I finestrini abbassati, quella canzone che va, le mani sul volante. Google Maps spento, perché oggi seguiamo l’istinto. Visitare un territorio come il Veneto on the road non è solo questione di consumare chilometri di strada con l’auto, ma è un atto di fiducia: è la strada ad indicare dove devo fermarmi.

Quando decidiamo di partire per un viaggio in macchina cerchiamo di farci un’idea di massima di dove andare, ma sono più le volte in cui abbiamo stravolto il percorso solo per aver notato un invitante cartello marrone con il nome di una località della quale non avevamo mai sentito parlare.

Da Chioggia a Cortina, passando per Padova, Treviso… e non solo. Questo percorso è nato dalla voglia di esplorare più a fondo la nostra Regione: abbiamo tracciato una linea non proprio retta tra Adriatico e Dolomiti, lungo strade storiche e passando per borghi nascosti e meravigliose città.

Piazza Mazzini a Monselice

Con la salsedine nel naso: Chioggia

La nostra avventura inizia da Chioggia, “piccola Venezia” se vuoi fare arrabbiare i locali. Con i suoi colori, i tramonti a pelo dell’acqua, le bellissime case del Canal Vena e la zona antica, questa è una perla sul mare che merita di essere vissuta. Il feel è quello della laguna, ma Chioggia è meno impegnativa di Venezia se il tuo viaggio è car-centrico. Chioggia è una città dal carattere forte, e la sua ricchezza è l’attitudine dura, litigiosa dei chioggiotti (non per niente Goldoni ci ha ambientato Le baruffe chiozzotte). Ma dato che questi pescatori sono in grado ogni mattina di rifornire il Veneto di ottimo pesce, beh: gli si perdona tutto!

Da vedere: Passeggiare per Corso del Popolo. E una delle sagre del pesce che si svolgono in estate (preparati per una gran baldoria).

Deviazioni: Cà Roman e Pellestrina (devi prendere il vaporetto) e il Delta del Po.

Un consiglio in più? Fa in modo di fermarti qui per la sera, e prenota la cena in un ittioturismo. Niente spoiler, se non che sarà un’esperienza sorprendente.

Chioggia in viaggio on the road in Veneto

Da Chioggia a Monselice: campi, campi, e ancora campi

È che il Veneto ha questa antica vocazione agricola, per cui il panorama della pianura è quello delle campagne infinite. Noiose? Forse a un occhio distratto. Poi scopri borghi murati, castelli e ville palladiane, e i discorsi cambiano.

Le romantiche mura di Monselice

Monselice, piccola e splendida città murata, ha – come si suol dire – il suo perché. Sarà l’aura romantica, il prestigioso Castello medievale, o l’ombra dei Colli Euganei, ma Monselice è davvero insospettabile. Prenditi almeno mezza giornata per esplorarla e goderti alcune curiosità (lo sapevi che percorrendo la salita del Santuario delle Sette Chiesette è possibile ottenere l’indulgenza plenaria?).

Da vedere: tutto quello che ti diciamo nella nostra guida di Monselice

Deviazioni: la salita al Monte Ricco.

Un consiglio in più? Sali le Sette Chiesette il giorno di San Valentino, e prendi la chiavetta dorata.

mura medievali di Monselice

Da Monselice a Padova: lungo la SS 16 Adriatica

A Monselice imbocchiamo la Statale 16 Adriatica, la più lunga strada statale Italiana (1000 km attraverso 6 Regioni: lo sapevi che arriva fino ad Otranto?) . Costeggiamo i Colli Euganei. Conviene fare una sosta fin da subito: ad Arquà Petrarca. Borgo famoso per la figura del Poeta che qui visse e morì, in realtà è una perla di rara bellezza. Se ti dicessimo che è un borgo completamente di pietra potresti farti l’idea sbagliata: in realtà, si tratta di un luogo elegantissimo e delicato.

Torniamo in Strada Battaglia, uno degli assi viari più importanti che si irraggiano da Padova. Sulla nostra sinistra scorrono i 20mila ettari di Parco Regionale dei Colli Euganei. Difficile riassumere in poche parole questo capolavoro vulcanico della natura. Noi ci abbiamo provato, raccontando i nostri sentieri preferiti sui Colli.

Dopo villa Emo Capodilista e il Catajo, splendido castello dei XVI secolo, restano dieci chilometri lungo il Canale Battaglia a separarci da Padova. Presto ne vedremo le mura cinquecentesche.

Da vedere: Arquà Petrarca, i sentieri dei Colli Euganei, il Castello del Catajo. In autunno tenta di incrociare la Festa delle Giuggiole di Arquà (sai che il Brodo di giuggiole, oltre che un detto, è anche un buonissimo liquore?)

Deviazioni: Abano e Montegrotto Terme per qualche ora di relax nelle bellissime spa termali.

Un consiglio in più? Il tramonto sul Pianoro del Mottolone, subito sopra Arquà Petrarca, è uno spettacolo da non perdere.

panorama dei Colli Euganei

Padova: tra cultura, storia, arte e… spritz!

Sarà perché ci siamo nati, perché ci abbiamo studiato (e la vita universitaria di Padova era fino a qualche anno fa imbattibile) o perché tutto sommato è una città ancora a dimensione di bicicletta… insomma, la nostra città noi la adoriamo. E lascia che ti diciamo una cosa fuori dai denti: chi la dismette con un “mezza giornata e l’hai vista tutta” non sa proprio godersi la vita.

A Padova ci sono dei pezzi da novanta – la basilica di Sant’Antonio, il Prato della Valle, le Piazze, la Cappella degli Scrovegni con l’imponente ciclo di affreschi di Giotto – ma è proprio camminando con calma per il centro che te la puoi gustare al meglio. Che vuoi farci, è l’ombra dei portici ad essere irresistibile. Oppure lo spritz.

Da vedere: tutto il centro storico. Attenzione che per dire “ho visto Padova” non basta una giornata.

Deviazioni: non una vera deviazione, ma se hai qualche ora di relax a disposizione e la stagione è quella giusta, Padova offre una bella serie di giardini urbani dai caratteri molto diversi tra loro.

Un consiglio in più? La visita guidata all’orologio di Piazza dei Signori, un capolavoro di ingegneria dalla storia intricatissima.

Da Padova a Treviso: lungo la riviera del Brenta e la SR 515 Noalese

Una delle strade venete che più amiamo: la riviera del Brenta. Stra, Dolo, Mira, Mirano. Il territorio qui è punteggiato dalle celebri (e invidiatissime) ville palladiane. Su tutte, Villa Pisani a Stra. Poi proseguiamo: seguiamo il fiume che qui fa morbide anse. A Dolo c’è un’altra sorpresa – vedi oltre – qualche altra ansa del Brenta, ed è il momento di puntare la macchina con decisione verso nord.

L’obiettivo è superare Mirano, tagliare in diagonale verso Noale e immetterci sulla SR 515 Noalese. Attorno a noi il famigerato modello veneto – casa, capannone, casa, capannone – ma dietro agli edifici c’è ancora la terra agricola. Sfida il traffico di queste strade e punta dritto verso Treviso.

Da vedere: Stra, il lungo Brenta di Dolo, Mira e Mirano con le splendide Ville Venete del Palladio.

Deviazioni: L’Oasi Cervara, una delle propaggini del Parco del Sile, a poca distanza da Quinto di Treviso.

Un consiglio in più? Ti consiglio una tappa al Mulino di Dolo: un mulino ancora funzionante che è stato trasformato in enoteca con piccolo ristorante. Un luogo davvero romantico in cui bere un ottimo bicchiere di vino assaggiando qualche spunciotto.

L’elegante Treviso

Perfetta. Non c’è altro da dire di Treviso. In questa città non c’è davvero nulla fuori posto. E camminare per le sue strade è piacevole… di giorno. Perché la piacevolezza che diventa puro edonismo la sera grazie al fiorire di osterie, trattorie, ristoranti e cocktail bar. Giusto per intenderci… nel 1500 dalla Fontana delle Tette sgorgava vino ad ogni insediamento del nuovo sindaco. Ecco, ci siamo capiti.

Tentiamo di tenere la retta via. Guardiamo i palazzi medievali – su tutti, quelli che si affacciano sulle piazze. Lungo i canali l’atmosfera raggiunge il suo massimo.

Da vedere: l’isola della Pescheria nel centro di Treviso dove ogni mattina prende vita il coloratissimo mercato del pesce e l’antico mulino che serviva in antichità proprio per la pulizia della piazza Monte di Pietà.

Deviazioni: la passeggiata lungo il Sile seguendo le alzaie. Si parte da Riviera Garibaldi, e conviene prendere la bici se vuoi farla tutta (sono 25 km).

Un consiglio in più? Il tiramisù è nato proprio a Treviso. Non serve che aggiunga altro, vero?

Treviso durante l'on the road Veneto

Da Treviso a Vittorio Veneto: lungo la SS 13 Pontebbana

Siamo di nuovo in viaggio verso Vittorio Veneto. Si profilano davanti a noi le prime colline: stiamo entrando nel distretto del Prosecco. Qui si aprirebbe un mondo di vigneti, strade di campagna, trattorie e osterie. Ancora una volta proviamo a tenere il volante dritto verso il nord.

Facciamo una unica tappa, nei pressi del castello di San Salvatore a Susegana (Bagaglio Leggero ama i castelli). Questo è privato e non visitabile, ma solo percorrere la strada delle mura in auto vale.

Da vedere: le colline che ti troverai ad attraversare.

Deviazioni: Dipende da che momento della giornata è, ma da qui sei a due passi dall’Osteria dei Pioppi. Non la conosci? Beh, dovresti. Spoiler: non è un’osteria.

Un consiglio in più? Un Prosecco, che dici?

Vigneti sull'alta via dei colli

Vittorio Veneto e la Prima Guerra Mondiale

Il nome del paese dice già tutto: è infatti proprio qui che si è combattuta l’omonima battaglia di Vittorio Veneto durante la Prima Guerra Mondiale. La battaglia decretò la vittoria dell’esercito italiano su quello austro-ungarico, portando alla resa austriaca e alla fine della guerra.

Nonostante la sua storica importanza Vittorio Veneto è una città dimenticata anche dagli stessi veneti. Vale invece la pena di riscoprire con calma le sue due frazioni di Serravalle e Ceneda (un tempo due comuni distinti).

Da vedere: Nella medievale Serravalle meritano una visita la Loggia Serravallese e il Santuario di Santa Augusta con la sua monumentale scalinata raggiungibile a piedi (una breve camminata di 20 minuti). A Ceneda invece consigliamo di non perdere il Museo della Battaglia con testimonianze della Prima Guerra Mondiale, e il Castello di San Martino.

Deviazioni: A poca distanza da Vittorio Veneto si trovano le grotte del Caglieron in località Breda di Fregona. Una serie di grotte (naturali e non) attraversabili grazie ad un sistema di passerelle di legno affacciate su precipizi e cascate, davvero molto suggestivo.

Un consiglio in più? In località Costa sorge un enorme pino di 3,1 metri di circonferenza per 20 metri di altezza, classificato nella lista degli alberi monumentali italiani tutelati dalla guardia forestale.

Da Vittorio Veneto a Cortina d’Ampezzo: lungo la SS 51 Alemagna

Niente autostrade – è la regola – il viaggio on the road continua con lentezza lungo la Strada statale 51 Alemagna. 90 chilometri di storia che già in epoca pre-romana collegavano Venezia (porto per l’Oriente) all’Europa Centrale. Dalla sua lunga storia si deve anche il suo nome (è il nome antico e letterario della Germania).

Lungo la strada incontriamo il Lago di Santa Croce con la sua collocazione strategica a confine dello scenografico e fiabesco Bosco del Cansiglio.

Riprendendo la strada oltrepassiamo Ponte nelle Alpi, che prende il nome proprio dal ponte sul Piave, distrutto nel 1421 dai Veneziani per bloccare la discesa degli Ungari (nei secoli successivi fu distrutto e ricostruito altre 5 volte). Da qui la strada prosegue costeggiando proprio il Piave negli ultimi chilometri che ci separano da Cortina d’Ampezzo. Il panorama è già meraviglioso. Incrociamo la Val di Zoldo e Longarone. Proseguiamo attraverso Pieve, Tai e San Vito di Cadore, mentre il Pelmo e l’Antelao svettano con i loro imponenti profili.

Da vedere: il Lago di Santa Croce e il Bosco del bellissimo bosco del Cansiglio. Se hai la fortuna di capitare qui durante l’autunno i colori della natura sapranno ripagarti con atmosfere da fiaba.

Deviazioni: da Longarone pochi minuti ti separano dalla diga del Vajont. Non sei più in Veneto, ma la storia di questa tragedia ne è intimamente legata.

Un consiglio in più? Tieni gli occhi aperti lungo la strada per ammirare le classiche case cantoniere abbandonate, segno di un’epoca di viaggi automobilistici che non esiste più.

praterie pascolive nel pian del cansiglio

Cortina d’Ampezzo nel cuore delle Dolomiti

E infine Cortina d’Ampezzo, la perla delle Dolomiti. Una delle località di montagna più belle e blasonate del mondo, nonché luogo perfetto dove rilassarsi in qualche stupenda baita dopo una giornata di trekking tra le incredibili cime dolomitiche patrimonio UNESCO.

Da vedere: Il centro di Cortina con il suo elegante Corso Italia, la via dello struscio per eccellenza in Veneto.

Deviazioni: qui non c’è che l’imbarazzo della scelta! Raggiungi un rifugio, abbandona la macchina n parcheggio e lanciati lungo i sentieri delle Dolomiti alla scoperta della natura. Ne trovi di tutti i tipi alla voce “Dolomiti” tra i nostri resoconti.

Un consiglio in più? I cansunziei ripieni di rape rosse conditi con burro e semi di papavero. Una delizia tutta cortinese. Così come le patate all’ampezzana, ricarica ideale dopo le escursioni.

Vista sulle Dolomiti di Auronzo

Veneto on the road? Itinerario di una settimana e dati tecnici in breve:

On the road per noi significa scoperta, lentezza, avventura. In un periodo in cui l’imperativo è il turismo di prossimità riscoprire il Veneto attraverso le strade secondarie è stato per noi un richiamo irresistibile. E per non fare ancora una volta l’errore di considerare un territorio ricchissimo come “la sola Venezia”.

Ti consigliamo di prenderti almeno una settimana di tempo per compiere il nostro itinerario e vedrai che comunque non ti basterà ancora…

Chilometri: circa 260 km (escluse deviazioni)

Tempo richiesto: almeno una settimana

Periodo consigliato: grazie alla varietà del territorio e delle tappe è possibile fare con soddisfazione questo itinerario in ogni stagione dell’anno. Poi, ovviamente, le mezze stagioni sono le migliori: primavera e rinascita della natura, o foliage autunnale? A te la scelta!