euganeo: al Museo Geopaleontologico, per la precisione. Ospitato in un’antica fornace si trova in località Bomba, ma non sempre è aperto al pubblico.

Castello Carraresi Este

Da Cinto Euganeo a Vo’ Vecchio

Ora sì, possiamo dire di essere immersi nella natura. Il percorso cicloturistico E2 infatti prosegue attraversando campi e vigneti, passa tra belle ville di campagna, le nuvole corrono veloci sopra di noi. I colli dominano la vista, ci riempiono gli occhi del loro verde intenso.

Circumnavighiamo il Monte Cinto, e raggiungiamo Lozzo Atestino.

Continuiamo ad avere di fianco il Bisatto, la pianura sulla sinistra si apre (momentaneamente), eccoci arrivati a Vo’ Vecchio. Siamo ufficialmente piuttosto stanchi. Il centro del paese ci accoglie con un giardinetto, una panchina all’ombra e pure un mercatino di prodotti tipici. Cosa volere di più?

Beh, un bianchetto con uno spuncetto al bar in piazza a questo punto non ci sta per niente male (non vorrai mica sempre soffrire!).

Segnalo anche qui una fontanella d’acqua dalla quale bere proprio al centro della piazza.

Davide nell'anello ciclabile dei Colli Euganei E2

Da Vo’ Vecchio a Bastia di Rovolon

Rinfrancati dal vinello, siamo di nuovo in sella, l’argine si allunga di fronte a noi, passiamo Carbonare e siamo a Bastia di Rovolon. L’obiettivo ora è quello di scavallare i Colli per sbucare a Treponti.

Abbiamo fatto bene a riposarci, comunque, perché all’altezza di Bastia inizia l’unica salita… ma cavoli se si sente! Capiamoci: di per sé non è nulla di inaffrontabile, anzi, ma le gambe stanche iniziano a farsi davvero sentire.

Un piccolo tratto in salita con pendenza modesta che viene ripagato da uno scenario strepitoso: edere rosso fuoco, filari di vigne e un sole gentile che illumina i Colli Euganei. Queste sono le zone in cui la pista ciclabile attraversa i famosi vigneti dove si produce vino rosso e il Moscato Fior d’Arancio.

Nota bene: puoi evitare questo tratto scegliendo la variante “di pianura”, che si dirige verso Cervarese Santa Croce.

Panorama dei Colli Euganei

Da Bastia di Rovolon a Praglia

Fortunatamente alla salita segue anche la discesa e così, in poco, arriviamo tramite una comoda pista ciclabile a TrepontiPassiamo Bresseo di Teolo e ci troviamo finalmente a Praglia.

L’abazia di Praglia è bellissima e merita una sosta. Ti consigliamo di entrare e partecipare alla visita guidata (magari in un’altra occasione, quando non sarai sudato e con le chiappe doloranti) perché è interessantissima. Un autentico, antico gioiello, uno dei luoghi più belli della provincia di Padova, e un importante centro della spiritualità benedettina, con una storia tutta da raccontare.

La fontanella che si trova all’abazia invece ci risulta chiusa da qualche anno.

Da Praglia a Montegrotto Terme

Risaliamo in sella in direzione Montegrotto. Siamo sempre lungo una pista ciclabile (per lo più asfaltata) anche piuttosto comoda, ma la stanchezza è palpabile.

So che non dovrei farlo, ma i pensieri iniziano a confondersi: a chi diavolo è venuta l’idea di rifare l’anello dei Colli anche quest’anno? Non potremmo fermarci a Montegrotto, dove abita mio papà, e tornare in auto? E se attaccassi una fune al sellino di Davide e mi facessi trascinare?

Insomma… il classico diario di una schiappa, e il giro non è ancora finito!

 

Cicloturismo nei Colli Euganei

La fine dell’anello ciclabile E2 dei Colli Euganei (e la nostra)

Superiamo la bella Villa Draghi e, oltrepassata Montegrotto, siamo nuovamente sul lungargine del Canale Battaglia.

Ufficialmente finiti, le gambe tremolanti e con ancora gli ultimi chilometri da fare prima di tornare a Padova, percorrendo a ritroso l’argine che ci è familiare.

Più ci avviciniamo alla città, lasciandoci i Colli Euganei alle spalle, e più mi rendo conto di quanto già mi manchino quei bellissimi profili vulcanici, il profumo della terra, il vento tra i capelli. 

Insomma… quando lo rifacciamo? 

anello ciclabile Colli Euganei E2: le tappe

 

Ciclovia dei Colli Euganei E2: dati tecnici in breve

Lunghezza: il giro ad anello in sé è lungo 63 km, diventano però circa 80 km partendo da Padova

Tempo: circa 5 ore

Difficoltà: non ci sono difficoltà tecniche. C’è un’unica salita d’affrontare e, a parte questa, il resto del percorso dell’E2 è in piano. Nonostante questo, il percorso è lungo – molto – e per persone poco allenate può essere davvero difficile da affrontare in giornata.

Vie di fuga: sei partito entusiasta ma dopo 20 km ti stai domandando chi te l’abbia fatto fare? Tranquillo, c’è una via di fuga: il treno! Da Monselice e da Este infatti puoi prendere il treno che porta verso a Padova e, pagando un piccolo sovrapprezzo, caricare anche la tua bicicletta.

Con che bici affrontarlo? Le bici che si incontrano lungo l’E2 sono le più varie. Noi abbiamo delle semplici mountain bike, ma è possibile affrontarlo anche con le bici da corsa e, ovviamente con le e-bike per alleggerire la fatica del giro.

Tipo di terreno: misto. Prevalentemente asfaltato con alcuni tratti di sterrato ben battuto. Gran parte dell’itinerario si svolge su strada ciclo-pedonale e solo alcuni sono ad uso promiscuo, con traffico comunque moderato.

Ruota bucata lungo l’E2: storia vera. A noi un’anno è successo. Fortunatamente eravamo vicino ad Este ed abbiamo preso il treno per rientrare. Se ti capita di sabato ci sono alcuni negozi di bici aperti quasi lungo tutto il percorso (Battaglia Terme, Monselice, Este, Bastia, Montegrotto). Una camera ad aria di scorta e un kit di riparazione, da quel momento, l’abbiamo sempre con noi.

Quando: consigliamo le mezze stagioni, primavera e autunno. D’estate il caldo della Pianura Padana è davvero impegnativo, rischi di cucinarti lungo un percorso davvero lungo come questo.

Acqua: sono presenti alcune fontanelle durante il percorso. Nell’articolo ti segnaliamo dove le abbiamo trovate.

Cartografia: ti consigliamo di studiare il percorso prima di partire, e di avere nel telefono una app. Ti può tornare utile sia per l’orientamento, che per le deviazioni (che per scovare altre vie di fuga).

Ciclovia Anello dei Colli Euganei E2 in bici pin