Amo l’autunno da quando il foliage ancora non aveva un nome, ma erano solo foglie cadute a terra da dover spazzare. Non so se questo, unita alla mia passione per i trekking, possa fare di me un’esperta della materia ma, come dice mio nonno, “posso dire una parola in piazza” sulle migliori camminate dove ammirare il foliage in Veneto.

Silvia e le foglie

Partiamo? Sì, ma quando?

Quando vedere il foliage in Veneto: è una questione calendario… e di quota

Il foliage in Veneto non arriva tutto insieme, ma “scende” dalle alte quote – con i larici delle Dolomiti che sono i primi a cambiare pelle – e finisce in collina con le vigne del Prosecco. Tra il primo giallo e l’ultimo rosso, passano più o meno sei settimane. Per questo “da metà ottobre a metà novembre” va bene come regola generale, ma non dice dove andare questo weekend.

A decidere quindi è l’albero, e ogni albero ha la sua quota e il suo momento di trasformazione. Dopo il larice, seguono le faggete di mezza montagna, che virano dal giallo al rame. Per ultimi castagni e viti, quando in montagna è già tutto a terra. Puoi iniziare le tue osservazioni botaniche da questa tabella:

Fascia Bosco Periodo indicativo I nostri percorsi
Alta quota (1.600–2.100 m) larice fine settembre – metà ottobre Lago Federa, Lago Coldai, Misurina, Busa da Camp, Bosch Brusà
Media montagna e altopiani (1.000–1.500 m) faggio, acero, sorbo metà – fine ottobre Cansiglio, Alpago, Vette Feltrine, Asiago, Recoaro, Lessinia
Versanti e pedemontana (300–1.000 m) faggio basso, carpino, castagno seconda metà di ottobre Calà del Sasso, Sentiero del Vù, Podenzoi, Valle di San Martino
Colli e vigne (sotto i 600 m) castagno, vite fine ottobre – metà novembre Colli Euganei, Montello, Colline del Prosecco

Le date sono indicative: l’annata sposta tutto anche di una settimana o due., e il cambiamento climatico si mette di traverso per complicare la lettura.  Serve quindi un bel tempismo per azzeccare i momenti migliori.

Per essere sicuri di fare questi trekking nel periodo giusto per ammirare il foliage in Veneto hai due opzioni:

  • andare tutti i weekend e osservare l’evoluzione della natura (cosa che dà molte soddisfazioni)
  • oppure stare in contatto con persone che in montagna ci vivono. Ad esempio seguendo il nostro profilo Instagram.

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Altri tre trucchetti.

Il versante conta quanto la quota. Sulla stessa montagna, il lato esposto a nord, più fresco, si colora prima di quello a sud. Lo stesso vale per conche e fondovalle dove ristagna l’aria fredda. Tranne che in Cansiglio, dove l’inversione termica fa sì che il bosco si comporti “al contrario”, con gli abeti in basso e la faggeta più in alto.

Se in alto è finito… il foliage non è finito! Ti è mai capitato di salire per i larici e trovarli già spogli? Non tornare a casa: scendi qualche centinaio di metri di quota e il colore lo ritroverai nelle faggete.

Infine, il meteo dei giorni prima conta più delle previsioni del giorno. Un fronte con vento forte può spogliare un lariceto in due giorni. Se la settimana prima è passata una perturbazione decisa, punta più in basso.

Il Cansiglio – il più classico dei foliage in Veneto

Il foliage per eccellenza, in Veneto, si trova proprio sul Cansiglio. Da fine settembre infatti sono tantissimi gli appassionati di fotografia che si addentrano nei boschi che avvolgono i prati del Cansiglio per immortalare la bellezza indiscussa dei loro alberi. I colori vivaci del rosso e del giallo si alternano premendo verso il verde intenso dei pascoli, riscaldando la tavolozza. Lo scenario è davvero unico.

Una delle particolarità di questo luogo sta nel fatto che, grazie al processo di inversione termica, gli abeti bianchi e rossi si trovano al confine con i prati pascolivi, mentre la faggeta spicca verso la cima. La seconda curiosità che ti raccontiamo è storica: i faggi del Cansiglio venivano usati dalla Repubblica di Venezia per la produzione di remi – “bosco da remi”, veniva chiamato – legname da opera e carbone.

E come se non bastasse il Cansiglio è il luogo prediletto dei cervi per i loro rituali amorosi. Ascoltare il bramito di questi nobili animali della foresta è davvero emozionante, e non è impossibile qualche avvistamento, a patto di portare il massimo rispetto per la natura.

Trekking facile in Cansiglio: il Percorso 1

Se è la tua prima volta in Cansiglio ti suggerisco questa camminata. Si tratta di un trekking ad anello di un paio di ore che attraversa tutto il bosco. Il dislivello è pochissimo, e ti permette di scoprire ogni sfumatura di questo luogo senza tempo. Scoprirai una foresta che si trasforma ogni poche centinaia di passi – cambia di colore, densità, intensità, attitudine; vedrai una coperta di muschio verde carico, che copre uniformemente il suolo, i massi, i tronchi degli alberi. La luce filtra tra le fronde, ma lo fa in modo modesto, trattenuto: girare per i boschi del Cansiglio è un’esperienza meditativa, crepuscolare.

14,6 km – 300 m dislivello – 5 ore e mezza

La descrizione completa dell’itinerario la trovi qui:👉 Percorso 1 del Cansiglio

Foliage tra Consiglio e Alpago

Escursione “meditativa” in Cansiglio: Casera e Monte Ceresera

Un percorso più defilato, tranquillo, che si svolge dentro boschi densi. Noi l’abbiamo percorso con un clima cupo e nebbioso, e gli alberi sono diventati presenze maestose. Stupendo.

11 km – 400 m dislivello – 3 ore e mezza

La descrizione completa dell’itinerario la trovi qui:👉 Casera Ceresera

La nostra escursione preferita in Cansiglio (anche per il foliage): Monte Pizzoc

16,8 km – 380 m dislivello – 5 ore

La descrizione completa dell’itinerario la trovi qui:👉 Anello del Monte Pizzoc

Foliage in Alpago

Ci sono luoghi che riconoscerei ad occhi chiusi. Mi basta l’odore, l’effetto del calore del sole sulla pelle, il suono del vento. L’Alpago in ottobre è uno di questi. Le mandrie non popolano più i pascoli d’alta quota: sono già scesi a valle lasciandosi dietro solo l’odore di animale e di fieno, mentre la faggeta inizia a colorarsi di oro.

Foliage in Alpago: 4 trekking per tutte le difficoltà

  • Difficoltà bassa. Per ammirare il foliage in Alpago il posto migliore è sicuramente nei pressi di Malga Pian Grant. Da qui in un attimo si può entrare in uno strepitoso bosco di faggi e compiere un percorso quasi in piano, rimanendo sempre immersi nel bosco e nei colori autunnali.

Dove vedere il foliage in Alpago

  • Difficoltà medio-bassa. Se hai voglia di una camminata semplice puoi dirigerti verso la bellissima Baracca degli Alpini, attraversando il silenzioso bosco di faggi secolari.

8 km – 350 m dislivello – 3 ore

Trovi la descrizione completa qui: 👉 Baracca degli alpini

Malga Pian Grant in Alpago

  • Difficoltà media. Ti consiglio l’escursione che da Malga Pian Grant arriva al Rifugio Semenza, il panorama dall’alto sui morbidi prati striati d’autunno è spettacolare. Il trekking dura un paio d’ore, ma fai attenzione ad un unico tratto esposto (non impegnativo); 👉èle info sono nella prima parte di questo articolo

Torta che spiega bene il Rifugio Semenza

  • Difficile. Dopo essere arrivato al Rifugio Semenza e Bivacco Lastè, puoi fare un giro ad anello verso il Cimon di Palantina. Il trekking completo richiede circa 6 ore, ma i panorami sapranno ripagarti della fatica.

1000 m dislivello – 7 ore

Trovi la descrizione completa qui: 👉giro ad anello in Alpago verso il Cimon di Palantina

Rifugio Semenza (E Davide al relax)

Le Dolomiti per il foliage più spettacolare

Non si può parlare di foliage in Veneto senza nominare le emozionanti Dolomiti. Che le Dolomiti siano uno dei posti più belli dove andare per monti non stupirà, ma a mio avviso molti luoghi diventano ancora più magici in autunno. Tanto più che le orde dei turisti se ne sono andate con le prime piogge, lasciando spazio ad atmosfere più contemplative e cariche di suggestione.

Foliage Dolomiti: 5+1 camminate per tutte le difficoltà

  • Percorso facile. Uno dei miei panorami preferiti in Cadore durante l’autunno è sicuramente il Lago di Misurina. Già solo la strada da percorrere in auto per raggiungere il lago si colora di un giallo intenso che, nelle giornate di sole, abbaglia dall’intensità. Dal Lago di Misurina partono passeggiate ed escursioni di tutte le difficoltà, ma il lungolago è il luogo ideale per una escursione facile, ma d’effetto. Solo guardare la massa infuocata dei larici che si riflettono sull’acqua vale la pena.

L’anello del Lago di Misurina sono 2,7 km, 20 metri di dislivello, meno di un’ora

Trovi tutte le informazioni qui: 👉Cosa fare al Lago di Misurina

Lago Misurina in autunno in Veneto

  • Percorso medio. Uno dei luoghi più amati dai fotografi naturalisti per ammirare il foliage è il trekking al Rifugio Palmieri quando la Croda da Lago si specchia nel Lago Federa e i larici che lo lambiscono si accendono dei colori dell’oro. Ecco, questo è forse davvero uno degli spot più famosi, più fotografati e anche più spettacolari delle Dolomiti in autunno.

19 km – 950 m dislivello – 5 ore

Trovi tutte le informazioni del percorso che consigliamo qui: 👉 Passo Staulanza – Lago Federa

Lago federa in autunno

Riflessi autunnali sul Lago Federa

  • Lago Coldai da Piani di Pezzè. Una delle classiche delle Dolomiti bellunesi, che in autunno si tinge di oro – e qui puoi apprezzare quanto queste sfumature contrastino in modo super estetico con il verde intenso dei mughi. Il Pelmo alle spalle e la parete del Civetta davanti completano il quadro.

11,4 km – 600 m dislivello – 4 ore e mezza

trovi tutte le informazioni qui: 👉 Lago Coldai da Alleghe

  • Molto bello anche, nelle dolomiti agordine (zona Falcade), il percorso che conduce alla Malga Bosch Brusà, contornata da splendidi larici. Il trekking attraversa anche il Sentiero geologico del Torrente Gavon: un libro di geologia a cielo aperto.

lunghezza, dislivello e tempo dipendono dal giro:

trovi tutte le informazioni qui: 👉 Malga Bosch Brusà e Sentiero geologico del Torrente Gavon

Silvia lungo l'anello di Bosch Brusà

  • Percorso “medio più”. L’anello Malga Framont – Busa da Camp nell’Agordino è un giro di quelli letteralmente da innamorarsene. I larici sono splendidi: dapprima fanno da tappeto per alcuni dei colossi dolomitici, poi riempiono d’oro la conca della Busa. Giro da non perdere e assolutamente moooolto poco frequentato.

14 km – 1190 m dislivello – 6 ore

Trovi tutte le informazioni qui: 👉Anello Malga Framont – Busa da Camp

Busa da Camp

  • Percorso difficile. Uno dei nostri percorsi preferiti parte da Podenzoi, l’ultima frazione salendo lungo i versanti ad ovest di Longarone. Una rete di sentieri si immerge nei boschi di faggi subito sopra l’abitato, ma è l’escursione al bivacco della Tovanella che ti lascerà senza fiato. Da qui ti consigliamo di intraprendere lo strepitoso giro ad anello di Cima de l’Albero, difficile per lunghezza, orientamento e qualche passaggio più impegnativo, ma sorprendente per colori e varietà di paesaggi. Persone? Pochissime, ma scenari TOP!

15 km – 1200 m dislivello – 6-7 ore

Trovi tutte le informazioni qui: 👉giro ad anello di Cima de l’Albero

Scendendo da Cima de l'Albero

  • Ti consiglio anche un altro trekking difficile (per lunghezza). Abbiamo oltrepassato i confini del Veneto e ci addentriamo tra le Dolomiti Friulane. Il giro ad anello di Casera Galvana nella Val Zemola è sicuramente uno dei percorsi più entusiasmanti che abbiamo fatto. Guarda l’articolo per vedere i colori ma, ancora meglio, non perderti la camminata in ottobre!

15 km – 1000 m dislivello – 6 ore

Trovi tutte le informazioni qui: 👉 giro ad anello di Casera Galvana nella Val Zemola

Casera Galvana in Val Zemola

Foliage in Altopiano dei Sette Comuni – autunno e natura tra storia ed arte

Sali verso l’Altopiano di Asiago in un giorno qualunque di un autunno qualsiasi: vedrai prati di un verde brillante stesi in morbide gobbe, ai bordi dei quali gli alberi si caricano di colori intensi. Quest’alternanza è la peculiarità di questa zona dove ogni giro – anche i più semplici – ti danno la possibilità di vedere l’autunno.

Foliage in Altopiano di Asiago: 4 trekking facili

  • Salita a Forte Campolongo. Ci puoi spendere una mattinata, e arricchire la tua esperienza del foliage con le tracce di storia (come la visita al Forte) e le curiosità ambientali (come la grotta dello Sciason) delle quali l’Altopiano è ricco.

9 km – 275 m dislivello – 2 ore e mezza

Trovi tutte le info qui: 👉 Salita a Forte Campolongo.

Forte Campolongo

  • Selvart. I versanti boscosi che incontri salendo da Mezzaselva sono stupendi e, in autunno, lo sono anche di più. Il percorso all’interno del parco tematico Selvart è un vero e proprio museo naturale a cielo aperto. Dalla partenza presso l’Istituto Elioterapico è possibile percorrere un trekking di circa 7 km con 400 mt di dislivello che tocca numerose opere scolpite nel legno dal talento di scultori internazionali. Purtroppo alcune opere sono andate distrutte, ma la passeggiata nel bosco con qualche curiosità merita ugualmente.

2,5 km – dislivelli contenuti – 1 ora e mezza

Il parco di sculture a Mezzaselva - Selvart

  • I dintorni di Rotzo. Poco sopra l’abitato di Rotzo, una serie di strade forestali e sentieri nel bosco sono perfetti per escursioni semplici, senza grandi pendenze, e ricchi di curiosità (te lo dicevo, no?). Noi ti consigliamo di puntare l’Altar Knotto, luogo di leggende; per un itinerario molto semplice puoi salire dalla Curva del Tellale, che si raggiunge da Albaredo di Rotzo, oppure salire dalla Chiesetta di Santa Margherita (c’è più dislivello, ma la gita è più completa).

4,2 km – 230 m dislivello – 1 ora e mezza

Trovi tutte le info qui: 👉 Escursione all’Altar Knotto.

L'Altar Knotto a Rotzo

  • Val Formica e rifugio Larici. Una zona dell’Altopiano sempre piacevole da girare, circondata da bei boschi che incorniciano con i loro colori morbide valli prative e tranquille strade forestali. Sempre bellissimo… in autunno un po’ di più!

… e 2 trekking di media difficoltà ad Asiago in autunno

I versanti dell’Altopiano che danno sul fiume Brenta sono coperti da boschi rigogliosi, che in autunno danno ancora più soddisfazioni. Si tratta di sentieri che in genere non implicano difficoltà se non quelle relative alla lunghezza del percorso e al dislivello. I nostri due trekking preferiti per salire in Altopiano sono:

  • il Sentiero del Vù, di valenza storica, che partendo da Valstagna sale al Col d’Astiago

9 km – 1100 m dislivello – 5 ore

Trovi tutte le info qui: 👉 Salita al Col d’Astiago sul Sentiero del Vù

Foliage salendo sul Vù da Valstagna

  • l’Anello dei Tre Confini, bello lungo e super camminabile (e con diversi ristori lungo il percorso, soprattutto nella prima parte dell’autunno)

17,3 km – 590 m dislivello – 6 ore

Trovi tutte le info qui: 👉 Salita alla Calà del Sasso

Copertina anello 3C Asiago

  • la salita alla Calà del Sasso, antica scala dai famosi 4.444 gradini, da percorrere con occhi aperti per i colori cangianti dei faggi

9 km – 680 m dislivello – 4 ore

Trovi tutte le info qui: 👉 Salita alla Calà del Sasso

I gradini della Calà del Sasso

Questi due percorsi possono essere concatenati in un lungo anello, da fare però solamente in giornate dal meteo stabile (trovi la descrizione nell’articolo sulla Calà del Sasso) e con gamba buona.

P.S. Se cerchi altre idee puoi dare un’occhiata al nostro articolo sulle migliori camminate ad Asiago.

Col d'Astiago dal Sentiero del Vù

Un itinerario foliage sull’Altopiano di Folgaria

Ti portiamo a una valle di distanza dall’Altopiano di Asiago, e precisamente a Folgaria, per un facile itinerario ad anello che, nella sua semplicità, ci ha stupiti. Il Sentiero Excalibur è pensato per i bambini, anche se non conosciamo adulto che non si cimenti nell’estrazione della Spada nella Roccia! Il percorso è facile, e offre molti scorci davvero atmosferici: la vegetazione la fa da padrona, ma si passa anche per un pittoresco laghetto, per ampi prati, per trincee della guerra.

L’Excalibur di Tonezza ti stupirà, promesso!

3 km – 130 m dislivello – 1 ora

Trovi tutte le info qui: 👉 Sentiero Excalibur di Tonezza

Silvia al laghetto di Tonezza

Le Vette Feltrine – il foliage veneto delle faggete infinite

Faggete infinite come le salite tipiche, ripidissime delle feltrine, che quando ne percorri i sentieri dopo l’autunno ti trovi a camminare sopra un letto scivoloso di foglie cadute, umide. E sono proprio i faggi delle Vette Feltrine a tingersi dei più bei colori del foliage autunnale.

Non ti consiglio un sentiero in particolare, ma un paio di zone:

  • la valle di San Martino, che si stacca dai prati sopra Vignui (Feltre). Non serve che ti inerpichi lungo il sentiero per il Bivacco Ramezza (ma se lo fai, lo spartano bivacco saprà accoglierti con un camino strepitoso): ti sarà sufficiente percorrere la forestale che segue la valle per essere circondato dai faggi;
  • il vallone di Campotorondo (ci accedi dalla splendida Valle del Mis). La salita alla Casera di Campotorondo è davvero impegnativa, ma i primi seicento metri di dislivello, subito dopo le case di Pattine, sono faggeta pura (ed emozioni) (e fatica!).

Davide a Campotorondo

Non sei in vena di camminate? Poco prima di Feltre sali al santuario di San Vittore e Santa Corona. Attorno all’edificio si respira un’atmosfera raccolta e silenziosa, ma tutta l’area è ottima per godere del foliage.

I Colli Euganei – il caldo autunno alle porte di Padova

Giochiamo in casa con un classico della pianura padana: il foliage dei Colli Euganei. Qui l’autunno è una questione di dettagli che si inseguono: gli alberi si colorano sui versanti dei colli e creano un contrasto assente in altre località da foliage più blasonate. Merito dei vigneti – le cui foglie si caricano di rosso – del verde argenteo degli olivi, dei ricchi castagneti con i tappeti di foglie secche e ricci svuotati.

Quindi i Colli Euganei vanno (hai letto bene, è un imperativo) esplorati anche in autunno. Ti suggerisco di iniziare con i dintorni di Arquà Petrarca, il Monte Fasolo e il suggestivo Pianoro del Mottolone.

Un consiglio: un trekking autunnale nei Colli Euganei non può non terminare alle terme! Non c’è niente di meglio di concludere una giornata all’aria aperta nelle calde pozze termali, osservando il tramonto mentre i vapori dell’acqua si confondono con la nebbia che scende.

Foliage sui Colli Euganei: tante escursioni facili e un trekking lungo

Colli Euganei, in autunno, è sinonimo di castagni. Un giro super classico per ammirare il foliage è l’anello del Venda, facendo attenzione però a prevedere la deviazione per il Bosco dei Maronari, un assembramento di castagni secolari davvero maestosi.

7 km – 380 m dislivello – 3 ore

Trovi tutte le info qui: 👉 Giro ad anello del Venda

Anello del Monte Venda e Maronari

Più semplice, la passeggiata al Pianoro del Mottolone rappresenta un unicum del Colli Euganei: nelle giornate giuste, l’inversione termica crea un’atmosfera peculiare sul pianoro, mentre il contrasto tra le ultime foglie delle viti e quelle degli alberi fanno il resto.

Trovi tutte le info qui: 👉 Passeggiata al Pianoro del Mottolone

pianoro del Mottolone

Diversi altri itinerari permettono di gustare un curioso foliage, fatto dell’accostamento dei castagni ai più intensi vigneti. Ma di tutte le stagioni, l’autunno è quella ideale per fare la più lunga delle escursioni sugli Euganei: l’Alta Via dei Colli Euganei. Si tratta di un vero e proprio trekking che ti porterà a percorrere 42 chilometri di sentieri, e a scoprire tutti gli ambienti euganei. Ci vuole una giornata intera per percorrerla tutta e, come sempre per queste avventure, evita i periodi di piogge intense, perché i sentieri sui Colli diventano molto fangosi.

42 km – 2000 m dislivello – 10/12 ore

Trovi tutte le info qui: 👉 Alta Via dei Colli Euganei

Lungo l'Alta Via dei Colli Euganei

P.S. Se cerchi altri spunti puoi dare un’occhiata al nostro articolo sulle migliori camminate sui Colli Euganei. E se preferisci utilizzare la bici per godere dei colori autunnali che “spuntano” dalla pianura, puoi percorrere l’anello E2 dei Colli che in questa stagione è una meraviglia!

I Colli Euganei in autunno

Il Montello – foliage e agriturismi

“Fagiolo” collinare che chiude la pianura trevisana, incastrato tra Montebelluna, Nervesa e Cornuda, dalla quota modesta ma dai panorami splendidi. Il Montello è il paradiso dei ciclisti, ma ci trovi anche belle escursioni autunnali a piedi.

Aggiungici infine che lungo le “prese” – le strade che lo attraversano da nord a sud – si trovano numerosi agriturismi e trattorie nelle quali si mangia benissimo: la ricetta per una perfetta giornata d’autunno è servita.

Una curiosità per concludere la giornata: non perderti l’Osteria ai Pioppi, in cui il proprietario ha costruito un vero e proprio parco dei divertimenti completamente a mano. Un’opera di ingegneria meccanica (l’elettricità è bandita) in grado di stupire grandi e piccini.

Foliage al Montello

Le Colline del Prosecco: il foliage delle vigne venete

C’è un feeling particolare, nell’ammirare il foliage dei vigneti. Le linee curve dei filari, i versanti ordinati, quell’aria autunnale e immobile, giusto prima che le foglie cadano…

Se c’è un posto che è un piacere da percorrere nella stagione del foliage, sono le Colline del Prosecco a Farra di Soligo. Ti proponiamo un bellissimo e lungo giro ad anello perfettamente immerso tra i vigneti del Prosecco dove, non bastassero i panorami vegetali, si passa anche per antiche abbazie e inaspettate gole naturali.

15,6 km – 620 m dislivello – 5 ore

Trovi tutte le info qui: 👉 Anello delle Colline del Prosecco a Farra di Soligo

Recoaro e Piccole Dolomiti

L’altopiano delle Montagnole è il contesto di una delle più amate (e facili) escursioni a caccia di foliage dell’intero Veneto. Siamo ai piedi delle Piccole Dolomiti, attorno ai 1000 metri di quota. L’intero Percorso o Sentiero dei Grandi Alberi si imbocca a Recoaro 1000, e permette di percorrere fino a 12 chilometri di splendido itinerario autunnale. Certo, dopo i 12 chilometri c’è da tornare indietro… per questo, in molti partono dalla Trattoria La Gabiola – all’incirca a metà percorso – andando così a fare una gita di 13 km in tutto.
Sentiero Grandi Alberi

La Lessinia – natura, carsismo e tradizione

Un altro altopiano dove ammirare il foliage in Veneto è quello della Lessinia. A nord di Verona, l’Altopiano della Lessinia offre una combinazione peculiare di forme geologiche bizzarre, verdi prati e boschi autunnali da non perdere.

Se non ci sei mai stato, ti consigliamo questi due luoghi:

  • la Valle delle Sfingi in autunno è il riassunto perfetto dei panorami della Lessinia, con i blocchi di roccia scolpiti che si ergono isolati sul prato, e il bosco che fa da cornice. Carpini, querce e castagni, ma anche faggi, abeti e pini si alternano tra malghe e contrade… una combinazione perfetta di natura e tradizione montana;
  • il Parco delle Cascate di Molina racchiude al suo interno una fittissima vegetazione, che a tratti permette di lanciare lo sguardo su verticali pareti di roccia nuda, caverne e cascate d’acqua sorgiva. All’interno si possono percorrere diversi ambienta, classificati secondo l’interesse ambientale (o Sentiero del Bosco), storico (Sentiero dei Molini) o archeologico (Sentiero delle Grotte);

Lessinia in autunno

Non dimenticare di far bene lo zaino

Foliage vuol dire autunno, autunno vuol dire… nebbia e pioggia! Beh, non sempre, certo… ma conviene essere preparati. Vestiti caldi, giacca impermeabile, bastoncini da trekking per le discese coperte di foglie, sono solo alcuni degli accessori fondamentali. Trovi la nostra attrezzature nella pagina dedicata del blog.

E, ovviamente, leggi prima di partire per le tue esplorazioni l’articolo su come si affronta un trekking sotto la pioggia!

Domande frequenti sul foliage

Perché le foglie cambiano colore in autunno?

D’estate la clorofilla, il pigmento verde che serve alla fotosintesi, determina il colore verde della foglia. Con le giornate più corte e il freddo, l’albero smette di produrla: emergono così i gialli e gli arancioni dei carotenoidi, già presenti nella foglia. I rossi invece sono una produzione autunnale vera e propria – gli antociani, che alcune specie, come aceri, sorbi e vite, fabbricano proprio in questa stagione.

Perché alcuni anni il foliage è più bello di altri?

Dipende dal meteo delle settimane precedenti. La combinazione ideale è fatta di giornate di sole e notti fresche ma non gelide: è quella che fa produrre più antociani e regala i rossi più accesi. Un’estate siccitosa, invece, spesso porta foglie che seccano prima di colorarsi. Una gelata precoce o un fronte con vento forte possono chiudere la stagione del foliage in pochi giorni. Ecco perché nessuno può prometterti la data perfetta con settimane d’anticipo.

Quanto dura il foliage?

In un singolo bosco, il momento di massimo colore dura in genere una o due settimane. In tutto il Veneto, invece, la stagione si allunga per più di un mese, perché il colore scende di quota: dai larici delle Dolomiti a fine settembre fino alle vigne del Prosecco a novembre. Se hai perso il picco in un posto, quasi sempre lo ritrovi altrove.

Dove vedere il foliage fuori dal Veneto?

Ovunque ci siano boschi di latifoglie o lariceti, cioè in buona parte dell’arco alpino e dell’Appennino. Se vuoi spingerti più in là, dai Lagorai al Lago di Tovel fino alla Valle d’Aosta, abbiamo raccolto i posti più belli, regione per regione, nel nostro articolo su dove vedere il foliage in Italia.