I Colli Euganei hanno mille facce. Sanno essere affollati – soprattutto la domenica: le auto parcheggiate lungo i tornanti, i motociclisti su e giù gli stessi tornanti, i picnic, le pance piene che escono dalle decine di trattorie tipiche. Poi giri l’angolo, scendi un sentiero, e si aprono scorci quieti, panorami rilassanti, il silenzio. Come a Sant’Antonio Abate.

“La spiritualità dei Colli”, appunto.

Dalle Fiorine a Sant’Antonio Abate

Le Fiorine, sopra Teolo, quota 347 mslm: è il passo tra il Monte della Madonna e il Monte Grande. Un luogo classico dei Colli, e frequentatissima terra di picnic (da un po’ c’è anche un parco avventura).

Lasci qui l’auto – sempre che tu non abbia avuto coraggio di salire in bici – e non ti lasci intrigare delle molte indicazioni che, in tutte le direzioni, invitano a seguire sentieri e stradicciole. Sali invece verso il Monte della Madonna per un centinaio di metri, seguendo la strada asfaltata. Sulla sinistra, insieme ad un minaccioso cartello di “strada privata” che sembra posticcio, trovi l’indicazione per l’eremo/chiesetta di Sant’Antonio Abate. Sulla carta Tabacco, l’inizio della discesa è rappresentato dalla strada bianca che si interrompe.

Tempo di pochi minuti, e ti trovi immerso nei Colli che piacciono a me: uno stupore un po’ selvaggio di vegetazione libera, incolta, che cresce su rocce vulcaniche macchiate dai licheni… e poi distese di pungitopo verde scuro, felci verdissime, tappeti di ricci di castagne. Segui il sentiero, che qui è piuttosto evidente, e ad un certo punto ti trovi su una terrazza panoramica mozzafiato, improvvisa.

La calma adesso è massima: siediti sulle rocce e ammira la vista verso sud est: la tua posizione è tale per cui Teolo non si vede, ma solo pochi edifici occhieggiano dai boschi uniformi. Vedi sulla sinistra la sommità di un campanile spuntare tra gli alberi.

Riprendi a camminare, scendendo dei ripidi tornantini. Eccoti a Sant’Antonio Abate (325 mslm circa)!

Panorama dal sentiero con campanile di Sant'Antonio Abate

Spiritualità semplice (e qualche leggenda) a Sant’Antonio Abate

Non ci è voluto più di venti minuti per arrivare fin qui, ma ne valeva la pena, vero?

Sant’Antonio Abate è una radura nel bosco dove sorge una minuscola chiesetta: elegante e popolare allo stesso tempo, è uno di quei posti dove lo spirito molla le tensioni e si calma. Sant’Antonio Abate non è quel Sant’Antonio, ma è il Sant’Antonio del Porseeto (del maialino) che si festeggia il 17 gennaio a Teolo. Il maialino è uno degli elementi iconografici di questo santo, tra poco ti racconto perchè.

Il piccolo edificio è stato costruito sui resti di un monastero (gli stemmi scolpiti sul timpano della chiesetta lo ricordano). Del monastero restano un lacerto di muro e il campanile che intravedevi dal punto panoramico di prima.

Antica Chiesa di San Antonio Abate

Nel fianco del colle, sul lato destro della chiesetta, si apre invece una grotta al cui ingresso c’è un altare ricavato da un grosso blocco di pietra bianca scolpita. Come altri luoghi sui Colli Euganei (ma anche sui Berici come a Mossano), quest’apertura prelude a una cavità scura e umida, inaspettatamente grande. Sul fondo c’è una delle sorgenti d’acqua più alte di questi rilievi. In realtà la prima eremita della grotta, attorno all’anno mille, fu una donna: Santa Felicita, la quale si narra si facesse calare del cibo da una fessura solo due volte l’anno. Ma non fu l’ultima eremita donna, tanto che negli anni 2000 fu il turno di Claudia, una ragazza piemontese, che trascorse qui un periodo di isolamento.

Ed infine la leggenda dei maiali: si narra che un giorno una scrofa con i propri maialini, venne rinchiusa nella grotta per essere macellata il giorno seguente. L’istinto di sopravvivenza dell’animale però riuscì a portarla in salvo tramite una piccola galleria naturale fuggendo al suo destino. Ovviamente della galleria non è stata trovata traccia, mentre si dice che un boscaiolo delle vicinanze abbia mangiato per un’intera stagione salami e porchette.

Sia sul ripiano dell’altare che su un tavolino di fianco ad esso, una grande quantità di agende e quaderni diventati mollicci per l’umidità raccolgono le firme e le richieste di grazia dei visitatori. Anche su queste pagine lo spirito è semplice e popolare, alle volte commovente se pensi alle storie dietro alle richieste di intercessione dall’Alto, altre invece… beh, semplicemente adorabili. la prima volta che ho visitato Sant’Antonio Abate ho aperto uno dei quaderni ad una pagina a caso: la mano di un bambino lamentava l’umidità della grotta.

Una pagina dei libri delle firme nella grotta di Felicita

Prenditi il tuo tempo per rilassarti e, se è stagione calda, goderti un po’ il fresco del bosco. Anche se questo angolo dei Colli è tranquillo nonostante ci sia gente, ti consiglio, se puoi, di venirlo a visitare durante la settimana.

Da qui hai poi tre possibilità:

  • tornare sui tuoi passi, e percorrere la stessa strada dell’andata
  • scendere verso Teolo seguendo un tratto dell’Alta Via dei Colli Euganei (anche se poi dovrai tornare alle Fiorine, 200 metri di dislivello più in su)
  • seguire la misteriosa indicazione che trovi sul retro della chiesetta e che dice “Paradiso di Rovolon”. Non ho idea di dove porti!

Altri modi per visitare a Sant’Antonio Abate

Puoi visitare la chiesetta durante escursioni diverse:

Visitare Sant’Antonio Abate in breve

Partenza: le Fiorine (347 mslm)

Arrivo: Chiesetta di Sant’Antonio Abate (325 mslm)

Dislivello: -25 metri

Tempo: 20 minuti per raggiungere la chiesetta

Difficoltà: facile

Cartografia: Tabacco n. 60 – Colli Euganei – Abano e Montegrotto Terme (se non ce l’hai puoi comprarla su Amazon). Esistono inoltre diverse pubblicazioni del Parco dei Colli Euganei, opuscoli e cartine turistiche, sulle quali puoi trovare informazioni.
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Chiesetta di Sant'Antonio Abate sopra Teolo sul Monte della Madonna pin

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