Sappada a fine autunno, cinquanta centimetri di neve, gli impianti che aprono. È sabato, e prevediamo un certo movimento in paese. Apriamo la carta topografica e cerchiamo qualche angolo poco “commerciale”. La ciaspolata a Passo della Digola ce l’hanno consigliata in molti: la direzione è decisa. Proviamo però a fare un anello?

Cosa troverai nella ciaspolata al Passo della Digola:
Fatica
Difficoltà tecnica
Panorama
Canada

Casera Tamer di dentro

Da Sappada al Passo della Digola

Lasciamo l’auto nei parcheggi delle piste da sci in zona Contrada Palù – verso Nevelandia, per intenderci – e ritorniamo sui nostri passi in direzione dell’area Camper. La nostra escursione inizia prendendo la strada poco più a nord del parcheggio camper, sulla sinistra (1188 mslm).

Scendiamo di qualche metro verso il corso del Fiume Piave e superiamo il fiume grazie al ponte. Un pannello ci informa della direzione, elencandoci una gran quantità di sentieri e facendoci venire l’acquolina.

Seguiamo per alcuni metri il percorso – già ben battuto – lungo il fiume, fino a un secondo ponticello (1186 mslm). La necessità di doverci orientare non basta a distrarci da un ambiente meraviglioso: il Rio Storto, nero in contrasto con la neve, scorre al centro di un’ampia apertura tra i boschi. Di fronte a noi cime le innevate sembrano elevarsi direttamente dalle punte degli alberi, e gli alberi… beh: gli abeti qui sono ancora carichi di neve. Ci viene in mente una specie di Canada da stereotipo.

Piave Sappada

Una nota: rimanendo sulla destra del Rio Storto, senza attraversare il ponte, e proseguendo dritti, si arriva in meno di quindici minuti al Laghetto Ziegelhutte (che visiteremo più tardi, al ritorno). Noi superiamo invece il ponte e prendiamo sulla sinistra. Siamo sulla forestale/sentiero 314, la cui meta finale è il Passo Oberenghe. Siamo anche sullo stesso itinerario dell’Alta Via numero 6.

Seguiamo la forestale, ben battuta e senza mettere ciaspole, fino a un primo bivio (in carta a 1210 mslm), che ignoriamo. La pendenza per ora è davvero risibile: diventerà più intensa fra poco, in corrispondenza di un secondo bivio (circa quota 1240 mslm, in carta). Qui abbandoniamo il 314 per la forestale sulla destra, che fortunatamente troviamo già in parte battuta da uno scialpinista.

NOTA BENE: in caso di manto vergine, l’orientamento da qui può farsi complesso. In questo caso conviene seguire il tracciato su una App per escursionismo, oppure tornare indietro e salire al Passo della Digola per la pista battuta da Borgata Lerpa.

Silvia ciaspolata a Passo Digola

Da questo secondo bivio la pendenza si fa più decisa, mentre il percorso si infila in un bel bosco – il Rio corre più in basso, ora, e il suo suono non arriva più a noi. Un terzo bivio, corrispondente all’indicazione delle Paludi Tàmerle, ci segnala che manca un’ora e un quarto al Passo (sì, è un percorso piuttosto lungo). In condizioni normali sarebbe possibile tornare a valle già da qui, per una strada differente, ma un cartello – piuttosto vissuto, in realtà – segnala la deviazione come non agibile a causa di lavori boschivi.

Proseguiamo, quindi, e in poco meno di un’ora – con il panorama che ad un certo punto si apre, siamo a malga Tamer di Dentro (1650 mlsm).

Ciaspolata Casera Tamer da Sappada

La bella malga si trova lungo la pista ben battuta che sale da Contrada Lerpa di Sappada. Ad accoglierci, un’arcigna scultura di legno raffigurante un cacciatore (armato).

Ciaspoliamo gli ultimi 15 minuti fino al Passo della Digola (1674 mlsm), dove un forte vento – con il conseguente abbassamento della temperatura – si incunea tra Terza Piccola e Terza Media. L’invogliante pista battuta scivola piano sotto di noi, in direzione Campolongo di Cadore.

Passo della Digola

Dal Passo della Digola a Sappada per la pista battuta

Tra le cose che ci hanno detto, c’è anche quella che a Malga Tamer di Dentro ci si sale in motoslitta. Beh: perseveriamo comunque nella nostra idea di fare l’anello, attirati anche dalla possibilità di accelerare il passo lungo la pista battuta. Fin qui infatti l’escursione è stata bella lunga – sono passate poco meno di tre ore – e ohimé quasi completamente in ombra: abbiamo insomma voglia di un po’ di ristoro!

Così è. Torniamo infatti a Malga Tamer di Dentro, dalla quale proseguiamo dritti sul segnavia 313… non prima di un consiglio importante!

Il consiglio è questo: se è all’incirca ora di pranzo ed è tardo autunno/primo inverno, non farti tentare dalle molte panche della malga, che sono pure ben protette dagli spioventi del tetto. Sarai in ombra, e mangiando prenderai un bel po’ di freddo. Prosegui invece per una ventina di minuti in discesa lungo la pista, e troverai un bell’angolino al sole!

Silvia nella ciaspolata a Passo della Digola

Della discesa lungo questa via non c’è molto da dire, se non che

  • l’attacco della deviazione sulla sinistra per Tamer di Fuori (sentiero 313 tratteggiato in carta) è invisibile
  • scesi sotto il 1500 metri di quota, in corrispondenza di un tornate della pista, si apre un panorama spaziale su Sappada, Cima Sappada con Capanna Bellavista, sulle cime del gruppo Siera-Creta Forata-Cimon, sull’imbocco del Canale di Gorto e sul tratto di Carnica retrostante
  • a quota 1240 mslm la pista piega bruscamente sulla sinistra e ti impone di raggiungere Borgata Lerpa prima di ritornare al parcheggio delle piste, allungando non poco il ritorno. Conviene allora fiondarsi giù per il bosco (con attenzione, e meglio se la neve e fresca) e raccordarsi al ponticello sul Rio Storto. Anche questa deviazione è segnata in carta con tratteggio rosso.

Panorama Sappada

Infine, fatto trenta, perché non fai trentuno? Una volta tornato al ponticello sul Rio Storto, non ci sono scuse: prendi in direzione Ziegelhutte e vai a goderti lo specchio “informe” (sembra un brutto aggettivo, ma ti assicuro che non lo è) del laghetto tra la neve. Ne vale la pena. (Parliamo del laghetto nell’articolo dedicato a Sappada).

Ciaspolata a Passo della Digola: dati tecnici in breve

Dove siamo: in Carnia, a sud dell’abitato di Sappada, stretti tra Terza Piccola e Terza Media. Il Passo della Digola collega sappadino e Cadore.

Partenza: Sappada, Contrada Palù (1188 mslm)

Arrivo: Passo della Digola (1674 mslm)

Dislivello: 500 m

Lunghezza: 15 km

Tempo: 5 ore tutta l’escursione

Difficoltà: media. Non sono presenti difficoltà tecniche, ma se il percorso di salita non è battuto può risultare piuttosto faticoso (e dall’orientamento non banale).

Cartografia: Carta Tabacco n. 1 – Sappada, Santo Stefano, Forni Avoltri (se non ce l’hai puoi comprala su Amazon)

NOTA BENE: nel tracciato Komoot è compresa anche la deviazione al Laghetto Ziegelhutte di Sappada (circa 30 minuti di deviazione andata e ritorno)

Ciaspolata ad anello a Passo della Digola - pin