Dichiaratamente di parte, in Perù ci ho lasciato un pezzo di cuore! Non sei ancora sicuro di partire o stai ultimando i preparativi per il tuo viaggio? Qui trovi una lista delle cose da sapere prima della partenza.

Palcoyo

1. Serve il visto?

Se hai intenzione di restare in Perù per meno di 184 giorni non ti servirà il visto. Questo purché il tuo passaporto sia americano, europeo, australiano o neozelandese.

Per noi italiani è una bella comodità, vero?

Ti verranno ovviamente fatti nel passaporto i due timbri – quello di ingresso e quello di uscita – ma non dimenticare, quando sarai a Macchu Picchu, di metterti da solo quello della mitica città Inca.

E’ particolarmente ricercato dai turisti, ma la postazione dove si trovano timbro e tampone di inchiostro passa facilmente inosservata!

Davide

2. Clima e quando andare

Sei pronto a mettere nello stesso bagaglio un costume da bagno e un piumino? Perché in Perù il clima è davvero dei più vari. 

Aspettati l’inaspettabile.

Qui infatti esistono due sole stagioni: quella umida (novembre – aprile) e quella secca (maggio-ottobre). 

Se stai viaggiando durante la stagione umida sappi che le piogge possono essere incessanti. E’ infatti altamente probabile che piova tutti i giorni, almeno nelle ore pomeridiane. 

Silvia, pioggia, laguna Humantay

Fai attenzione inoltre al fatto che l’Inca Trail è chiuso in febbraio per manutenzione del sentiero.

(Può essere una buona occasione per prendere in considerazione il Salkantay Trek, il percorso alternativo che abbiamo fatto noi).

Se stai viaggiando durante la stagione secca metti in valigia pantaloni corti e lunghi, magliette a maniche corte e piumino, costume da bagno e cappello. 

Nonostante le piogge non siano così frequenti il clima, così come le temperature, sono capaci di cambiare più volte durante il giorno.

A seconda del giro che pianifichi inoltre tieni sempre conto delle altezze: oltre i 3000 metri infatti le notti sono in genere molto fredde. 

Salkantay Pass

Ancora indeciso su come preparare la valigia? Adotta il classico “uno di tutto” e non te ne pentirai!

L’unica cosa che non ti consiglio di portate sono i maglioni: sarà impossibile resistere dall’acquistarne sul posto. Coloratissimi, in morbido alpaca, caldi e pure economici. E comprandoli in genere aiuti le comunità locali.

Cosa vuoi di più?

Il periodo migliore per andare in Perù? A detta dei peruviani sono maggio e settembre i mesi migliori: giornate asciutte, cielo limpido… e meno turisti.

Noi siamo stati in settembre e possiamo solo confermartelo.

3. Il Perù è un Paese sicuro?

Sì, per mia esperienza è un Paese molto sicuro.

Noi ci siamo trovati sempre benissimo con i peruviani. Persone educate e sempre gentili. Non ci siamo mai sentiti in pericolo, e non siamo mai stati vittime di truffe o furberie.

Ogni esperienza in questi casi è personale, ma mi sentivo tranquillissima di girare per le strade anche da sola.

Per fare un esempio, prima di partire avevo letto molto male di Lima, sia in termini di sicurezza che bellezza. Abbiamo invece visto una capitale colorata, vivace, e piuttosto sicura.

Lima fiesta

Certamente valgono le regole di prudenza e buon senso che valgono in tutto il resto del mondo.

4. Lingua

In Perù quasi nessuno parla inglese. La lingua ufficiale è lo spagnolo, che per noi italiani è davvero semplice da comprendere.

Se non conosci lo spagnolo comunque non ti preoccupare, te la caverai anche con un po’ di spanglish e, in generale, tutti cercheranno di aiutarti.

5. Trasporti

Croce e delizia di ogni viaggiatore fai da te, i trasporti in Perù meritano un capitolo a parte. 

Aereo

I voli nazionali sono affidati a numerose compagnie locali a costi decisamente contenuti (con un po’ di fortuna anche a meno di 50€ a tratta).

Non è raro però che qualche volo venga cancellato, soprattutto a causa del maltempo. E’ quindi buona usanza recarsi in aeroporto un paio di ore prima, anche se si è già fatto il check in online

Controlla inoltre le dimensioni e il peso che devono avere i bagagli a mano e da stiva perché variano a seconda delle compagnie. Alcuni addetti aeroportuali poi tendono ad essere piuttosto puntigliosi.

Autobus

Gli autobus sono il mezzo preferito dai peruviani per viaggiare attraverso il Paese.

Ci sono numerosissime compagnie private che effettuano le tratte più lunghe, e non ti sarà difficile viaggiare con questo mezzo tra una città e l’altra.

Le città in Perù infatti sono (quasi) tutte ben collegate da questi autobus, i quali partono più volte al giorno.

A seconda della durata del viaggio (alla quale dovrai quasi sempre aggiungere 1-2 ore di ritardo) assicurati di avere un posto comodo per dormire (si chiamano poltrone cama o semi cama, e le compagnie sono molto solerti nel vantare l’angolo di reclinazione dei loro sedili). Gli spostamenti infatti in Perù sono sempre molto lunghi, tanto che spesso superano le 10 ore di viaggio.

La miglior compagnia con la quale viaggiare è sicuramente la Cruz del Sur, che offre organizzazione efficiente e ottimi collegamenti in tutto il Perù. Gli autobus sui quali abbiamo viaggiato sono stati sempre puliti e super confortevoli. Scordati le scatole di lamiera che arrancano sbuffando nuvole di fumo nero: immaginati invece la prima classe di un aereo.

All’interno c’è un piccolo bagnetto e le poltrone sono dotate di cuscino e coperta. Ti verrà fornito anche un piccolo pasto durante il tragitto (non so dirti come sia perché noi stavamo sempre dormendo quando è arrivato) e l’immancabile bicchiere di caffè, tè o mate de coca.

La maggior parte degli autobus privati si possono prenotare via internet (ti chiederanno anche il cognome materno perché i peruviani ce l’hanno nel documento di identità) e pagare online.

L’unico autobus che non si può prenotare online è quello che porta da Arequipa a Cabanaconde, nel racconto del Colca Canyon ti spiego come fare.

Gli autobus pubblici collegano invece solitamente solo i quartieri della stessa città. Sono un po’ più complicati da prendere perché devi avere il biglietto con le tratte prepagate, e capire da dove partono (non ci sono cartelli lungo le strade a segnalare in modo evidente le fermate).

Prediligendo gli altri mezzi di spostamento, noi non li abbiamo usati.

Taxi

Ce ne sono un’infinità e sono anche piuttosto economici.

In Perù ogni auto è un taxi, più o meno ufficiale, non sarà infatti raro che qualcuno vedendoti ti proponga di accompagnarti da qualche parte. 

In ogni caso, ti conviene contrattare il prezzo della corsa prima di salire.

Noi ci siamo affidati a svariate compagnie di taxi (sono innumerevoli) e abbiamo anche usato Uber senza alcun problema.

Colectivos

Ora posso dire con assoluta certezza che questo mezzo di trasporto del demonio mi mancherà.

Si tratta generalmente di piccoli van o mini pulmini che stazionano a qualche incrocio stabilito e compiono una tratta fissa.

Di solito sul parabrezza recitano la destinazione, ma chiedi a qualcuno del luogo da dove parte quello che ti interessa: saprà sicuramente indicarti dove andare. 

Le corse iniziano generalmente prima dell’alba (verso le 05.00, quando è ancora buio) e proseguono per tutto il giorno. Diminuiscono di frequenza nel pomeriggio. 

Dentro al colectivo

Ne parte uno dietro all’altro.

L’orario preciso? Dipende da quando si riempie! 

I colectivos infatti partono solo quando solo completamente pieni (di solito non aspetterai più di una mezz’ora) e tendono a recuperare lungo il tragitto ancora più persone. Ti ritroverai con facilità seduto in braccio a qualcuno o abbracciato a qualcun altro che lotta per rimanere in piedi. 

La musica e la guida degli autisti poi è qualcosa che non si può spiegare: va provato!

Come puoi leggere nei nostri altri resoconti peruviani, l’esperienza del colectivo è per metà esilarante e per metà estenuante. La musica suona senza tregua dall’autoradio – vorrei dire incessantemente, ma capita di norma la memory card che si sposta, interrompendo la riproduzione. Ogni tanto qualche passeggero dei posti dietro pensa bene di ascoltarsi anche la sua, di musica, sparandola dallo smartphone in contemporanea a quella scelta dall’autista.

Gli spazi tra i sedili vengono presto ingombrati da borse del mercato e scatoloni, mentre i relativi possessori si abbandonano a sonni pacifici nonostante lo sballonzolare costante del pulmino. Arrivano anche a sbattere la testa contro i finestrini, ma nemmeno questo è sufficiente a svegliarli!

E per quanto riguarda l’utenza del colectivo, beh: è un mezzo di trasporto estremamente democratico (vuoi anche per il costo irrisorio) e viene usato davvero da tutti. Nei nostri viaggi andini abbiamo incontrato, tra gli altri:

  • nonnine con borse del mercato
  • mariti delle nonnine
  • madri con ninos nella fascia, rigorosamente compressi tra la schiena della madre e il sedile
  • avvocati con relative telefonate chilometriche
  • venditori di strumenti musicali assurdi con borsoni pieni di strumenti musicali assurdi
  • studenti di varia età
  • altri escursionisti
Davide

I prezzi dei colectivos sono generalmente a tariffa fissa e molto economici. Ci è capitato di pagare 7 soles per fare una tratta di più di un’ora. 

In colectivo sul Santa Cruz

Auto

Mentre studiavamo il nostro percorso in Perù, avevamo inizialmente pensato di noleggiare un auto per spostarci ed essere più autonomi.

Fortunatamente abbiamo cambiato presto idea!

A meno che non ti piaccia guidare per più di 10 ore di fila su strade caotiche dalle carreggiate molto strette e ad altitudini vertiginose, ti sconsiglio vivamente di spostarti con un’auto.

Il noleggio è inoltre piuttosto caro se paragonato al costo degli spostamenti con gli altri mezzi, e i viaggi possono risultare decisamente più lunghi al confronto dei voli interni.

6. Come arrivare a Machu Picchu?

Per entrare a Machu Picchu è necessario prenotare il biglietto d’ingresso online. Prenditi con largo anticipo perché gli ingressi sono suddivisi per fascia oraria e potresti non trovare posto all’ora che desideri.

Al biglietto classico puoi aggiungere anche il biglietto di ingresso per la Montagna di Machu Picchu, per la Wayna Picchu o per il museo.

Fai attenzione ai tempi perché il sito archeologico è molto grande e, se hai il treno o l’autobus di rientro lo stesso giorno della visita (come nel nostro caso), potresti trovarti a fare grandi corse o, peggio ancora, a dover limitare la tua visita.

Machu Picchu dopo il SalkantayNoi siamo arrivati a Machu Picchu dopo 4 giorni di trekking a piedi lungo il Salkantay trek ed è stata un’emozione unica.

Se invece decidi di raggiungere le rovine direttamente da Cusco hai sostanzialmente 2 alternative:

  • prendere il costosissimo treno che da Cusco arriva direttamente ad Aguas Caliente (ricordati di prenotarlo in anticipo per avere un prezzo un po’ più contenuto)
  • prendere un autobus fino ad Hidroelectrica e poi camminare per circa 3 ore lungo le rotaie del treno fino ad Aguas Caliente.

Nell’articolo relativo alla preparazione del Salkantay trek ti spiego la nostra scelta e come ci siamo organizzati.

7. Quanto costa la vita in Perù?

Se escludi il volo internazionale, il viaggio in Perù può essere davvero molto economico.  

Tutto dipende, come sempre, dalla tua capacità di adattamento e dal tuo desiderio di comfort.

Se stai viaggiando on a budget non avrai problemi a rispettarlo.

Noi siamo soliti spendere molto poco per alloggi e ristoranti, per poterci concedere magari qualche visita in più.

Un pranzo (super abbondante) in uno dei mercati centrali costa di media attorno ai 3-4 €, mentre per una camera matrimoniale con bagno in comune abbiamo speso in media 15€ in due a notte.

L’unica spesa fuori dal comune è l’ingresso a Machu Picchu (costa circa 50 €) ed eventualmente il treno per arrivarci (di norma sopra gli 80 €)

8. Mercati locali

Ogni paese in Perù ha la sua Plaza de Armas, ma soprattutto il suo mercato.

Vero e proprio cuore pulsante della città, il nostro consiglio è di non perdertene neanche uno. 

Potrai trovare quasi di tutto: dai giocattoli di seconda mano ai succhi di frutta freschi spremuti al momento, dai vestiti fatti su misura ai piatti succulenti della tradizione popolare. 

Perditi tra gli stretti corridoi per curiosare, assaggiare o anche solo sbirciare le signore che fanno la spesa. 

I mercati che abbiamo amato di più sono sicuramente quello di Arequipa e quello di Huaraz, ma non perderti il mercado del Baratillo di Cusco al sabato mattina: mai vista tanta varietà. Qui infatti è dove di solito vengono i locali a fare acquisti e le merci sulle bancarelle si alternano passando da arrugginiti attrezzi di quarta mano ad abbigliamento sportivo di ultima generazione.  

Insomma… noi non ci siamo persi neanche un mercato in Perù!

9. Cucina peruviana

L’anno precedente, in India, la tentazione di uno street food troppo azzardato mi ha regalato un virus intestinale che ci ha messo 8 mesi ad andarsene.

Appena ho comunicato ad amici e parenti la decisione di fare un viaggio in Perù, la prima affermazione di tutti è stata “occhio con il cibo!”. Ovvio che sono partita timorosa.

Dopo una settimana che ero in terra peruviana invece già mangiavo pesce crudo al mercato. Impossibile resistere (anche perché uno dei piatti nazionali è la ceviche, e consiste di pesce marinato più o meno crudo).

Il cibo peruviano in una parola? Ottimo!

Forse non lo sai, ma la cucina peruviana negli ultimi anni è una delle più rinomate al mondo. Antichissima e tradizionale, ma al contempo ricca di influenze spagnole, africane, cinesi, arabe e anche italiane.

Il punto di forza è sicuramente la grandissima varietà delle coltivazioni: patate di mille tipi, mais dai chicchi enormi, cereali non convenzionali e frutta di tutte le forme e colori.

Hai mai sentito parlare della chirimoya? Hai mai provato la lucuma? E la guanabana?

E poi c’è la cucina popolare vera e propria: piatti semplici, nutrienti, e sempre preparati con amore.

I nostri piatti favoriti? Lomo saltado su tutti (sono straccetti di manzo con verdure), poi papas a la huancaìna e gli anticuchos.

Per gli stomaci forti c’è poi l’onnipresente cuyil porcellino d’India – che merita una storia a parte!

10. Bagni peruviani

Capitolo dolente della nostra esperienza. In Perù le docce sono sempre tragicamente fredde.

Raramente abbiamo trovato hotel o camere che avessero docce con getti potenti e caldi. 

Preparati a qualche bella gelata o procurati qualche salviettina umidificata per i casi estremi. 

Le suicide shower però sono un ricordo anche per i peruviani. Doccia fredda sì, ma almeno non si rischia più la vita! 

11. Come fare per il mal d’altura? 

Questa è la domanda che più di tutte mi tormentava prima di partire.

Soffrirò il soroche?

Punta Union

Avevamo in progetto numerosi trekking (Santa Cruz Trek, Salkantay Trek, Colca Canyon, Montagna Colorata e Palcoyo) e avevo timore di non riuscire a farli.

Premetto che durante la nostra permanenza in Perù non abbiamo mai sofferto il mal d’altura.

Il nostro segreto è stata l’acclimatazione graduale. Siamo atterrati a Lima (che si trova poco più in alto del livello del mare), siamo andati ad Arequipa (2300m) dopo un paio di giorni, e a Cusco (3300m) dopo quasi una settimana. In questo modo i nostri corpi si sono abituati all’altitudine senza troppi scossoni.

Per il resto, ci sono i rimedi classici al mal di montagna:

  • farmaci per il mal di montagna (funzionano? Leggiamo in rete di sì. Si tratta comunque )
  • foglie di coca (per masticazione o infusione nel mate de coca) un toccasana tutto peruviano assolutamente da provare
  • bere molto
  • fermarsi a prendere fiato ai primi segni di nausea, mal di testa o testa “leggera”

12. Cani randagi

In tutte le città del Perù ci sono moltissimi cani randagi, ma gli abitanti se ne prendono cura dando loro da mangiare e vestendoli con dei buffi cappottini durante la stagione più fredda. 

Questi cani infatti sono abituati all’uomo e si mostrano sempre affettuosi

Sarà facile infatti che qualcuno ti si affezioni e ti accompagni, magari per qualche ora, lungo le strade o nel tuo trekking. 

A noi è capitato durante il trekking del Colca Canyon: E’ stata un’esperienza bellissima “adottare” Mathias, un simpaticissimo perro de la caje.

Mathias compagnero

13. Gusti contraddittori: Pisco VS Inca Kola

Il pisco è il distillato tradizionale del Perù. E’ un’acquavite prodotta dalla distillazione di vino bianco e rosato.

Ne esistono un’infinità di tipologie. E tutte vengono bevute, te l’assicuro!

La bevanda d’elezione dei peruviani è infatti il pisco sour, un cocktail composto da pisco, succo di limone, zucchero e albume d’uovo (serve a fare “la schiumetta”). Un paio di gocce di angostura, et voilà: hai un drink gustoso, dissetante… e traditore.

Il pisco sour viene fatto praticamente in tutti i locali peruviani, e spesso ognuno di essi ci mette il suo tocco. Puoi trovare infatti pisco sour al frutto della passione, al mango, addirittura al frutto del cactus!

I locali dicono: prima del tramonto, si beve pisco sour. Dopo il tramonto: pisco liscio!

Detta così, ti aspetteresti un popolo con il pallino dell’alcool, giusto?

E invece, su ogni tavola peruviana non manca mai l’Inca Kola.

Devi provarla: dolcissima tanto da risultare stucchevole, speziata, dal colore perfettamente artificiale. Come bere una gomma da masticare.

L’Inca Kola – nella sua bottiglia gialla (meglio se gigante) con l’etichetta blu – è sempre stata una bevanda del popolo, e nel corso dei decenni il suo marketing si è basato proprio sul concetto di tradizione, famiglia e orgoglio peruviano. Tanto da dare filo da torcere ai giganti Coca Cola e Pepsi nei mercati dell’America Latina.

Curiosissimo vedere uomini in giacca e cravatta con una bottigliona da due litri di Inca Kola durante un pranzo di lavoro.

Se invece vuoi davvero passare per un vero peruviano, devi accompagnare i tuoi pasti – meglio se al mercato – con una cicha morada. Si tratta di una bevanda tradizionale – la preparavano anche gli inca – ottenuta bollendo mais (della varietà maiz morado, dal colore viola intenso) assieme a frutta e spezie. Il liquido che si ottiene è viola e dolciastro (l’idea è un po’ quella di un succo di lampone più gomma da masticare). Ci si accompagna qualunque piatto indiscriminatamente.

Non perderti il momento in cui la cicha morada viene pescata con il mestolo da un bidone di plastica trasparente che, in genere, ha visto giorni migliori!

Davide

14. Musica peruviana

Questo non vuole essere un trattato sulle musiche che sentirai durante il tuo viaggio in Perù. Ti metto solo in guardia di una cosa: ne sentirai tutto il tempo!

I peruviani infatti ascoltano musica a tutte le ore e sono, generalmente, un popolo piuttosto allegro. C’è musica nei mezzi di trasporto, fuori dai ristoranti, ovviamente nelle svariate manifestazioni alle quali ti capiterà di assistere.

Potrai trovarti nel più isolato dei paesi di montagna, quattro case circondate dai campi, e sentire in lontananza una radio che suona.

E per quanto riguarda i gusti dei peruviani in fatto di musica?

Diciamo che coprono in misura eguale ogni posizione dello spettro che va dalla “musica andina stile Inti Illimani” al Reggaeton più tamarro. La musica davvero “locale” – quella pop, diciamo – è fatta di canzoni tipo sagra nostrana, che cantano di amore più o meno disperato (c’è sempre una donna abbandonata, o comunque uno dei due che passa le giornate piangendo aspettando l’altro e desiderando di morire nel frattempo).

Una buona fetta di canzoni poi, delle quali non ho capito bene il genere, hanno una ritmica nella quale ti chiedi come facciano gli strumenti a suonare assieme.

Il nostro must? Perro salvaje, che ci ha allietati più volte durante la salita (e la discesa) in colectivo verso Vaqueria, per il Santa Cruz Trek.

Davide

15. Propaganda politica

In Perù si fa sul serio. Per tutto il tuo viaggio – soprattutto se ti trovi ad attraversare i pueblos rurali e i quartieri più periferici delle città – sarai accompagnato dai manifesti elettorali di campagne politiche anche già belle e passate.

La particolarità? I manifesti sono dipinti sui muri delle case.

A grandezza smisurata infatti sui muri dominano simboli politici, nomi di candidati, slogan, ed enormi figure di inca battaglieri.

Ma non è il meglio che i peruviani riescono a fare.

La propaganda politica viene addirittura incisa sulle montagne, così da poter essere vista per intere vallate.

16. I lama

E anche gli alpaca. E non dimentichiamo le vigogne.

Non credo abbiano bisogno di presentazioni.

Se non ce l’abbiamo fatta noi, a convincerti a comprare questi biglietti aerei per il Perù, dovrebbero farcela loro!

Ci fa piacere se restiamo in contatto!

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