Ho semplicemente perso il conto di tutte le volte nelle quali mi hanno fatto questa domanda: “come mi vesto per fare una ciaspolata in montagna?”. O ancora: “mi metto la tuta da sci?”, “posso usare i leggins?” e chi più ne ha più ne metta… vediamo di fare un po’ di chiarezza.

silvia felice con ciapole

Meno moda, più ciaspolate sulla neve!

Una premessa: non mi interessano le mode, non seguo i marchi, non sono quella dell’attrezzatura-all’ultimo-grido-o-sei-fuori. La mia priorità nella scelta dell’abbigliamento per la ciaspolata e il trekking invernale è questa:

  • materiali di qualità
  • traspirabilità e calore
  • durevolezza del tempo

Se ami la montagna e la natura non puoi non proteggerle. Comprare un guscio nuovo ogni anno non fa bene alle tue tasche, né all’ambiente.

Ora che mi sono tolta questo peso, se sei ancora qui e non sei alla ricerca dell’ultimo capo alla moda, possiamo partire!

Gli indumenti extra per le estremità

Inizio da qui perché si tratta degli indumenti meno considerati, ma decisamente fondamentali per vestirti per una ciaspolata. Durante lo sforzo infatti il sangue tende a concentrarsi nella parte centrale del corpo – il busto – lasciando le estremità più fredde.

Testa calda

La testa è una delle parti del corpo che risente maggiormente degli sbalzi termici, raffreddando tutto il corpo. Io non sono un’amante dei cappelli, mentre Davide non esce neanche a buttare la spazzatura senza il suo. Comunque sia, averlo in zaino è una manna dal cielo che può salvarti in molte occasioni.

Quale scegliere? Un qualsiasi cappello comprato alle bancarelle del mercato andrà benissimo. Se ne cerchi uno ottimo, Davide ne ha uno inseparabile della Buff.

Mai senza uno scaldacollo

Davide sta al cappello come Silvia sta allo scaldacollo. Uno di quegli indispensabili da avere sempre in zaino (a prescindere dalle stagioni). Io ne ho due: uno più leggero in microfibra che utilizzo praticamente 355 giorni l’anno e uno in pile molto caldo, per i venti gelidi dell’autunno-inverno e per lo scialpinismo.

Quale scegliere? Quelli leggeri vanno bene un po’ tutti, per quelli invernali invece ti consiglio sempre la Buff: sono ottimi.

Guanti

Anche in questo caso ti consiglio di averne sempre due paia con te. Uno leggero, tipo sotto-guanto, che ti permetta di impugnare le bacchette senza congelarti le dita e un paio più pesante per quando le temperature scendono ulteriormente. Ti sconsiglio di usare guanti ingombranti come quelli da sci, perché il più delle volte camminando ti saranno troppo caldi. Per il paio pesante ti consiglio un tipo come il modello che trovi qui sotto: nelle situazioni più rigide potrai sempre combinarli con il sotto-guanto per tenere le mani ben caldine.

Occhiali da sole

Non è un indumento, ma non potevo tralasciare di parlare degli occhiali da sole. In inverno infatti il riverbero del sole sulla neve può danneggiare anche gravemente la retina dei tuoi occhi.

Ricordati di indossare un paio di occhiali da sole, meglio se con le protezioni laterali e il nasello per una massima copertura.

Io utilizzo questi della Oakley, che adoro perché posso togliere le protezioni e il nasello quando non mi servono e avere un occhiale meno aggressivo.

Come vestirti per la ciaspolata? La parte alta

Il cruccio maggiore di chi non ha mai fatto una camminata sulla neve è quello di avere freddo, ma una regola importante è bene che tu la impari subito: ciaspolare è faticoso e fa sudare! Il 90% delle volte che ciaspolerai avrai caldo.

Vietati assolutamente giacche da sci, piumoni e giacconi… te ne accorgerai dopo pochi passi.

In linea generalissima tieni conto questo dato: se le temperature previste sono dai -10° in su è molto probabile che avrai caldo, se sono dai -10° in giù i giochi si fanno duri. Certo poi entra in gioco il vento, la tua percezione del freddo e il numero di bombardini prima di partire, ma almeno puoi farti un’idea a grandi linee.

Maglia termica

Il vero essenziale di ogni escursione invernale che si rispetti. La maglia termica trattiene il calore, fa traspirare la pelle e si asciuga facilmente.

Evita come la peste il cotone perché si bagna con il sudore, non si asciuga mai e rischi quello sgradevole effetto freddo-e-appiccicato sulla pelle. Prediligi maglie termiche tecniche, in commercio ne trovi di tantissimi tipi, noi ci troviamo bene con queste a maniche lunghe:

Pile, felpa o soft shell

Da indossare sopra la maglia termica. Una felpa, unita alla maglia termica, è solitamente il nostro asset base per tutte le ciaspolate.

Quali scegliere? Ce ne sono talmente tante di valide in commercio che ti direi di buttarti (quasi) ad occhi chiusi. Ma probabilmente ti basterà pescare nel tuo armadio.

Piumino leggero

È molto probabile che lo terrai in zaino, ma è una sicurezza che è sempre meglio avere. Noi usiamo piumini molto leggeri che si piegano facilmente e occupano poco spazio.

Sono perfetti da indossare nei freddi più intensi o al termine della ciaspolata per evitare di raffreddarsi mentre aspetti le birre fuori dalla baita.

Guscio o hard shell

È l’ultimo strato. Se tutti i precedenti riguardavano il livello di comfort dettato dalle temperature esterne e corporee, per l’isolamento dalle condizioni climatiche avrai bisogno di un guscio.

Questo è composto da una membrana esterna in gore-tex o membrane similari e serve a garantire l’idrorepellenza in caso di intemperie o per proteggerti dal vento.

Vestiti per le ciaspolate: la parte bassa

Pantaloni per il trekking invernale

Banditi i pantaloni da sci e i pantaloni felpati, opta piuttosto per un pantalone di media pesantezza con una buona impermeabilità, traspirabile ed elasticizzato per agevolare i movimenti. I pantaloni del tipo softshell sono perfetti per la ciaspolata e l’escursionismo invernale.

Io sono felicissima dei miei Karpos perché, oltre ad essere della pesantezza giusta, hanno i rinforzi nei punti tattici (come nel fondo, dove spesso strusciano su rocce e ciaspole) e hanno un piccolo laccio da stringere attorno alla caviglia.

L’unico consiglio per la scelta è proprio quello di valutare, oltre al tessuto tecnico, che abbiano un lacciolo sul fondo o le ghette incorporate. Per me è un requisito indispensabile: se trovi neve inaspettata sul percorso (e non hai le ghette – noi ad esempio non le usiamo), ti basta stringere bene il laccio attorno allo scarpone per evitare che la neve entri dentro la calzatura. Fantastico.

Jeans e leggins non vanno bene per un semplice motivo: se si bagnano è la fine. E bada, potrebbero bagnarsi facilmente.

Calzamaglia termica

Da utilizzare solo nelle situazioni più rigide. Una ciaspolata in una bella giornata di sole o un trekking di inizio/fine inverno con una calzamaglia sotto al pantalone rischiano di fare davvero l’effetto forno.

Ci sono però anche giornate nelle quali il meteo scende ben sotto i 10° e il comfort di una buona calzamaglia termica è impagabile.

Calzino tecnico

Spesso sottovalutate, le calze sono un elemento indispensabile per le ciaspolate. Un buon paio di calze tecniche infatti eviterà che si formino vesciche e terrà il piede al caldo lasciandolo respirare.

Ci sono calzini appositi, ma sinceramente qualsiasi calza da trekking invernale assolve allo scopo. Personalmente io mi trovo bene anche con le calze da sci (basta che non siano troppo imbottite). In molti consigliano anche i calzini di lana merino, io non mi sono trovata molto bene, ma è una mia sensazione.

Quali scarponi mettere per una ciaspolata?

Partiamo con i no: no ai Moon Boot e no alle scarpe basse (da trekking, running o trail). Nei primi non riusciresti ad agganciare le ciaspole (e anche fosse ti troveresti in un bagno di sudore dopo pochi metri), con le seconde la probabilità che entri la neve dalla caviglia e ti si congeli il piede è altissima.

Ora, veniamo a cosa indossare. Il mio consiglio è quello di valutare quante ciaspolate hai intenzione di fare in un anno. Se si contano sulle dita di una mano e non vuoi camminare più di 2-3 ore, qualsiasi scarpone a collo alto può essere sufficiente. Sì ok, ti bagnerai un po’ il piede probabilmente, ma niente di tragico.

Se invece la faccenda ti appassiona, ci sono tre tipi di scarponi:

  • scarponi ideati appositamente per le ciaspole. Sono impermeabili, molto caldi, imbottiti e comodi. Possono avere anche una ghetta incorporata con zip per evitare che entri la neve.
  • scarponi invernali o quattro stagioni. Impermeabili, caldi e isolanti, con una tomaia resistente alle abrasioni, e adattabili anche con ramponi automatici o semiautomatici. Sono però solitamente pesanti e rigidi. Sono adatti a chi pratica soprattutto alpinismo invernale o comunque vuole uno scarpone più prestante e versatile.

Per l’abbigliamento a cipolla il timing è fondamentale

Ti sei vestito per la ciaspolata di tutto punto. Quando sei salito in auto faceva freddo e anche ora che camminando ti sei scaldato rimani imbacuccato come due ore fa. Niente di più sbagliato.

Ricordati che gli strati di abbigliamento vanno tolti al momento giusto per favorire la traspirazione del sudore ed evitare di trovarti accaldato, bagnato e affaticato prima del dovuto. Se sudi troppo ti stanchi prima, e se ti spogli da sudato… beh, rischi di fare peggio.

Un cambio in zaino e uno in macchina

E per finire (qui dovresti dire “maccome, digggià??”) porta in zaino una maglia termica di ricambio qualora la tua fosse zuppa (ti assicuro che può succedere) e lascia un cambio completo in macchina per evitare brividini finali e piedi bagnaticci durante il ritorno.

come vestirsi per una ciaspolata pin