Le cascate sono una meta evergreen. Ci sono la spettacolarità del salto d’acqua, la magia della natura, il fragore dell’acqua. Le cascate da sempre generano rispetto e leggende. Come bonus, in estate, arrivare ai piedi di una bella cascata trasmette un gradevole senso di freschezza… corroborato dalla vaporizzazione. Queste sei cascate dolomitiche (più quella bonus) sono quanto di più bello puoi trovare tra i “monti pallidi”!

Perché fare queste escursioni alle cascate delle Dolomiti

Per selezionare le quattro escursioni alle cascate di questo articolo, abbiamo seguito tre criteri:

  • le cascate devono essere facilmente raggiungibili… ma meglio se c’è un po’ di avventura extra, e se si possono fare delle varianti,
  • devono esserci delle curiosità in zona,
  • meglio se c’è anche un bel rifugio con possibilità di ristorarsi dopo la gita!

Pronti con zaino e mantellina?

Silvia e Davide dietro alla cascata di Fanes

Cascata di Fanes

Un’escursione dalla magia unica e multiforme.

Siamo poco distanti da Cortina, in pieno Parco Regionale Naturalistico delle Dolomiti d’Ampezzo, e la gita che ti proponiamo ha tutte le carte in regola per stupirti. Il motivo? Ha mille forme… come l’acqua.

Silvia dietro alla cascata

Alla cascata di Fanes (anche se dovremmo usare il plurale) puoi

  • arrivare con una facile passeggiata che culmina con un belvedere panoramico puntato sui 90 metri di salto.
  • allungare per fare uno spettacolare giro ad anello lungo la Valle di Fanes, seguendo il corso del Ru de Fanes e le sue tantissime cascate. L’atmosfera è incredibile, il giro piuttosto facile (leggi la relazione per considerare l’unico punto più difficile).
  • per i più avventurosi (e chi ha esperienza), due mini ferrate permettono di scendere nella forra del Ru de Fanes e ammirarne i versanti scoscesi.

E non finisce qui.

Silvia nella via ferrata di Fanes

Sia le ferrate che il giro ad anello ti faranno passare dietro le cortine d’acqua delle cascate… per un assaggio di avventura!

Qui trovi la relazione sulla gita alle cascate di Fanes con tutte le informazioni.

 

Cascata delle Pile in Val d’Oten

La piccola gemma inaspettata.

Diciamo inaspettata perché l’escursione che conduce alla cascata delle Pile è semplice, morbida, e culmina in un rifugio super tranquillo, la Capanna degli Alpini. L’Antelao è lì, sullo sfondo, ma non turba i pensieri di chi vuole solo rilassarsi.

Silvia verso la Cascata delle Pile

Pochi minuti per chi vuole esplorare, e tutto cambia: una forra profondamente incisa, l’avventura di scalette e cordini, una camera protetta dalla montagna. Qui si infrange sulle rocce l’alto salto della Cascata delle Pile.

Cascata delle Pile

Qui trovi la relazione sulla gita a Capanna degli Alpini e Cascate delle Pile.

 

Cascate delle Comelle in Val Gares

Nel cuore verde dell’Agordino.

Per noi, la Val Gares si merita appieno questo titolo. Difatti ce ne siamo innamorati.

Dove la valle si chiude, prima che l’Orrido delle Comelle apra la sua porta per le lunari Pale di San Martino, una breve ma intensa salita fatta di gradoni naturali, radici e corrimano, conduce alle due cascate di Gares.

Davide alle Cascade ti Gares

70 metri di salto in tutto, una prima cascata “bella” e una seconda “potente” (così le abbiamo definite nell’articolo che le racconta), la possibilità di fare un giro ad anello tranquillo e rilassante. Cosa chiedere di più? Forse i piatti tradizionali (ottimi) al Rifugio Capanna Cima Comelle!

Silvia alle Cascate di Gares

Qui trovi la relazione dell’escursione alle cascate di Gares.

Cascata del torrente Gavon in Val del Biois

Alla scoperta della roccia.

Il Sentiero Geologico del Torrente Gavon è stato per qualche tempo uno dei nostri “sentieri dietro casa”. Per arrivare a Ponte delle Barezze, da dove si può ammirare la bella cascata omonima, incorniciata dalla liscia pietra rossa, basta una breve è bella passeggiata nel bosco.

Cascata delle Barezze

Chi ha gamba può proseguire sul sentiero geologico e raggiungere Malga Bosch Brusà: erto e molto lungo, ma il premio… merita!

Qui trovi tutte le informazioni sulle cascate del torrente Gavon e sul sentiero geologico.

In Val del Mis: cascata della Soffia e Cadini del Brenton

Alle porte di un mondo selvaggio.

Il “mondo selvaggio” è quello dei Monti del Sole, da una parte, e delle Vette Feltrine, dall’altra – terre aspre, colonizzate solo in parte (e con fatica). Anche per questo, la Valle del Mis sta conoscendo un momento di popolarità. Gli altri motivi non sono da meno:

  • il grande lago è splendido
  • l’Osteria alla Soffia è un punto di riferimento (imperdibili i panini con il camolino, formaggio locale)
  • c’è un bel percorso naturalistico in zona

Ma veniamo a quello che ci interessa. La cascata è quella della Soffia che, come ti raccontiamo nell’articolo, offre ben due segreti! Spoiler: uno lo puoi scoprire solo in determinati mesi.

Cascata della Soffia

E poi ci sono i Cadini del Brenton. Si tratta di un fenomeno geomorfologico affascinante, in forma di grandi pozze naturali dalle pareti lisce, collegate da altrettanto lisci scivoli. L’acqua perfettamente trasparente compie il resto della magia.

Cadini del Brenton nella Valle del Mis

Qui trovi l’articolo sulla Valle del Mis, cascata e Cadini compresi.

Cascata del Pissandro in Cadore

Pieve di Cadore è nota per essere la patria del pittore Tiziano, ma non solo… a pochi passi, nella frazione di Nebbiù, si trova la Cascata del Pissandro. Per raggiungerla, ti consigliamo di lasciare l’auto di fronte alla chiesa della piccola frazione e di proseguire in salita verso la fine del Paese. Oltrepassata la vecchia chiesetta (splendida) e una catasta di legno, ti troverai di fronte ad un bivio: sulla sinistra puoi imboccare il sentiero che conduce al Rifugio Antelao, mentre proseguendo dritto raggiungerai la cascata.

Il sentiero ha una pendenza modesta e la cascata si raggiunge in meno di un’ora, ma il suo salto d’acqua di 30 metri è davvero suggestivo, anche perché proprio dove si tuffa si trova una piccola panchina protetta da una roccia. Ti consiglio di sederti qui per ammirare lo spettacolo.

Avendo fatto tappa a Nebbiù per un paio di mesi, questo è stato il nostro posto del cuore per le pause pranzo.

L’approfondimento sulla cascata del Pissandro è in arrivo!