Mentre ero a Padola e descrivevo la zona agli amici al telefono, la risposta più gettonata era: “ma cos’è? Il fantabosco?” Già, la verità è che tutta la zona del Comelico, superiore e inferiore, è di una bellezza incredibile.

Ancora lontane dal turismo di massa, le Dolomiti del Comelico offrono scenari da favola in tutte le stagioni, ospitalità e accoglienza sono innate, si mangia divinamente e si vive ancora meglio.

Silvia tra i crochi a Padola

Cosa vedere a Padola?

Pàdulä, come la chiamano in dialetto locale, è una frazione del comune di Comelico Superiore. Un paese di meno di mille abitanti che, ad uno sguardo veloce, potrebbe anche non catturare l’attenzione, se non fosse per…

Se non fosse per i bellissimi fienili che costellano il fianco del monte, le splendide cime dolomitiche che lo circondano, l’incantevole Val Grande, le graziose camminate e la cura dei dettagli di questo luogo incantato.

In più di due mesi l’abbiamo esplorata in lungo e in largo. Ti raccontiamo cosa vedere se trascorri una vacanza qui, ma soprattutto come non perderti l’atmosfera che si respira. Goditi un pomeriggio per osservare le nuvole che corrono veloci, aspetta il venerdì mattina per il mercato del paese, parla con le persone, respira.

Chiesa di San Luca Evangelista

Proprio al centro del paese si trova la Chiesa di San Luca Evangelista, datata 1869, che sostituì quella precedente del XIV sec. della quale è conservato solo l’altare ligneo. Gli affreschi pregiati sono opera del De Lorenzi.

È la Chiesa del Paese, ma è anche il fulcro della vita cittadina. Nella piazzetta di fronte infatti ci sono bar e negozi che richiamano le persone a suoni di promozioni, torte di strudel e bicchieri di vino.

Il venerdì mattina qui si tiene anche il mercato di paese.

Piazza centrale a Padola in Comelico

Chiesetta di S. Anna

Sulla strada che da Padola porta al Passo di San Antonio si trova una antica chiesetta, costruita tra il 1694 e il 1699, che ha preso il posto di un altariol esistente già dal XVI sec.

La struttura particolare, in stile gotico con influenze rinascimentali, presenta una pianta a due ottagoni in cui il più piccolo funge da abside. È una ottima meta per una passeggiata tranquilla dal paese.

Museo della cultura alpina ladina del Comelico

Al centro di Padola, proprio all’interno dell’edificio Ex Scuole Don Bosco, si trova il museo della cultura alpina ladina. Un percorso attraverso oggetti e ambienti del passato, in grado di far riscoprire la vita domestica d’un tempo e gli antichi mestieri. Fa il paio con il museo di cultura ladino Algudnei di Dosoledo.

Purtroppo quando siamo stati noi era in ristrutturazione, ma ci hanno detto essere molto caratteristico.

La Stua

Lungo il torrente Padola si trova La Stua, un antico sbarramento artificiale che rendeva possibile la fluitazione del legname. Risale al XIV secolo, e si tratta dell’unico sbarramento di questo genere rimasto in Europa. Originariamente era costruita interamente in legno, mentre l’attuale e imponente replica è in pietra viva e legno, ed è datata 1818.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Lo sbarramento formava un lago a monte che poteva contenere 2 milioni di metri cubi d’acqua. L’acqua, una volta aperte le paratie che fungevano da tappi, veniva scaricata a valle con un flusso così potente da riuscire a trasportare i tronchi fino al Piave. Da qui venivano trasportati su zattere fino a Venezia, da dove poi il pregiato legno del Cadore raggiungeva il mondo.

La strada della valle e le ferrovie ne decretarono l’inutilizzo, ma recentemente è stata trasformata in un museo al cui interno alcuni pannelli ne raccontano il funzionamento.

La Stua a Padola

La latteria La Genzianella di Padola

Proprio accanto al museo della cultura alpina, si trova la latteria di Padola. Tappa imperdibile per gli amanti del formaggio.

Su tutti ti consigliamo il formaggio mezzano della Val Comelico (nei diversi gradi di stagionatura) e lo Zigar (una ricotta con erba cipollina).

📌 All’interno del complesso delle Ex Scuole Don Bosco.

Le terme di Padola?

Come, a Padola ci sono le terme? Sì, e sono pure bellissime… peccato solo che siano chiuse. Le terme di Valgrande sono il tentativo del Comelico di attirare il turismo termale nella zona: un tentativo iniziato già nel 1894, e terminato nel 2003.

Dopo 11 milioni di soldi pubblici spesi e indebitamenti di imprenditori locali che hanno tentato di tenere in piedi la struttura, le terme sono abbandonate ormai da 10 anni.

Un vero spreco, data la bellezza del luogo. Se però sei alla ricerca di un po’ di relax termale ti consigliamo di dirigerti oltre il Passo di Monte Croce Comelico alle splendide terme del Camping Caravan a Sesto, decisamente uno dei nostri luoghi del cuore.

terme di Valgrande

La Regina della Val Comuna

Se sei un’amante degli alberi (come noi), sicuramente resterai incantato dal racconto della Regina della Val Comuna. Si trova nei dintorni di Valgrande, nei pressi della sorgente di acqua solforosa in località Val Comuna, e si tratta dell’albero più grande della Val Comelico.

Un abete rosso di 50 metri di altezza che si stima abbia più di 200 anni.

📌Rovescio della medaglia? La sua posizione non è segnalata. Quindi, se non sei fortunato da trovare qualcuno che ti accompagni, nessuno ti saprà spiegare con precisione come raggiungerlo. Peccato.

Le sorgenti

La sorgente di acqua solforosa “Aga Puza”

Questa sorgente fa del Comelico Superiore un comune termale. L’origine del nome comeliano “aga puza” è facilmente intuibile per la presenza di idrogeno solfato. L’unicità della sorgente è legata in realtà ad un complesso sistema idrogeologico. Queste acque sono famose per gli effetti benefici.

📌La sorgente si trova all’interno del Bosco Val dell’Acqua. Dall’edificio colonico di Valgrande segui le indicazioni (sbiadite) verso sinistra.

La sorgente di acqua ferruginosa “Aga Rossa”

Uno dei nostri luoghi del cuore. Questo posto ad uno sguardo distratto potrà non sembrare nulla di speciale. Eppure, nel suo insieme è delizioso. Alcuni gradini conducono ad una fonte di acqua ferruginosa dove accanto si trova un altarino alla Madonna e una panchina in legno.

Niente di speciale appunto, eppure sembra essere uscito da un manuale di feng shui. Siediti qui e ascolta i rumori del bosco, il cinguettio degli uccelli, lo scrosciare dell’acqua. L’acqua invece sa proprio di ferro!

📌 In Via delle Acque Rosse. Nella parte alta di Padola, da dove inizia anche il sentiero per la Casera Aiarnola.

sorgente acque rosse a Padola

I laghi Padola

Il lago S. Anna

Proseguendo verso il Passo di Sant’Antonio, poco dopo la chiesetta di Sant’Anna, sorge il delizioso Lago di Sant’Anna. Nonostante si trovi a poca distanza dalla strada (se stai guidando e sei concentrato sulla strada, rischi addirittura di non vederlo), la quiete che si respira in questo luogo è impagabile.

Nel periodo invernale si può scendere al lago con una passeggiata di pochi minuti da fare con le ciaspole. Il lago ghiacciato regala uno scenario strepitoso.

In estate è aperto anche uno chalet-ristorante in riva al lago, ed è possibile pescare.

📌 Si trova poco prima del Passo di Sant’Antonio.

Il Lago di Campo e i fienili

Uno dei luoghi più suggestivi di Padola è sicuramente il morbido versante imperlato di piccoli fienili. In inverno qui si snoda la pista di fondo, mentre in estate è un luogo ideale per una breve passeggiata assolata.

A poca distanza c’è il Lago di Campo, un piccolo laghetto alpino circondato da alberi.

📌 Si trova poco dopo gli impianti di risalita, sulla destra.

Il Lago Aiarnola

Nascosto tra i boschi del versante che da Padola porta alle cime rocciose che dominano il panorama, il Lago Aiarnola è una piccola gemma. Perfetto per rilassarsi nella natura, magari con un libro.

📌Lo puoi trovare lungo il sentiero che dalla strada del Passo di Sant’Antonio porta alla Malga Aiarnola.

Lago Aiarnola

Legno, pietra e… misteri

La pèrä dla borciä: il mistero del Comelico

Si tratta di un monolite squadrato con cinque coppelle identiche e perfettamente distanziate. A cosa serve? Nessuno l’ha ancora capito.

📌 Si trova poco prima della Chiesetta di Sant’Anna.

Troi di mistieri

Si tratta di un sentiero tematico che collega Padola alla bellissima Dosoledo. Il sentiero ripercorre un antico percorso rurale di collegamento tra i due paesi: scende fino al torrente per risalire dall’altro lato.

Il percorso è stato impreziosito dalla presenza di opere lignee esplicative della tradizione dei mestieri della zona grazie alle abili mani degli scultori locali. Ogni opera racconta la storia degli antichi mestieri.

In inverno, ti consigliamo di percorrere il sentiero solo se adeguatamente attrezzato. La neve infatti spesso ghiaccia e può essere pericolosa.

Ti consigliamo di dare un’occhiata agli altri percorsi che partono da Dosoledo. Esistono infatti altri 3 sentieri tematici: il troi dli tradizion che porta a Candide, il troi di bacani (dei contadini) che porta a Casamazzagno e il troi dli mascri (delle maschere) che porta alla località di Leri… sono davvero uno più bello dell’altro.

📌 Il troi di mistieri inizia in Via Torrente Padola, dove trovi già le prime indicazioni e le prime opere lignee.

Troi dei Bacani Dosoledo-Casamazzagno

Negozi di artigianato

Nel Comelico esiste un’antica tradizione di falegnami, scultori e intagliatori. L’abbondanza e il pregio del legname della zona, si uniscono alla bravura di questi artisti.

In centro a Padola ci sono numerosi negozi di artigianato dove acquistare deliziosi souvenir, espressive maschere e preziosi elementi di arredo. Trovare il tuo pezzo di Comelico da portare a casa non sarà difficile.

📌 Ti consigliamo la bottega di Emilio Carbogno in via Sant’Anna (a pochi passi dalla chiesa). Un vero e proprio artista del legno, che con scalpello e sgorbia riesce a trasmettere tutto il suo amore per quest’arte in capolavori lignei.

Negozio di artigianato Carbogno

Rifugi di Padola

Rifugio Lunelli

Una passeggiata quasi “per turisti”, ma che vale la pena di fare! Dalla Val Grande si sale per la facile forestale che attraversa il bosco fino alla zona chiamata Selvapiana. Qui il Lunelli è circondato da imponenti montagne. Proprio da qui partono altri interessanti sentieri, come quello che porta al Rifugio Berti, o quello che raggiunge la sommità del panoramico Colesei. Se ti senti più avventuroso, al Lunelli puoi arrivarci seguendo un sentiero meno battuto, all’incirca parallelo alla forestale.

Rifugio Col dla Tenda

Dal paese, di fronte al Ristorante Sky, partono gli impianti di risalita. Da qui con la seggiovia puoi salire fino al Rifugio Col dla Tenda, da dove partono numerosi sentieri verso malga Aiarnola, Padola Selvapiana e Valgrande.

Il panorama che si gode su tutta la Val Comelico da qui è unico.

Rifugio Col dla Tenda

Cosa fare a Padola in inverno

Lo sci di fondo

Padola è il paradiso per lo sci di fondo: il lago da Campo e i fienili di Padola innevati offrono scenari incredibili. Con gli sci ai piedi è possibile raggiungere la Val Grande partendo dal centro del paese, e ritornare in paese per vie diverse, nascoste nel bosco.

Lo sci di discesa

Padola è l’unico paese del Comelico con piste da sci a portata di mano. Una moderna seggiovia sfreccia subito dietro il campanile della città e abbraccia 5 piste di diverse difficoltà.

È da anni in progetto il collegamento con le piste della vicinissima Pusteria, che permetteranno di fare il Grande Giro delle Cime: un unico skipass che includerà il comprensorio sciistico delle Tre Cime. Ben più di un progetto, dato che i fondi sono già stati stanziati: ma ad oggi, ancora nulla di fatto.

Lo scialpinismo e le ciaspole

E siamo arrivati al nostro grande amore: scialpinismo e ciaspolate. In Comelico c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

Le cime e le forcelle che dominano Padola in inverno si trasformano in fantastici terreni di gioco, sui quali far scorrere gli sci o affondare le ciaspole.

Le cime solitamente riservano tutte difficoltà alpinistiche, mentre le forcelle sono tendenzialmente più semplici per cui ce n’è per tutti i gusti: dalle MS alle OSA, avrai solo l’imbarazzo della scelta. Ovviamente, qualunque strumenti tu decida di utilizzare, informati prima su stato della neve, effettiva difficoltà, e via dicendo!

📌 Nel blog, al “tag comelico” trovi le nostre preferite.

Silvia sulle piste da sci di Padola

Passeggiate e trekking a Padola

Nella stagione estiva, passeggiate ed escursioni sono un must. Da Padola ne partono di tutti i tipi e di tutte le difficoltà. Sentieri immersi nel bosco dove andare alla ricerca di funghi (non chiedermi dove, perché sai che i micologi non svelano mai i luoghi migliori), riposarsi all’ombra di qualche pineta, immergere i piedi nei ruscelli o attraversare ambienti dolomitici impervi con impegnative vie alpinistiche.

Qui ci “limitiamo” a consigliarti 4 semplici camminate, ma sappi che non basta un mese per esaurire questi luoghi!

Ci sono molti libri e libretti che parlano delle escursioni in Comelico (e molte depliant e brochure le puoi trovare negli Uffici del Turismo). Secondo noi, però, prima di caricare la macchina per iniziare la tua vacanza e raggiungere Padola, c’è un passaggio obbligato: comprare la carta Tabacco della zona (è la numero 17, Dolomiti di Auronzo e Comelico, se non ce l’hai puoi prenderla su Amazon).

Non dico che devi fare come noi – cioè passare la sera a sognare cime, nomi e curve di livello – ma curiosandola potrai scoprire tantissime cose nascoste di questo territorio.

E, chiaro: tienila sempre in zaino!

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

 

Da Padola alla Val Grande 

Dal centro di Padola si può fare una bellissima passeggiata (sia d’estate che d’inverno) verso la Val Grande. Dalla chiesa Madonna delle Grazie, all’ingresso del Paese, puoi intraprendere un percorso di circa 4 km che porta fino alla splendida località di Valgrande.

Per arrivarci  hai due opzioni:

  • percorrere la strada asfaltata,
  • seguire la pista ciclabile,
  • imboccare il sentiero al di là del torrente (i locali lo chiamano Canal).

In meno di un’ora ti troverai al cospetto di un’ambiente maestoso: dai dolcissimi prati della Valgrande si ergono maestosi il gruppo del Monte Popera e la Cima Bagni, con una vista su torrioni rocciosi e guglie dolomitiche strepitose.

📌 Puoi partire da Kral Ladin, dove ci sono anche giochi per bambini e attività sportive.

Fienili a Padova con crochi allo scioglimento della neve

Passeggiata del Tabiadel sopra Padola

Nome del tutto inventato. Perché in realtà questa camminata non è segnata in carta, ma è impossibile perdersi (il tracciato è evidente, e ci sono cartelli a sufficienza) ed offre un bellissimo scenario.

📌 Dalla Via delle Acque Rosse, imbocca il sentiero che inizia sulla destra (è molto evidente e segnalato da un cartello). Il percorso è interamente in piano e percorre il versante sopra al paese, permettendoti di osservare la bella Padola dall’alto e di sbucare proprio tra i nostri amati fienili.

La via Crucis di Padola

Una passeggiata un po’ inusuale, certo, ma la Via Crucis di Padola è davvero deliziosa.  Ogni stazione è rappresentata da un piccolo tabià in miniatura, all’interno del quale è raffigurata la stazione corrispondente. Percorrendola passerai davanti ai morbidi prati che circondano il paese.

via crucis di Padola

Trekking alla Malga Aiarnola e verso il Rifugio Lunelli

Due passeggiate bellissime e abbastanza semplici. Per le descrizioni dettagliate ti consiglio di consultare gli articoli del percorso verso la Malga Aiarnola e quello verso il Rifugio Lunelli.

📌 Puoi trovare altri spunti cliccando il “tag comelico”. Anche se molte le abbiamo fatte con la neve, i percorsi sono gli stessi anche in estivo.

Dove dormire a Padola

In paese ci sono un paio di hotel, ma noi ti consigliamo di rivolgerti al Consorzio Turistico della Val Comelico per avere la lista delle altre forme di accoglienza. Scegli il tuo appartamento preferito, e immergiti nell’ospitalità del Comelico.

Se hai seguito su Instagram la nostra avventura a Padola, sai che noi siamo grandi fan della Carmela. Contattaci se sei interessato!

Cosa vedere a Padola in Comelico Superiore pin