Questa non vuol essere soltanto una guida, ma un vero e proprio tributo alla Val Comelico. Una valle che ci ha accolti, ospitati, coccolati, viziati, in inverno come in estate. Tra le sue montagne, tra i suoi paesi, tra la sua gente ci siamo innamorati perdutamente di uno stile di vita che ancora non sapevamo quanto bello potesse essere.
La Val Comelico è fatta da immensi boschi centenari, morbidi prati puntinati da deliziosi fienili e splendidi borghi attorniati da alcune delle più strepitose cime dolomitiche.
“E di borgate sparse nascoste tra i pini e gli abeti tutto il verde Comelico”. Giosuè Carducci
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Dov’è la Val Comelico?
Ci troviamo nella parte più orientale delle Dolomiti. Tra Veneto e Pusteria, tra i Monti Pallidi e le Alpi Carniche, tra Italia e Austria. Dove morbidi prati dai fianchi dolci si alternano alle cime aspre e nude, dove le creste, dopo essere state teatro di aspri conflitti sono oggi luoghi di memoria e tolleranza. Siamo in una terra di tradizioni forti e natura incontaminata.
Se alzi lo sguardo… ecco, hai visto niente di particolare? Esatto, il Col Quaternà, con i suoi 2503 mslm, è un vulcano inattivo. E sembrerebbe proprio il primo indiziato della bellezza di questa valle: con lo sprofondamento della camera magmatica infatti avrebbe dato vita allo splendido paesaggio.
Ma se tieni ancora gli occhi rivolti verso l’altro non potrai non notare il gruppo dolomitico del Popera, con la splendida Croda Rossa, Cima Undici, Monte Popera, Cima di Padola. Poi la dorsale o cresta Carnica con in primo piano il Monte Palombino, il Cavallino e il Vanscuro. E ancora, la bellissima Croda dei Longerin, il Monte Spina e, più in là, Brentoni e Crissin.
Ecco, tra queste cime, tra i confini e i fienili, nel legno dei boschi e nell’acqua dei torrenti nasce la Val Comelico.

I paesi della Val Comelico
La vista delle crode che circondano Padola è secondo me una delle più belle al mondo, ma il Comelico non finisce qui: perdersi tra le torbiere di Danta, riassaporare le tradizioni tra i fienili di Dosoledo, ammirare la terrazza panoramica della Chiesa S. Leonardo a Casamazzagno. Ma anche scoprire la solitaria Sega Digon, Costa, Candide, Costalissoio, Casada, Campolongo, Santo Stefano, San Nicolò, Costalta, Valle, San Pietro, Presenaio e Mare.
Da fare ce n’è, perché ogni borgo merita una visita. Completamente diversi tra loro, questi splendidi paesini sono accumunati da anni di storia, cultura e tradizioni uniche.
In estate i borghi sembrano dolcemente adagiati sui pendii per prendere il sole, mentre in inverno i tetti bianchi regalano scenari mozzafiato.

Passeggiate escursioni e trekking in Val Comelico
Te lo dico con tutta franchezza: non so da dove iniziare. Ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le difficoltà.
Te ne elenco alcune, a titolo assolutamente non esaustivo, tra le nostre preferite:
Passeggiate semplici in Comelico
Ovviamente, tra i percorsi facili più belli della Val Comelico ci sono i Troi della Val Comelico, piacevoli sentieri che collegano Dosoledo ai paesi circostanti, recuperati e valorizzati con l’installazione di decide di sculture in legno che raccontano gli ambiti della vita tradizionale, dai mestieri al Carnevale, passando per riti e leggende. Le sculture sono bellissime, gli ambienti attraversati pure!
- Il belvedere della Chiesa di Santa Barbara a Danta;
- Le torbiere di Danta, due facili passeggiate attraverso una dei siti di maggior rilevanza naturalistica dell’intero Veneto;
- Camminata dalla Val Grande al Rifugio Lunelli, semplice escursione con pochissimo dislivello, ma molto remunerativa per il paesaggio verdissimo circondato dalle alte crode; la vista, già alla “bassa quota” del Lunelli, è eccezionale;
- Il Sentiero della musica di Padola con sculture e giochi interattivi fino alla sorgente di acqua solforosa “acqua puzza”;
- Passeggiata dal centro di Padola ti porta alla scultura a cuore, al Lago di Campo e, attraverso il sentiero denominato “Canale”, fino alla Val Grande. Per noi quasi un rituale per il momento prima di cena – i fieniletti che punteggiano i dintorni del paese sono pura poesia;
- Camminata dalla chiesetta di Sant’Anna a Malga Aiarnola per la piacevole forestale;
- Camminata da Passo di Sant’Antonio, seguendo il sentiero 164, fino a Malga Aiarnola; organizzandosi con due auto o con i mezzi pubblici, è possibile scendere poi direttamente a Padola;
- La Stua di Padola, l’antica chiusa per la fluitazione del legname risalente al 1500.
Escursioni semplici in Val Comelico
Partiamo con la Salita al Monte Zovo passando per il Rifugio De Doo. Facile, con poco dislivello, ma capace di portarti in un attimo su una delle cime più panoramiche si sembre, dove un totem leggendario ti accoglie e ti segue mentre non sai dove posare il tuo sguardo – Dolomiti di Sesto? Bretoni? Longerin e Visdende? Confine carnico? – e poi finché ti dirigi al vicino Sasso Grigno giusto perché i piedi non possono stare fermi e vuoi vedere un’altra prospettiva.
La bellissima Val Visdende, un polmone verde di rara bellezza, offre inoltre molti itinerari semplici e medi:
- Escursione a Malga Dignas: sulla Strada delle Malghe è quella raggiungibile più velocemente, è genuina e ci si sta molto bene;
- Da Cima Canale, un itinerario di 30 minuti permette di visitare alcuni resti della guerra; si chiama Percorso Postazioni Militari della Grande Guerra;
- Sempre da Cima Canale, una forestale conduce al Rifugio Forcella Zovo; se cerchi una passeggiata senza difficoltà né fretta, è una buona meta;
- Percorso Naturalistico degli Alberi Monumentali: alcuni abeti superano i 50 metri di altezza e i 200 anni di vita – ne basterebbe uno per costruite un fienile intero (ma stanno meglio lì).
Altre escursioni facili in Val Comelico:
- Escursione alla MalgaMelin da Sega Digon attraverso boschi silenziosi che si aprono su enormi prati.
- Passo della Digola da Campolongo (circa 1 ora e mezza)
Escursioni medie e difficili in Comelico
Iniziamo con il botto! Sulla salita al Rifugio Berti e Anello Vallon Popera abbiamo scherzato su come fossero in realtà 5 gite in una… in realtà, sono molte di più! Nella guida alla salita trovi tantissime indicazioni su come comporre tante gite sempre diverse, tra ambiente spaziale, tracce della storia, viste panoramicissime.
Altre escursioni di media difficoltà:
- Anello delle Malghe del Quaternà (lungo, ma tecnicamente facile) con breve variante di salita al Col Quaternà, l’antico vulcano del Comelico. Giro bellissimo, tra confini storici, ampi panorami e profumo di burro.
- Salita al Monte Col da Santo Stefano – da qui si ha una vista eccezionale;
- Percorso del Col Rosson e Costa della Spina in direzione Col Quaternà partendo da Casamazzagno.
In Val Visdende:
- Piccolo anello delle malghe. Una prima esplorazione delle malghe della zona: da Bivio Ciadon (parcheggio a pagamento) si concatenano Malga Dignas, Casera Campobon, Casera Cècido e Casera Manzon; poco dislivello e molta soddisfazione.
- In Val Visdende si srotola in quota la famosa “strada delle malghe”. Si tratta di un itinerario di 17 km che tocca le malghe della valle – alcune attrezzati per la ristorazione; è il genere di percorso ideale per bici ed eBike, alternando tratti asfaltati a comode carrarecce;
- Escursione al Monte Curiè, all’imbocco della Val Visdende, fuori dalle rotte più frequentate ma piacevole;
- Escursione al Monte Schiaron. La salita a questa cima ha dei passaggi non banali, ma il giro ad anello che abbiamo fatto è assolutamente eccezionale, svolgendosi tra ampi prati e aguzze cime. Leggi bene la relazione.
La carta topografica giusta?
Possiamo sembrare dei fissati, ma… una buona carta geografica è fondamentale! Non solo perché ti permette di sapere sempre dove ti trovi, di progettare le tue gite, e di conoscere il luogo in cui soggiorni, ma anche perché, curiosando tra cime, prati, malghe e curve di livello, puoi scoprire tantissime cose altrimenti nascoste… e andare a vederle dal vivo!
La nostra scelta in genere cade sulle Carte Tabacco, e anche in questo caso non fa eccezione: procurati la carta n. 17 – Dolomiti di Auronzo e del Comelico e la carta n. 01 – Sappada, Santo Stefano, Forni Avoltri (per la Val Visdende). In zona trovi anche l’edizione speciale, sempre della Tabacco, che raccoglie in un unico foglio l’intera Val Comelico, e sul retro riporta informazioni sugli itinerari. È davvero bellissima, ma a nostro avviso un po’ ingombrante per l’uso sul campo.
Infine, presso gli Uffici del Turismo del Comelico, ma anche in ristoranti e locali, puoi trovare un bellissimo libro edito dal museo Algudnei di Dosoledo: si intitola semplicemente “Val Comelico – Dolomiti”, e non si trova in Amazon. Quando sei sul posto, compralo o fattelo prestare per darci una letta: è interessantissimo, e pieno di spunti.
Cosa vedere nei borghi della Val Comelico
Un breve elenco di cose per noi imperdibili, da conoscere per approfondire la conoscenza del lato umano di questa valle.
- La Stua di Padola – sbarramento in pietra e legno, restaurato benissimo, che veniva usato per la fluitazione del legno; si trova al limite settentrionale dell’abitato;
- Il museo etnografico di Padola: di musei etnografici ne abbiamo visti tantissimi, ma dobbiamo dire che qui abbiamo visto dei pezzi davvero curiosi; l’esposizione è organizzata molto bene (il museo apre per un paio d’ore nei pomeriggi dei weekend estivi, e organizza visite guidate su prenotazioni – informati presso l’ufficio del turismo);
- La strada dei fienili storici di Dosoledo. È la parallela di Via Risorgimento, ed è uno spettacolo.
- Il museo – o meglio, lo spazio culturale – Algudnei a Dosoledo, che ricerca, salvaguarda e mette in mostra la cultura ladina del Comelico;
- Le chiesette panoramiche della valle, costruite su balconi panoramici davvero invidiabili; tra le più belle ci sono Santa Barbara a Danta (che può inserita anche in un rinfrancante giro ad anello), che lascia davvero a bocca aperta, e la Chiesa di San Leonardo Abate a Casamazzagno.
Il carnevale del Comelico
Uno dei carnevali più affascinanti d’Italia, che culmina con il giorno della mascherata. Tradizionalmente in questa giornata i giovani entravano nelle case dove abitavano le ragazze in età da marito, venendo annunciati da pagliacci, Laché e Matazin danzanti.
La sfilata è organizzata in giornate diverse nelle varie borgate, ma a Dosoledo si svolge ogni anno la mascherata di Santaplonia nella domenica più vicina al 9 febbraio.
Il corteo è suddiviso in due maschere contrapposte: li mascri da bel che rappresentano “la bella gioventù” e i mascri da veciu, che rappresentano vecchi e poveri.
Laché e Matazin guidano i giovani e sono agghindati con scialli di seta colorata, calzoni alla zuava, e un buffo copricapo chiamato bareton. Un cilindro di cartone rivestito di velluto e ornato con collane, spille e ornamenti di ogni tipo alla cui sommità spuntano fiori tenuti insieme da un grosso fiocco dai lunghi nastri colorati (già… mancava qualcosa per dare il senso di opulenza).
I Matazeri guidano i vecchi e sono coperti da scialli scuri, vestiti lisi e oggetti poveri come gusci di noce o tappi di bottiglia. In viso indossano splendide e grottesche maschere di legno, che vengono scolpite dagli artisti locali.
Il tutto condito da polka, valzer, mazurka fino al momento culmine che si ha con la danza di Laché e Matazin, che invocano la protezione della vita agricola e pastorale in arrivo.
Se non sei in Comelico nel periodo giusto, male, ma puoi sempre gustarti il bellissimo troi delle maschere a Dosoledo.

Cosa mangiare in Val Comelico
Bando alla dieta: in Comelico si cammina molto, e quindi si mangia! Piatto d’eccellenza: i casanzés. Grossi ravioli ripieni (spesso di patate, ricotta ed erbette) conditi con litri di burro fuso e ricotta affumicata grattugiata sopra.
In Val Comelico sono buonissimi anche i cneili: gnocchi di pane impastato con latte, pancetta e formaggio. Ma anche gli gnocchi di patate, polenta e capriolo, il cervo in salmì e la minestra d’orzo.
Non perderti, in primavera, la delicatissima minestra di ortiche.

In inverno: sci alpino, sci di fondo, ciaspole e scialpinismo in Val Comelico
Belle piste da sci partono proprio da Padola, ma in zona ci sono soprattutto splendidi percorsi di sci di fondo: su tutti le belle piste della Val Grande.
Molte delle camminate elencate sopra le abbiamo fatte proprio con ciaspole o sci d’alpinismo. In linea generale sappi che: in inverno le cime sono appannaggio dei duri (sono infatti tutte classificate BA – OSA), numerosi i canaloni interessanti per lo scialpinismo, ma ci sono anche forcelle raggiungibili per chi vuole ciaspolare (ma ha già gamba e pratica della montagna invernale) e un intero mondo di strade forestali che raggiungono malghe fiabesche, per chi invece vuole fare meno fatica o è alle prime armi con le ciaspole.
Te ne elenchiamo alcune (in ordine crescente di difficoltà), sempre a titolo non esaustivo! Segui i link per le relazioni complete.
- Ciaspolata in Val Grande o dalla Val Grande al Rifugio Lunelli
- Ciaspolata a Colesei
- Ciaspolata al Monte Zovo
- Camminata dalla chiesetta di Sant’anna alla Malga Aiarnola
- Scialpinismo al Monte Spina
- Salita verso il Col Quaternà con le ciaspole
- Salita al Bivacco Piva con le ciaspole
- Scialpinismo alla Forcella Rocca da Campo (Tre Picchi)
- Scialpinismo al Bivacco Piovan



















Una valle dove il tempo sembra essersi fermato secoli fa, ricca di tradizioni e sentieri da scoprire… sì, mi piace! :-)
Noi siamo rimasti follemente innamorati della Val Comelico…tanto che stiamo programmando di ritornarci in autunno a vedere lo spettacolo dei colori che cambiano!
Ho comperato una casa a San Nicolò. Posto stupendo.
Non potevi fare scelta migliore Marisa! Noi siamo innamorati del Comelico!
Grazie per essere passata per il nostro blog!
Da trent’anni passiamo qui le ferie prima eravamo a Danta e da qlc anno a S. Stefano. Posti bellissimi, boschi tranquilli e ovunque sentiamo serenità e stacchiamo dal caos cittadino. Consigliamo fare anche i rifugi!
Ci siamo persi alcuni dei rifugi perché siamo capitati in Val Comelico in una stagione strana, pressoché tutti erano chiusi! Per il resto, ti diamo pienamente ragione: bellezza, tranquillità, tantissime possibilità per camminare (e di tutte le difficoltà). Io (Davide) sono stato qualche giorno in “ritiro” a Valle di San Pietro, sopra Santo Stefano. Splendido.
Posti stupendi.
Grazie per la vostra bellissima descrizione.
Alvio
Grazie Alvio, ci fa davvero piacere il tuo apprezzamento!
COMELICO