Ci piace dire che ad ogni tappa della nostra vita in montagna, lasciamo qualcosa indietro: una scusa per tornare. Di questo spettacolare, selvaggio gruppo montuoso, linea di confine tra Trentino e Alto Adige – avevamo lasciato indietro nientemeno che il pezzo forte: il sentiero 133 Aldo Bonacossa. In questa guida ti diamo tutte le informazioni per organizzare e percorrere la spettacolare Traversata delle Maddalene in due, tre o quattro giorni.

Cos’è il sentiero 133 Bonacossa
Poco meno di 45 chilometri per 2700 metri di dislivello: il Sentiero 133 Bonacossa è un cavalcata lungo i versanti e le creste del Gruppo delle Maddalene, genuino complesso montuoso che si erge tra Val di Non, Val d’Ultimo e Val di Sole. Dedicato ad Aldo Bonacossa, il conte bianco, e gestito dalla SAT, questo itinerario è magia pura.
Una curiosità. Se sei abituato alle Dolomiti, la dicitura “sentiero Bonacossa” può trarti in inganno, in quanto può farti pensare all’omonimo percorso attrezzato sui Cadini di Misurina (quello che si percorre anche con l’alta via numero 4, per intenderci, o si abbina al sentiero Durissini).
Il sentiero 133 inizia al Passo delle Palade e si conclude, dopo aver scavallato il Passo di Palù, con una lunga discesa verso Rabbi. C’è poi una variante – il sentiero 133b – chiamata Traversata delle Maddalene Sud, che è bella uguale, ed è un’ottima occasione per prolungare l’avventura: l’abbiamo percorsa, e ti raccontiamo anche questa.
Per avere subito il feeling di questa emozionante alta via, puoi guardare questo reel:
Sentiero Bonacossa sulle Maddalene: difficoltà e per chi è adatto
⚠️ Il sentiero 133 è destinato agli escursionisti esperti, in virtù di alcuni lunghi passaggi esposti – letteralmente tagliati su pendentissimi versanti, che richiedono passo sicuro per lunghi tratti.
Se lo si fa in due giorni (o in tre per la variante sud), lo sforzo richiesto è notevole: si parla di giornate da 10-11 ore di cammino, in ambiente non facile.
Infine, pianifica i punti di fine tappa, e chiama le strutture per verificare aperture e disponibilità.
Organizzazione dei trasporti
Ahi ahi, punto dolente. Il modo migliore per organizzarsi è con le due auto, una al Passo delle Palade e una a Rabbi (o a Cis, nel caso tu voglia fare la variante sud).
Certo, ci sono i mezzi pubblici: autobus che coprono le varie tratte esistono (addirittura fino al Passo delle Palade!), ma incastrare le coincidenze è un Tetris difficilissimo da risolvere, e che probabilmente ti porterà via mezza giornata, se non di più, tra viaggi e attese. Il problema sono, appunto, le coincidenze, e il giorno in cui devi muoverti – gli orari si complicano se ci metti di mezzo giorni scolastici, prefestivi e festivi.
Questi gli itinerari:
- Da Rabbi: devi cambiare a Malé (linea Somrabbi-Malé), poi a Cles (linea Mezzana-Trento), da qui raggiungi Fondo (linea Cles-Fondo) e, infine, prendi il bus che collega Val di Non a Merano, fermando al Passo delle Palade.
- Da Cis (traversata sud): devi scendere a piedi (conviene, sono 20 minuti) a Mostizzolo, qui prendi la linea Mezzana-Trento fino a Cles, poi la Cles-Fondo fino a Fondo e infine il bus per Merano, con fermata al Passo delle Palade.
In ogni caso, rivolgiti agli orari di Trentino Trasporti che trovi online, e componi la tua avventura nell’avventura.

In che verso percorrere la Traversata delle Maddalene, quando farla e altre info utili
- Noi ci siamo trovati molto bene a percorrerla nel senso est-ovest, partendo da Passo delle Palade; ci sembra che le pendenze siano meglio posizionate.
- L’ideale è percorrerla quando l’intero itinerario è libero da neve; a inizio maggio noi abbiamo trovato dei piccoli nevai residui che abbiamo superato, ma sappiamo aver messo in crisi altri escursionisti che si sono fermati dopo di noi.
- Attenzione alle zecche sui tratti più bassi, e in particolare sulla Traversata Sud.
- L’acqua è presente su tutto il percorso, ma è distribuita in modo tale da consigliare di avere sempre la propria scorta di almeno 1 litro e mezzo.
Infine l’orientamento: è sempre facile, in quanto il sentiero Bonacossa è segnalato benissimo (cartelli, segnavia 133 bianco rossi).

5 modi per pianificare le le tappe
Lungo il percorso della Traversata delle Maddalene troverai diversi punti di appoggio, che ti permetteranno di organizzare le tappe a seconda del tuo allenamento, e di quanto vuoi rimanere in montagna. Ti sarà tutto più chiaro studiando il percorso.
🧐 Studia il percorso sulla carta topografica prima di partire. A proposito, la carta è la Tabacco n. 64 – Val di Non, Le Maddalene (manca soltanto la discesa finale)
I punti di appoggio sono:
- Bait del Batista (molto vicina alla partenza però): bivacco spartano, senza letti
- Malga Castrin, trattamento rifugio, a pagamento
- Rifugio Maddalene/ Malga Val: a pagamento in stagione, altrimenti bellissimo bivacco invernale (solo letti, comodissimi)
- Malga Masa Murada (bivacco con letti – senza materassi – e cucina)
- Bivacco Binagia o Binasia (letti e cucina)
- Malga Bordolona di Sopra: a pagamento in stagione
- (sulla Traversata Sud): Bivacco Pozze (letti con materassi e cucina)
La suddivisione più breve della traversata è in due giorni da 10-12 ore di cammino ciascuno:
- da passo delle Palade a Rif. Maddalene
- da Rif. Maddalene a Rabbi
Altrimenti, si può spezzare in tre giorni, sfruttando i punti di appoggio intermedi (Castrin o Bordolona) che secondo noi aiuta a godersi meglio l’escursione (indispensabile se non hai due macchine per la logistica del ritorno)
Se invece vuoi percorrere la Traversata Sud, dovrai prevedere almeno tre tappe:
- Passo delle Palade – Rifugio Maddalene / Rifugio Maddalene – Bordolona / Bordolona – Cis
- oppure, come abbiamo fatto noi: Passo delle Palade – Rifugio Maddalene / Rifugio Maddalene – Bivacco Pozze / Bivacco Pozze – Cis
Ultima possibilità: la Traversata delle Maddalene in quattro tappe. In questo caso, hai decisamente più libertà sulla gestione dell’itinerario. Il chilometraggio si riduce, la permanenza in ambiente ti permette di esplorare i dintorni, e fare micro-gite molto belle… e di raggiungere anche qualche cima in più (se le gambe lo consentono). Ne trovi di linkate nel corso di questo articolo!

Prima tappa: dal Passo delle Palade al Rifugio Forestale/Malga Val
Sul Passo delle Palade (1518 mslm) ci facciamo allettare dal pannello che illustra il sentiero Bonacossa, non ci facciamo intimidire dal rapporto tra rosso e verde sul prospetto delle altimetrie, e partiamo: da adesso, non abbandoneremo i segnavia 133 fino alla fine.
Il primo passo e salire al Lago di Luco/Laugensee (2182 mslm), salita verticalissima su sentiero, che accumula un bel pezzo del dislivello di oggi. Con calma comunque ci si arriva, e lo spettacolo è riappacificante
Se vuoi salire sul Monte Luco (magari non oggi, perché la tappa è ancora lunga se percorri tutta la traversata in sole due tappe) o fare una gita in giornata con questa meta, la nostra relazione sta arrivando!

Dal lago pieghiamo verso est per percorrere delle belle conche ampie e silenziose, fino ad arrivare al magico Bait del Batista (2100 mslm), un ricovero di emergenza ricavato da un grande masso; niente posti letto qui, ma se ti sorprende il maltempo è perfetto. Una coccola fuori dal tempo.
Il tratto successivo ci fa camminare alti sul Piano di Bella Selva e ci fa calare su Malga Castrin (1813 mslm), punto ristoro ed eventualmente pernotto quando in stagione.
Mettiamo i piedi su forestali che conosciamo: camminiamo ora per un po’ sull’Anello delle Malghe delle Maddalene, altra bella (e golosa) gita di giornata che ti consigliamo.
Con la salita, la forestale torna ad essere sentiero fino ai ruderi di Weissalbl, poi più stretto sentiero fino a Kessel Alm (malga Kessel di Sopra, 1921 mslm). In stagione, qui il malgaro vende bevande – ma in realtà, puoi comprarle anche quando non c’è nessuno, lasciando un soldino nel barattolo “Kassa” a forma di bidone del latte. E che fai, non approfitti di una birretta?
Da Kessel Alm inizia il tratto più emozionante e avventuroso della giornata: il sentiero 133 si fa sottilissimo taglio di versante, con modesti saliscendi ma una certa esposizione verso i boschi e i prati di Proveis. Passo sicuro, meta ben chiara di fronte a noi e “pettonare”. Arriviamo così, con l’orologio che ha corso tantissimo nel frattempo, verso il Sammer Joch, che sfioriamo solamente per salire ancora un po’ verso i laghetti Samersee, 2215 mslm (sul percorso) e Goldlahsee (deviazione).
Noi troviamo i laghetti ancora parzialmente ghiacciati e lo spettacolo, unito alla fatica della giornata e alla preoccupazione di non farcela per neve, ci fanno esplodere in un’emozione che fatichiamo a controllare. Indimenticabile.

Dai primo del laghetti non resta che risalire ad un ardito passo a quota 2234 mslm – leggermente franoso, e molto pendente – e da qui scendere un po’ lungamente fino a Malga Val/Rifugio Maddalene (1925 mslm). Quando il rifugio è chiuso, resta aperto il bel ricovero invernale, che offre 16 posti letto a castello e luce elettrica (il tavolo per mangiare però è fuori e non c’è cucina a disposizione).
Qui finisce la prima, incredibile tappa della traversata. È una tirata, ma ha tantissimo da dare in cambio.
Traversata delle Maddalene, prima tappa: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Gruppo delle Maddalene, tra Val di Non e Val d’Ultimo |
| 📍 Partenza | Passo delle Palade (1518 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Rifugio Maddalene (1925 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1350 m |
| 📏 Lunghezza | 20 km |
| ⏱️ Tempo | 10 ore |
| 😅 Difficoltà | Difficile |
| 💧 Acqua | Ci sono alcune fonti tra malga Castrin e Kessel |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n. 64 – Val di Non, Le Maddalene |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Seconda tappa: dal Rifugio Forestale a Rabbi
Ci lasciamo alle spalle il Rifugio Maddalene per scavallare il dosso che vediamo verso sud, lo aggiriamo e perdiamo un po’ di quota per scendere al Bivacco Forestale, piacevole nido nel bosco (1830 mslm, qui trovi quello che devi sapere sul bivacco). Risaliamo brevemente e percorriamo il primo stretto sentiero a mezzo versante di oggi, per arrivare a calare su Malga Masa Murada (2046 mslm), nel cuore dell’Alpe di Lavazzè.
Ci ricordavamo Masa Murada chiusa, con le chiavi da richiedere nel caso si volesse dormire dentro. Ora c’è un locale aperto, con tavolo e cucina; al piano superiore, tre brande con materassini di gomma (una delle brande poggia su quattro torri di Jenga dalla stabilità opinabile, ma le altre due sono ok). In ogni caso, qui puoi esplorare Masa Murada (e l’eventuale deviazione per lo splendido laghetto alpino Poinella).
Dopo la malga, c’è tocca la prima vera impennata della giornata: la salita al Passo Binasia (2296 mslm), che tuttavia, in assenza di nevai residui, non è così tosto come sembra. Dopo il passo il panorama si apre tantissimo e si cala a Malga Binasia, dove si trova anche l’omonimo bivacco (2138 mslm). Il bivacco offre otto posti letto e una bella cucina, e credo una fonte (chiusa quando ci siamo passati, ma era ancora fuori stagione).

Poco sopra la malga, imbocchiamo il tratto più avventuroso, inaspettato e volendo anche “rompiballe” dell’intera traversata: il sentiero infatti corre strettissimo contro il versante, radici e arbusti, erbe ed erosione fanno a gara ad occuparne lo spazio già risicato. Per ben 3 ore serve una buona attenzione per non incespicare; fortunatamente, ogni tanto si aprono passaggi più ampi. Pian piano procediamo verso la testata della Val di Bresimo, una ghiera di montagne vellutate e di conche successive, al centro della quale si trova Malga Bordolona di Sopra (2084 mslm).
A Malga Bordolona di Sopra puoi abbandonare il sentiero 133 e inforcare il 133b per fare la Traversata delle Maddalene Sud (la trovi spiegata poco più in basso).
Dalla malga si riprende a salire per la seconda sfacchinata della giornata, i 360 metri di dislivello per il Passo Palù (2412 mslm). A questo punto, è fatta: si scende a Malga Palù (2088 mslm) e da qui, per strada sterrata e relative scorciatoie, a Penasa di Rabbi (1244 mslm). Ed è fatta!
… a meno che…
Traversata delle Maddalene, seconda tappa: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Gruppo delle Maddalene, tra Val di Non e Val d’Ultimo |
| 📍 Partenza | Rifugio Maddalene (1925 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Penasa (1244 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1194 m |
| 📏 Lunghezza | 23,5 km |
| ⏱️ Tempo | 10/11 ore |
| 😅 Difficoltà | Difficile |
| 💧 Acqua | Fonti presso alcune malghe; in genere l’ambiente è molto ricco d’acqua |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n. 64 – Val di Non, Le Maddalene + Tabacco 1:25.000 n. 48 – Val di Peio, Rabbi, Val di Sole |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
La Traversata delle Maddalene Sud – variante 133b
… a meno che tu non decida di continuare a camminare!
La Traversata Sud delle Maddalene attacca a Malga Bordolona di Sopra (2084 mslm). Un paio di curve della forestale ci porta sul sentiero 133b vero e proprio, direzione Malga Preghena di Sotto (1911 mslm). Occhio che questo sentiero è ingannevole: quasi in quota, apparentemente tranquillo, ma noi ci siamo “persi”, non avendo beccato un paio di segnavia, e abbiamo vagato un po’ per un bosco non troppo mantenuto.
Se hai pianificato di dormire al Bivacco Pozze – o sei in difficoltà e lo vuoi raggiungere prima – da Malga Preghena di Sotto puoi seguire le indicazioni del sentiero 115b per Malgazza e, una volta sul fondo della valle (1600 mslm), prendere la direttissima per il Bivacco Pozze, sentiero 115. Si risparmia tempo, ma la salita finale al bivacco sono 400 metri di dislivello tiratissimi, che non finiscono MAI. Però che dire… il bivacco è sempre un gioiello (e sempre pienissimo, tienine conto).

Da Malga Preghena di Sotto, ci immettiamo in un altro bellissimo sistema di conche, con i nostri piedi che tagliano alti sui prati. Il sentiero ci deposita così a Passo Lainert (2216 mslm), dove prendiamo sulla destra l’ennesima stretta incisione disegnata tra l’erba del pendio, con la mole vertiginosa di Cima Lach a farci da guida. Dopo Passo del’Om (2331 mslm) inizia una sequenza di cresta che richiede in un paio di punti richiede attenzione, ma alla fine si rivela molto più semplice di come la vedevamo da lontano.

Raggiungiamo così la base di Cima Lach: i paletti segnavia ci deviano sul versante, ma con un “piccolo” investimento di dislivello conviene salire sulla cima (2439 mslm): non solo risulterà il punto più alto della traversata, ma la vista offerta – sulle Maddalene, sul Lainert, sulle Dolomiti di Brenta, su tratti della Valle di Bresimo e della Val di Non, è spaziale. Poi si riscende, ci si riallaccia al percorso normale e si sale in un attimo su Cima Vese (2400 mslm), che neanche lei è brutta.

Da Cima Vese inizia la lunghissima teoria di cresta – con un paio di dossi da salire “per varietà”, come il Candei e il Paròl – che costituisce il grosso della tappa. Pendenza ripidina in alcuni tratti di discesa, alcuni passaggi un po’ ravananti tra arbustini e rododendri, qualche sbriciolio.
Poi tutto si normalizza e camminiamo per la seconda metà della cresta tra boschi e prati, larici più o meno imponenti, tranquille anse del sentiero; alcuni tratti sono stupendi, con la luce che filtra tra le chiome, e un gradito camminare facile. I sentieri si fanno forestali, superano un paio di bivi – noi sempre a puntare direzione Cis – e ci immettono in un ultimo sentiero, eterno zigzag nel bosco, giù verso l’abitato, che si preannuncia come tetti e campanile sopra i meleti.
Seguiamo l’asfalto, godiamo di fontane-lavatoi generosi, superiamo frazione Viar e siamo a Cis (728 mslm), dove un cartello vorrebbe rimandarci al Passo delle Palade (55,5 km da qui!), e dove aspettiamo tranquilli l’apertura dell’ottimo Bar del Comun per iniziare a festeggiare questa avventura che abbiamo già impresso sottopelle!
Traversata delle Maddalene Sud: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Gruppo delle Maddalene, tra Val di Non e Val d’Ultimo |
| 📍 Partenza | Malga Bordolona di Sopra (2084 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Cis (728 mslm) |
| 📐 Dislivello | 721 m |
| 📏 Lunghezza | 18,3 km |
| ⏱️ Tempo | 8 ore |
| 😅 Difficoltà | Difficile |
| 💧 Acqua | La prima parte è abbastanza ricca di acqua; la seconda metà ne manca completamente |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n. 64 – Val di Non, Le Maddalene |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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